Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

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    federicanobile

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  federicanobile il Dom Mag 08, 2011 3:39 pm

    Non ci sono molte parole e molte cose da dire su " Lo scafandro e la farfalla", se non che è un film che tutti dovremmo vedere per capire la vita. Il film è un'esperienza toccante dal primo minuto, un esperienza che come spettatore vivi dal corpo del protagonista, seguendo il suo percorso di solitudine e dolore, un percorso intenso e toccante che ti porta a capire che la nostra esistenza non sono le cose che ci circondano ma che la vita, siamo noi stessi con i nostri sentimenti e con i nostri ricordi. La storia è quella vera di Jean-Dominique Bauby, caporedattore di Elle France, un uomo in carriera circondato da donne bellissime e da una vita decisamente chic e glamour. Quando Jeando (come lo chiamano gli amici) viene colpito dalla Locked-in-syndrome. La sua vita si piega improvvisamente e drasticamente alla malattia, una malattia che lo vede paralizzato dalla testa ai piedi con la sola facoltà di battere una palpebra. Questa palpebra e la grande forza aiuteranno Bauby a creare un modo di comunicare col mondo esterno, un nuovo alfabeto che lo aiuterà a scrivere un libro sul percorso doloroso e illuminante verso la speranza. Lo stato di disperazione e il senso di soffocamento iniziale, lo scafandro appunto, si schiuderanno verso la condizione di farfalla, la condizione nella quale il corpo non serve più ma a sopravvivere basta la propria anima coi ricordi, coi sogni e con l' immaginazione come un collage di fotografie e pensieri. Ed è per questo che il film è estremamente toccante, perchè lo si guarda come si sfoglierebbe un album di vecchie fotografie, lo si percepisce dal punto di vista del malato proprio guardando attraverso il suo occhio che si appanna quando si commuove proprio come quello tuo di spettatore.
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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  Maria Grazia Ferri il Dom Mag 08, 2011 3:43 pm

    Del film “ Lo scafandro e la farfalla” mi ha colpito l’idea della soggettività, che porta lo spettatore ad immedesimarsi nel pensiero del protagonista Jean-Dominique Bauby: un uomo che si risveglia dal coma, vittima di un ictus che lo ha paralizzato completamente.
    Jean-Do è un uomo che soffre e ha paura, che ama, desidera, che rimpiange e ricorda, che sbaglia, impara, un uomo che si prende in giro, si arrende e poi lotta.
    E' un'opera che trasmette emozioni pure e spinge verso riflessioni profonde: la vita è spesso immaginata come una linea retta, una successione di eventi logici e sequenziali, ma in realtà essa, come dimostra il film, può cambiare da un momento all’altro e “l’imprevisto”, che si manifesta senza alcun preavviso, può sconvolgere l’esistenza.
    In quel corpo rigido e incontrollabile come lo scafandro, solo un occhio si muove, e quell'occhio, è il suo unico legame con il mondo, con gli altri, con la vita. La realtà vista nel film ,dunque,è scioccante e dura,perché permette di farci capire in prima persona come ci si può sentire se da un giorno all'altro tutte le nostre certezze,anche le più ovvie possano venire meno.
    "Ho appena scoperto che a parte il mio occhio ho altre due cose che non sono paralizzate: la mia immaginazione e la mia memoria", è questa la frase che esalta la voglia di vivere del protagonista, perché in questo modo lui può immaginare qualsiasi cosa, luogo e persona, fino a inventarsi una vita libera, fino a rivivere la vita passata e dare un nuovo senso e valore alle esperienze, alle sue donne, ai figli.
    Una scena che mi ha colpito nel film, è quando entrano nella stanza di Bauby due uomini che gli fanno una domanda rivolgendosi all’ortofonista e quest’ultima risponde dicendo che la domanda andava fatta a Bauby. Ciò riprende proprio i discorsi che noi spesso facciamo in classe , ovvero che anche i disabili vanno rispettati, sono degli uomini e in quanto tali vanno presi in considerazione come tutti gli altri esseri umani. Un ’altra scena, invece, si collega all’argomento delle barriere architettoniche, ed è quella del padre di Bauby che per telefono dice a suo figlio che loro sono due prigionieri,in quanto Bauby lo è per il suo corpo mentre lui per il suo appartamento.
    Il film, dunque, presenta una sorte di scala di valori che ci fa capire quali sono le cose veramente importanti della vita. È uno di quei pochi film che ti lascia qualcosa dentro, per sempre, perché è tenero e struggente, poetico e drammatico, e sprigiona una energia vitale impensabile.
    Il film fa riflettere sul significato della vita e sull’importanza dell’amore intenso e profondo che si prova anche per una persona che è prigioniera del proprio corpo e incapace di comunicare, ma viva dentro e bisognosa d’affetto. Basta uno sguardo, una carezza, un bacio, un sorriso e nient’altro.






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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  mariabarbarino il Dom Mag 08, 2011 3:54 pm

    VOLEVO CONDIVIDERE CON VOI QUESTO EVENTO DI UNA RAGAZZA DI TRENTA ANNI DISABILE , DI NOME MARIA CHE SABATO SETTE MAGGIO 2011 HA PARTECIPATO AL CAMPIONATO ITALIANO TENUTOSI A TERNI.MARIA PRIMA DI ESIBIRSI NEL KATA HA FATTO LEGGERE UNA LETTERA DALLA SUA AMICA ESPONENDO TUTTA LA SUA GRATITUDINE AI SUOI MAESTRI DI KARATE,I QUALI NONOSTANTE IL SUO DISAGIO LA SEGUONO NEL SUO PERCORSO SPORTIVO.INFATTI MARIA NONOSTANTE LA SUA DIVERSABILITA'(SIEDE SU UNA SEDIA A ROTELLE)NON SI E' PERSA D'ANIMO E OGGI E' UNA CINTURA NERA.NELLA LETTERA ELLA HA AFFERMATO CHE TUTTE LE PERSONE CHE SI TROVANO NELLA SUA SITUAZIONE NON DEVONO SCORAGGIARSI POICHè ANCH'ESSI FANNO PARTE DEL MONDO E DEVONO COMBATTERE CONTRO TUTTE LE BARRIERE MENTALI E ARCHITETTONICHE E LEI NE E' UN ESEMPIO.
    http://i28.servimg.com/u/f28/16/28/17/54/p0705110.jpg
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    LO SCAFANDRO E LA FARFALLA:LEZIONE DI VITA!

    Messaggio  ANNA SEQUINO il Dom Mag 08, 2011 4:04 pm

    Nel laboratorio del 12 maggio,abbiamo assistito alla proiezione di un film spettacolarmente profondo ed emozionante.
    Il protagonista di questo film è JEAN DOMINIQUE BAUBY,giornalista e caporedattore di una rivista che improvvisamente viene colpito da un ictus che gli causa una grave disabilità
    Questa disabilità è dovuta ad una rara sindrome che prima lo porta ad un profondo coma e poi dopo il risveglio lo rende completamente immobile lasciando lucida e consapevole solo la sua mente.
    Bauby si ritrova di colpo in un corpo immobile di cui era prigioniero proprio come un palombaro nel suo scafandro.
    Bauby grazie all’usa della sua memoria e immaginazione(facoltà che riscopre solo dopo l’incidente) riuscirà con l’ausilio di una particolare tecnologia di scrittura a dettare il suo libro ad una redattrice.
    Ancora una volta guardando questo film ho capito quanto sia importante lo sviluppo delle tecnologie per poter affrontare la disabilità.
    Purtroppo Bauby è colpito da una disabilità molto forte e quindi molto difficile da combattere perché non ti lascia molte alternative per vivere ma,nonostante questo è riuscito a trovare la forza per continuare a lottare convivendo con questo male ma soprattutto cercando di ricavare ciò che di positivo può celarsi dietro un dolore così grande.
    Il personaggio di Bauby mi ha colpita per la sua grande forza d’animo e per la sua capacità di perseverare nell’inseguimento dei suoi sogni anche quando tutto sembra perduto tant’è che riesce a trovare questo modo per comunicare con il mondo esterno e scrivere così nel suo libro le sue emozioni,sensazioni,paure e speranze per il futuro.
    Abbiamo studiato che la disabilità può essere temporanea,accidentale e degenerativa,nel caso di Bauby siamo di fronte ad una disabilità accidentale che si trasforma in una degenerativa che conduce poi alla morte.
    Nonostante questa conclusione dolorosa Bauby incarna un personaggio importantissimo per chi come lui si trova ad affrontare una disabilità così grande perché,Bauby fa della sua disabilità una fortuna riuscendo ad usare la palpebra del suo occhio sinistro (unica parte del corpo che ancora riesce a muovere),l’immaginazione e la memoria per continuare a vivere esprimendo la propria libertà interiori e dimostrando che anche l’immobilità può essere fonte di gioia.
    La frase di bauby che più mi ha colpita e che sicuramente porterò per sempre nel mio bagaglio di emozioni è :SONO CIECO E SORDO,C’ E’ VOLUTA L’AMARA LUCE DI UN DRAMMA PER TROVARE LA MIA VERA NATURA!
    E ancora “LA MALATTIA E’ UN COLLOQUIO INTERIORE CON TE STESSO,SU COSA SEI E COSA SARAI!”
    Queste parole mi serviranno per rincuorarmi e rialzarmi ogni qual volta le difficoltà della vita mi renderanno debole perché Bauby mi ha dimostrato che nulla può porre fine alla tua gioia e ai tuoi sogni se il cuore continua ancora a battere anche in corpo immobile!
    Spero che questo messaggio possa essere colto anche da chi soffre di una disabilità o di una malattia per poter così riaccendere quella fiamma che è dentro di noi e che è fonte di vita!
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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  carolina_iacuaniello il Dom Mag 08, 2011 5:57 pm

    "Lo scafandro del corpo non impedì alla farfalla dell’anima di uscire e comunicare" penso questa sia la frase più significativa e riassutiva dell'intero film. "LO SCAFANDRO E LA FARFALLA" l'ennesima esperienza vissuta in aula che ci ha riportati letteralmente nel mondo di un diversamente abile. Il film ci ha immersi letteralmente perchè fin dalla prima scesa il regista è riuscito ad emulare il modo di vedere del protagonista, una visione offuscata quasi asfissiante. Asfissiante come il rendersi conto del su stato di paralisi totale, escluso il suo occhio che sarà il mezzo di comunicazione con il mondo, il mezzo che gli ridarà la forza di lottare grazie al grande potere della mente con l'immaginazione e i ricordi. Emerge il concetto di RESILIENZA,la capacità dell'uomo di affrontare e superare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente. Prima di questo però emerge un altro argomento molto importante, fulcro dell'attenzione, anche dei media negli anni scorsi, si ricordi il caso Welby, Englaro ecc. L'eutanasia,letteralmente buona morte,è il procurare intenzionalmente la morte di un individuo la cui qualità della vita sia compromessa da una malattia, menomazione o condizione psichica. Il protagonista-giornalista sfugge da questa "voglia di morire" mosso dalle emozioni che nonostante il suo corpo-scafandro, sono ancora vive e libere di muoversi in quel posto dove la materialità delle cose non ha senso: la mente.

    "mi serviva la luce dell'infermità per vedere la mia natura"
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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  claudia cancro il Dom Mag 08, 2011 6:38 pm

    Inizio questo mio commento col dire che è la prima volta che guardo questo film "Lo scafandro e la farfalla"e nonostante in aula all'inizio della visione del film ci siano stati un pò di problemi tecnici a causa dell'audio,è stato veramente toccante guardarlo,in quanto in questo film si affronta un tema molto particolare, che è quello della RESILIENZA,ovvero la capacità di uscire vincenti in una situazione avversa e di resistere agli urti improvvisi senza rompersi o spezzarsi.
    In questo caso si parla di una capacità di adattamento passivo,ossia la possibilità di riuscire ad accettare le situazioni che non possono cambiare,senza continuare a valutarle negativamente bensì imparando da esse,o dedicandoci ad altro.
    Ed è proprio con queste parole del libro "Nozioni introduttive di pedagogia della disabilità" della prof.Briganti,che mi voglio riallacciare al film,dove si vede come il protagonista Jean Dominique Bauby,si dedica alla scrittura di un libro,nonostante la sua situazione avversa ,che dopo un ictus lo ha portato alla paralizzazione di tutto il corpo;questo è avvenuto grazie all'aiuto di una donna (se non sbaglio si chiamava Marie)che comunicava con Jean Dominique attraverso un alfabeto,dove le lettere venivano ordinate per la frequenza del loro uso,tutto ciò solo grazie all'uso di un solo occhio, quello sinistro che gli era stato cucito.
    Una della scena più emozionanti è stata quella dell'incontro in spiaggia con i suoi tre figli,nel giorno della festa del papà,dove il protagonista dice:"pensa":anche un abbozzo ,un ombra di papà è pur sempre un papà
    Jean Dominique:Ho deciso di non compiangermi mai più.
    Muore dieci giorni dopo la pubblicazione del suo libro.
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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  nicolettabarbato il Dom Mag 08, 2011 6:48 pm

    Jean-Dominique Bauby si risveglia dopo un lungo coma in un letto d'ospedale e scopre un'atroce verità: il suo cervello non ha più alcun collegamento con il sistema nervoso centrale. Egli, è totalmente paralizzato,(la paralisi è la perdita totale non irreversibile della funzione motoria di un organo, causata da lesione del nervo motore o da patologia di natura tossica, infiammatoria, o meccanico-traumatica del sistema nervoso o delle fibre muscolari) e ha perso l'uso della parola oltre a quello dell'occhio destro. All’ospedale tutti prendono di buon cuore il suo caso, soprattutto, due ortofoniste esperte, molto religiose e vogliose di fare qualcosa per migliorare l’esistenza di quest’uomo, un’ esistenza colpita da un male improvviso. Attraverso l’utilizzo di un alfabeto specifico in cui le lettere vengono ordinate secondo un apposita sequenza, egli potrà lentamente riprendere il contatto con il mondo, battendo una volta l’occhio sinistro per rispondere di si e due volte per rispondere di no alle domande che gli vengono poste. Attraverso questo meccanismo, egli riuscirà con l’aiuto di un assistente e delle due ortofoniste a scrivere un libro con il titolo che oggi è un film. Una cosa molto bella è stata vedere l’aiuto che la moglie e i figli, nonostante Jean non sia stato un buon marito e un padre molto presente; hanno dato al protagonista. L’amore, l’affetto e il coraggio aiutano tantissimo a superare situazioni di malessere e disagio come quella raccontata nel film. Guardandolo ho pensato alle tante persone che, invece, nella vita sono sole, che non hanno nessuno e che vengono abbandonate al loro destino. E’ importante trovare qualcuno che crede in noi che ci dia la forza di vivere nonostante tutto…C’è una scena in cui la dottoressa, dice al protagonista: ”deve attaccarsi all’uomo che è in lei e sopravvivere!”. Dentro ognuno di noi c’è una persona speciale e unica. Spesso, quando ci colpisce un male improvviso, la prima cosa che ci viene in mente è quella di farla finita. Questo è il primo pensiero che il protagonista comunica all’ortofonista, quando, inizia ad usare l’alfabeto:”io voglio morire!”.L’dea di vivere come un vegetale è una cosa insopportabile, dipendere da qualcuno non essere liberi nemmeno di compiere semplici gesti quotidiani, terrorizza e spesso, si pensa che l’unico rimedio efficace possa essere solo la morte. Durante i momenti di sconforto, ci sembra che la nostra esistenza tutto d’un tratto ci compare dinnanzi e cosa strana ricordiamo solo i nostri fallimenti e ci pentiamo amaramente degli istanti di felicità che abbiamo lasciato andare via. Il protagonista dice: ”ero cieco e sordo, mi serviva la luce della mia infermità per vedere la mia vera natura”. Questa è una cosa paradossale, nei momenti più drammatici capiamo chi siamo, cosa vorremo essere, e cosa ci piacerebbe fare. E’ importante, però quando si perde un’abilità, potenziarne altre, perché ogni essere umano, è attraversato da molteplici abilità. Anche, quando, non abbiamo più niente, anche quando, si rimane colpiti da un ictus totale, non dobbiamo dimenticare che ciò che nessuno potrà mai toglierci è la memoria e l’immaginazione. E’ importante ricordare i momenti belli, farsi forza essere soggetti resilienti, vivere nonostante tutto; e capire che la vita è un bene prezioso un regalo grande che non bisogna sprecare.
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    Fabrizia Pinto

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    Lo Scafandro e la Farfalla

    Messaggio  Fabrizia Pinto il Dom Mag 08, 2011 7:21 pm

    Lo Scafandro e la Farfalla

    Ancor prima di iniziare il mio lavoro di riflessione, vorrei fare una piccola premessa. Questo film ci ha permesso di comprendere il disagio della disabilità attraverso l’occhio del protagonista: Jean-Dominique Bauby. Tale prospettiva mi ha molto toccata. Devo però confessarre che ciò che più mi ha colpito è stata la reazione di chi dall’esterno ha vissuto questa forte esperienza. Sto parlando infatti delle difficoltà che hanno avuto i medici, gli amici e i familiari di Jean-Dominique Bauby, a relazionarsi con una patologia così invasiva quale la Sindrome Locked-in.

    Scene significative: E’difficile per me riportare le scene più significative, in quanto credo che l’intero film sia degno di una profonda considerazione. La mia sensibilità ha però colto il modo attraverso cui i figli si prendevano cura del loro padre. Con una tale naturalezza e spontaneità. I bambini in effetti sono totalmente aperti verso ciò che è diverso, e tutto ciò dipende dal fatto che non sono ancora contaminati da pregiudizi culturali. Sembra quasi che i figli di Bauby non riuscissero a vedere un uomo disabile, ma solo la figura di un padre. Essi giocano infatti all’aria aperta, correndo e cantando senza percepire minimamente il profondo cambiamento che era avvenuto nella loro vita.

    Personaggi: Anche se la sua figura può sembrare del tutto marginale, credo invece che Laurent, amico di Jean-Dominique Bauby, sia un personaggio molto più importante di quello che crediamo.
    Laurent riflette infatti il senso comune. Non sa affatto come comportarsi, è impacciato. Si dimentica di guardare l’occhio dell’amico quando legge l’alfabeto. Gli riferisce ciò che la gente pensava di lui, cioè un VEGETALE, senza pensare minimamente che quella parola avrebbe potuto ferirlo ancor di più della sua condizione.

    Aspetti specifici della disabilità: La disabilità purtroppo non è sempre oggetto di rispetto. Nel film lo dimostrano i due tecnici venuti in camera di Bauby per installare un Telefono Viva Voce. Senza nessuna delicatezza sono infatti entrati nella sua camera. Sembravano quasi non accorgersi della presenza di un disabile. Ironicamente si chiedevano a cosa sarebbe potuto servire un telefono ad un unomo che non poteva muoversi e altrettanto parlare.
    Metaforicamente, molte persone sono affette dalla Sindrome Locked-in. Pur avendo la possibilità di vedere, esse sono intrappolate in una corazza di ignoranza, superficialità e odio.
    A tale proposito risultano molto significative le parole dello stesso Bauby: “Sono solo vecchi, disabili o esseri inerti e muti come me. Un esercito di storpi. Malati che il destino ha spinto alla deriva, ai confini della vita”.

    Collegamenti con la teoria: Fondamentale per Jean-Dominique Bauby è stato il rapporto instaurato con le due terapiste, Henriette e Marie.
    Tra Bauby e le sue terapiste non si crea esclusivamente un rapporto medico-paziente, ma un vero e proprio scambio di emozioni, cioè una Relazione Educativa. Ogni relazione, ogni incontro umano è educativo perchè portatore di valori, significati, opinioni che assumono un peso educativo nella crescita di colui che li riceve. Ma non solo, perchè tutti possono insegnare e tutti possono imparare ed è per questo che la relazione educativa si configura come uno scambio in cui entrambe le persone ricevono e danno qualcosa.
    In particolare tra Bauby ed Henriette si instaura un rapporto molto profondo, un rapporto che va oltre la professionalità.







    MariaVerrone

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  MariaVerrone il Dom Mag 08, 2011 8:40 pm

    Lo SCAFANDRO E LA FARFALLA è un bellissimo film che già avevo citato in un commento precedente.Il protagonista principale del film è JEAN DOMINIQUE BAUDY, il quale all'età di 43anni viene colpito da un ictus devastante e si risveglia dopo un lungo periodo di coma e il suo cervello non ha più alcun collegamento con il sistema nervoso centrale e sarà completamente paralizzato,però l'unico mezzo per comunicare è battendo la ciglia dell'occhio sinistro e riprendendo cosi il contatto con il mondo esterno.

    Una scena che mi ha colpito è quando l' uomo manifesta il desiderio di morire perché non si accetta e si vergogna, ma grazie all'aiuto dei familiari e degli amici e soprattutto dell'analista riesce a superare questo momento di crisi e anche con la sua volontà di non arrendersi.Quindi in questo caso emerge il concetto di RESILIENZA, dove l'individuo reagisce di fronte a situazioni di forte disagio attraverso l' attivazione di competenze individuali e risorse interiori.La RESILIENZA può essere definita anche come la capacità di accettare le situazioni che non possono cambiare e di adattarsi alla realtà che ci circonda.
    Il protagonista accetta la sua situazione anche perché aveva capito che aveva anche altre due cose non paralizzate:l'IMMAGINAZIONE e la MENTE LUCIDA,infatti riesce a viaggiare con la mente in luoghi lontani che gli permettono di provare piacere e desiderio.

    Un'altro personaggio del film che mi ha colpito è stato quello dell'ortofonista,perché lo accoglie come una persona normale e lo ama per quello che è,infatti lo aiuta e lo incoraggia nei suoi momenti difficili e grazie al suo aiuto gli permette di scrivere un libro,la quale con tanta pazienza e amore legge le lettere dell'alfabeto e lui batte le ciglia e lei riporta il suo pensiero.

    Una scena che non ho sopportato e mi ha provocato rabbia è quando i due tecnici entrano nella stanza del paziente per mettere il telefono e vedendo la condizione in cui si trovava il paziente, si permettono di dire:A cosa serve un telefono se non riesce a parlare?Ascoltando queste parole sono rimasta stupita, perché secondo il mio parere queste persone non hanno un senso di dignità e di rispetto verso l'altro e non riescono a capire come una persona si possa sentire a disagio e non bisogna giudicare una persona solo per una loro diversità ma di andare oltre a ciò,infatti a loro basta anche una carezza, un saluto e un sorriso per renderli felici.

    Secondo me questo film fa riflettere tanto sul significato della vita e dei suoi valori e l'amore che si possa provare per una persona disabile e soprattutto farlo sentire accettato dalla società.

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  Principia Palomba il Dom Mag 08, 2011 8:56 pm

    "Lo Scafandro e la farfalla" un bellissimo film mai visto prima, ma molto interessante perchè intenso, profondo, angosciante, commovente e in alcune parti ironico. Ispirato alla storia vera di Jean Bauby, che a 43 anni viene colpito da un ictus, mentalmente vigile ma quasi del tutto paralizzato, solo un occhio e la sua palpebra sono in grado di muoversi. Due frasi mi hanno colpito del protagonista,la prima:"lo Scafandro del corpo, non impedì alla farfalla dell'anima di uscire e comunicare"; la seconda: "ho appena scoperto che a parte il mio occhio ho altre due cose che non sono paralizzate: la mia immaginazione e la mia memoria". Infatti Bauby, utilizza lo spirito (la farfalla) per ricominciare a sperare in una ripresa. L'occhio, la memoria e l'immaginazione diventano così i tre elementi che gli danno la forza di cercare e trovare la libertà interiore nella prigionia del corpo (lo Scafandro), di raccontare e raccontarsi e di dare vita ad un libro dove "anche l'immobilità può essere fonte di gioia". Nel film i personaggi che mi hanno colpito di più e che hanno accompagnato Bauby nella sua agonia sono: l'ortofonista Henriette, che aiuta a dare vita al pensiero attraverso le parole; la moglie di Bauby con i figli, il papà disperato perchè vede il proprio figlio come un vegetale; in ogni caso i familiari hanno cercato di farlo reagire e di farlo sentire un uomo normale. In questo film possiamo parlare del concetto di "resilienza" poichè Bauby smette di commiserarsi e di stare male e comincia un percorso in cui reagisce, affrontando il problema e dimostrando una forza interiore. Da qui la decisione di voler scrivere un libro, "il suo libro" in cui parla della sua esperienza ed esistenza.
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    NUNZIA PINTO

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  NUNZIA PINTO il Dom Mag 08, 2011 9:18 pm

    IL MIO STATO D'ANIMO DA UNA SETTIMANA è MOLTO FRAGILE ED OGGI IN AULA GUARDANDO IL FILM "LO SCAFANDRO E LA FARFALLA" LO è STATO ANCORA DI PIù...


    PERSONAGGI: senz'altro il personaggio che più mi ha colpito è stato quello del protagonista Jean-Dominique Baudy...il descrivere e vedere la vita dalla sua prospettiva di disabile è davvero toccante!!!!


    SCENE SIGNIFICATIVE: due sono, in particolar modo, le scene che mi hanno colpito maggiormente
    -il risveglio ossia il vedere la drammaticità di un evento(ictus)che ti porta all'improvviso ad una disabilità...Baudy prova"orrore"per se stesso,non ha voglia di vivere,si sente un palombaro rinchiuso nel suo scafandro

    -la voglia di essere una farfalla ossia la voglia di poter continuare ad essere libero di vivere nonostante è prigioniero del suo corpo.
    "L'immaginazione e la memoria sono i soli mezzi per evadere dal suo scafandro"


    ASPETTI SPECIFICI DELLA DISABILTà: la comunicazione.Il comunicare con la tavoletta ricca di segni(alfabeto)è l'elemento fondamentale per far si che il disabile possa rapportarsi e "parlare"con il mondo esterno

    COLLEGAMENTI CON LA TEORIA:questo film mi riporta alla mente due concetti che abbiamo affrontato in aula
    -la resilenza ossia la volontà dell'individuo disabile di reagire di fronte a situazioni di forte disagio
    -la relazione educativa ossia l'istaurazione di rapporti significativi...essa si configura infatti come uno scambio in cui entrambe le persone(in questo caso ad esempio Baudy e la terapista)ricevano e danno qualcosa.
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    AntoniettadeGaetano

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla

    Messaggio  AntoniettadeGaetano il Dom Mag 08, 2011 9:58 pm

    Il film "Lo scafandro e la farfalla" è stato molto commovente, angosciante nei primi minuti,ma davvero molto bello.
    Il film racconta la storia di Jean-Dominique Bauby che viene colpito da un ictus che gli danneggia tutte le funzioni motorie lasciandolo cosciente.
    Ho provato ad immedesimarmi nel personaggio chiedendomi che cosa mai avrei fatto se mi fossi trovata al posto di Jean;rinchiusa nel mio stesso corpo e incapace di comunicare con gli altri.
    Probabilmente non resisterei un solo minuto!!
    Dato dominante del film è stata la RESILIENZA ossia la capacità di resistere e di reagire alla propria disabilità,infatti Jean con il solo movimento della sua palpebra sinistra detterà un libro :per settimane intere,ogni mattina prima dell'alba,pensa e memorizza un capitolo.
    E' come se dall'oblò del suo scafandro, il suo corpo inerte,ci invia delle cartoline di un mondo che noi possiamo solo immaginare dove la farfalla.il suo spirito, può volare libera.
    Voglio terminare il mio commento a questa autobiografia di vita "non vissuta" con una citazione tratta dal film che mi ha colpito.
    Forse a leggerla non sembrerà niente di che,ma mi ha trasmesso la sensazione che niente ci può bloccare se abbiamo l'immaginazione:

    [i][font=Arial Black]Ho appena scoperto che a parte il mio occhio ho altre due cose che non sono paralizzate: la mia immaginazione e la mia memoria.[i]

    teresa d'andrea

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    16.film lo scafandro e la farfalla

    Messaggio  teresa d'andrea il Dom Mag 08, 2011 10:00 pm

    Non avevo mai avuto l'opportunità di vedere il film "lo scafandro e la farfalla",e adesso che grazie a questo corso ho potuto farlo,devo dire che è stato veramente emozionante. I personaggi che più mi hanno colpito sono:il protagonista Jean Dominique Bauby che si risveglia dopo un lungo coma totalmente paralizzato,riesce a comunicare soltanto con la palpebra sinistra,e la sua fisioterapista che lo aiuta non solo nei movimenti ma anche ad esprimersi,infatti ella adotta un sistema di lettere al cui ascolto,Jean poteva indicare le lettere che gli servivano per compiere le frasi,attraverso il battito della palpebra. Egli chiede di poter morire ma dopo si rende conto che può farsi coraggio e andare avanti,introducendo così il tema della RESILIENZA,affrontato in aula insieme alla prof.Briganti. E' stato un film abbastanza forte e non so se lo rivedrei però consiglio a tutti di vederlo perchè ti lascia delle sensazioni molto forti che difficilmente possono essere cancellate.Jean deve essere un esempio per tutte le persone che soffrono,che devono riuscire a trovare il coraggio e la forza per andare avanti.
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    Tommasina Formicola

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    16. film lo scafandro e la farfalla

    Messaggio  Tommasina Formicola il Dom Mag 08, 2011 11:56 pm

    Sono un'amante di film drammatici,horror,ma nel visionare questo film sono stata assalita da ansia e profonda angoscia... Assurdo,per una come me che difficilmente si impressiona.Scioccante e Dura realtà vista in chiave cinematografica. Mi ha fatto riflettere Tantissimo su come ci si può sentire se da un giorno all'altro,tutte le nostre certezze,anche le più ovvie,possano venir meno.
    Seguendo tutto il film,dal punto di vista del protagonista,noi vediamo come lui,sentiamo il suo disorientamento iniziale dopo il risveglio dal coma,il panico e la rabbia dopo la frustrazione e una lenta risalita fino a che capisce che nel suo corpo,imprigionato dalla malattia "lo scafandro" c'è "la farfalla" che con il suo pensiero,i suoi ricordi e la sua immaginazione,può volare ancora alto.
    Capisce che c'è ancora Vita e ci si può perfino ridere sù. Film girato in maniera sorprendente,un viaggio estremo nel corpo e nella mente di un'uomo,Profondo e Toccante. Film come questo,spaventano un pò,ma consiglio vivamente la sua visione,è stata un'esperienza che mi ha lasciato un'emozione bella,forte e sincera.
    Alcune sequenze sono state veramente toccanti,come ad esempio la telefonata del padre ultra novantenne o quella della moglie. Momenti di disperazione "Voglio Morire" ai messaggi di Speranza "Vivo per i Miei Figli".
    Il fatto che sia tratto da una storia Vera,è davvero commuovente.
    Jean Dominique Bauby,è un Vero Esempio per quanto riguarda il TEMA DELLA RESILIENZA,ossia il reagire positivamente difronte ad una condizione di disagio mediantel'attivazione di competenze individuali e risorse interiori.
    Voglio concludere dicendo che questo film mi è servito per apprezzare di più Tutto ciò che mi circonda e che la cosa più importante che l'uomo possiede è l'essere in buona salute.. I love you
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    angelacatuogno

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  angelacatuogno il Lun Mag 09, 2011 7:52 am

    Il film lo scafandro e la farfalla è la storia di BAUBY,caporedattore di una rivista.
    Egli scopre di avere avuto un ictus cerebrale.Il suo cervello non ha piu collegamenti con il suo sistema nervoso centrale,rimane paralizzato,perde l uso della parola e riesce solo a vedere con l occhio sinistro.
    Un film davvero toccante fin dall inizio,perchè sono stata completamente catapultata nella visione di un film per me sconosciuto e perchè tutto inizia dal punto di vista del protagonista,la cinepresa è il suo occhio ed è proprio per questo inizilamente mi ha trasmesso un di ansia,volevo capire perchè immagini una dietro l altra,cosa avesse il protagonista,ma quando i dottori gli hanno toccato le gambe ho subito capito che oltre a non vedere con un occhio,a non riuscire a parlare era anche paralizzato...
    Una delle scene che piu mi ha colpita è stata quando esprime il desiderio di morire una mattina quando viene portato fuori nella terrazza dell ospedale,egli intravede la propria immagine nelle vetrate di una finestra, si spaventa e vede un mostro che non riesce a riconoscere!
    Ma grazie all amore dei suoi familiari,amici e soprattutto alla sua forza di volontà supera questa crisi e si promette di andare avant,lottare e di rivelare al mondo intero quello che sente dentro di se scrivendo un libro..
    Allora uno dei tanti collegamenti alla teoria che posso rintracciare in questo fim è quello della resilienza,affrontato in diversi momenti...
    L a resilienza è la capacità di resistere a dei momenti difficili e quindi di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici dell vita,partendo dalle risorse interiori...cosi come ha fatto il protagonista del film,partendo dalla stesura di un libro in cui egli si avvale dell immaginazione e racconta la sua vita.
    Perciò nel film viene citata questa bellissima frase:LO SCAFANDRO DEL CORPO UMANO NON IMPEDì ALLA FARFALLA DI USCIRE E COMUNICARE!!
    LA farfalla viene colta dai suoi figli che amno il padre,egli però si rammarica di non poterli abbracciare e si vergogna quando uno dei figli gli asciuga la bava,ma nonostante tutto è felice di stare con loro preche li vede vivere e si sente amato da loro.
    Tra tutti personaggi, è il protagonista che mi ha colpita maggiormente...è stato bravo ad interpretare un ruolo cosi difficile e di essere stato in grado di far emozionare...
    è STATO DAVVERO UN BELLISSIMO FILM....
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    Assunta Pilato

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  Assunta Pilato il Lun Mag 09, 2011 10:47 am

    Non è stato possibile vedere tutto il film in aula,ma per quello che ho visto è stato molto emozionante.Tra le varie scene del film quelle più toccanti sono state:
    -quando il medico ha cucito al protagonista l'occhio destro per evitare l'ulcerazione della cornea.Più che toccante è stato impressionante,dato che la scena,come l'inizio del film,l'abbiamo vista dalla prospettiva dell'occhio del protagonista,un uomo che colpito da un ictus si risveglia dal coma paralizzato dalla testa ai piedi con solo il cervello funzionante;
    -quando appare rinchiuso in uno scafandro,armatura indossata dai palombari per le immersioni.Secondo la mia opinione la sua mente rimanda a quest'immagine perchè lui si sente prigioniero di un corpo immobile,che non rispecchia la vita movimentata,mondana,ricca di successo e prestigio,che viveva prima dell'incidente;
    -ultima scena che mi ha fatto emozionare è l'impegno della dottoressa per spingere il protagonista,JeanDo,a "parlare" con il battito delle ciglia.Proprio come il battito delle ali di una farfalla,libera che vaga ovunque,JeanDo riesce a vagare nella sua anima per "comunicare" le sue emozioni più nascoste,per cercare ciò che prima non aveva.
    Questa paradossale differenza tra la leggiadria della farfalla e la pesantezza dello scafandro rispecchia il tema della resilienza,intesa come una capacità di adattamento,come la possibilità di riuscire ad accettare una situazione che non può cambiare e che connessa alla disabilità significa proprio affrontare e superare situazioni dolorose e di disagio esistenziale,per costruire un percorso di vita positivo(come ci spiega la prof.nel libro).Infatti lo scafandro non ha impedito alla farfalla di uscire,di liberarsi per raccontare le sue emozioni,sensazioni,prospettive,disperazione e speranza di una nuova felicità,tanto da pubblicare la sua biografia prima di morire,intitolata proprio "lo scafandro e la farfalla".
    Infine cito due frasi dette proprio dal protagonista che mi sono piaciute:
    "ero ceco e sordo,o mi serviva la luce di un'infermità per scoprire la mia vera natura?"
    "ho scoperto che oltre al mio occhio ho altre due cose che non sono paralizzate:l'immaginazione e la memoria:mezzi unici che ho per evadere dal mio scafandro".
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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  AlessandraCarfora il Lun Mag 09, 2011 11:42 am

    E’ la prima volta che ho visto il film: Lo scafandro e la farfalla e come ci ha anticipato la profess.Briganti,è un film davvero molto forte.
    Tante sono le scene del film che mi hanno colpito ed emozionata.
    Le scene per me piu’ significative sono state quelle in cui il protagonista, Jean-Do, vorrebbe morire e in un primo momento non vuole vedere i suoi figli e successivamente,quando decide di non compiangersi piu’ e grazie al suo occhio permette al pesante scafandro del suo corpo di liberare la farfalla del pensiero.
    Altre scene emozionanti,che mi hanno colpito moltissimo e fatto piangere,sono quelle in cui Jean-Do è sulla spiaggia coi suoi figli e uno di loro gli asciuga la saliva e piange abbracciato alla madre e la scena in cui Jean-Do riceve la chiamata del padre che piange per telefono.
    Altra scena per me significativa, è quando Jean- Do,inzia a fare progressi,a muovere la testa,a cantare e quando riesce a scrivere il libro,grazie al suo occhio,che secondo me è la scena piu’ significativa e meravigliosa del film.
    Il personaggi che mi hanno colpito di piu’ sono stati: Jean-Do,che nonostante la sua disabilità,riesce a scrivere il libro,la dottoressa che si affeziona a Jean-Do e quando lui le dice,tramite il suo occhio,di voler morire,lei è la prima a dispiacersi ed arrabbiarsi con Jean-Do .
    Infine un altro personaggio che mi ha colpito,è l’ex moglie di Jean-Do; nonostante non siano piu’ marito e moglie e nonostante Jean-Do abbia una relazione con un’altra donna,l’ex moglie non smette mai di stargli accanto e di dimostrargli il suo amore.
    Aspetti specifici della disabilità che ho notato sono tanti.
    Jean-Do è paralizzato,non puo’ muovere le braccia,le gambe,la testa,infatti le persone devono abbassarsi e mettersi proprio davanti al suo viso per parlargli e farsi vedere,la sue bocca è storta e non riesce a parlare e a muovere la lingua.
    Solo successivamente riesce a muovere soltanto la lingua e la testa.
    Gli viene inoltre cucito un occhio,quindi solo con un occhio riesce a vedere e a comunicare.
    Jean-.Do pero’ riesce a sentire e a capire tutto; nonostante l’immobilità del suo corpo,riesce ancora ad immaginare,a pensare e a ricordare ed è cosi’ che riesce a sentirsi vivo.
    La menomazione è una perdita o anormalità a carico di una struttura o di una funzione psicologica,fisiologica o anatomica.
    Caratteristiche della menomazione sono perdite materiali o anormalità che possono essere transitorie o permanenti e comprende l’esistenza di anomalie,difetti o perdite a carico di arti,tessuti o altre strutture del corpo;nel caso di Jean-Do di tutto il corpo,riesce a muovere solo un occhio e successivamente un po’ la testa e la lingua.
    La disabilità è l’incapacità,conseguente alla menomazione,di svolgere determinate funzioni e di assolvere determinati compiti nel modo e nell’ampiezza considerati “normali” per un individuo; Jean-Do infatti non è piu’ autonomo,deve essere lavato e vestito dagli altri.
    L’handicap è la difficoltà che la persona con disabilitò affronta nel confronto esistenziale con gli altri,il disagio sociale,la condizione di svantaggio conseguente ad una menomazione o ad una disabilità.
    Jean-Do si vede un mostro,si fa orrore e crede di far orrore anche agli altri,tra cui i suoi figli,per questo inizialmente non vuole vederli e vorrebbe solo morire perché non accetta la sua condizione,la sua incapacità di essere autonomo e la sua malformazione,in una società in cui la bellezza è diventata fondamentale,
    L’ambiente è fondamentale nella vita degli individui: la società,la famiglia,che possono influenzare lo stato di salute dei disabili,migliorare la loro vita,aiutarli a migliorare,
    I medici,la famiglia e gli amici di Jean-Do fanno proprio questo.
    La famiglia gli fa capire che nonostante la sua disabilità,egli è parte fondamentale della loro vita e non cambia niente,continuano ad amarlo.
    I medici,fanno un lavoro straordinario con Jean.Do,di fatti egli fa progressi e si affezionano a Jean-Do,come se fosse un membro della famiglia.
    Gli amici,continuano a stragli vicino,a farlo divertire,a leggergli libri e lo aiutano a fargli scrivere il suo libro: Lo scafandro e la farfalla,
    La resilienza è la capacità,la forza della persona di resistere agli urti della vita e di andare avanti,
    Jean-Do,è un esempio di resiliente;quando decide di non compiangersi piu’,inizia ad accettare la sua condizione,inizia a fare progressi e a comunicare con un solo occhio.
    Nonostante la sua disabilità,grazie alla sua forza di volontà,alla straordinaria persona racchiusa dentro di sé,riesce a scrivere il suo bellissimo libro: Lo scafandro e la farfalla,grazie all’unica parte del suo corpo funzionante: il suo occhio,che riesce a liberare la farfalla del pensiero.
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    Federica Spalice

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    Lo scafandro e la farfalla

    Messaggio  Federica Spalice il Lun Mag 09, 2011 12:45 pm

    Se mi chiedessero di descrivere il film “ Lo scafandro e la farfalla” con tre aggettivi io userei:
    Forte
    Toccante
    Riflessivo
    Senza dubbio le scene iniziali sono le più forti, in quanto rappresentano il momento del risveglio del protagonista dopo che ha subito un ictus con conseguente coma. A tratti mi hanno ricordato, in maniera molto più leggera, quando mi sono risvegliata dopo aver subito un piccolo intervento, quella sensazione di avere tutti attorno a te che ti guardano e che ti dicono qualcosa, quella voglia di richiudere gli occhi, quelle mezze parole senza senso. Mi sono immaginata quanto poteva essere brutto e straziante non potersi esprimere. Io non so come avrei reagito in una situazione come quella in cui si è dovuto immergere Jean Do, ma al solo pensiero di non poter comunicare con gli altri, di non poter dire la mia, di dover sottostare alla velocità o alla lentezza di una persona che mi legge l’alfabeto per costruire una parola mi avrebbe fatta uscire pazza, immagino che sia stata la stessa cosa per il protagonista che era il direttore della rivista parigina di moda “ Elle”. La scena nella quale il dottore è costretto a cucirgli l’occhio è di una brutalità allucinante e mi ha fatto venire la pelle d’oca. Poi la scena in cui gli fanno il bagno perché lui non è in grado di muoversi e il suo commento: “ vedi se a 43 anni mi devono lavare e spazzolare come si fa con un neonato” ci fa capire quanto una persona possa soffrire la propria condizione.
    Questo film non rappresenta solo il punto di vista del malato che si trova ad affrontare la sua malattia, ma ci racconta anche tutto ciò che accade nelle persone che lo circondano, infatti, abbiamo visto la cura e la premura con la quale “la madre dei suoi figli”, come la definisce lui, sarà una delle persone che più gli starà vicino, nonostante il fatto che il marito ha distrutto la sua vita familiare, mentre la sua amante si degnerà di fargli solo una telefonata perché non riuscirebbe e vederlo nelle condizioni in cui si trova. Ora ditemi voi se questo non è amore!! Infine la figura della logopedista che accompagna il protagonista nel suo adattarsi alla nuova condizione e che cerca di facilitargli la comunicazione insegnandogli l’alfabeto che lo farà comunicare con gli altri attraverso il battito delle ciglia.
    Lo scafandro e la farfalla va visto nell’ottica che ci propone anche la Murdaca, ovvero bisogna ricostruire una nuova cultura della disabilità, dove il soggetto disabile è il centro della riforma e non più solo il comportamento e l’assistenza. Inoltre il film può essere inteso come un ottimo esempio di resilienza, infatti Jean Do reagisce alla sua condizione e questa reazione lo porta a scrivere un libro che racconta la sua storia. Da che si sentiva intrappolato in uno scafandro, riesce attraverso all’immaginazione a volare libero come una farfalla.
    Concludo affermando che questo film è si duro e forte da vedere ma ti lascia dentro quella voglia di vivere al meglio la nostra vita.


    Ps: avevo scritto questo commento sul quaderno e solo ora sono riuscita a trascriverlo.

    Maria Vittoria Ricciola

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  Maria Vittoria Ricciola il Lun Mag 09, 2011 12:58 pm

    "LO SCAFANDRO E LA FARFALLA" di JULIAN SCHNABEL
    Oggi in aula abbiamo guardato questo film ,molto commovente ,emozionante ,triste ,intenso e perchè no ,alcune volte anche ironico!
    E'ispirato alla vera storia di Jean-Dominique Bauby ,caporedattore della rivista "Elle" ,il quale all'età di 43 anni viene colpito da un inctus che gli provoca la paralisi di tutto il corpo...
    All'inizio del film non posso negare di aver provato un pò di ansia poichè la telecamera interpretava gli occhi del protagonista ,appena risvegliato dal coma!Sentivamo la sua voce perfettamente ,a differenza dei medici che stavano intorno a lui...Le loro voci sembravano lontane ,invece la sua era forte ,chiara...Inizialmente non capivo il perchè ,ho pensato che era dovuto al fatto che si fosse appena risvegliato dal coma...Ma mi sbagliavo!!!La sua voce era predominante perchè solo lui poteva sentirla...e nessun'altro!!Grazie alla Dott.ssa ortofonista ,trova il modo di comunicare sbattendo le ciglia .
    JeanDo ,in principio rifiuta la sua condizione ,è arrabbiato ,deluso e perde la voglia di vivere...Ma successivamente riesce a trovare la forza dentro di sè...guarda al futuro con speranza ,ironizza perfino sulla sua condizione(Ad esempio quando gli installano il telefono dentro la stanza ,l'operaio lo prende in giro dicendo che era inutile che lui lo avesse in stanza ,se non per fare chiamate anonime .La dott.ssa ,ovviamente si arrabbia ,ma lui...Lui no...ci ride sopra ,e anche con gusto!!) .
    Ad un tratto dice:" HO DECISO DI NON COMPIANGERMI MAI PIU'"...e lo fa!!!!
    Riesce a trovare la forza di combattere ,di reagire ,di sperare...anche se di possibilità ce ne sono poche!
    Durante il corso abbiamo trovato ,ascoltato e commentato molte storie simili a quelle di JeanDo ,come quella di Pistorius ,un ragazzo che decide di ridere in faccia alla disgrazia ,di sfidare il destino e di intraprendere uno sport a lui QUASI inaccessibile...Evidenzio "quasi" ,perchè si può ritenere un campione ,sia nello sport...sia nella vita di tutti i giorni .
    Ho introdotto questo argomento ,per evidenziare ,sottolineare e ribadire che la vita è un dono...e se riescono a trovare un motivo per sorridere ,queste persono che hanno delle reali difficoltà...perchè noi no???
    Per ritornare all'argomento del film :la "farfalla" simbolizza il suo spirito..la sua voglia di vivere il sio coraggio ,e la speranza....Lo "scafandro"...il suo bozzolo...è il suo corpo ,dal quale può fuggire attraverso l'immaginazione e la memoria...
    Per me ,una delle citazioni più belle del film (perchè ce ne sono molte e non potrei riportaele tutte) è:"Lo scafandro del corpo, non impedì alla farfalla dell'anima di uscire e comunicare."
    Concludo dicendo che oltre ad essere un film stupendo...è anche un elemento di partenza per riflettere molto su cosa siamo ,chi siamo e sopratutto cosa vogliamo da noi stessi e dalla vita...


    Maria Carbone

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    16. film lo scafandro e la farfalla

    Messaggio  Maria Carbone il Lun Mag 09, 2011 1:02 pm

    "Lo scafandro e la farfalla"è un film stupendo ricco d signifcato che prima d'ogg non avevo mai visto.
    E' un film ispirato al libro di JEAN DOMINIQUE BAUBY.I personaggi che piu hanno colpito sono stati in primis il protagonista del film,quest'uomo che dopo aver trascorso parte della sua vita in ricchezza e felicita
    ;viene colpito improvvisamente mentre è in macchina con il figlio da un ictus....Questo sarà l'inizio di una nuova vita che gli toglierà il contatto con il modo esterno...ormai è prigioniero nel suo corpo paralizzato, e l'unico mezzo che come abbiamo visto gli permetterà di comunicare è la palpebra sinistra.Inoltre quest'uomo parlava ma nessuno lo sentiva perchè il tutto avveniva nella sua immaginazione.L'altro personaggio che mi ha colpito è la fisioterapista che gli è accanto durante questo percorso e che lo aiuterà a comunicare con il mondo esterno.La fsioterapista infatti decide di creare un sistema di lettere e lui durante l'ascolto delle lettere con il battito della palpebra indicava le lettere che gli interessavano per poters esprimere;ed anch grazie a questo modo di comunicare che lui decide di scrivere un libro che parla della sua storia.Queste sono state le parti del film che mi hanno colpito profondamente,in quanto non capita tutti i giorni di vedere persone capaci di comunicare cn la palpebra sinistra avendo tutto il corpo paralizzato.Anche se comunque tutte le scene di questo film sono state molto coinvolgenti perchè l'una arricchiva le altre.Da questo film emerge la tematica della RESILIENZA.
    La resilienza rappresenta l'attitudine di un uomo a reagire di fronte a situazioni di disagio,resilienza può essere anche definita come capacità di adattamento passvo cioè il riuscire ad accettare situazioni che non si possono cambare e il prendere da queste situazioni il meglio,ciò è tutto quello che è avvenuto nel protagonista di questo film;infatti lui inizialmente non accetta questa sua condizione ma poi emerge la sua forza di volontà,che gli permette di comunicare con gli altri grazie al battito della palpebra snistra decidendo alla fine di raccontare tutta la sua storia in un libro.
    "LO SCAFANDRO DEL CORPO UMANO NON IMPEDì ALLA FARFALLA DI USCIRE E COMUNICARE!!" ED è ATTRAVERSO QUESTA FRASE CHE SECONDO ME è CONCENTRATO IL CONCETTO DELLA RESILIENZA,PRESENTE IN QUESTO FILM...
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    annaparisi

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  annaparisi il Lun Mag 09, 2011 1:07 pm

    Sono stata assente a questa lezione, ma dai commenti che ho letto della mie colleghe si capisce quanto il film sia stato toccante. Lo guarderò a casa quanto prima. Un saluto a tutti.

    Marino Francesca Paola

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  Marino Francesca Paola il Lun Mag 09, 2011 1:09 pm

    ...immagini sfocate, palpebre che fanno fatica ad alzarsi, Jean Dominique Baudy apprende di essere in ospedale e , con lui anche noi...siamo anche noi spettatori che guardiamo con gli occhi del protagonista...guardiamo, sentiamo il suo stato di disperazione e di soffocamento iniziale...notiamo il suo voler a tutti i costi comunicare, parlare, cerca di rispondere alle domande dei medici ma,la voce sembra essre sparita!
    "E' QUESTA LA VITA?"
    "LEVA LO SPECCHIO NON MI VOGLIO VEDERE"
    "VOGLIO MORIRE"
    All'inizio del film c'è una forte NON ACCETTAZIONE del protagonista fin quando proprio lui dice "Sono stati tanti i momenti in cui ero disperato, sull'orlo del suicidio, carico d'odio, ma sono sopravvissuto, perchè mi attaccavo a ciò che faceva di me un uomo, non potevo fare altrimenti, era la sola cosa che mi restava..." e da qui inizia ad affrontare la vita capendo di doversi attaccare all'immaginazione e alla memoria per andare avanti...
    “ - io ho deciso di non compiangermi Mai piu ho appena scoperto che oltre al mio occhio ho altre due cose che non sono paralizzate la mia immaginazione e la mia memoria....
    L immaginazione e la memoria sono gli unici mezzi che ho per evadere dal mio scafando
    Posso immaginare qualsiasi cosa , qualunque persona, qualunque luogo andare a trovare la donna che amo,posso immaginare qualsiasi cosa...vivere i miei sogni di bambino, le mie ambizioni di adulto VOGLIO RICORDARMI DI ME COSI COMe ERO BELLO, DISINVOLTO,AFFASCINANTE,SEDUCENTE COME UN DIAVOLO.....”
    e secondo me è proprio qui che subentra la RESILIENZA, la capacità di resistere agli urti improvvisi senza rompersi e spezzarsi, il protagonista nonostante tutto cerca di accettare tutto ciò e di cercare di comunicare attraverso la tavoletta con le lettere sistemate secondo la frequenza del loro uso, decide di scrivere un libro che racconta di se, della propria storia, incomincia ad accettare la realtà anche se come egli stesso dice “Ho una polmonite proprio nel momento in cui credevo….come un marinaio che vede scomparire la costa da cui è salpato, io vedo il mio passato che si appanna, che si riduce sempre di più nelle ceneri del ricordo…” proprio quando le cose sembravano andare meglio, la pubblicazione dei due suoi volumi ecco che le cose peggiorarono
    LA MALATTIA E’ UN COLLOQUIO CONTINUO CON TE STESSO, SU COSA SEI E COSA SARAI…
    Ci sono delle parole di D. che rispecchiano questa frase, parole che per me sono stati molto toccanti:
    - "Oggi mi sembra che tutta la mia esistenza non sia che un susseguirsi di piccoli fallimenti,le occasioni che non ho voluto cogliere,gli istanti di felicità che ho lasciato che volassino via,ero cieco e sordo.
    Adesso invece attraverso la mia sola fantasia posso immaginare qualsiasi cosa,viaggiare in qualunque luogo dove mi voglia trovare,ma non deve essere facile per un padre parlare al proprio figlio quando sa perfettamente che non gli risponderà."
    - Il personaggio che più mi ha colpito, ovviamente è stato il protagonista ma, anche l’ortofonista che, nonostante tutto ha messo tutta se stessa per cercare di far comunicare il protagonista avendo tantissima pasienza…redo che senza lei le cose sarebbero andate diversamente!!
    Nel film inoltre si fa riferimento anche ai media e, più in particolare alle modelle, quelle ragazze sempre più magre…oggi giorno le adolescenti sono influenzate dai giornali nella scelta del loro ideale di bellezza, nel pensare di mettersi a dieta o nel provare a perdere peso…la pubblicità, le riviste diffondono l’idea che un corpo femminile è bello soltanto quando si presenta magro ma comunque c’è da dire che noi non ci rendiamo conto che queste ragazze sono sottoposte a fatiche sovraumane ….i messaggi riferiti al’ideale di magrezza purtroppo non sono presentati come irraggiungibili e frutto di fantasia, in tv non si parla dell’esercizio fisico, delle restrizioni alimentari o dei fotomontaggi che portano al risultato finale…una modella con un fisico mozzafiato, una ragazza bellissima…i media illudono le persone che sia possibile con un po’ di volontà raggiungere quell’ideale di bellezza…in questi messaggi viene marcato il bisogno e la necessità di aderire a quel canone per avere successo e per essere apprezzati…
    Concludo dicendo che questo film è stato bellissimo anche se un po’ forte…ci sono stati momenti in cui ho chiuso gli occhi per non guardare oppure momenti in cui avrei voluto alzarmi e uscire dall’aula…come sempre però è stata una bella esperienza!!

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    Rossella Morra

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  Rossella Morra il Lun Mag 09, 2011 2:00 pm

    Il film " LO SCAFANDRO E LA FARFALLA" è stato uno dei film più emozionanti che abbia mai visto.
    Questo film l'ho visto molte volte e ogni volta è sempre più coinvolgente.
    il protagonista Jean-Dominique Bauby fu colpito da ictus con una sindrome rara che prima lo gettò in un coma profondo e poi lo rese immobile, lasciando lucida e perfettamente consapevole la sua mente.
    Immobile e incapace di parlare, il giornalista non si perse d'animo, decidendo di dettare lettera per lettera, con uno stratagemma, la storia custodita nel suo corpo.
    Sbattendo la palpebra sinistra, l'unica parte del corpo che riusciva a muovere, il protagonista creò un sistema di comunicazione per codici che gli permise di trasmettere i suoi pensieri a chi gli stava vicino; il battito delle ciglia si traduce in lettere, e le lettere in parole.
    Io penso che basterebbe il solo titolo ad esprimere l’incredibile significato insito in questa storia. Non si parla di un semplice film ma di un racconto che riporta in vita la straordinarietà di un’esistenza strappata al suo normale corso. Una forza incredibile ed uno svolgimento tecnico altrettanto efficace guidano “Lo scafandro e la farfalla” verso l’appellativo di capolavoro. La superficialità di Bauby prima dell’incidente lascia spazio ad una profondità d’animo che non trasmette affatto alcun ricatto emotivo nei confronti dello spettatore. Un utilizzo molto sensibile del monologo interiore accompagna la visione sia nella prima fase in soggettiva che nelle numerose parti colte dal punto di vista esterno. La consapevolezza di assistere al racconto di una storia realmente accaduta fa sì che venga sottolineato con enfasi ogni piccolo particolare che Schnabel vuole comunicare. Il suo stile riesce davvero a far entrare in simbiosi con il protagonista, tra gli attimi di disperazione e quelli di amara autoironia. Un film toccante che non può lasciare indifferenti.
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    gaetanatartaglione

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  gaetanatartaglione il Lun Mag 09, 2011 2:21 pm

    Lo scafandro e la farfalla è un libro di ricordi del giornalista francese Jean-Dominique Bauby. Non avevo mai visto questo film, ma devo dire che è molto bello!! Il protagonista Bauby si risvegli dopo un coma profondo provocatogli da un ictus che ne ha deteriorato tutte le funzioni motorie lasciandolo in una condizione che la medicina chiama sindrome locked-in. Quello che mi ha colpita molto è stato il fatto che lui parlasse ma nessuno poteva sentirlo, non poteva muoversi neanche chinare il capo. Si sentiva in colpa perchè non aveva dedicato la sua vita ai figli e a sua moglie e ora nn poteva farlo ma erano loro che doveva prendersi cura di lui. Mi ha colpita anche il modo si comunicare facendo quindi capire che non tutte le speranze siano finite. Inizialmente voleva morire, era convinto che non potesse superare questa situazione ma fortunatamente capisce che deve combattere per se stesso e per le persone che gli stavano accanto...qui entra il gioco la RESILIENZA, l'attitudine dell'individuo di reagire e far fronte a situazioni di forte disagio, attraverso l'attivazione di competenze individuali e risorse interiori. Tutti i personaggi hanno avuto nel film una grande importanza, dall'infermiera che cerca di aiutarlo in tutti i modi, alla moglie o all'amante. una delle frasi che mi ha molto affascinato è stata: DUE COSE SONO PARALIZZATE: LA MEMORIA E L'IMMAGINAZIONE.

    Raffaella De Paolo

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

    Messaggio  Raffaella De Paolo il Lun Mag 09, 2011 2:56 pm

    film al dir poco STUPENDO veramente, sono contenta che la prof ha deciso di farci vedere questo film davvero emozionante. Mi sono emozionata a vederlo, è un film molto toccante, ti fa entrare così tanto nella psicologia del protagonista che ti sembra di essere lì e di vivere le sue stesse impressioni, dolori, grazie comunque al fatto che il film il regista ce lo fa osservare dagli occhi del protagonista, infatti all'inizio del film le immagini non si vedevano molto bene e le voci si sentivano poco, e non era dovuto ad un problema tecnico, ma in quel momento stavamo vivendo le stesse cose del protagonista. la storia è davvero emozionante, perchè poi quasi alla fine del film si capisce tutto, ovvero che il protagonista era un uomo di successo, era il capo redattore della rivista francese ELLE (se cosi' si scrive)e vedere le scene di quando lui era una persona autonoma e dopo vederlo su una sedia a rotelli diventato un vegetale è davvero brutto. Il significato di questa storia è molto importante, perchè stando in quelle condizioni il protagonista ha il tempo di pensare alla sua vita, a tutti gli errori, e capisce di essersi comportato male, che avrebbe dovuto apprezzare di più la vita e i veri valori della vita, uno di questo valori è la famiglia, visto che comunque lui era divorziato con figli e andava con tutte le donne che voleva, ma senza dare valore a tutto ciò. e pensare che molte persone si trovano nella stessa condizione, ma nella vita reale, a guardare con gli occhi del protagonista a me dava un senso di soffocamento, mi veniva l'ansia quando gli facevano le domande e lui non poteva rispondere con la propria bocca ma solo attraverso un metodo sperimentato dai medici. Il film è stato bello anche perchè poi il protagonista decide di reagire scrive un libro con l'aiuto dei medici, insomma anche se in condizioni che fanno male meglio vivere e combattere che morire. I love you

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    Re: 16. film lo scafandro e la farfalla ( si chiuderà il 15/05)

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