Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

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    13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Admin il Sab Apr 16, 2011 5:40 pm

    COME VI HO SCRITTO LUNEDì NON FARò LEZIONE
    MA LAVORAREMO IN QUESTO FORUM A DISTANZA.
    Oggi dovevamo lavorare sui film. Chiedo a tutti di:
    SCEGLIERE UN FILM SULLA DISABILITà ( SULLA DIVERSITà O SU UNO DEI TEMI SPIEGATI DURANTE IL CORSO), IN AREA DOCENTE DE SANCTIS VI OFFRO QUALCHE IDEA....
    RACCONTARLO EVIDENZIANDO SOLO I PASSAGGI SALIENTIE SINTETIZZARLO COLLEGARLO E CONFRONTARLO CON TEMATICHE AFFRONTATE NEI TESTI E IN AULA
    IO LUNEDì SARò COLLEGATA PER ALTRI CHIARIMENTI.

    LA DOCENTE


    potete usare articoli e recensioni purchè li citiate e li integriate voi....


    Ultima modifica di Admin il Lun Mag 09, 2011 6:31 pm, modificato 6 volte
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    Vincenzo Raia

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Vincenzo Raia il Dom Apr 17, 2011 10:29 am

    Il film che ho scelto si intitola “Come prima” del regista Mirko Locatelli. Parla di Andrea, un ragazzo di 17 anni che a causa di un incidente con il motorino rimane paralizzato. Quando ritorna a casa è costretto a fare i conti con il suo ambiente, la sua famiglia, la fidanzata e per di più accettarsi. Anche i rapporti con il padre non sono piacevoli che dopo l’incidente tenta di riavvicinarsi al figlio. La sua vita cambia, da quando era un ragazzo “normale” ora si trova a vivere la sua vita su una sedia a rotelle . Il tema che mi è venuto in mente pensando a questo film è per prima cosa il termine DISABILITA’, ossia l’incapacità di svolgere determinate funzioni e di assolvere particolari compiti. La nuova proposta dell’OMS (organizzazione mondiale della sanità) si basa su tre fattori: menomazione, disabilità e handicap che poi sono stati sostituiti da: menomazione, abilità e partecipazione. Menomazione è infatti un danno organico relativo ad un settore specifico che comporta una mancanza come non esistenza o un cattivo funzionamento di una parte del corpo. L’handicap è la difficoltà che la persona con disabilità affronta nel confronto con gli altri. Il termine handicap, tradotto in italiano con “svantaggio”, deriva dall’ambiente delle corse ippiche inglesi. La parola handicap racchiude due parole: “hand” (mano) e “cap” (cappello), traducendo la parola significa “mano nel cappello”, infatti il fantino che cavalcava un cavallo dotato di qualità superiori gareggiava portando la mano sinistra a contatto con il cappello. Nel linguaggio comune deficit e handicap vengono assimilati l’uno all’altro e questo porta delle gravi conseguenze: considerare l’handicap un problema solo di chi ha qualche deficit e come avviene al protagonista del film, pensare che coloro che sono afflitti da qualche deficit non siano persone come tutte le altre. La menomazione di Andrea è accidentale, perché è avvenuta in seguito ad un incidente. Le persone non devono pensare ai disabili come persone sfortunate, deboli, diverse dalle altre, anzi una persona con disabilità non si misura dal suo limite, qualunque sia la sua condizione fisica, ha un valor unico, è una persona che ha i suoi sentimenti, i suoi valori, i suoi pregi. Ed ecco che entra in gioco un altro tema affrontato in aula che credo sia utile per capire meglio il significato del film. Spesso si tende a confondere la parola DISABILE con quella di DIVERSO. Il disabile è una persona che non può svolgere determinate attività, ma la frase che porta il libro “ tutti sono diversi, non tutti sono disabili” sta a significare che anche se una persona è disabile non è detto che non ha delle abilità da far scoprire, da far emergere. E per questo motivo è molto più corretto parlare di DIVERSAMENTE ABILI.
    Andrea è una persona come tutte le altre, con una madre assente, con un padre che cerca di prendere un ruolo che non ha mai preso ed un fratello servile e premuroso. All’età di Andrea molti ragazzi non accettano il proprio corpo e guardano al futuro con incertezza e chi subisce un trauma è costretto ad affrontare la realtà ed accettare il cambiamento. La storia di questo ragazzo si conclude in positivo, riesce ad accettarsi per quello che è,nonostante la vita gli abbia riservato cose sia belle che brutte ma trova il coraggio di affrontarle. In questo contesto si colloca anche il concetto di “cura”. Cura come progressiva emancipazione dei soggetti coinvolti, volti alle realizzazione dell’uomo per ciò che egli è e per quello che può diventare, e come definisce Jonas: atto di umana comprensione capace di aiutare la persona con deficit a ridare senso alla sua esperienza, a ricordarsi di sé, della sua storia e per accettarsi e convivere con la propria specialità. Ultimo tema che voglio applicare alla trama di questo film è la RESILIENZA: la capacità di persistere nel proseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà che si incontrano nel cammino. Infatti l’individuo resiliente è un ottimista e tende a leggere gli eventi della vita come momentanei e circoscritti e tende a vedere i cambiamenti come una sfida. Andrea infatti alla fine del film capirà che vale la pena lottare e di crescere con la sua famiglia e i suoi amici.
    Allego qui il link del trailer preso da youtube di “ come prima”.
    https://www.youtube.com/watch?v=adzBcsXdItc


    Vincenzo hai inteso perfettamente quanto vi ho chiesto di fare, partendo dal film collegarsi alla teoria. hai fatto proprio un ottimo lavoro.
    ricordiamoci solo che diversamente abili è un termine interessante e utile per riflettere ma anche superato in quanto come disabile non dava spazio alla persona.
    è un lavoro davvero completo.
    la docente

    fabianaspena

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    LUNEDì 18 APRILE LEZIONE VIRTUALE

    Messaggio  fabianaspena il Dom Apr 17, 2011 11:50 am

    Come film ho scelto "Mi chiamo Sam" che è la commovente storia di Sam Dawson,un film di Jessie Nelson del 2001 che racconta di un padre mentalmente ritardato costretto a crescere sua figlia da solo poiché la mamma della bambina li ha abbandonati, soffre di un lieve ritardo mentale che non gli permette di essere alla pari con le altre persone. Le abilità del suo cervello sono quelle di un bambino di sette anni. Nonostante ciò la loro vita è normale, fatta di un affetto sincero e di un'intesa tra padre e figlia che è fuori dal comune. Il loro legame viene minacciato da un'assistente sociale che vorrebbe dare Lucy in affidamento a una famiglia più adeguata. Così Sam è costretto a cominciare una battaglia legale per l'affidamento. Sua improbabile alleata sarà Rita Harrison, un abile e super efficiente avvocato assillato da manie di perfezionismo che, inizialmente, accetta il caso come sfida nei confronti dei colleghi. Sam cambia, e fa cambiare la spregiudicata professionista, tirando fuori la sua sensibilità e la sua dignità.
    Il periodo successivo passa tra tribunali, testimonianze e visite psichiatriche per il povero Sam costretto ad uno stress notevole. Purtroppo Lucy verrà affidata ad una famiglia, ma Sam non si arrende: va a vivere vicino a loro e questo crea un riavvicinamento con la bambina. La nuova madre si accorge così che nessuno potrà sostituire per Lucy l’amore del padre e decide di riconsegnare la bimba a Sam.
    E’ un film che affronta il delicato mondo dell’autismo e dei diversamente abili ripercorrendo la vita travagliata di un uomo e della sua piccola bambina.
    Infatti vediamo un uomo che viene guardato di traverso, soggetto a pregiudizi e a maldicenze, ma che, nonostante tutte le difficoltà continua imperterrito il suo cammino educativo e anche quando arriva ai suoi limiti fisici ed intellettivi non si arrende, nemmeno la natura lo può fermare! E' questo un grande insegnamento per noi "normali", noi che viviamo con questo convinzione di superiorità, noi che non osiamo guardare in faccia un ragazzo su una sedia a rotelle, noi che ci giriamo dall'altra parte quando notiamo che chi ci passa davanti è "diverso". Dico noi perché noi siamo fortunati poiché possiamo camminare, possiamo seguire un corso scolastico ed ambire ad un buon lavoro, noi possiamo giocare, possiamo camminare e nuotare al mare, ma non siamo superiori a nessuno.
    Questo film e molti altri suoi predecessori ci insegnano quanto queste persone siano capaci di donare amore molto meglio e molto più di noi. Tutti siamo diversi, ognuno è diversamente abile e ogni individuo è irripetibile ed unico. Nessuno è superiore a nessun atro, siamo tutti uomini con pari diritti e doveri e dobbiamo rispettare il prossimo chiunque esso sia.
    Tutto questo è causa della nostra cultura che ci ha inculcato una selezione in base a fattori estetici, catalogando le persone per quello che sembrano e non per quello che sono veramente.
    Questa è una vera battaglia contro i propri limiti per dimostrare che l'amore ha grande importanza nell'educazione dei figli, che la tenerezza e la stima per le proprie creature e l'aiuto nei momenti di crisi sono elementi fondamentali del cammino di crescita, prima ancora della cultura e del quoziente intellettivo, prima ancora dell'aspetto estetico e dei pregiudizi della gente. L'amore è alla base di un ottimo rapporto tra genitori e figli e per insegnarci questa grande lezione di vita è bastato un film, una storia su un diversamente abile che tira fuori le unghie dinnanzi alle persone che vogliono portargli via la sua piccola solo perché lui non è "normale".
    Si parla di problemi famigliari, di rapporto genitori figli, di disabilità e di autismo, di un rapporto basato sull'amore e sulle piccole cose, sulla presenza in ogni occasione di un padre a dispetto delle famiglie moderne che lasciano sempre meno spazio per i rapporti con i propri figli. Tutte tematiche importanti.
    L'uomo non è fatto solo di cultura e di nozioni ma anche e soprattutto di comprensione umana, di ragionamenti personali e sentimentali. E' preferibile una persona che sa dare il giusto peso alle amicizie, alle conoscenze e alle singole persone e che da esse sa trarre le giuste considerazioni senza pregiudizi piuttosto che una mente che giudica e sputa sentenze sulle basi della sua cultura, sulla base di studi fatti che gli danno il diritto di sentirsi superiore e di giudicare chi, a suo modo di vedere, non è in grado di fare, di educare, di eseguire, di ragionare. Il mio punto di vista? Sono più intelligenti coloro che stanno su una sedia a rotella, quelli che non hanno il dono della parola ma che hanno il prezioso talento di comprendere i sentimenti e le persone, di comunicare con gli sguardi e amare fino in fondo .

    fonte (la docente): http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBcQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.cinearcobaleno.com%2Farchivio%2FCinema2004%2FMi%2520chiamo%2520Sam.htm&ei=1EirTb61FIjBtAaox-2QCA&usg=AFQjCNFUOBEV7KyGAbhRXE5bceaH9FYgYg&sig2=9KzN1sghK5yrumJWXfljXg
    Metto qui il link di una piccola parte di questo film molto toccante
    https://youtu.be/_TM2wy5rcXY


    [img][/img]

    INTEGRAZIONE:
    Come ho già scritto il tema che emerge in questo film è l'autismo.L'autismo è una malattia che riguarda il disturbo neurologico che impedisce lo sviluppo totale del cervello.
    La persona autistica ha difficoltà a relazionarsi con la società e nel comunicare con gli altri.
    L'autismo è quindi una disabilità che comporta danni nel linguaggio,nel comportamento appunto come abbiamo potuto notare nel film.
    Per disabilità si intende qualsiasi limitazione, o incapacità di compiere determinate funzioni.Sam affronta tante ingiustizie infatti verrà trattato come una persona malata e in un certo senso diverso solo perchè è autistico,ma ciò non lo scoraggia anzì lotta con tutte le sue forze per riavere sua figlia Lucy.
    Penso che tutte le persone diversamente abili con l'aiuto di una buona assistenza possano affrontare le normali attività della vita quotidiana quindi anche accudire un bambino come Sam.
    Bisogna sostenerli e non emarginarli o trattarli come persone diverse.


    Ultima modifica di fabianaspena il Lun Apr 18, 2011 2:36 pm, modificato 1 volta
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    emiliafelago

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  emiliafelago il Dom Apr 17, 2011 12:32 pm

    Il film che ho scelto è : Mi chiamo Sam. Titolo originale I am Sam, protagonisti Sean Penn, Michelle Pfeiffer.

    fonte (la docente): http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBsQFjAA&url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FMi_chiamo_Sam&ei=R0mrTdXgI5HcsgaLobn7Bg&usg=AFQjCNEfukqg9Kqg2yX9wRgM__A4gV8JWw&sig2=DCyxhOCFsf8FCvjMDEmnawSam Dawson, un uomo sulla quarantina costretto a crescere sua figlia da solo poiché la mamma della bambina li ha abbandonati, soffre di un lieve ritardo mentale che non gli permette di essere alla pari con le altre persone. Le abilità del suo cervello sono quelle di un bambino di sette anni. Nonostante ciò la loro vita è normale, fatta di un affetto sincero e di un'intesa tra padre e figlia che è fuori dal comune. Sam è aiutato in questo dai suoi amici e colleghi finché una sera non viene portato in caserma per quello che viene scambiato come un tentativo di adescamento di una squillo. Successivamente, durante la festa a sorpresa per il settimo compleanno della bambina gli assistenti sociali la portano via, anche per effetto di un episodio di cattiveria di un bambino invitato alla festa. Così Sam è costretto a cominciare una battaglia legale per l'affidamento. Dopo numerose pressioni, riesce a convincere Rita Harrison a diventare il suo avvocato, ella prenderà a cuore il caso di Sam e lo affiancherà nella sua battaglia. Le tematiche trattate in questo film sono molto delicate e complesse, e ruotano attorno alla domanda "Può bastare l'amore di un padre mentalmente ritardato per allevare con cura una bambina?". E il film non dà una risposta certa: anche se sembra indicarci la via. Mi chiamo Sam è un film emozionante che offre una rara e toccante testimonianza sul potere dell'amore senza riserve, facendo riflettere anche sulla mancanza di comunicazione in famiglie normali che di certo non hanno affrontato la dura e struggente lotta quotidiana di Sam, genitore ritardato e semi-autistico che mostra una incredibile forza di volontà e la ferrea convinzione di dover donare esclusivamente il meglio alla figlioletta. Quando vidi questo film ero alle scuole superiori durante un laboratorio di cinema, ancora non avevo iniziato e ancora non sapevo che nel mio futuro avrei intrapreso gli studi di scienze dell’educazione quindi anche se il film è stato stupendo e ricordo che piansi molto ,in passato lo vedevo in un ottica del tutto differente di come lo vedo ora. La tematica di questo film è importantissima è giusto oppure non è giusto affidare l’educazione e quindi la crescita di un minore a genitori autistici? Durante il corso abbiamo parlato più volte dell’autismo pero rivolto ai bambini che con un intervento specifico e buono il 90% di questi bambini potrà vivere una vita “normale”. Ritornando a Sam non è un bambino è una persona adulta anche se la sua mente è come quella di un bimbo di sette anni, ma nonostante ciò ama sua figlia e cerca di dargli nel suo piccolo tutte le attenzioni che un genitore dovrebbe dare al proprio figlio, quindi non trovo giusto che i bambini con i genitori autistici devo essere portati via per essere affidati ad un'altra famiglia che non riuscirà mai a mio parere ad amare quel bambino come avrebbe fatto la propria madre o padre come nel nostro caso. I bambini che nascono da persone con autismo già sanno e comprendono prima di noi la situazione e quindi amano tutto ciò che per noi e diverso ma che per loro è pura normalità. E’ per me non è giusto che una persona non possa crescere il proprio figlio per una sua diversità, è vero stiamo parlando di persone con autismo con problemi socio comunicativa ma dobbiamo anche pensare che queste persone già si sento messe “ da parte dalla società” perche togliergli anche la cosa più bella che ogni mattina li fa sorridere.


    questo video è molto significativo:
    https://www.youtube.com/watch?v=_TM2wy5rcXY&feature=related




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    Giusypelliccia

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Giusypelliccia il Dom Apr 17, 2011 1:12 pm

    quindi se ho capito bene lunedì la lezione è sospesa però dobbiamo lasciare un commento su un film sulla disabilità in generale descrivendone la trama e una nostra opinione giusto?

    esatto Giusy
    l'ho chiamata lezione lunedì virtuale, per non farvi perdere questa occasione di avere tempo nelle vacanze di lavorarci con calma....
    ma più che la trama, dovete spiegare i passaggi che secondo voi sono
    riferiti a qualche tema svolto nella parte teorica in aula o nei testi.
    buona riflessione a tutti! io vi seguo dal pc.
    la docente


    Ultima modifica di Giusypelliccia il Dom Apr 17, 2011 2:36 pm, modificato 1 volta
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    Gaia

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    Film sulla disabilità

    Messaggio  Gaia il Dom Apr 17, 2011 1:55 pm

    "Cinema e handicap. Un binomio decisamente molto frequentato nella cultura degli ultimi 15-20 anni. Per varie ragioni.
    La prima è che il cinema è uno dei luoghi principe della rappresentazione della disabilità, se non il luogo principe in
    virtù della potenza delle immagini che lo rendono, almeno apparentemente e per certi versi giustificatamene, capace di
    dare un volto ed un nome ad uno degli elementi centrali del pianeta handicap: il corpo (e la parola, aggiungerei) della
    persona disabile. Un corpo da sempre giudicato o-sceno, ovvero fuori dalla scena del rappresentato e del
    rappresentabile. Il cinema quindi innanzitutto come pezzo del mondo della informazione, dell’immagine, della
    comunicazione culturale e sociale.
    Il secondo motivo è di ordine, potremmo dire, culturale e didattico. La disabilità che si svincola dal primato della
    riabilitazione e della assistenza e diviene oggetto di riflessione culturale: pittura, cinema, letteratura, teatro, musica ed il
    loro rapporto con il tema della disabilità e della presenza di artisti disabili."

    fonte
    http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/cid/Bollettino/PDFDocs/Cinema_e_disabilita.pdf
    Comunque anche la ricerca di scritti è importante, purchè sia integrata dai propri ragionamenti. aspetto i tuoi collegamenti con la teoria. la docente


    Per parlare di qst argomento "Disabilità" ho scelto questo film: RAIN MAN
    Charlie Babbit, un giovane commerciante di automobili di lusso,attualmente indebitato per speculazioni sbagliate,alla morte del padre, scopre, che l'unico erede del cospicuo patrimonio familiare è un istituto di rieducazione per handicappati, presso il quale è ricoverato Raymond, il suo sconosciuto fratello. Vagamente Charlie ricorda che quando era bambino viveva nella casa paterna uno strano personaggio che gli recitava le filastrocche: non si trattava, pertanto, di Rain Man, l'immaginario uomo della pioggia, ma di Raymond, più grande di lui di venti anni. Adirato per la mancata eredità, Charlie porta via Raymond dalla clinica con la speranza di diventarne legalmente il tutore e beneficiare indirettamente dell'ingente patrimonio. Durante il lungo viaggio intrapreso, poco a poco Charlie si affeziona a Raymond, un individuo tutto gesti meccanici e frasi ripetitive, privo di reazioni sul piano emotivo: perso ogni rancore nei suoi confronti, rinunciando ad ogni pretesa finanziaria, consente a Raymond di ritornare nella clinica.
    CRITICA:
    "Con la sua interpretazione Dustin Hoffman evidenzia validamente le impuntature, la meccanicità dei gesti e degli scarti, l'incerto procedere nel camminare, comportamenti tutti caratteristici di un autistico." (Segnalazioni Cinematografiche)"L'autismo secondo Hollywood: un'occasione come un'altra per fare spettacolo e grandi incassi, ma non per dire una parola sincera sull'argomento. Il film di Levinson, naturalmente, è ben realizzato, comunque in grado di comunicare qualcosa e soprattutto affidato alla superba interpretazione di Dustin Hoffman. Tom Cruise, a ben guardare, non sfigura. Valeria Golino, invece, passava per caso." (Francesco Mininni, Magazine Italiano tv)"Divertente, commovente, un po' ruffiano, conta soprattutto per Hoffman e il suo istrionismo sapientemente raffreddato. Quattro Oscar, Orso d'oro a Berlino, campione d'incassi del 1989. Efficacissimo." (Laura e Morando Morandini, Telesette)"Ben in equilibrio fra commedia e dramma, pluridecorato sul campo degli Oscar (film, regia, Hoffman, sceneggiatura) è un film più ruffiano che toccante, con qualche tempo morto e qualche grave incongruenza (per vincere a blackjack non basta ricordare le carte uscite). Dustin Hoffman è mostruoso in un ruolo difficile, ma anche Tom Cruise stavolta è bravo. Valeria Golino recita da cani: finalmente la Loren ha un'erede". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 giugno 2001)
    NOTE:
    - 4 OSCAR 1988: MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR ATTORE (DUSTIN HOFFMAN), MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE.- ORSO D'ORO AL FESTIVAL DI BERLINO 1989.- PREMIO DAVID DI DONATELLO 1989 PER MIGLIOR FILM STRANIERO (BARRY LEVINSON), E MIGLIORE ATTORE STRANIERO A DUSTIN HOFFMAN.

    Marino Francesca Paola

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Marino Francesca Paola il Dom Apr 17, 2011 2:06 pm

    Il film che ho scelto è "IL MIO PIEDE SINISTRO" (My left foot)...regia di Jim Sheridan, tratto dalla storia vera di Christy Brown,pittore e scrittore irlandese.
    Nel film Chris nasce in una modesta e numerosa famiglia irlandese.
    Appena nato è vittima di una paralisi che gli impedisce di parlare e si muoversi. Con il passare degli anni Chris sorprende i familiari per i suoi tentativi di comunicare con il piede sinistro mediante il quale riesce a scrivere alcune parole e a dipingere.




    Nonostante tutto Chris ha una forza di volontà incredibile, non si arrende di fronte alle difficoltà!!E' un film meraviglioso! =)






    Questo è un chiaro messaggio di Resilienza...cioè quella "capacità di resistere agli urti improvvisi senza rompersi e spezzarsi"...già, proprio così, è una cosa che noi tutti dovremmo fare, avere il coraggio di osare, di arrivare alla meta prefissata senza MAI ARRENDERSI nonostante le difficoltà,gli ostacoli e gli imprevisti...NONOSTANTE TUTTO!!
    VOLERE E' POTERE...TUTTO IL RESTO E' UNA SCUSA!!


    In queste frasi rivedo Simona AZTORI...ed è proprio lei che dice che " I LIMITI ESISTONO IN CHI CI GUARDA! e' IMPORTANTE NON LASCIARE AGLI ALTRI LA POSSIBILITA' DI VEDERE DEI LIMITI CHE TU NON SENTI DI AVERE..."
    Simona è un punto di riferimento per tutto, dovrebbe essere un modello, un esempio vivente che NIENTE E'IMPOSSIBILE!


    Hai toccato diversi aspetti e ti sei ricollegata sinteticamente alla teoria. Spero che troveremo il tempo per ritornare su questi passaggi che consigli di visionare.
    la docente
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    maria martina femiano

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  maria martina femiano il Dom Apr 17, 2011 2:18 pm

    <<Fammi diventare un uccello così potrò volare lontano da qui.>>
    Jenny Curan (Robin Wright Penn)
    dal film "Forrest Gump" di Robert Zemeckis

    …Queste citate sono solo alcune delle parole del protagonista del film "Forrest Gump" da bimbo,parole che ci fanno riflettere e che restano nel cuore di chi le ascolta.
    Frase dettata dalla situazione che è costretto a vivere sin da piccolo,e che ognuno di noi in circostanze di violenza,denigrazione,disagio penserebbe!
    La pellicola è di Robert Zemeckis tratto dal romanzo di Winston Groom, racconta circa trent’anni di storia americana attraverso gli occhi spensierati del singolare Forrest. Singolare perché speciale nell’animo. Singolare perchè della propria ingenuità ne ha fatta la propria forza per andare avanti nella vita contro ogni angustia incontrata lungo il proprio cammino…

    «Stupido è chi lo stupido fa!»
    (Forrest Gump)


    Tutto ha inizio alla fermata di un autobus. Forrest, nato in Alabama è un ex paraplegico dotato di grande sensibilità, la stessa sensibilità che lo porterà ad innamorarsi di Jenny. Una donna non facile da conquistare ma che poi gli darà un bambino in ricordo di sé perché presto, Jenny, dovrà lasciare per sempre le uniche persone che le hanno dato un senso vero nella vita.

    Il film, rivisto in chiave hollywoodiana, fa ‘sentire’ quanto sia importante non sottovalutare mai chi è ‘singolare’ perché ciascuno di noi ha sempre un qualcosa da trasmettere al prossimo. Da condividere. Sempre. L’importante è riflettere. Non essere superficiali ma ‘sentire la vita’ dell'altro con empatìa,senza dover creare delle barriere che distruggono e annientano colui che magari ha l'aspetto di un parapleggico e l'animo di un Angelo...
    E’ l’agire che Tom Hanks vuole trasmettere allo spettatore con una delle sue particolari interpretazioni; infatti Forrest per il suo essere caparbio, presto diventa uno dei maggiori azionisti della ‘Apple’.

    Ricordiamoci di citare le nostre fonti (la docente): http://2circolodidat.scuolaer.it/allegato.asp?ID=12788

    Basti soffermarsi sulle prime difficoltà incontrate dal protagonista a scuola,i supprusi e le ingiustizie che è cotretto a vivere nel suo stato di "diverso",che anche se vissute da un bambino gli daranno la forza per andare oltre ogni diagnosi medica e ogni limite imposto al suo futuro.



    Film esempio del non arrendersi mai alle difficoltà…
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    Annunziata Piccolo

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Annunziata Piccolo il Dom Apr 17, 2011 2:21 pm

    Il film che ho scelto è intitolato “Il silenzio e le parole” che è costituito da tre storie. Sono incontri con persone che vivono handicap differenti (rispettivamente: l'autismo, la tetraparesi spastica e la Sindrome di Down) e che raccontano se stesse e le proprie esperienze. Sono tre autoritratti da cui emergono il mondo interiore e la profondità umana di queste persone, ma anche il loro grado d'inserimento sociale e le rispettive, a volte notevoli, capacità professionali. Il silenzio e le parole ci aiuta ad ascoltare, con rispetto e attenzione, ciò che ci comunicano le loro voci e i loro silenzi. 1° episodio: Andrea, 27 anni, autistico. Durante la settimana, Andrea vive in una comunità in campagna; nel week-end, torna in famiglia. Il film lo coglie in uno di questi fine settimana (Andrea pranza a casa, va a spasso per la città con la sorella ...) e si concentra sui suoi sguardi intensi, i suoi gesti incerti e quasi smarriti, i suoi silenzi pieni di sottintesi. Come ci dice il film: "Più si sta con Andrea, più si capisce che, in qualche modo, ci comunica sempre qualcosa" .2° episodio: Claudio, 35 anni, spastico, costretto su sedia a rotelle. Ci racconta la sua infanzia: "Fin da piccolo non mi sono mai sentito diverso", "Ho sempre avuto una vita normale". Claudio descrive il rapporto molto affettuoso ma mai pietistico che lo lega ai genitori. Spiega il suo essere riuscito, grazie al loro aiuto e alla sua ostinazione, a trovare un lavoro. Infatti, da quattro anni, nella sua abitazione, Claudio lavora per una grande azienda, l'Italtel: per mezzo di un computer, un modem e un fax, cura la redazione di un notiziario scientifico. 3° episodio: Alessandro, poco più che ventenne, Down. Anche Alessandro lavora: è operaio specializzato in una nota azienda costruttrice di macchine per la proiezione cinematografica. Sereno ed espansivo, Alessandro ci racconta le sue passioni: ascoltare musica, ballare e frequentare una coetanea (anch'essa disabile psichica) con la quale si è fidanzato. Alessandro vorrebbe sposarsi e metter su famiglia…"


    citato da: http://www.informahandicap.it/struttura.asp?cerca=film&id_film=27
    citare va bene ma va riportato ma è importante ricollegarsi poi ai temi, come fa molto bene lei dopo, la docente


    Dalle tre vicende quindi emerge la forza d’animo e la grinta che queste persone hanno, ognuno di loro riesce a vivere la vita senza sentirsi”diverso”…secondo me,infatti,le persone disabili devono uscire per le vie, mirare ad una vita normale e chiedere d’essere aiutati quando serve, senza timidezze… Gli altri,cosi si dimostreranno più disponibili se i disabili per primi affronteranno l’handicap con naturalezza,il loro sguardo cambierà…La disabilità deve essere vista con coraggio…sono tutti e tre esempi di resilienza hanno la capacità di affrontare e superare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzati e addirittura trasformati positivamente!!! Non esiste una ricetta uguale per tutti, ma la cosa più importante è fare riferimento a persone specializzate in questo campo: medici , educatori, insegnanti che sono una grande risorsa e necessitano di tutti gli interventi possibili mirati e specifici a seconda del tipo di difficoltà che presentano,si necessita di un integrazione scolastica,sociale,sportiva e via dicendo .Ciò che conta è sapere che esistono,vanno rispettati e non etichettati come potrebbe accadere,cooperando per l' inserimento positivo nel contesto in cui vivono o lavorano...è fondamentale.



    Ultima modifica di Annunziata Piccolo il Dom Apr 17, 2011 2:32 pm, modificato 2 volte
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    irma di capua

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  irma di capua il Dom Apr 17, 2011 2:22 pm

    Il film di cui ho scelto di parlare è "Lo scafandro e la farfalla"

    cara irma questo film abbiamo in calendario di vederlo. dobbiamo solo trovare un giorno.
    fonte http://www.municipio.re.it/cultura/cultura.nsf/e9c715c6691a6e19c1256e1b00379b21/bca38b1bae4d0d87c12573d5003ee897?OpenDocument
    la docente


    ispirato all'
    omonimo,e autobiografico,romanzo di Jean Dominique Bauby.
    Nel '95 Bauby fu colpito da ictus con una sindrome rara che in un primo momento lo portò al coma,e poi lo rese immobile,lasciando invece intatta la mente.Non potendo nè parlare nè muoversi,utilizzò una strategia per scrivere comunque una lettera:dettando lettera per lettera,sbattendo la palpebra sinistra,che era l'unica parte che riusciva a muovere,creò un sistema di comunicazione per trasmettere i suoi pensieri a chi era accanto a lui(Il battito delle ciglia riporta proprio a quello delle ali di una farfalla).Quegli occhi che esprimono
    la voglia di essere liberi e,proprio come una farfalla,poter viaggiare in qualsiasi luogo.
    Ciò che egli prova è una sorta di desiderio di esplodere,di milioni e milioni di pensieri che gli passano per la mente ma che non può cacciare fuori,liberare sottoforma di suoni,parole.
    Infatti nel suo libro afferma "Lo scafandro del corpo,non impedì alla farfalla dell'anima di uscire e comunicare".Un uomo che ha trovato la forza di accettare quella situazione,e riuscire comunque ad esprimere ciò che pensava,anche se non direttamente,attraverso la sua bocca.
    Il tipo di disabilità in questione,è una disabilità permanente.Si tratta di una situazione simile a quella in cui si trova il protagonista del film "Avatar" di cui parlammo
    la scorsa volta.In questi casi forse la tecnologia può migliorare ben poco,a meno che un giorno non si riesca ad arrivare realmente "nel mondo di Pandora".
    Vedere cambiare la propria vita improvvisamente,in questo modo,credo sia una cosa non facile da mandare giù.Una persona che prima poteva correre,abbracciare i suoi figli,girare il mondo,visitare qualsiasi luogo,ora si trova immobilizzato in un letto non potendo esprimere ciò che pensa,visitare luoghi solo con l'immaginazione e la memoria(""Ho appena scoperto che a parte il mio occhio ho altre due cose che non sono paralizzate: la mia immaginazione e la mia memoria").
    Svegliandosi dal coma gli viene detta questa frase "inutile girarci intorno,lei è
    paralizzato dalla testa ai piedi" in quel momento inizia la sua odissea,intrappolato
    nel suo corpo ,che egli definisce scafandro.
    E' in questi momenti solo,purtroppo,che si apprezza la vita per quello che era,infatti il protagonista in quella situazione riesce a ragionare su tutto ciò che avrebbe potuto fare e non ha fatto,le occasioni perse,gli sbagli commessi,gli istanti di felicità che ha lasciato andare via.
    Ma una persona disabile,ha i suoi diritti,come tutti gli altri,non è DIVERSO,anzi forse riesce meglio degli altri ad ascoltare,a comprendere le emozioni e i sentimenti altrui,ma allo stesso modo ogni disabile ha la sua storia,la sua personalità,il suo modo di essere,che non deve essere sottovalutato o discriminato.
    Ho riportato quì alcune immagini del film.

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  MartinaRitaIzzo il Dom Apr 17, 2011 2:37 pm

    E’ difficile fare una scelta tra i vari film che affrontano l’argomento della disabilità perché tutti sono molto interessanti e capaci di emozionarmi; ma tra tutti solo due mi sono entrati realmente nel cuore: Forrest Gump e Le chiavi di casa.
    Forrest Gump è un film del 1994 diretto da Robert Zemeckis con Tom Hanks nel ruolo del protagonista. Questo è un film che ha avuto un enorme successo infatti ha vinto ben 6 premi Oscar senza contare anche tutti gli altri premi ricevuti.
    Il film spazia su trent’anni di storia americana partendo dagli anni cinquanta dove Forrest era solo un bambino, arrivando fino agli anni ottanta. Forrest Gump è un personaggio Borderline cioè affetto dal disturbo di borderline che è una grave patologia caratterizzata da instabilità pervasiva dell’umore, delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé, dell’identità e del comportamento;

    il sito da cui l'hai preso è un'ottima fonte per scegliere il proprio film:
    http://www.ausl.re.it/biblioteca/html/media/film.pdf la docente

    è un’anomalia nella percezione del senso di sé. Fin da bambino è ingenuo e fiducioso nei confronti di un mondo che fin da piccolo fa di tutto per relegarlo nell’ambito del diverso. Persino sua madre che lo incita a non farsi scavalcare da nessuno, lo costringe fin da piccolo a portare un apparecchio alle gambe che lo avrebbe ulteriormente penalizzato. Con il passare del tempo Forrest scopre di possedere delle grandi capacità, nonostante fosse ritenuto con un quoziente intellettivo più basso della norma. E’ abile nello sport in particolare nella corsa, da qui la famosa scena di lui che corre per mesi e mesi per tutti gli Stati Uniti senza mai fermarsi; diventa campione nazionale di ping-pong per l’esercito americano; è il proprietario della più importante azienda di gamberi di tutta l’America; è un eroe di guerra in quanto ha salvato numerose persone nella guerra del Vietnam. Nel corso di questi anni conoscerà anche le persone più importante dell’epoca come Elvis Presley, John F. Kennedy, John Lennon e Richard Nixon. Nonostante le grandi doti Forrest è anche un uomo con un grande cuore e lo dimostra tramite varie opere di bene che compie nel corso del film come quando decide di donare una parte del suo guadagno alla famiglia di un suo amico caduto in guerra; oppure quando salva il suo colonnello che a causa della guerra perderà entrambi gli arti inferiori, e grazie a lui diventerà suo socio nell’azienda di gamberi. Un’altra figura importante di questa storia è Jenny, sua migliore amica dall’infanzia che diventerà l’amore della sua vita. Jenny è un personaggio molto particolare perché ha subito delle violenze da piccola da parte del padre e proprio queste violenze hanno avuto un peso determinate sulla sua vita, sono delle giustificazioni di alcuni suoi comportamenti come fare l’uso di droghe. Il rapporto tra Forrest e Jenny è molto bello e strano perché, nonostante i vari disturbi del comportamento di Forrest, sarà proprio lui a prendersi cura della sua Jenny allontanandola da un mondo complicato fatto di sesso e droga. Proprio dal loro amore nascerà un bambino che verrà chiamato come il padre, Forrest ma purtroppo Jenny scoprirà di essere ammalata di AIDS e morirà poco tempo dopo.
    Penso che il caso di Forrest Gump sia un vero esempio di resilienza, in quanto è stato capace di trasformare la sua disabilità in un vero pregio, nonostante la sua disabilità è riuscito ad essere sempre vincente nella sua vita. Forrest è una persona che si è sempre approcciata alla vita in maniera positiva, è riuscito ad affrontare e superare tutti gli ostacoli che la vita gli ha proposto ogni giorno e questo lo deve non solo alla sua fortissima fede in Dio ma soprattutto alla fede in se stesso e per l’amore verso Jenny.
    Una delle frasi più belle di questo film e da dove si capisce la grande forza di Forrest recita così:“Stupido è chi lo stupido fa”.
    Un altro film di cui vorrei parlare è Le chiavi di casa, film del 2004 diretto da Gianni Amelio e tratto dal libro autobiografico Nati Due Volte di Giuseppe Pontiggia. Il film parla di un giovane padre che abbandona il figlio subito dopo la nascita perché è affetto da handicap mentre la madre morirà con il parto. Il film narra, tramite la sequenza di vari episodi successivi alla nascita del bambino, quanto è complesso e pieno di difficoltà il mondo dell’Handicap e della disabilità. Nel corso del racconto il padre dopo quindici anni dalla nascita del figlio decide di rivederlo e di riavvicinarsi a lui, infatti da qui parte un lungo viaggio interiore che i due affronteranno imparando a conoscersi a fondo tramite vari confronti. Il motivo del titolo del libro Nati Due Volte viene spiegato dallo stesso autore tramite una frase: “Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi”.
    C’è una sorta di speranza in queste parole, speranza intesa non come desiderio da parte dei disabili di diventare persone “normali” ma intesa come speranza di poter essere se stessi, di poter condurre una vita dignitosa e autonoma.

    Questo è il trailer del film le Chiavi di Casa:
    https://www.youtube.com/watch?v=A4Kfvfio75w&feature=related

    Questa invece è una scena del film Forrest Gump dove è presente il concetto di resilienza:
    https://www.youtube.com/watch?v=0O530ZXT1iE

    è interessante anche la tua scelta dei 2 film, che forse ricoprono gli aspetti che ritieni più rilevanti per te. la docente
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    Paola Ginobello

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    La figlia del silenzio

    Messaggio  Paola Ginobello il Dom Apr 17, 2011 3:26 pm

    fonte: http://www.w2m.it/pub/archiviow4m.php?book=206
    la docente

    Lexington - inverno 1964. E' notte fonda quando - nel cuore di una tempesta di neve - Norah Henry sveglia il marito David: le prime doglie iniziano a farsi sentire, meglio andare in ospedale. Le strade sono impraticabili e - dopo un pericoloso testacoda - David decide prudentemente di deviare verso il suo studio medico: farà nascere lui stesso suo figlio, con l'aiuto dell'infermiera Caroline Gilles. Il bimbo - un bel maschietto di nome Paul - nasce, ma non è solo: inaspettatamente arriva dopo pochi minuti una gemellina, Phoebe. David passa ben presto dall'euforia della paternità alla più nera disperazione: i tratti somatici della bimba tradiscono immediatamente la sua affezione alla sindrome di Down... L'esperienza medica dice a David che la piccola avrà quasi sicuramente gravi scompensi cardiaci, ripiombandolo nell'incubo della sua infanzia, nella sofferenza della sua famiglia, dissoltasi in men che non si dica alla morte della sorellina di soli 12 anni, da sempre malata di cuore. In preda al panico affida Phoebe a Caroline, perchè la metta in un istituto d'igiene mentale: per la moglie Norah - sedata durante il parto - la piccola sarà nata già morta. Ma Caroline, seguendo un improvviso, irrefrenabile impulso, si rifiuta di abbandonare Phoebe in quel lager sotto mentite spoglie d'istituto: decide così di sparire con la bambina, dopo aver avvertito delle sue intenzioni David. A questo punto la storia si biforca, narrando da un lato le grandi difficoltà di Caroline, le sue impossibili battaglie per garantire alla propria bambina gli stessi diritti dei suoi coetanei, l'infinita serie di missive inviate a David per fornirgli una sorta di diario della crescita di Phoebe; dall'altro il lento, inesorabile sgretolarsi della famiglia Henry, i cui componenti vengono pian piano schiacciati - chi per un motivo, che per un altro - da un'assenza, quella di Phoebe. Una saga, lunga un quarto di secolo, di una famiglia improvvisamente divisa in due con un colpo d'ascia, ma in realtà tenuta unita con un filo invisibile dal cuore di un'estranea - Caroline Gilles. Una meravigliosa, toccante, avvincente storia di sacrificio ed amore, che tocca temi difficili, spigolosi con grande naturalezza, senza banalità: la nascita di un figlio diversamente abile, la decisione di abbandonarlo, i tormenti di un'anima lacerata dai sensi di colpa, la depressione post partum, la solitudine dei componenenti di una famiglia in crisi...perchè con una bambina Down!



    Una storia che mostra quanto la vita segua strade imprevedibili, quanto l’amore materno sia una conquista e non solo un fatto genetico, quanto questa società sia crudele e ingiusta e quanto possa condizionare anche le scelte di genitori meno consapevoli.
    E' troppo difficile conoscere le motivazioni profonde che spingono un uomo o una donna a compiere azioni che, chi non è coinvolto in prima persona, spesso condanna con severità."Amore mio soffro tanto...la nostra bambina è morta appena nata."
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    mariagaglione

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    "Anna dei miracoli"

    Messaggio  mariagaglione il Dom Apr 17, 2011 3:31 pm

    Il film che propongo è "Anna dei miracoli" ,incentrato sul difficile rapporto che si crea fra la piccola Helen e la sua insegnante Annie ,che ha appena riacquistato la vista e ha alle spalle una terrificante infanzia e adolescenza trascorse in un ospizio per orfani disabili. Helen è sempre stata viziata dai propri familiari, che le permettono di fare qualunque cosa in virtù dei suoi gravi handicap, rinunciando a correggerla o a rimproverarla. Annie, al contrario, non si piega alla condotta della bambina, ed intraprende con lei un ostinato braccio di ferro per insegnarle a comportarsi in maniera civile. Ovviamente, questo confronto e scontro non sarà facile per nessuna delle due, e porterà a dei momenti di estrema tensione all’interno della famiglia ,memorabile la “lotta” fra Annie ed Helen intorno al tavolo della sala da pranzo, quando la piccola si rifiuta di mangiare come gli altri e reagisce selvaggiamente ai divieti della sua istitutrice.
    L'istruttrice Annie Sullivan,provenendo da esperienze dirette di terapia sulla cecità e sulla comunicazione, riesce subito a capire ciò che occorre tentare con la bambina. Mette in pratica un metodo di lavoro basato su un estremo rigore terapeutico,che ruota intorno alla costituzione di un nuovo rapporto figlia madre utilizzando forme aggressive di insegnamento. Il fine è l'apprendimento di un linguaggio comunicativo,usando la forza e il premio.Mancando la vista e l'udito Annie è costretta a usare i segni che si possono comporre con le mani,la difficoltà sta nel riuscire a mettere i segni in stretto rapporto con la maggior parte delle cose esterne che Helen ignora. Per far ciò Annie deve prima disabituare i vecchi modi di rapportarsi di Helen con la famiglia.
    L'istruttrice si accorge subito della debolezza del comportamento dei genitori di Helen. Debolezza costituita da cedimenti della famiglia agli istinti compensativi della figlia che tende a soddisfare i suoi bisogni primari senza alcuna preoccupazione delle formalità civili. Questi cedimenti non consentono un'educazione della bambina alla parola e all'azione cosciente.
    Annie chiede ed ottiene di stare sola con la bambina per un po' di tempo,possibilmente in un casolare intravisto nelle vicinanze. L'istruttrice spera con l'assenza provvisoria dei genitori di poter rafforzare il rapporto di transfert con Helen.
    Durante la permanenza nel casolare i risultati terapeutici compiono dei timidi progressi,essi avvengono prevalentemente con l'utilizzo del piano tattile delle mani di Helen. Annie vuole insegnare a Helen sia la compitazione dell'alfabeto per cechi che l'acquisizione tattile delle cose legate alle parole-segno.
    Per raggiungere l'obiettivo Annie è costretta a ingaggiare una vera e propria lotta fisica con la bambina,una lotta in cui l'istruttrice riesce alla fine a prevalere e a proseguire con una diversa fatica il suo insegnamento.
    Le cose che Helen desidera vengono concesse, a differenza di come avveniva prima in famiglia, dopo che essa ha svolto per un tempo prefissato un lavoro su alcune lettere dell'alfabeto, il lavoro riguarda il rapporto tra segni appresi e le cose ad essi corrispondenti. La dedizione di Annie Sullivan alla cura del caso è assoluta,il suo amore professionale è elevatissimo e sul piano economico Annie appare disinteressata.
    Attraverso un gioco di conversazioni aggressive a tre che coinvolgono anche un ragazzo della fattoria, gioco teso a creare una gelosia utilizzabile a fini terapeutici, Helen inizia a identificare la realtà esterna. In Helen cominciano a formarsi dei pensieri, delle intenzioni, delle conoscenze emotive nuove,ma la famiglia rimane dubbiosa.
    E' un trionfo per Annie e la sua famiglia quando Helen riempe, dopo una furiosa lite tra Annie e i genitori, una brocca d'acqua utilizzando l'antica pompa a mano situata in cortile, Helen associa il nome acqua alla brocca, al bere, alla necessità di un'azione per prelevarla
    E' come se Helen avesse acquisito un modo inedito ma efficace di vedere e sentire il mondo esterno.Helen entra quindi in un mondo di affetti molto più ricco di segni,ciò comporta la possibilità di sviluppare e comunicare pensieri che le consentono esperienze nuove. L'aiuto che riceve dalle persone non è più di tipo compassionevole ma diventa grazie all'esperienza della scrittura tattile un vero e proprio dialogo.

    bene quanto viene dopo, ecco la tua fonte (la docente) http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBcQFjAA&url=http%3A%2F%2Fsharethefiles.eu%2Fviewtopic.php%3Ft%3D9827&ei=I0qrTcL7OI3usgad3ansDw&usg=AFQjCNFITq1WMfXfu_ui0ih5D1fGniUSbw&sig2=gT4wUBFe-01G8LWOO11qUQ

    https://www.youtube.com/watch?v=1e-0deJk3Vg


    Ho proposto questo film perchè lo ritengo assolutamente importante per due motivi, il primo perchè ci fa capire cosa sia realmente l'educazione ,ovvero un accompagnamento dell'alunno, disabile o no, nella realtà concreta con un giudizio a priori positivo sulla stessa. La seconda cosa che mi ha colpito è la tenacia con cui Annie combatte la posizione dei genitori di Helen i quali si accontentano che la bambina abbia imparato a tenersi pulita. Ritengo importantissima, dal punto di vista educativo, questa insistenza di Annie nel credere nelle potenzialità umane e intellettive di Helen, perchè spesso con questi bambini si tende, anche in buona fede, a volare bassi e così facendo li si riduce come persone ,ma il loro cuore è come quello di tutti, nonostante le ferite che portano nella mente nel corpo.
    Inoltre questo film ha il merito di affrontare l’argomento dell’handicap fisico e psicologico in maniera realistica, riuscendo in più occasioni a coinvolgere ed emozionare lo spettatore, ma senza mai cadere in facili pietismi. Il progressivo apprendimento di Helen, che grazie ad Annie impara a conoscere il mondo attorno a sé usando il tatto e l’intelligenza, diventa così anche un metaforico percorso interiore che si risolve in un finale a dir poco commovente.
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    FRANCESCA SANNINO

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    PRIMA LA MUSICA, POI LE PAROLE

    Messaggio  FRANCESCA SANNINO il Dom Apr 17, 2011 3:52 pm

    IL FILM DI CUI VI PARLO E' UN FILM DEL 1999 DAL TITOLO: "PRIMA LA MUSICA, POI LE PAROLE" DI FULVIO WETZIL.
    IN QUESTO FILM IL PROTAGONISTA HA UN HANDICAP PSICOFISICO LEGATO AL LINGUAGGIO.
    QUESTO FILM E' UNA LEZIONE SUL LINGUAGGIO E SULLA SOLIDARIETA'.

    GIOVANNI E' UN BAMBINO DI SEI,SETTE ANNI CHE VIVE CON IL PADRE IN SEGUITO ALL' ABBANDONO DELLA MADRE.
    PER SETTE ANNI, LANFRANCO INSEGNA A SUO FIGLIO UN MISTERIOSO LINGUAGGIO ITALIANO CHE SOLO LUI SA DECIFRARE.
    UNA SERA LANFRANCO VIENE COLPITO DA UN INFARTO E MUORE. IL BAMBINO NON SA COSA FARE, PER UN Pò DORME SULLE GINOCCHIA DEL PADRE DEFUNTO, POI SENTE FREDDO, SI VESTE E LASCIA LA VILLA VAGANDO PER LA CAMPAGNA.
    AD UN CERTO PUNTO QUALCUNO SI ACCORGE DI GIOVANNI E LO PORTA IN OSPEDALE.
    PURTROPPO I MEDICI NON RIESCONO A DECIFRARE IL LINGUAGGIO DI GIOVANNI E COSI' IL BAMBINO CONSIDERATO "HANDICAPPATO" VIENE PORTATO IN UN ISTITUTO DI LOGOPEDIA DOVE VIENE PRESO A CUORE DA UNA PSICOLOGA, MARINA, E DA UN' INFERMIERA, ELENA CHE PUR DI AIUTARLO SONO COSTRETTE A RAPIRLO.
    INSIEME ALLE DUE DONNE, GIOVANNI RISCONTRA LA PASSIONE PER IL COLORE, LA GESTUALITA', IL CONTATTO FISICO, RIESCE AD ESPRIMERSI ATTRAVERSO LA MUSICA, INSOMMA COMINCIA IN QUALCHE MODO A COMUNICARE.
    COSI' MARINA PIANO PIANO RIESCE A DECIFRARE IL LINGUAGGIO DEL BAMBINO SCOPRENDO CHE QUELLE ENIGMATICHE FRASI SONO LEGATE AGLI ACCORDI MUSICALI.

    http://i29.servimg.com/u/f29/16/29/26/37/prima_10.jpg


    http://i29.servimg.com/u/f29/16/29/26/37/primal10.jpg




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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Giuseppina Palumbo il Dom Apr 17, 2011 4:25 pm

    Il film che ho scelto è IL FIGLIO DELLA LUNA,tratto dalla storia vera del fisico nucleare Fulvio Frisone,affetto da tetraplegia spastica distonica dalla nascita.Carmelo e Lucia Frisone entrambi siciliani,di modesta estrazione e di scarsa cultura "io tengo solo la quinta elementare" ricorda spesso la signora,dopo due figlie Palmira e Pinella,si ritrovano a dover crescere(a causa di insipienza medica al momento del parto)un bimbo affetto da gravissime menomazioni.La così definita "mamma ciclone",farà di tutto purchè questo figlio,purtroppo leso nel fisico e nel linguaggio,cresca e studi come tutti gli altri coetanei,arrivando addirittura a far modificare una legge che prevedeva per i ricercatori universitari una "sana e robusta" costituzione".Fulvio nutre forti passioni oltre alla fisica,anche per la poesia e la pittura.Egli adopera una sorta di casco dal quale pende un sottile braccio meccanico (costruitogli dal padre)per scrivere e dipingere.La madre oltre alle tante battaglie per l'educazione(nessuna scuola pubblica voleva accettare Fulvio),le prime amicizie e i primi attestati di accettazionme e rispetto da parte della società,si è sempre mobilitata per la riapertura delle case chiuse,riuscendo intanto a far avere al figlio menomato anche una normale attività sessuale ottenendo dallo stato un'assistenza sociale di ventiquattro ore al giorno.Oggi Fulvio è un quarantenne fisico nucleare.Questo film ha suscitato in me forti emozioni,è la testimonianza che a volte la speranza e il coraggio(in questo caso di una MAMMA con la M maiuscola) riescono ad abbattere insuperabili barriere,architettoniche e non.
    Solo facendo parlare di lui gli daranno attenzione… a lui e a tutti gli altri nelle sue condizioni… chi sta bene si può stare zitto… chi ha bisogno dell'aiuto dello Stato, delle Istituzioni… deve gridare"

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Giuseppina Palumbo il Dom Apr 17, 2011 5:07 pm

    "Mi hanno detto che mio figlio non potrà camminare, che non potrà usare le braccia e le mani e manco parlare, scrivere. Che maledizione è questa? Io non ti chiedo il miracolo, la guarigione. Fulvio si chiama, non Lazzaro. E non mi frega se non scalerà mai una montagna, se non scenderà mai in fondo al mare. A mio figlio ci basterà poco. Ma sarà mai un uomo? A te lo chiedo: sarà mai un uomo? O anche tu mi dici che devo aspettare, che è meglio rassegnarsi?" Lucia: siciliana, piccola, sola, disperata. Urla in faccia al crocifisso la sua rabbia. Sviene in quella chiesa, ma alla fine trova la forza. Suo figlio Fulvio, u' masculu, non lo crescerà come una pianta. "La quinta elementare tengo." Ma Lucia insegnerà a Fulvio a leggere, a parlare, a vivere, trascinando nella sua lotta il marito Carmelo, le altre due figlie, e una miriade di persone incontrate in oltre quarant'anni di battaglie civili per la dignità di suo figlio. Oggi Fulvio Frisone è un fisico nucleare di fama mondiale, impegnato a scoprire le nuove frontiere dell'energia pulita. Da ragazzo ha frequentato le scuole dei "ragazzi in piedi"; con un pennello montato sulla testa ha dipinto quadri coi colori della sua terra; con un casco di cuoio, agitando una bacchetta di metallo su una tastiera, ba usato i primi rudimentali computer. Al suo fianco tutta la famiglia Frisone, Lucia in testa. Sempre lei, nemica dei pregiudizi sociali e culturali, delle cattive leggi che escludono dalla vita quotidiana gli "scimuniti" e gli "storpiati".




    Ecco alcune scene tratte dal film il figlio della luna:
    https://www.youtube.com/watch?v=ZlHirkVznCw
    Questa è una delle scene più commoventi del film,straordinaria interpretazione di Lunetta Savino:
    https://www.youtube.com/watch?v=4PH3q30iDp4&feature=related
    Questa è invece la vera storia di Fulvio Frisone:
    https://www.youtube.com/watch?v=hze3WBWPKZQ&feature=fvwrel
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    Veronica Tonia Mennillo

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Veronica Tonia Mennillo il Dom Apr 17, 2011 5:12 pm

    Il film che ho scelto e che vorrei condividere con voi è: L'OTTAVO GIORNO.
    L'ottavo giorno racconta percorsi incrociati di due uomini, un ragazzo Down e uno yuppie che, per un caso fortuito, diventano come fratelli. E l'uomo cosidetto normale non è meno alienato dell'altro. Dopo la morte della madre amatissima, Georges è stato messo in un istituto specializzato. Ossessionato dai ricordi di felicità familiare, fugge per ritrovare sua sorella: non sa, infatti, darsi ragione che non voglia più occuparsi di lui. Harry si occupa di formazione dei quadri commerciali; totalmente immerso nel suo lavoro, trascura la famiglia finchè essa lo abbandona. Sono dunque due uomini "abbandonati", che si incontrano per caso su una strada. Harry, l'uomo troppo indaffarato, prende coscienza di fronte a Georges dell'inutilità della sua vita; decide di occuparsi di lui e di accompagnarsi a lui nella sua ricerca disordinata, finché alla fine Georges si suicida e Harry rinasce.
    Del film il regista dice: "Dopo avere visto 'L'Ottavo Giorno', la gente guarderà in modo differente il mondo dei Down. Ma la cosa più importante è riuscire a guardare sè stessi in modo nuovo; capire che è possibile avere una relazione normale, naturale con le persone che vengono considerate 'diverse' e imparare a mostrare le emozioni che in genere teniamo nascoste." Condivido pienamente le parole del regista, è un film di profonda sensibilità ed un inno alla vita, queste persone rappresentano la gioia di vivere, una grande purezza e innocenza infinita.

    “In principio non c’era niente; solo la musica. Il primo giorno fece il sole che pizzica gli occhi. Il secondo fece l’acqua (è bagnata e bagna i piedi se ci cammini dentro). Poi fece il vento che fa il solletico. Il terzo giorno fece l’erba; quando la tagli piange, le fa male, bisogna consolarla. Se tocchi un albero, diventi un albero. Il quarto giorno fece le vacche. Il quinto giorno fece gli aeroplani; se non li prendi puoi guardarli passare. Il sesto giorno fece gli uomini, le donne, i bambini (a me piacciono le donne e i bambini perché non pungono quando li baci). Il settimo giorno, per riposarsi, fece le nuvole (se le guardi a lungo ci verdi disegnate le storie). Allora si domandò se mancava niente. L’ottavo giorno fece Georges e vide che era buono.”


    Annamaria d'avino

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    lezione virtuale 18 aprile

    Messaggio  Annamaria d'avino il Dom Apr 17, 2011 5:57 pm

    In varie occasioni il cinema si è occupato di storie di malati anche con delle malattie rare,o dei problemi dell'handicap o ha raccontato storie che avevano come personaggi dei portatori di disabilità fisiche o psichiche.
    In certi casi ad interpretare il personaggio del film,è stato proprio un portatore di disabilità.
    Il film che ho deciso di visionare è : THE STRATTON STORY,vi illustro brevemente la trama"il film ripercorre la storia vera di MONTHY STRATTON,un promettente lanciatore dei Chicago white sax,che dopo due stagioni disputate ai vertici,vede la sua carriera distrutta da un incidente di caccia che gli provoca l'amputazione di una gamba;ma che cosa succede dopo??? succede che la sua straordinaria forza d'animo gli consentirà di risalire sul mound per una partita d'addio.
    La tematica che voglio affrontare riferendomi proprio al film è quella relativa alla resilienza,anche perchè questo ne rappresenta a tutti gli effetti un esempio,resilienza, che abbiamo affrontato nel nostro primo laboratorio,come la capacità di riuscire vincenti in una situazione negativa,e questo non vuol dire risolverla,molto spesso ci si ritrova difronte situazioni che non possono cambiare si pensi al caso di SIMONA ATZONI,ella conviverà per sempre col fatto di non possedere gli arti superiori,eppure c'è in queste persone mi riferisco anche al protagonista del film che viene investito da questo problema ad un certo punto della sua vita,dove dopo tutto le cose gli andavano bene,aveva una bellissima carriera ,ed invece all'improvviso si trova ad non avere più una gamba e a dover rinunciare ad essere un bravo lanciatore,che per lui rappresentava tutta la sua vita.bhè nonostante ciò riscontriamo una gran voglia di rimettersi in gioco di poter affrontare la situazione senza che questa debba trasformarsi in un fattore assolutamente negativo,e quindi riesce ancora una volta a risalire sul quel campo per disputare una partita d'addio.Il tema della resilienza mi ha colpito particolarmente perchè anche io molte volte sento come se il mondo mi crollasse addosso e molte di queste volte credo di non farcela a risalire,però allo stesso tempo ripenso a quel filmato dell'atzoni, che io già avevo visionato in un'altra situazione,e mi rendo conto che c'è sempre ,o quasi una possibilità di potersi rialzare.Secondo il mio punto di vista un'esempio come la ATZONI deve essere presente in ognuno di noi,perchè non è detto che chiunque abbia una mancanza,una disabilità non possa viversi la vita a 360 gradi.

    bene, molto intenso il tuo commento annamaria! la docente
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    AlessiaCarrozzino

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  AlessiaCarrozzino il Dom Apr 17, 2011 6:19 pm

    Il laboratorio di questo lunedì è stimolante, perché mi spinge a ricordare, a riaprire i cassetti della memoria in cui con tanta commozione avevo racchiuso, e continuerò a racchiudere finché il cinema me lo permetterà, i contenuti penetranti e profondi di molte pellicole a scopo educativo. Sono film che colpiscono nel segno, che il più delle volte lasciano lo spettatore con le lacrime agli occhi, talvolta per il finale felice che vede il protagonista trionfare sul proprio dramma, talvolta perché il tema trattato raggiunge apici della nostra sensibilità che non ci aspettavamo neppure di avere. E' proprio per questo che adoro il cinema, perché lascia senza fiato, effetti speciali a parte.
    Il repertorio cinematografico che tratta argomenti importanti come disabilità e diversità è davvero vastissimo, si potrebbe redigere un elenco infinito di film. proviamo ad elencare una parte di questa infinità noi frequentanti del forum...
    Tra i film che mi sono venuti in mente più immediatamente quello a cui tengo di più è FORREST GUMP. Dico che ci tengo perché, per quel che i miei cassettini di memoria di cui parlavo sopra mi permettono di ricordare, è stato il film che è riuscito a coinvolgermi sin dalla primissima volta che l'ho visto. Spesso una storia per essere realmente compresa ha bisogno di un pubblico che abbia una certa consapevolezza del tema trattato, e che resti forte di fronte alle modalità in cui la trama viene raccontata. Con FORREST GUMP non ho avuto problemi neppure da bambina. Il film è uscito nel 1994, credo di averlo visto la prima volta circa dieci anni fa, se non più, e nonostante non avessi quel senso di robustezza emozionale che un film drammatico spesso richiede sono rimasta ben impressionata ed appassionata dalla storia del giovane Forrest. Dunque a giustificare il mio amore per questo film è la sua infallibile capacità di entrare prudentemente nel cuore di tutti, oltre che le grandi doti interpretative di Tom Hanks, il quale risiede da sempre nella rosa dei miei attori preferiti.
    Il film spazia tra gli anni '50 e '80 seguendo il racconto che proprio Forrest, imperterrito, narra ad ascoltatori occasionali e sconosciuti su una panchina alla fermata dell'autobus ed in maniera complementare insieme alla storia della sua vita fa scorrere le immagini della storia degli Stati Uniti di quei trent'anni.
    La disabilità di Forrest nasce con lui, è cognitiva, riguarda il suo quoziente intellettivo (75) inferiore alla norma, il suo sviluppo cognitivo, che lo pone in una condizione di diversità sin da piccolo quando fu rifiutato dalla scuola pubblica. Tuttavia il suo è un percorso in salita, Forrest è un personaggio spontaneo ed ingenuo, onesto e puro di cuore, non vuole male a nessuno e ama la vita nella sua imprevedibilità, infatti come gli diceva sua madre "la vita è uguale a una scatola di cioccolatini...non sai mai quello che ti capita". Egli è legatissimo e fedele ai suoi affetti, alla madre, a Jenny, a Bubba e al tenente Dan, infatti è forte in senso di amicizia trasmesso dal film così come l'importanza del poter contare su una persona cara. Inoltre è uno che si lascia trascinare dagli eventi, come la piuma bianca che più volte compare sulla scena si lascia sospingere docilmente dalle correnti senza mai opporsi, inconsapevole delle difficoltà cui va incontro ma comunque forte nel riuscire ad affrontarle intrepidamente, come nel momento dell'atto eroico di salvare i suoi compagni sotto i bombardamenti nemici. Grazie alla sua pienezza d'animo Forrest riesce a costruire una vita straordinaria: le sue grandi doti nel correre, di cui venne a conoscenza per un caso fortuito che lo ha costretto a fuggire dalle torture di un gruppetto di bulli del paese, gli permettono di costruire una grande carriera nel football, e grazie a ciò riesce a farsi ammettere al collage e a laurearsi; si arruola nell'esercito e dopo aver combattuto nel Vietnam tornando da eroe gli viene assegnata, direttamente dal presidente Johnson la medaglia d'onore; nella squadra dell'esercito intraprende una grande passione per il ping-pong di cui diviene campione mondiale surclassando anche la squadra cinese; diventa multimilionario grazie all'attività di pesca di gamberi di cui aveva fatto promessa al suo amico soldato Bubba deceduto in Vietnam; viene considerato guida e ispiratore a livello internazionale per la sua irrefrenabile ma immotivata grande corsa per l'America durata tre anni; e infine diventa inaspettatamente padre.
    La sua scarsa intelligenza viene ben compensata dalla sua bontà e fedeltà.
    In parallelo e in contrasto si svolge la storia di Jenny, unica amica e unico amore di Forrest, una ragazza che, segnata da un infanzia turbolenta a causa degli abusi del padre alcolizzato, mostra un carattere ed una personalità alquanto instabile, sia per la sua condotta di vita sia per il suo rapporto confuso con il giovane Forrest. Jenny attraversa momenti tormentati: modella per Playboy, ragazza hippie dalla vita dissoluta, e persino prostituta che si dà alla droga e al furto. Le problematiche che vedono protagonista Jenny in realtà riguardano molto da vicino il mondo giovanile di oggi, soprattutto di quella parte di giovani che non riesce a trovare il proprio posto nel mondo e che si lascia condizionare da stereotipi e modelli assolutamente fallibili e fallaci.
    Comunque sia i due amici si incontrano svariate volte nel corso della storia ma lasciandosi sempre a causa dell'incapacità di Jenny di affrontare un relazione stabile con la scarsa intelligenza di Forrest. Alla fine però i due si riuniscono per garantire un futuro al piccolo Forrest, dopo l'imminente perdita della madre Jenny per AIDS.
    Forrest Gump è speciale e sa di esserlo, sua madre glielo diceva sempre:
    "Non permettere mai a nessuno di dirti che è migliore di te, Forrest. Se Dio avesse deciso che fossimo tutti uguali avrebbe dato a tutti un apparecchio alle gambe".
    Questa è una frase celebre del film e tutti dovremmo assumerla come filosofia di vita. Dio ci ha creati così, diversi, è così che dobbiamo essere, dobbiamo accettare noi stessi e gli altri così come sono.
    Un altro argomento interessante a cui poter fare riferimento nel film è la disabilità motoria a cui viene costretto il tenente Dan dopo aver subito l'amputazione di entrambe le gambe durante i bombardamenti nel Vietnam. Con il tenente si passa così dall'accettazione della propria diversità al completo rifiuto di essa. Senza gambe Dan si sente inutile, la sua vita era guidare i suoi uomini in guerra, combattere per la patria, per questo avrebbe preferito che Forrest non lo salvasse, lo abbandonasse in campo nemico alla morte. Il dolore e il rancore accompagnano il tenente per quasi tutto il film, la sua successiva condotta di vita fatta di alcol, fumo e prostitute ne è testimone. Ma finalmente, lavorando prorpio con Forrest all'attività di pesca di gamberi, anche lui troverà pace con se stesso e con Dio, nel quale non era mai riuscito ad avere fede.
    A questo proposito è toccante il percorso interiore del tenente Dan riassunto in questo video:


    Grazie a Thomas Zemeckis per la realizzazione dello straordinario film e grazie alla prof.ssa Briganti per avermi dato l'occasione di ricordare e di riflettere su questo e molti altri film. Spero di essere stata esauriente e di aver ben colto la traccia del laboratorio, anche se un film del genere meriterebbe pagine e pagine di recensioni e commenti.

    federicanobile

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  federicanobile il Dom Apr 17, 2011 7:01 pm

    al romanzo di Peter Hedges che l'ha sceneggiato. A Endora (Iowa, 1091 abitanti) non succede mai niente, ma c'è gente interessante come i Grape: dopo il suicidio del padre, il primogenito Gilbert, commesso in un emporio, mantiene la madre (che pesa 250 kg e da 7 anni non esce di casa), due sorelle e un fratellino, ritardato mentale. Curioso film sulla voglia di tenerezza e l'importanza della famiglia.



    è un film molto profondo e a volte anche commuovente per la sottilenza dei particolari con cui viene descritta questa situazione familiare a dir poco scomoda.La responsabilità di un giovane uomo(johnny depp,che allora solo trentenne dimostra ancora una volta il suo talento)che dopo il suicidio del padre deve prendersi cura della famiglia,e soprattutto di suo fratello minore ritardato mentale(leonardo dicaprio,il quale anche lui giovanissimo riesce ad interpretare alla perfezione un ruolo abbastanza difficile).La cosa più bella e significativa penso sia il rapporto tra gilbert e arnie.Gilbert è l'unico che sa come trattare il fratello ritardato con la sua dolcezza e quindi anche l'unico di cui Arnie riesce a fidarsi.Infatti ho scelto questo film perchè tratta della disabilità,ma la tocca con tanta delicatezza tanto da pensare la bellezza di noi essere umani a quanto possa arrivare.

    federicanobile

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  federicanobile il Dom Apr 17, 2011 7:07 pm

    https://youtu.be/edSN6c6LBJE questo è un frammento della prima parte del film "buon compleanno Mr Grape"
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    FORREST GUMP

    Messaggio  angelaesposito il Dom Apr 17, 2011 7:17 pm

    Il film che ho scelto è "FORREST GUMP",è un film che adoro e posso assicurarvi pieno di significato!
    Il film racconta la vita di Forrest Gump: un bambino con un lieve difetto motorio e con un quoziente d'intelligenza leggermente al disotto della media che arriva a rappresentare un punto di riferimento in ogni settore con cui venga a contatto: campione di baseball, ping-pong e maratona, miglior soldato del suo gruppo e capace di atti d'immenso altruismo. Con un attaccamento al denaro pari a zero eppure capace di diventare uno dei maggiori azionisti della Apple.


    Un film all'insegna del non arrendersi mai, che ci fa riflettere, su diversi temi: dall'aborto alla guerra, dall'altruismo alla politica, dal non arrendersi mai alle difficoltà! beh il film presenta numerosissimi spunti di riflessione.
    E se pensate che per questo sia noioso vi sbagliate di grosso.
    Un solo consiglio: vedetelo e rivedetelo!

    Ho scelto questo film proprio perchè forest per gli altri è diverso (durante il corso abbiamo parlato di diversità)e lui nonostante gli sguardi e commenti delle persone riesce ad andare avanti nei suoi sogni e nelle sue prosettive.
    Un giovane ritardato può non solo cavarsela nella vita, ma addirittura primeggiare.Questa,in estrema sintesi,la morale del film di Zemeckis.
    Un film sull'amore(il lunghissimo ed a lungo non corrisposto sentimento di Forrest per Jenny, sua compagna di scuola),sull'amicizia (quella che lo lega saldamente al tenente Dan),sul sentirsi uguali in un mondo che tende a discriminare chi è "diverso"!![/b]


    https://www.youtube.com/watch?v=6jSVfuPXd5c&feature=related tutti conoscono questa stupenda colonna sonora!!!
    https://www.youtube.com/watch?v=RdQvZa9gj78&feature=related
    https://www.youtube.com/watch?v=zsBnOKqeWBU&feature=related QUESTO è il trailer
    https://www.youtube.com/watch?v=0O530ZXT1iE questo è la parte più bella
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    AnnaDiSarno86

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    Film

    Messaggio  AnnaDiSarno86 il Dom Apr 17, 2011 8:14 pm

    Il film che vorrei condividere con voi è LO SCAFANDRO E LA FARFALLA
    La prima volta che ho visto questo film è stato durante il laboratorio movimenti del prof Dedes.
    é un film molto significativo: il protagonista Bauby giornalista e padre di due figli è colpito improvvisamente da quella che i medici chiamano "locked-in syndrome" (un ictus che immobilizza il corpo lasciando lucida e perfettamente consapevole la mente): una sindrome rara ed estremamente grave che lo getta in un coma profondo da cui esce dopo molti giorni completamente paralizzato. L'unica parte del suo corpo ancora "dominabile" è una palpebra, quella dell'occhio sinistro. E con quella crea un sistema di comunicazione anche complesso, un codice alfabetico che gli permette di trasmettere i suoi pensieri a chi gli sta vicino. Con l'uso di questo codice Bauby detta il suo libro intitolato "lo scafandro e la farfalla" a una redattrice del suo editore, che pazientemente annota, rilegge, riscrive insieme a lui.
    Lo scafandro non ha impedito alla farfalla di uscire, di comunicare, di ricordare la vita vissuta e immaginare un ipotetico futuro, di raccontare le sue sensazioni, le sue disperazioni ma anche le aspettative, le speranze e i rari momenti di felicità.
    Il significato di questo film secondo me è che la disabilità (in questo caso si tratta di una disabilità acquisita) non interrompe la vita, ma ne diventa una parte e va accettata.Il medico,l'educatore o chi sta vicino la persona disabile deve instaurare un dialogo con la persona che ha accanto e saper comprendere lo stato in cui il paziente "ora" si trova,

    <<Ha voglia di dire qualcosa alle persone che si muovono? "Continuate. Ma fate attenzione a non essere divorati dalla vostra agitazione. Anche l'immobilità è fonte di gioia.">>


    [img][/img]
    La sofferenza insegna molto più della felicità...
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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  angela.bazzicalupo il Dom Apr 17, 2011 8:54 pm

    Il film che ho scelto è: ROSSO COME IL CIELO.
    http://www.spaziogames.it/cinema/recensioni/6212/rosso-come-il-cielo.aspx
    Mirco è un bambino di dieci anni appassionato di cinema, ama in particolar modo i film western e d’avventura, ed è vivace, come tutti i suoi coetanei. Vive con la famiglia in un bel borgo nei dintorni di Pisa, il cielo è grande sopra la sua testa e la natura che lo circonda è meravigliosa. Tutto scorre tranquillo nella sua vita, fra giornate trascorse a giocare con gli amici nelle campagne toscane e l’affetto d’una famiglia “normale”. Un giorno però, spinto dalla curiosità, si mette a trafficare con un vecchio fucile che i suoi genitori tengono in casa e inavvertitamente esplode un colpo che lo segnerà per sempre: il fragore dell’esplosione gli provoca un trauma che gli farà perdere la vista. Nel 1971, anno in cui è ambientata la vicenda narrata, la legge italiana imponeva ai non vedenti di frequentare i cosiddetti “istituti per ciechi”, considerandoli come individui senza speranza, persone da emarginare dal sistema d’istruzione pubblico, da educare in maniera “diversa”, da far crescere separati dal resto della società. I genitori del piccolo Mirco si trovano così costretti, contro la loro volontà, a far rinchiudere il loro unico figlio in uno di questi istituti: il David Chiossone di Genova.
    Sarà proprio all’interno di tale ambiente che Mirco scoprirà di possedere un talento fuori dall’ordinario, e si renderà conto d’essere in grado di raccontare delle storie attraverso i suoni, di creare un mondo sonoro che verrà apprezzato dalle persone che gli stanno intorno attraverso l’uso d’un registratore a bobine, unito a forbici, nastro adesivo e tanta fantasia. Ad aiutarlo saranno i bambini che come lui sono “ospitati” nell’istituto, ma soprattutto Francesca, la figlia della portinaia, che per prima seguirà questo suo impeto artistico e con la quale stringerà un amicizia particolare. Ci sono poi anche alcuni “grandi” che crederanno nelle qualità di Mirco; c’è Don Giulio) che si batterà con il direttore per far sì che cambino i metodi d'insegnamento del David Chiassone e c’è pure Ettore, un ragazzo non vedente che dall’esterno mobiliterà la città intera per il cambiamento.
    Superando una serie di conflitti e paure, si giunge a un finale toccante e commovente che porta in scena, in una recita di fine anno, il mondo oscuro della luminosa fantasia di questi bambini. Saranno proprio loro, con il loro impegno e con la loro vitalità, a riuscire nell’impresa di raccontare il proprio modo di vivere a chi la vista la possiede ma forse la sopravvaluta, a discapito di quel mondo sonoro che ci circonda. Una piccola rivoluzione sonora che farà aprire gli occhi a una città intera e che aiuterà e permetterà che le condizioni di vita dei non vedenti inizino a migliorare.
    Questo film tratta un tema importante come quello della cecità con estrema delicatezza senza cadere nel retorico o nel patetico, ci porta a riflettere molto sulla vita, sulla sua importanza, su come una sventura non può farci perdere la voglia di vivere, su come un po’ di fantasia possa cambiare il mondo circostante. L’ambiente esterno dovrebbe porsi nei confronti del soggetto con handicap non con atteggiamenti svalutatiti o riduttivi ma riconoscendo l’originalità di ogni persona e i punti di forza che ciascuno possiede, solo così sarebbe possibile favorire il processo resiliente di recupero. Si parla anche di una capacità di adattamento passivo, ossia la possibilità di riuscire ad accettare le situazioni che non possiamo cambiare, senza continuare a valutarle negativamente, bensì imparando da esse o, ancora più semplicemente, dedicandoci ad altro. è importante proprio l’attitudine dell’individuo di reagire e far fronte a situazioni di forte disagio, mediante l’attivazione di competenze individuali e risorse interiori . Le persone non vedenti non sono inferiori a noi, ma al contrario, sono più sensibili di noi, si emozionano più di noi e anche loro provano sentimenti, anche migliori dei nostri. La resilienza è la capacità di un oggetto di resistere agli urti improvvisi senza rompersi o spezzarsi.

    silvia

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    una canzone...

    Messaggio  silvia il Dom Apr 17, 2011 10:08 pm

    Per il film ho bisogno di pensarci con calma e di avere un pò di tempo per sceglierlo e lavorare al commento, perchè me ne vengono tanti in mente, ma intanto per ora inserisco la riflessione su questa canzone perchè mi sembrano tutte tematiche pertinenti al forum....e poi sono convinta che non solo i ragazzi abbiano bisogno di esempi chiari e forti, ma anche noi :-)

    Una canzone: Un uomo venuto da molto lontano (A. Minghi)
    https://youtu.be/tJl70yMb5_0


    Oggi riascoltando questa canzone su Giovanni Paolo II per un'attività con i ragazzi in vista della ormai prossima beatificazione, mi sono soffermata a pensare alla sua figura, al suo impegno, al suo coraggio, alla sua umiltà e profonda umanità...e forse anche sulla scia delle tante riflessioni fatte in aula e quì nel forum, l'ho guardato diversamente, non solo con un grande testimone di pace, ma anche come un grande esempio di resilienza, per tutto quello che è stato il suo cammino, ma soprattutto per come ha affrontato gli ultimi anni della sua vita, colpito da una malattia, il morbo di Parkinson, che lo portò nel tempo ad una condizione di disabilità; altro pensiero seguito all'ascolto di questa canzone, è stato relativo al rapporto con l'altro da sè, a come ciascuno nel suo piccolo, con tanti piccoli gesti fatti senza cura o non fatti per niente, può essere un "Caino" per l'altro che gli è dinanzi...

    Molti passaggi mi fanno venire gli occhi lucidi ogni volta che l'ascolto...
    tra i tanti mi colpisce molto l'ultima frase: "Và e ricorda a questo cuore mio, che Caino sono pure io.... "; mi colpisce perchè mi fa pensare ai tanti discorsi sui pregiudizi, sulla paura del diverso, sul razzismo....e a quante volte questi discorsi seppur fatti in totale slancio e buona fede , restano poi parole...parliamo dell'emarginazione agita dagli altri...delle guerre, dei diritti calpestati ....ma ha un senso tutto questo riflettere e parlare se mi interrogo ed analizzo i miei comportamenti...se cerco di capire quando anche io sono Caino....quel Caino che emargina, che mette distanze, che crede nella superiorità della propria razza o che semplicemente è indifferente e non fa....e se mi interrogo su come posso contribuire anche nel mio piccolo a costruire un mondo più giusto; ha un senso l'esercizio riflessivo solo se seguito da una modifica delle nostre azioni...da un cambiamento, anche piccolo, ma concreto e reale.

    Si parlava dell'importanza dell'esempio nella relazione educativa...e questo mi impone di perseguire costantemente anche il mio personale cambiamento magari guardando a grandi esempi e testimoni di pace...e cercando di riuscire ad esserlo almeno un pò nel mio piccolo...

    Quello di Papa Giovanni Paolo II è per me un esempio forte, umile, profondamente umano e vicino di resilienza, della "capacità di resistere agli urti improvvisi senza rompersi e spezzarsi"... soprattutto negli ultimi anni della sua vita quando ammalato e stanco, costretto su una sedia a rotelle, ha vissuto la sua malattia con dignità e forza, senza nasconderla come se fosse una vergogna o una debolezza ma mostrandola come componente assolutamente umana anche di un Papa...questa è la cosa che ha più colpito: la sua fragilità vissuta davanti al mondo fino alla fine... ed è proprio il mostrarsi in tutta la sua fragilità fisica che ha fatto emergere ancor più di prima la sua forza interiore...affermava spesso: "nonostante le limitazioni sopraggiunte con l'età conservo il gusto della vita", non si è mai lasciato fermare o limitare dalla malattia, facendone anzi uno strumento di testimonianza; la sua è stata una lotta continua ed una strenua resistenza portando sempre avanti e sempre al meglio possibile il compito che gli era stato affidato e il suo "duc in altum" ripetuto frequentemente a gran voce, è un'esortazione da avere sempre dinanzi agli occhi come orientamento dei nostri passi!!!

    Testo:
    Un Uomo venuto da molto lontano.
    Negli occhi il ricordo
    dei campi di grano.
    Il vento di Auschwitz portava nel cuore,
    e intanto Scriveva poesie d'amore.
    Amore, che nasce dal cuore dell'uomo,
    per ogni altro uomo.
    Un Uomo venuto da molto lontano.
    Stringeva il dolore
    ed un libro nella mano.
    Qualcuno ha sparato
    ed io quel giorno ho pianto:
    ma tutto il mondo Gli è rimasto accanto.
    Quel giorno, il mondo ha ritrovato il cuore,
    la verità non muore.
    Un uomo che parte vestito di bianco,
    per mille paesi non sembra mai stanco,
    ma dentro i suoi occhi un dolore profondo:
    vedere il cammino diverso del mondo,
    la guerra e la gente che cambia il suo cuore.
    La verità che muore
    "Và, dolce Grande Uomo và,
    và parla della Libertà."
    Và dove guerra , fame
    e povertà hanno ucciso anche la dignità.
    Và e ricorda a questo cuore mio...
    "Và e ricorda a questo cuore mio..."
    ..che Caino sono pure io.
    Dall'Est è arrivato il primo squillo di tromba:
    il mondo si ferma,
    c'è qualcosa che cambia!
    Un popolo grida:
    "Noi vogliamo DIO,
    la libertà è solo un dono Suo"
    Tu apri le braccia e
    incoraggi i Figli ad essere Fratelli.
    "Và, dolce Grande Uomo và..
    Và, parla della Libertà."
    Và, dove l'uomo ha per sorella
    solo lebbra e mosche sulle labbra.
    Và,e ricorda a questo cuore mio,
    "Và e ricorda a questo cuore mio...
    che Caino sono pure io....
    ...che Caino sono pure io....

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    Re: 13. LUNEDì LEZIONE VIRTUALE, 18 APRILE (chiude 13 maggio)

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