Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

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    AlessandraMori

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  AlessandraMori il Lun Giu 13, 2011 7:41 pm

    L'argomento che ho deciso di trattare è "prevalenza sensoriale:immagini,silenzio,uditivo e visivo a confronto".Sono partita da una definizione dei nostri 5 sensi e di quanta importanza hanno nella nostra vita e di come la tecnologia ,se usata in modo sbagliato, possa atrofizzare i nostri sensi, proprio perchè ormai la tecnologia sta diventando parte integrante della nostra vita.Partendo dal testo di Andreoli"la vita digitale",arrivano poi a soffermarmi a spiegare il corpo e il suo linguaggio tramite la Murdaca e Gamelli.Concludendo collegando il linguaggio del corpo al "SILENZIO" e la sua bellezza.
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    TRA DEFOMAZIONE E PERFEZIONE DEL CORPO

    Messaggio  silvio valentina il Lun Giu 13, 2011 10:30 pm

    Salve Prof.,
    ho prenotato l'esame per il 15 giugno e porterò una relazione sull'argomento 10: DEFORMAZIONI.
    Lo scopo del lavoro è di comprendere il vero senso dei termini BELLO, BRUTTO e i loro derivati per far si che si capisca veramente che non esistono distinzioni tra l'uno e l'altro, ma è sempre stata la società ad avercelo imposto. Per questo motivo, non esiste in assoluto il concetto di bello- brutto, perfetto-deforme, normale- diverso, ma tutti apparteniamo allo stesso universo e ad una sola categoria.
    Dopo una breve introduzione, ho analizzato, riprendendo l'intervista di REMO BODEI, il corpo, dai tempi della PERFEZIONE DELL'ANTICA GRECIA fino alle figure deformi rappresentate dagli ESPRESSIONISTI. Ho cercato,quindi di riepilogare a livello artistico il concetto di perfezione e di deformazione, facendo emergere quanto dall'età moderna ad oggi le deformazioni del corpo hanno sempre più acquistato valore. Inoltre, parlando di corpo deforme, grottesco,ho collegato le opere di PASOLINI ed ELSA MORANTE fino ad arrivare al corpo deforme e malato delle modelle anoressiche e dei prototipi di bellezza/magrezza che si sono affermati. Quindi arrivata all'arte contemporanea, ho cercato di spiegare quali sono i nuovi modi d'espressione del corpo intoducendo cosi' BODY ART, TECNO ART e il PROGRTTO MORF ART ideato da VITTORIO RIGUZZI. Quest'ultimo è in progetto che si occupa degli studi psicoanalitici sulle deformazioni del corpo umano nella sua evoluzione e di prevenire i disturbi alimentari e sintomi corporei. A questo proposito ho inserito anche le foto della modella anoressica, di recente scattate dal noto OLIVIERO TOSCANI confrontandole con l'esuberanza dei dipinti di FERNANDO BOTERO.
    Dopo quest'analisi emerge il concetto introduttivo, cioè non esistono perfezioni o deformazioni, normali o diversi.... la realtà è che tutto ciò che è bello appartiene alla stessa epoca e ognuno di noi è unico esattamente come tutti gli altri.


    ARGOMENTO:
    -DEFORMAZIONI, cap.5 del libro: NOZIONI INTRODUTTIVE DI PEDAGOGIA DELLA DISABILITA'

    PARAGRAFI:
    -1.IL CORPO GROTTESCO NELLA LETTERATURA: DA ELSA MORANTE A PASOLINI
    -2.DEFORMAZIONI DEL CORPO.
    -5.IMMAGINE DEL CORPO PERFETTO: SFUMATURE,(la magrezza e la pressione).
    -6.REMAURY E LIPOVETSKY.LA TRIADE BELLEZZA, SALUTE E GIOVINEZZA,(il femminile mancante)
    -7.RIFLESSIONI CONCLUSIVE SUL TESTO MADRI MOSTRI E MACCHINE.

    CAPITOLO 1 L'IMPORTANZA DELLE PAROLE PER DIRE DISABILITA'del libro: NOZIONI INTRODUTTIVE DI PEDAGOGIA DELLA DISABILITA'


    PARAGRAFO:
    -3.RIFLESSIONI SULLE PAROLE DISABILE E DIVERSO




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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Giuliana Sicambro il Lun Giu 13, 2011 11:50 pm

    L'argomento che ho deciso di presentare il 15 giugno che più mi ha incuriosito e affascinato è il tema della disabilità, facendo riferimento all'OMS che risponde alle esigenze di cogliere la causa delle patologie, fornendo per ogni sindrome e disturbo una descrizione delle principali caratteristiche cliniche ed indicazioni diagnostiche, all'ICF che risulta essere una proposta dell' organizzazione mondiale della salute che non classifica solo le condizioni di salute derivante da un contesto sfavorevole ma anche le conseguenze di salute,e al testo "complessità della persona e disabilità" di Anna Maria Murdaca. Introdurrò,inoltre, il tema della disabilità con il rapporto tra corpo e tecnologia in modo particolare ai tre tipi di tecnologia:invasiva, estensiva e integrativa, prendendo come esempio il grande atleta Pistorius. Infine affronterò il tema della resilienza in connessione a quello della disabilità che riporta il discorso al significato di affrontare e superare situazioni dolorose e di disagio esistenziale, una risorsa preziosa per la costruzione di un percorso di vita stabile e positivo. Un'esempio di resilienza è la meravigliosa Simona Atzori, un'artista che esprime i suoi sentimenti attraverso le immagini, utilizzando solamente gli arti inferiori. Oltre ad essere una balleria è anche una pittrice, lei è la prova vivente che "NULLA E' IMPOSSIBILE", e con la sua solarità e con la sua voglia di vita non lascia parole.
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    rosadecristofaro

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  rosadecristofaro il Mer Giu 15, 2011 6:36 pm

    SALVE PROF.SSA HO SCELTO DI PORTARE IL TEMA: "LE TECNOLOGIE E L'UOMO".
    -NAIEF YEHYA,GRANELLI,CAPUCCI.
    -LE TECNOLOGIE INTEGRATIVE:INTRODUZIONE AI CORPI PROTESICI,LA TECNOLOGIA INTEGRATIVA COME PROTESI SPORTIVA.
    -PISTORIUS: PROTESI VANTAGGIO O SVANTAGGIO?
    -RICERCA PERSONALE GIUSY VERSACE. (http.//www.diredonna.it)
    -LABORATORIO LE TECNOLOGIE INTEGRATIVE OSCAR PISTORIUS.



    SPERO CHE VADA BENE. PREAPPELLO 23 GIUGNO
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    vincenza de cristofaro

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  vincenza de cristofaro il Mer Giu 15, 2011 8:04 pm

    Salve Prof.ssa Briganti il tema che ho scelto è :considerazioni su salute e benessere.
    Ho iniziato con la definizione di salute secondo l'OMS ,la classificazione elaborata dall'OMS:ICD-ICIDH analizzando i termini:menomazione,disabilità e handicap;da qui ho descritto la seconda classificazione elaborata dall'OMS :ICF con l'intervista al sottosegretario della Salute Antonio Guidi.(fonte:http:www.salute.gov.it).
    Annamaria Murdaca :concetto di cura nei soggetti con disabilità,laboratorio :Adele...
    Infine ho fatto una breve introduzione del caso Orlan e la tecnologia di Granelli definita come abilitante nel processo di inserimento nella società.

    SPERO CHE VADA BENE! ATTENDO UNA SUA RISPOSTA ! Very Happy tongue
    PREAPPELLO: 23 GIUGNO.

    natale camilla85

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  natale camilla85 il Gio Giu 16, 2011 4:42 pm

    PEDAGOGIA DELLA DISABILITA’

    LA SALUTE E IL BENESSERE COME DIRITTO FONDAMENTALE DI CIASCUN ESSERE UMANO

    Nella storia del genere umano la disabilità costituisce una presenza costante con cui l’uomo si è dovuto da sempre confrontare.
    In epoche antiche i portatori di handicap venivano messi all’indice o addirittura eliminati.
    A partire dall’età moderna, invece, furono creati i primi istituti che si occupavano dei disabili.
    Oggi, non solo si opera affinché chi non è capace di svolgere determinate funzioni possa farlo, ma si realizzano percorsi contro l’emarginazione e si promuovono attività che consentono pari opportunità a questi soggetti.
    Una volta raggiunta l’età adulta bisogna favorirne l’inserimento lavorativo e permettergli di superare ostacoli di tipo sociale, culturale e fisico.
    In Italia è stato raggiunto un obiettivo abbastanza importante, grazie alla legge n. 68 del 1999, che ha trasformato l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità grazie al cosiddetto <<collocamento mirato>>.
    L’organizzazione Mondiale della Sanità ha elaborato una definizione del concetto di disabilità multidimensionale definito ICF, che sta per <<Classificazione internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute>>.
    Seconda questa ICF è possibile non solo valutare la malattia, per come viene vissuta dalla persona, per le conseguenze che comporta e per il contesto ambientale in cui essa si manifesta.
    La definizione precisa del termine <<Disabilità>> è quella di <<una condizione di salute derivante da un contesto sfavorevole>>.
    L’applicazione dell’ICF consente in tal modo di realizzare dei progetti che centrino in pieno le esigenze del soggetto in vista di un miglioramento della qualità della vita.
    La società moderna ha abbandonato definitivamente quella ingiusta forma di <<protezionismo assistenziale>> per dedicarsi alla valorizzazione e alla promozione di una vita migliore della persona disabile.
    Una valida esperta di questi temi è la professoressa Anna Maria Murdaca, la quale afferma che qualsiasi condizione di handicap è determinata dal contesto sociale; barriere fisiche e mentali e ostacoli di ogni genere possono favorire l’emarginazione e l’esclusione dalla società del soggetto disabile.
    Secondo l’OMS la salute <<è uno stato completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste solo in un’assenza di malattia o di infermità.
    Il possesso del migliore stato di salute possibile costituisce un diritto fondamentale di ogni essere umano>>.
    Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale una persona deve essere capace di soddisfare i suoi bisogni, di realizzare le proprie aspirazioni, di affrontare e cambiare l’ambiente che la circonda.
    La promozione della salute non è di competenza esclusiva del settore sanitario ma va oltre lo stile di vita e punta al benessere.
    I soggetti coinvolti che agiscono per promuovere la salute sono: il governo, il settore sanitario, i servizi sociali, le industrie, i mass media, nonché ogni essere umano che appartenga alla comunità.
    E di fondamentale importanza tendere verso un miglioramento della qualità della vita del disabile.
    Per “qualità della vita” non intendiamo una conduzione definitiva che viene raggiunta una volta per tutte, ma piuttosto un processo continuo che oscilla tra due estremità: patologia e malessere da un lato e salute e benessere dall’altro.
    La qualità della vita va ricercata sia a livello personale che sociale.
    A livello personale si cerca di raggiungere la felicità, il successo, il benessere economico e la salute del corpo.
    A livello sociale, invece, si esaminano i bisogni altrui. Misurando il dislivello esistente tra ciò di cui le persone hanno bisogno e ciò di cui effettivamente dispongono.
    È necessario scegliere con cura gli ambienti e concentrarsi su tutte quelle attività che mirano ad incrementare le abilità del soggetto, nonché su quegli interventi da realizzare anche al di fuori dei servizi e delle istituzioni.
    Una corretta valutazione della qualità della vita è necessaria per approntare progetti personalizzati, basati sui reali bisogni della persona disabile.
    I soggetti disabili che mancano di una parte del corpo o di un organo usano tecnologie integrative, ovvero protesi in grado di integrare una menomazione.
    Un esempio sono le protesi utilizzate da alcuni atleti privi degli arti inferiori.
    Queste tecnologie sono invasive, ma allo stesso tempo potenziano la prestanza fisica del soggetto.
    Come noi sappiamo, l’attività fisica migliora la qualità della vita ed in alcuni casi, la salute e il benessere di un disabile.
    Di questi concetti ha fatto tesoro Oscar Pistornis, celebre atleta paraolempico.
    Da piccolo gli furono amputate le gambe per una grave malformazione congenita.
    Una volta divenuto adulto si fece applicare delle protesi di carbonio che sostituivano le sue gambe.
    Egli ha utilizzato il flex foot, un piede a forma di C, in fibra di carbonio.
    Con queste protesi ha vinto molte gare in vari sport.
    Alle olimpiadi di Pechino del 2008 la commissione scientifica respinse la richiesta di Pistornis di poter correre con gli atleti normodotati, stabilendo che le protesi lo avvantaggiavano nei confronti di quelli che non le possedevano.
    In seguito la stessa commissione si è espressa in maniera diversa affermando che le protesi non rappresentavano un vantaggio per l’atleta.
    In altro caso eclatante è quello di Simona Alzari, nata priva delle braccia.
    Questa sua menomazione non le ha impedito di avvicinarsi alla pittura e alla danza.
    Ha raggiunto numerosi successi sia come pittrice che come ballerina classica e i mass – media le hanno dedicato servizi ed articoli.
    Quando pensino ad una persona disabile pensiamo a chi è costretto ad affrontare e superare difficoltà e situazioni particolarmente dolorose.
    In psicologia viene usato il termine <<Resilienza>< proprio in riferimento alla capacità di far fronte in maniera positiva ai traumi, uscendone rinforzati e addirittura trasformati positivamente.
    Il disabile non è più vittima ma soggetto attivo dotato di idee, azioni e progetti propri.
    Durante il corso mi è capitato di partecipare a numerosi incontri con persone che hanno deciso di testimoniare la loro esperienza di vita attraverso il racconto delle loro storie.
    Adele è una di queste persone, che, a causa di una malattia, è costretta a vivere su una sedia a rotelle elettrica.
    Lei ci ha spiegato di quanto sua stato difficile accattare la sua malattia.
    Infatti se ne vergognava tanto che nascondeva la sedia alle sue cugine, ma col tempo, a non farsi sopraffare dalla sua malattia.
    Credo che Adele sia da ammirare; ci ha dato una lezione di vita, le parole che ha pronunciato sono state: “NOI SIAMO COME VOI, AMIAMO, CI ARRABBIAMO, RIDIAMO, NON GUARDATECI CON PIETA’; VOGLIO ESSERE INDIPENDENTE, IO NON MI ACCETTO PERCHE’ E’ PROPRIO LA SOCIETA’ CHE NON MI ACCETTA”.
    Dalle sue parole si capisce che vive un disagio creato dalla società che le fa sentire maggiormente il peso della sua condizione, inoltre ci ha raccontato di quante barriere architettoniche incontra nella sua giornata rendendole più difficoltoso ogni gesto.
    È stato un incontro molto significativo; con lei abbiamo avuto la prova che, nonostante tutte queste difficoltà, è possibile affrontarle ottenendo risultati straordinari.

    FONTI:
    FLORIANA BRIGANTI “NOZIONI INTRODUTTIVE DI PEDAGOGIA DELLA DISABILITA’ (LE POTENZIALITA’ DELLA RESILIENZA) EDIZIONI MANNA, 2009

    FLORIANA BRIGANTI “CORPO, TECNOLOGIE E DISABILITA’ (LE TECNOLOGIE INTEGRATIVE, INVASIVE ED ESTENSIVE) EDIZIONI MANNA, 2009

    F. MUCELLI “DISABILITA’ TRAPASSATO E FUTURO” SU WWW.DISABILI.COM
    www.disabilitàincifre.it
    www.lavoroperdisabili.it
    Natale Camilla
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    immacolata

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  immacolata il Ven Giu 17, 2011 3:08 pm

    Professoressa ho scelto l'argomento 1:LE IBRIDAZIONI TECNOLOGICHE
    -cos'è l'ibrido, da dove viene e le sue conseguenze
    -le ibridazioni tecnologiche
    -il manifesto cyborg di DONNA HARAWAY e cio che egli sostiene
    -collegamenti con tecnologie invasive,estensive(MCLUHAN),domotica(riportando la storia di Adele e riflettendo sul video visionato in aula)
    Tra i vari saggi ho scelto PIRREDù , ELMER-DEWITT e VERMON VINGE che prospetta un futuro ultra intelligente grazie ad un evoluzione ibrida.
    Infine alcune considerazioni personali.In tutto ciò cercherò di essere sintetica........

    RICERCA SU DONNA HARAWAY FONTI(http://it.wikipedia.org/wiki/Donna_Haraway)



    immacolata santorelli


    Ultima modifica di immacolata il Mar Giu 21, 2011 10:19 am, modificato 1 volta

    Marialda D'Auria

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    Relazione: Riflessione sull'artificiale

    Messaggio  Marialda D'Auria il Ven Giu 17, 2011 7:40 pm

    Il tema da me scelto è il seguente: RIFLESSIONI SULL'ARTIFICIALE.
    Prima di affrontare il seguente tema, ritengo fondamentale partire da alcune nozioni attraverso le quali è possibile ricostruire una vera e propria riflessione attorno all'artificiale. La prima nozione riguarda il termine IBRIDAZIONE; per comprendere questo fenomeno nel campo tecnologico occorre associare questo termine al nostro patrimonio culturale, sociale, educativo. Innanzitutto IBRIDAZIONE è intesa come una trasformazione che determina un cambiamento in un individuo o una cosa che subisce delle alterazioni; mediante questa trasformazione nasce l'ibrido ovvero un individuo generato dall'incrocio di due organismi che differiscono per più caratteri, ad esempio in natura l'ibridazione è l'incrocio tra animali la cui creatura deriva dall'incrocio di due organismi appartenenti a specie o generi differenti. Mentre l'IBRIDO TECNOLOGICO si ottiene quando vi è contaminazione tra naturale e artificiale. Oggi rispetto alle tecnologie del passato è presente una nuova caratteristica ovvero i due elementi naturale (il corpo) e artificiale (l'oggetto tecnologico), stanno contaminandosi a vicenda, dunque organi artificiali e protesi meccaniche non verranno più usati come artefatti tecnologici, ma verranno ospitati all'interno del corpo biologico diventandone parte integrante; lo stesso GAMELLI non a caso parla di corpo abitato e la stessa tecnologia rappresentata in un primo momento da mostri di metallo grandi e scuri, si trasformerà in apparecchi sempre più piccoli a volte invisibili o mutati nell'aspetto favorendo l'instaurarsi di un vero e proprio rapporto di familiarità con la nuova tecnologia, la quale si avvicina a tal punto all'uomo, al suo corpo, alle sue capacità sensoriali e cognitive da scomparire, da diventare invisibile mutando radicalmente la natura del rapporto tra uomo e artefatti, tra soggetto e oggetto. Questi artefatti che circondano ed entrano in relazione con il nostro corpo, i nostri sensi, la nostra mente diventano ESTENSIONI entrando in modo INVASIVO ed invisibile nelle cose e le rendono interattive, intelligenti, animate e pensanti. Oggi la tecnologia consente di impiantare microchip telefonici nel corpo umano fino a renderli invisibili e del tutto adeguati al corporeo tanto da non percepirli come diversi da sè. Ibridazione allora, si ha quando i confini di umano e tecnologico, naturale e artificiale si fanno sempre più labili e destinati a interconnettersi, a ibridarsi affinchè l'uomo possa continuare a sopravvivere sia che si tratti di TECNOLOGIE INTEGRATIVE, INVASIVE ED ESTENSIVE.
    Passando ad una descrizione di queste tecnologie posso affermare che: LE TECNOLOGIE INTEGRATIVE sono usate come un completamento di un organo o una parte del corpo mancante. Nel campo della disabilità, la tecnologia si presenta sotto forma di PROTESI, in particolare come integrazione di una MENOMAZIONE (qualsiasi perdita o anormalità a carico di una struttura o di una funzione psicologica, fisiologica o anatomica), a tal proposito le protesi che utilizzano al posto delle gambe atleti che ne sono privi si chiamano FLEX FOOT (piede flessibile) a forma di "C" composto in fibra di carbonio e tal volta di scarpe da tennis, vi sono anche le ginocchia regolabili. Promotore di queste protesi è l'atleta paralimpico OSCAR PISTORIUS il quale sin da quando aveva pochi mesi fu costretto all'imputazione di parte delle gambe a causa di una grave malformazione degli arti inferiori, ed è proprio grazie al flex foot che è potuto diventare un grande atleta riuscendo a vincere molte gare in diversi sport. In questo contesto cito ARNORLD GEHLEN il quale ritiene che l'uomo è organicamente l'essere manchevole e inadatto alla vita in ogni ambiente naturale, in tal senso egli deve crearsi una seconda natura, un mondo di rimpiazzo approntato artificialmente e a lui adatto, quindi secondo Arnold Gelhen LE INADEGUATEZZE BIOLOGICHE VENGONO COMPENSATE MEDIANTE LA TECNOLOGIA. Mentre LA TECNOLOGIA INVASIVA è intesa come un'invasione del corpo umano, in questo caso il corpo non è più un modello da riprodurre artificialmente (come per l'avatar o la realtà virtuale delle tecnologie estensive) ma il terreno delle nuove sperimentazioni è la materia prima del mutamento. Le tecnologie invasive, quindi, raccontano di questo nuovo individuo che non si sdoppia nel digitale ma è cyborg, è impiantato nel suo essere reale. Il CYBORG è quindi un essere mezzo uomo mezzo tecnologia, possiede cioè un innesto o una protesi, che sia un orecchio bionico, un braccio impiantato o un corpo nuovo e robotico. Quando si parla di cyborg diviene fondamentale citare il concetto di CIBERNETICA: essa studia il controllo e la comunicazione fra gli esseri viventi e le macchine, intende raggiungere l'ambizioso obbiettivo di creare macchine artificiali che abbiano le stesse prestazioni del cervello umano, infatti cyborg significa organismo cibernetico. Un film discusso nel laboratorio affine all'argomento è stato EDWARD MANI DI FORBICI il quale parlaa di un ragazzo che al posto delle mani aveva delle forbici, queste ultime possiamo considerarle come una tecnologia invasiva. Mentre capostipite dei film riguardanti i cyborg è TERMINATOR che ha implementato il proprio corpo sostituendo pezzi difettati con elementi di robotica ma anche protesi degli arti e delle gambe a quelle del polmone artificiale. Infine la TECNOLOGIA ESTENSIVA è intesa come ampliamento del corpo, essa quindi entra in relazione con il corpo quando rappresenta un'estensione delle sue capacità "naturali" sia in senso astratto che fisico; tutti gli oggetti di uso quotidiano dal telecomando al telefono cellulare, rappresentano infatti "dei prolungamenti" del corpo biologico e delle sue capacità. A tal proposito le suggestioni sul concetto di estensione provengono dal testo "LA VITA DIGITALE" DI VITTORIO ANDREOLI nel quale l'auto prima e il telefono poi rappresentano le prime protesi tecnologiche. Che la tecnologia è diventata un'estensione del corpo lo diceva anche MARSHALL McLUHAN, il grande studioso dei mezzi di comunicazione di massa, egli era un sociologo canadese afferma che la stampa ha avuto un grande impatto nella storia occidentale, ne deriva che qualsisi tecnologia è un'estensione ed un potenziamento delle facoltà umane. Attraverso i nostri "sensi estesi" dai mezzi tecnologici possiamo fare esperienza in tempo reale di eventi che avvengono dall'altra parte del pianeta. Un'altra tecnologia rilevante inerente in questa branca è internet, quest'ultimo ha reso possibile la trasformazione di cyborg in cyber-spazio trasformando quest'ultimo in AVATAR ovvero un alter-ego ideato dall'uomo di cui durante il laboratorio si è discusso di come il film omonimo abbia fatto entrare quest'icona nell'immaginario comune, ma non è lo stesso tipo di avatar che si discute in questa sede. La differenza principale è che il nostro avatar non è composto di carne umana ma di sola virtualità. L'individuo della realtà virtuale può essere ricreato in potenziale, cioè con le caratteristiche reali o possibili ma anche con qualche aggiunta fantasiosa. Concludo citando GRANELLI che nel suo libro pose la domanda: LA TECNOLOGIA POTENZIA O ATROFIZZA LE CAPACITA' DELL'UOMO? a tal proposito c'è da dire che tutte le invenzioni sia materiali (meccanica, vestiti) che immateriali (teoremi matematici e ordinamento giuridico), hanno sempre contribuito all'idea di poter fare di più ma con minore fatica; d'altro canto però la tecnologia se mal impiegata atrofizza i nostri sensi e riduce quindi le capacità sensoriali su cui si costruiscono le relazioni umane. Questi tre tipi di tecnologie (integrative, invasive ed estensive) completano e arricchiscono il quadro teorico, pratico, socio tecnologico del panorama attuale che riguarda le connessioni tra CORPO, TECNOLOGIE E DISABILITA' (si intende qualsiasi limitazione o perdita conseguente a menomazione delle capacità di compiere un'attività). Per quanto mi riguarda come citai anche in un commento ritengo che queste tecnologie abbiamo contribuito al miglioramento della vita delle persone con disabilità, contribuendo alla sua integrazione in ambito educativo, linguistico e corporeo, in quanto la costruzione dell'identità personale deve avvenire in luoghi rassicurati, capaci di sviluppare le potenzialità personali cercando i mezzi più idonei a valorizzare la differenza come risorsa, SOGGETTI NON PIU' PASSIVI DI PIETISMO COME CI RACCONTAVA LA CARA AMICA ADELE MA SOGGETTI IN GRADO DI REALIZZARE PER QUANTO POSSIBILE LA PROPRIA INDIPENDENZA, anche con l'aiuto appunto di queste nuove tecnologie di cui un esempio lampante è la DOMOTICA anche quest'ultima discussa in laboratorio.

    Marialda D'Auria

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Marialda D'Auria il Ven Giu 17, 2011 8:04 pm

    Gentile professoressa ho scelto l'argomento: Riflessioni sull'artificiale, esponendo:
    - Concetto di ibridazione;
    - tecnologie integrative riferendomi ad Oscar Pistorius e citando Arnold Gehlen;
    - tecnologie invasive: cyborg, cibernetica, collegandomi al film Terminator e Edward mani di forbici;
    - tecnologia estensiva: Avatar, la vita digitale di Vittorio Andreoli, Marshall McLuhan;
    - Granelli: "la tecnologia potenzia o atrofizza le capacità dell'uomo?"
    - Considerazioni personali riferendomi ad Adele e alla Domotica.
    Infine ho realizzato una mappa concettuale comprendente foto e collegamenti relativi agli argomenti scelti.
    La relazione degli argomenti l'ho riportata per intera sul forum nel messaggio precedente


    Ultima modifica di Marialda D'Auria il Ven Giu 17, 2011 8:07 pm, modificato 1 volta

    Maria Luisa Ceriello

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    Argomento n.3 visione di corpo abitato e luogo percettivo (pag.51nozioni)

    Messaggio  Maria Luisa Ceriello il Sab Giu 18, 2011 10:01 pm

    La pedagogia del corpo secondo Gamelli
    Gamelli sostiene che il corpo per essere osservato e studiato non può essere separato e messo a distanza,perchè noi abitiamo il nostro corpo e non possiamo indagarlo prescindendo da noi stessi.Il nostro corpo è abitato da sangue,ossa,organi,muscoli i quali organi insieme,rappresentano una vita interna,la quale produce intrecci e manifestazioni per quanto riguarda la nostra esperienza emozionale,affettiva,psichica.Una corretta interpretazione del corpo,non può non rinviare alla profonda dialetticità che collega corpo e psiche insieme perchè l'autonomia funzionale di ciascuna delle due dimensioni è garantita proprio dalla relazione reciproca che lega l'una all'altra.Gamelli ci parla appunto di un'educazione corporea,cioè vivere il corpo nei contesti educativi soprattutto attraverso i linguaggi,combinandoli insieme prestando attenzione ai sensi e all'ascolto,perchè i nostri sensi ci aiutano a conoscere il mondo e a comprendere ciò che siamo,ed entriamo in contatto con gli altri,attaverso un profumo,ascoltando una canzone....
    Gamelli nella prima parte del suo libro,tratta le scienze motorie e il loro legame con il corpo,quindi parliamo di educazione corporea e il valore che assume lo sport in ambito educativo.
    Il caso di Pistorius,tema trattato durante il corso,merita una riflessione proprio per quanto riguarda la disabilità,richiamando l'importanza dello sport per un disabile e per il tema delle tecnologie come integrazione del corpo,infatti le tecnologie integrative sono usate come un completamento di un organo o una parte mancante.Nel campo della disabilità,la tecnologia si presenta sotto forma di protesi in particolare come integrazione di una menomazione,nel caso di Pistorius,citiamo le protesi che vengono utilizzate al posto delle gambe,atleti che ne sono privi e si chiamano "flex foot",piede a forma di C,composto in fibra di carbonio e talvolta di scarpe da tennis.
    Il corpo attaverso queste protesi sembra potenziarsi,acquisire nuove velocità,un corpo abitato come sostiene Gamelli,da elementi biologici ma anche dispositivi tecnologici,e cioè le tecnologie integrative e grazie alle quali Pistorius ha potuto inseguire il suo sogno,dato che per lui,correre,è tutta la sua vita!
    Pistorius può essere considerato anche un caso di resilienza,altro tema affrontato durante il corso.La resilienza è l'attitudine dell'individuo di reagire e far fronte a situazioni di forte disagio,mediante l'attivazione di competenze individuali e risorse interiori.La resilienza può essere definita anche come un insieme di abilità,capacità di adattamento attivo e flessibilità necessaria per adottare nuvi comportamenti,infatti i sinonimi di resilienza sono:flessibilità,elasticità,mobilità,adattabilità,Connettere il tema della resilienza alla disabilità riporta il discorso,al significato di affrontare e superare situazioni dolorose e di disagio esistenziale,una risorsa preziosa per la costruzione di un percorso di vita stabile e positivo.
    Anche la Murdaca nel suo testo,parla di cervello-mente-corpo:la motricità della disabilità,sottolineando che il movimento rappresenta ormai non solo uno dei canali privilegiati per raggiungere il benessere psicofisico ma anche un elemento collante per favorire processi educativo-abilitativi.
    Le esperienze costruiscono la soggettività dell'individuo subendo continue modificazioni a livello percettivo-emotivo-affettivo,cioè il corpo è interconnesso anche alla mente e attraverso il corpo si attivano,si reprimono,si valorizzano le percezioni ma anche le sensazioni,le emozioni,i ricordi,i vissuti.Il corpo diventa luogo di ascolto,di osservazione per riconoscere ostacoli,interessi,linguaggi..
    parliamo di una pedagogoa del corpo come modello terapeutico abilitativo,perchè è con il corpo che il soggetto si esprime,si descrive,si racconta.....

    valentina chiummariello

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  valentina chiummariello il Dom Giu 19, 2011 10:41 am

    gentile profesoressa ho scelto di portare come argomento per la data 23/06/11 la net addiction oggi, parlerò di come i sti di social networkig ci spingono ad intrapendere discussioni online, come e perchè è stata creata l'idea di una rete unica 'internet' qquali parti del cervello si attivano quando prendiamo una decisione sull'acquisto di un prodotto o servizio su un sito web, le modalità di coinvolgimento da parte di un sito web,l'importanza che assumomo le recensioni pubbliche di un sito web, la loro influenza sugli utenti.riporterò anche delle ricerche fatte su qst fenomeni da alcuni ricercatori

    Maria Mercone

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Maria Mercone il Dom Giu 19, 2011 4:21 pm

    SONO PRENOTATA PER IL 23/06/2011 E AFFRONTO L’ARGOMENTO: RICERCA SULL’IBRIDO TECNOLOGICO, LAVORANDO SU IBRIDAZIONE E ARTIFICIALIZZAZIONE. LA DONNA HARAWAY.
    La nostra epoca è considerata complessa per via del nostro avanzamento tecnologico, in cui le persone sono tutte digitalizzate, questo ha permesso una buona globalizzazione; grazie alla tecnologia è stato possibile estendere i nostri sensi, avendo una visione più ampia e multiculturale, incoraggiando lo sviluppo di nuove forme di coinvolgimento. Questo è un ottimo spetto della tecnologia; ma nella società moderna se ne fa un uso più arduo, fino ad arrivare ad una tecnologia invasiva. Questa tecnologia che invade il nostro corpo, ci fa diventare un oggetto di sperimentazione, ma l’obiettivo principale è mutarci, farci cambiare. Questo nuovo individuo, cyborg, grazie alla tecnologia è proiettato in una realtà parallela creata dal virtuale. Ma se la tecnologia influenza così tanto il nostro corpo al punto tale che ne risulta trasformato e gestito, il corpo verrà considerato artificializzato e non più come la sede della naturalità. Anche per questo alcune persone, criticano queste nuove macchine tecnologiche che avrebbero finito per sostituire gli uomini, in quanto l’uomo diventa una sola cosa con l’elaboratore elettronico. Il cyborg, organismo cibernetico, è l’essenza dell’invasione poiché è si un uomo, ma il suo corpo è pervaso da protesi tecnologiche, esso è nato per migliorare l’uomo, renderlo in grado di sopravvivere in qualsiasi tipo di atmosfera. In pratica questo nuovo essere è costituito da estensioni virtuali, o anche di protesi, costruite soprattutto per migliorare la vita di persone disabili. Ma oggi esse vengono usate per migliorare le proprie prestazioni nello sport (Pistorius) o per fini estetici. L’uso di protesi come il by-pass è solo un esempio di come la scienza sia penetrata nel quotidiano e abbia trasformato la vita dell’uomo. L’uomo d’oggi, tecnologizzato è detto umanoide: avendo sia origini artificiali che biologiche; un essere umano che ha subito notevoli modificazioni del proprio corpo, come il cyborg: organismo cibernetico, un corpo ibrido di macchina emembra. Un organismo ibrido inteso come un’alterazione che subisce un individuo. L’ibrido è generato da un incrocio tra due organismi che differenziano per geni, caratteristiche e specie diverse, dando vita ad un organismo differente. In questo caso è un’unione tra uomo e tecnologia, si includono nel cyborg tutti gli impianti tecnologici che consentono un completamento artificiale; questo va spodestando, ridisegnando la propria soggettività con un’altra mutante. La cyber art è una manifestazione artistica che utilizza il corpo come mezzo di espressione. L’arte è un mezzo di espressione molto importante che permette di esporre il proprio stato d’animo, ed è anche un mezzo di comunicazione per chi ha difficoltà nell’esprimersi come gli autistici o i disabili o come Orlan. Quest’ultimo utilizza l’arte per farci riflettere sul fatto che la bellezza può assumere diverse forme e non assumere gli stessi canoni dettati dalla società. Infatti Orlan invita a deformarsi a proprio piacimento. Negli anni ’80 in America nasce la donna di Haraway. La cui vita si fonda sull’implicare la tecnologia e la scienza nella vita dell’uomo e nel far superare all’uomo il dualismo. Poiché ella afferma che la cultura dell’uomo occidentale ruota intorno a due categorie: corpo/mente o uomo/donna. Questo dualismo è sempre esistito e si è manifestato come dominio: sulla donna, sugli uomini di colore, sulla natura, sui lavoratori, ed altri. Cioè il dominio veniva esercitato su chiunque si pensava fosse costruito come se avesse il compito di rispecchiare il sé. In seguito essa dà vita ai cyborg. Grazie a questi cyborg si annullano le differenze sessuali che si sentivano in quel periodo poiché esso era un individuo non sessuato, avendo sia un componente uomo che macchina, senza specificare il genere femminile o maschile, una creatura sospesa tra virtuale e reale. Questa tecnologia, che invade tutto il corpo donava alla donna molta più libertà da quei ruoli così obsoleti. Questa tecnologia diventava un’alternativa nello stare nel corpo e non un peccato, come lo si voleva far credere. Quindi con questi cyborg e col cyberspazio inizia ad esserci un assottigliamento tra uomo e macchina. Molte femministe non erano d’accordo con questa nuova tecnologia, perché veniva considerata come una minaccia per il corpo e per la differenza sessuale; non capendo che l’Haraway e la Braidotti proprio la differenza sessuale volevano appartare nel mondo virtuale. In una società in continuo cambiamento per la Braidotti era un problema apportare delle modifiche in quel mondo in continua evoluzione. Infatti ella afferma che la prima cosa da fare è capire ciò che le persone realmente vogliono. Per far parte di questa nuova società tecnologica si doveva superare il pensiero ristretto di quell’epoca e aprirsi a nuove idee e innovazioni. Per la filosofia la tecnologia era un utile strumento per arginare il gran conflitto che c’era tra i due generi, infatti cambiando il sistema di pensare degli occidentali (col loro pensiero dualista), che è incentrato sulla contrapposizione di due elementi in antitesi, non dovrà essere più possibile, perché non potremmo più pensare all’uomo in termini biologici, poiché il cyborg è una creatura né uomo né macchina, né femminile né maschile, situato oltre i confini delle categorie che siamo normalmente abituati ad utilizzare per interpretare il nostro mondo. La Braidotti, rileggendo Foucolt, che affermava che ormai si viveva in un mondo tra tecnologico e corporeo, dedusse che il mondo moderno superava di gran lunga le aspettative di Foucolt, in quanto la tecnologia ormai è utilizzata ovunque: per combattere i segni del tempo, per la fecondazione, la riproduzione umana; cambia il modo di comunicazione dei media, ecc.. Però tutta questa digitalizzazione fa cambiare il nostro modo di vedere il mondo. In quest’epoca così tecnologizzata il genere umano corre il rischio di estinguersi. Secondo la Braidotti è grazie a ciò che nasce un nuovo femminismo, quello caratterizzato dai cyborg, la differenza che ha questo nuovo movimento delle femministe detto cyberfemminismo rispetto a quello precedente è il mezzo con cui operano: il computer, che le porta ad agire in un contesto diverso: la rete, in cui le idee rimangono e si dilatano all’infinito, ciò segna una nuova fase evolutiva del genere umano, in cui le donne non possono restarne fuori; apportando anche dei cambiamenti nel campo lavorativo. Grazie ai cyborg, che ridisegnano sia il genere maschile che quello femminile, possiamo capire che c’è una connessione tra le donne gravide e le donne tecnologizzate, in entrambe è presente un aspetto orribile e meraviglioso. L’elemento mostruoso si concretizza nel fatto che non rispettano la forma di bellezza dell’elemento umano. L’altro elemento, nel fatto che l’una dà la vita, l’altra ne migliora le caratteristiche (amplia i suoi orizzonti culturali). Dopo aver stabilito questi punti possiamo dedurre che il cyborg diventa l’espressione finale tra l’uomo e la tecnologia. Così l’uomo ha iniziato a muoversi in questo mondo virtuale scoprendo nuove e diverse opportunità per se stesso.

    Marino Francesca Paola

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Marino Francesca Paola il Lun Giu 20, 2011 10:24 am

    Salve prof!!
    Io dovrei sostenere l'esame (preappello) il 23 Giugno..il mio argomento è l articolo 11 nell area docenti, gli ausili!

    "RICORDA CHE SEI UNICO COME TUTTI GLI ALTRI..."
    ...è proprio da questa frase che vorrei partire, molto spesso il disabile fa paura perchè è diverso da noi e, di conseguenza la diversità è concepita come NON NORMALITA'. Il diverso non sceglie di esserlo ma, viene etichettato dalla società suo malgrado. Per chi è diverso proviamo VERGOGNA, COMPASSIONE, DESIDERIO DI ESSERE SOLIDALI, IMBARAZZO, spesso ci voltiamo dall’altra parte per non guardare chi ha una menomazione fisica visibile, spesso i ragazzi con disabilità sono INVISIBILI. Loro ci chiedono solo di essere apprezzati per quello che sono e, non per quello che hanno…c’è un uomo,Gianni Scopelliti che, pensando a sua figlia Benedetta, ha scritto una poesia chiedendo proprio questo, chiede di chiamare tutte le persone per nome perché tutti hanno un volto,un sorriso, un pianto, tutti sono UGUALI…

    Chiamatemi per nome
    Chiamatemi per nome.
    Non voglio più essere conosciuta
    per ciò che non ho
    ma per quello che sono:
    una persona come tante altre.
    Chiamatemi per nome.
    Anch'io ho un volto, un sorriso, un pianto,
    una gioia da condividere.
    Anch'io ho pensieri, fantasia, voglia di volare.
    Chiamatemi per nome.
    Non più portatrice di handicap, disabile,
    handicappata, cieca, sorda, cerebrolesa, spastica, tetraplegica.
    Forse usate chiamare gli altri:
    "portatore di occhi castani" oppure "inabile a cantare"?
    o ancora: "miope" oppure "presbite"?
    Per favore. Abbiate il coraggio della novità.
    Abbiate occhi nuovi per scoprire che,
    prima di tutto,
    io "sono".
    Chiamatemi per nome.

    La prima cosa per evitare di fare ciò è quella di non far confusione tra deficit, disabilità e handicap perché utilizzare termini impropri o fare disordini linguistici possono essere un modo per aumentare l’handicap anziché ridurlo.
    L’HANDICAP è la difficoltà che la persona con disabilità affronta nel confronto esistenziale con gli altri, il disagio sociale che deriva da una perdita di funzioni o di capacità, la condizione di svantaggio conseguente ad una menomazione o ad una disabilità che in un certo soggetto limita o impedisce l’adempimento del ruolo normale per tale soggetto in relazione all’età, al sesso etc. Il termine handicap, traducibile in italiano con “svantaggio” deriva dall’ambiente delle corse ippiche inglesi e nasce dalla pratica diffusa in passato di obbligare il fantino, che cavalcava un cavallo dotato di qualità superiori a gareggiare portando la mano sinistra (HAND) a contatto con la visiera del cappello ( CAP) utilizzando l’evidente svantaggio dato da questa posizione per equilibrare le sue prestazioni rispetto a quelle degli altri concorrenti.
    Nel linguaggio e nell’interpretazione comune “deficit” e “handicap” vengono assimilati l’uno all’altro, con evidente confusione tra il difetto organico (deficit) e la difficoltà a maturare quelle disposizioni o capacità della persona necessarie alla realizzazione progressiva della personalità integrale (l’handicap)…questo comporta due gravi conseguenze, considerare l handicap come un problema solo di chi ha qualche deficit e pensare che coloro che sono affetti da qualche deficit non siano uomini come tutti gli altri,pensiero rafforzato dall’utilizzo del termine dispregiativo HANDICAPPATI, nozione oggi ormai superata.
    Il DISABILE è :
    una persona che è impossibilitata a svolgere le normali attività della vita quotidiana, è un individuo affetto da disfunzioni motorie e/o cognitive, inoltre i disagi sociali che riscontra il soggetto possono influenzare anche la sua sfera psicologica.
    Il termine disabile però dichiara solamente che a un individuo mancano una o più competenze senza considerare che egli possiede anche delle abilità. Ha un valore dispregiativo, indica che quel soggetto è in difficoltà, E’ DISABILE, cioè non abile in qualcosa.
    Così si inizia a proporre l’uso dell’espressione DIVERSABILITA’ al posto di DISABILITA’, espressione che sottolinea il deficit e non le potenzialità di questa persona. L’idea di diversabilità nasce dall’esigenza di non trascurare il valore della persona nella sua essenziale umanità. Il termine disabilità mette in risalto che si tratta di una persona che ha, oltre a una dis-abilità anche delle abilità diverse dagli altri, da scoprire, far emergere e potenziare. Per questo e altri motivi si ritiene più corretto parlare di DIVERSAMENTE ABILI o DIVERSABILI.



    GABE, un piccolo GRANDE campione!!

    Esistono anche persone con disabilità che NON SI SENTONO TALI infatti riescono a compiere qualsiasi tipo di attività grazie anche al superamento delle barriere, alle tecnologie abilitanti che consentono il recupero di una certa autonomia. Tutto ciò grazie anche alle tecnologie integrative, agli ausili o anche alle tecnologie abilitanti.
    TECNOLOGIE INTEGRATIVE: (sono un completamento di un organo o una parte del corpo mancante, è un integrazione di una menomazione.). Ne sono un esempio le flex foot, un piede flessibile a forma di C in fibra di carbonio composto di solito anche da scarpe da tennis. Il corpo attraverso questo genere di protesi sembra “potenziarsi”, ossia si crea con questi sport il massimo della prestanza fisica.
    Si pensi al caso dell’atleta Pistorius. Pistorius è SIMBOLO DEL CORAGGIO E DELLA VOGLIA DI VIVERE, RAPPRESENTA LA CAPARBIETA' CON LA QUALE SI PUò RIUSCIRE A SUPERARE I LIMITI…egli nacque con una grave malformazione (entrambi i peroni erano assenti e i piedi erano gravemente malformati) , che lo costrinse, all'età di undici mesi, all'amputazione delle gambe. Grazie alla tecnologia avanzata è potuto diventare un grande atleta usufruendo delle protesi in fibra di carbonio al posto delle gambe. Pistorius chiese di poter correre con i normodotati alle Olimpiadi di Pechino del 2008 ma, la sua richiesta fu respinta in quanto la commissione scientifica stabilì che “un atleta con protesi ha vantaggi rispetto a coloro che non le possiedono”. Io personalmente mi pongo una domanda, non so se realmente sia così, se davvero come dice la Federazione Internazionale di Atletica dia vantaggio essendo in fibra di carbonio e che ad ogni suo appoggio restituiscano davvero il 90% dell'energia trasmessa alla pista anzichè il 60% come un piede umano..E SE QUESTO PSEUDO VANTAGGIO FOSSE SOLO LA PAURA DEL DIVERSO E LA PAURA DA PARTE DEI "NORMALI" DI ARRIVARE SECONDI CONTRO UN DISABILE?SE REALMENTE NON PORTINO NESSUN VANTAGGIO?In questo caso specifico la tecnologia utilizzata da Pistorius è usata per correggere gravi difetti fisici, è integrazione nel senso che integra una parte del corpo mancante, a causa di una menomazione fisica congenita o progressiva.
    •TECNOLOGIE ABILITANTI : si occupano di fornire un completamento elettrico/tecnico ad una specifica abilità. Sono dette abilitanti in quanto sono in grado di ABILITARE, nonostante la propria determinata dis-abilità di un azione.
    Ad esempio un ipovedente può utilizzare un pc a comando vocale per ricevere e dare informazioni o un tetraplegico in grado di muovere solo gli occhi ritrova nelle potenzialità di uno strumento dicitale come il pc a comando vocale la possibilità di comunicare ad esempio con l’interfaccia video che restituirà e comunicherà sempre attraverso funzioni accessibili.Basti pensare ad Andrea, riesce a compiere determinate attività da solo…

    [/url]
    Le tecnologie abilitanti si interessano di fornire a molti deficit fisici dei completamenti, dei veri e propri PROLUNGAMENTI DELLE PROPRIE FUNZIONI E DEL PROPRIO CORPO.
    AUSILI: apparecchiatura che aiuta una persona con deficit a ridurre gli handicap.
    (art. 11 nell’area docenti)
    Un esempio è il protagonista del film lo scafandro e la farfalla, Jean Dominique Baudy in seguito ad un incidente il suo cervello non ha più alcun collegamento con il sistema nervoso centrale. Il giornalista è totalmente paralizzato e ha perso l'uso della parola oltre a quello dell'occhio destro. Gli resta solo il sinistro per poter lentamente riprendere contatto con il mondo. Dinanzi a domande precise potrà dire "sì" battendo una volta le ciglia oppure "no" battendole due volte. Con questo metodo riuscirà a dettare un libro,un collaboratore gli recitava l'alfabeto secondo l'ordine di frequenza (E,S,A,R,I,N,T,U,L,O,M,P,D,C,F,B,V,H,G,J,Q,Z,Y,K,X,W) e Bauby batteva il ciglio alla lettera desiderata. Così, lettera dopo lettera, Bauby dettò parole, frasi e intere pagine. Proprio grazie a questo ausilio, la tavoletta con l’alfabeto il protagonista è riuscito ad andare avanti e a comunicare nonostante tutto!!



    Articoli giornali:

    http://absurdityisnothing.net/2010/07/gabe-il-piccolo-campione-di-nuoto-senza-gambe-e-con-un-solo-braccio/

    http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56263

    Fonti :

    Nozioni introduttive di pedagogia della disabilità, la potenzialità della resilienza (Floriana Briganti)

    Corpo,tecnologie e disabilità, Le tecnologie integrative, invasive ed estensive (Floriana Briganti)

    http://it.wikipedia.org

    http://www.mymovies.it[url=[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=wBGhpZ0nvnA


    Ultima modifica di Marino Francesca Paola il Gio Giu 23, 2011 2:34 pm, modificato 1 volta
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  fernanda di biasi il Lun Giu 20, 2011 10:31 am

    Gentile prof. ho scelto come tema da affrontare il concetto di Cura e Benessere.
    Parlerò dell'ICF,della persona con disabilità secondo Anna Maria Murdaca e vari collegamenti a laboratori come quello di Adele e "indovina chi viene a cena";
    parlerò della resilienza;concetto di benessere,barriere architettoniche;tecnologie integrative soffermandomi sulla domotica e l'appunto di Andrich Renzo e del laboratorio del ragazzo supportato dalle tecnologie abilitanti.



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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Gina Losapio il Lun Giu 20, 2011 11:04 am

    Verrò all'appello di giovedì 23 giugno e porterò come argomento la Net addiction. Come percorso ho deciso di partire dalla definizione di "internet, rete digitale e quindi tecnologie estensive" per poi passare alla nozione di dipendenza, nel nostro caso di dipendenza da internet e il mondo virtuale.
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    CONSIDERAZIONI SU SALUTE E BENESSERE

    Messaggio  coppolafrancesca il Lun Giu 20, 2011 11:09 am

    CONSIDERAZIONI SU SALUTE E BENESSERE

    Ogni parola ha un proprio significato che va analizzato e non confuso. Prendendo il via dal termine malattia possiamo dire che essa indica uno stato patologico per alterazioni delle funzioni di un organo o di tutto l’organismo che richiede di essere curato per ripristinare la salute precedente. A differenza della malattia, nella quale distinguiamo un inizio e una fine, l’handicap invece rappresenta una situazione permanente, irreversibile ma non per questo immodificabile, presenta una stabilità, è una condizione di svantaggio vissuta da una persona in conseguenza di una menomazione o di una disabilità che limita o impedisce la possibilità di ricoprire il ruolo normalmente proprio. La menomazione è qualsiasi perdita o anomalia a carico di strutture o funzioni psicologiche, anatomiche e fisiologiche. La disabilità è qualsiasi restrizione o carenza ( conseguente a una menomazione) delle capacità di svolgere un’attività nei modi e nei limiti ritenuti normali per un essere umano. Le disabilità possono avere un carattere transitorio, permanente, regressivo, progressivo. Nel testo complessità della persona con disabilità Murdaca mira:
    - alla ricostruzione di una nuova cultura della disabilità
    - alla rimodulazione del termine integrazione
    - alla comprensione delle reali condizione di vita, ossia quale ruolo effettivamente possono assumere i soggetti disabili e quali servizi sono erogati per le loro esigenze.
    Secondo Murdaca è necessario dirigersi verso l’inclusione, occorre adottare l’ottica della globalità, una nuova cultura e conoscenza della disabilità attenta ad analizzare non solo il tema del funzionamento, del comportamento e dell’assistenza al soggetto, ma anche centrata sul riconoscimento della persona. L’obiettivo è la valorizzazione della persona umana con il rispetto delle differenze e delle identità considerazione innovativa nel campo della disabilità presente nella riforma scolastica della legge delega 28 marzo 2003 n. 53 art. 1 a fronte dell’ICF (classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute che ha il compito non solo di classificare la condizioni di salute compito dell’ICD, ma anche la salute e gli stati di salute a essi correlati quali società, famiglia, ambiente lavorativo ecc). “Non si dovrebbe mai definire nessuno per sottrazione”, citazione di Annamaria Murdaca, perché si parla di persone che si contraddistinguono non per quello che non sanno fare ma per la capacità di sentire, di fare, di agire e di pensare nell’unico modo specifico e personale. In rapporto alla disabilità è stato molto importante l’incontro di noi discenti con Adele. Questa persona è costretta a vivere sfortunatamente su una sedia a rotelle e si è presentata a noi parlando della sua vita. Quello che mi ha colpito è la sua forza resiliente di andare avanti e di non fermarsi davanti ad alcun ostacolo. La resilienza, infatti, in psicologia è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, alle avversità della vita, associata all’attitudine a riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, grazie anche all’aiuto delle famiglie e delle persone che circondano il soggetto disabile, di volgere lo sguardo alle potenzialità, piuttosto che soffermarsi sulle mancanze. Adele, infatti, dice che: “Non si tratta di forza ma è una questione di carattere e poi mi hanno aiutato la famiglia, la fede e gli amici”. Un’altra persona resiliente che ha suscitato in me grande ammirazione è Pistorius Oscar. Egli è un atleta paraolimpico ( i paraolimpici sono coloro i quali partecipano alle Olimpiadi e presentano una disabilità fisica o intellettiva) e da piccolo è stato sottoposto all’amputazione di parte delle gambe per una grave malformazione agli arti inferiori. Grazie all’aiuto della tecnologia odierna che gli ha permesso di avvalersi delle cosiddette flex foot, protesi flessibili a forma di C in fibra di carbonio che vanno a sostituire le parti mancanti degli arti inferiori, l’atleta paraolimpico è riuscito a distinguersi non solo nel proprio ramo sportivo ma anche in quello degli sportivi normodotati. Le protesi impiegate da Pistorius rientrano nella categoria delle tecnologie integrative che sono usate come completamento di un organo o di una parte del corpo come in questo caso. Delle tecnologie integrative fanno parte:
    - la cosiddetta tecnologia come miglioramento che impiega protesi estetiche utilizzate per migliorare il proprio aspetto estetico
    - le tecnologie come potenziamento ( protesi chimiche, come ad esempio le sostanze anaboliche ossia il famigerato doping, utilizzate per lo sport ma anche per migliorare l’aspetto fisco provocando dei seri danni come infarto, disturbi del fegato, impulsi suicidi senza poi dimenticare la crescita di seni per l’uomo e la calvizie per le donne)
    - le tecnologie come sostegno ovvero parliamo di ausili e computer. L’ausilio è un’apparecchiatura che consente di ridurre l’handicap e di annullare il deficit.
    Oltre alle tecnologie integrative ci sono anche quelle estensive e invasive. La prima è intesa come ampliamento del corpo. Sul concetto di estensione le suggestioni provengono dal testo “ La vita digitale” di Vittorio Andreoli, nel quale l’auto prima e il telefono poi rappresentano le prime protesi tecnologiche. La tecnologia è invasiva quando è intesa come invasione del corpo umano. Quando parliamo d’invasione, dobbiamo pensare sempre ad un impianto. L’uomo è invaso da un nuovo modo di essere e di comunicare, dalle cosiddette tecnologie invasive divenendo un cyborg, un essere mezzo uomo e mezzo tecnologico in altre parole possiede un innesto o una protesi, ad esempio un uomo dotato di pacemaker potrebbe già corrispondere alla definizione di cyborg. Ci sono diverse creature che s’intrecciano e si confondono nella definizione di cyborg come: umanoide, androide e robot. Il primo è qualsiasi oggetto o essere vivente con una forma somigliante a quella dell’essere umano. L’androide invece è un robot umanoide simile all’essere umano talvolta indistinguibili da esso, artificiali ma non equivalenti al cyborg. I robot, per concludere, sono delle macchine in grado di svolgere un lavoro al posto dell’uomo.

    ARTICOLO VISIONATO DA www.qzlife.it intitolato ALESSANDRA E LULU’ DUE DOLCI META’

    Alessandra è una ragazza davvero speciale: ottimista, con tanta voglia di vivere al massimo delle sue possibilità, nonostante le gravi difficoltà motorie. A oggi, dopo un lavoro di circa un anno, svolto da Daniela Scanelli sul binomio Sandra e Lulù, la cagnetta può essere considerata a tutti gli effetti un supporto non solo psicologico, ma anche di sostegno al superamento di barriere architettoniche per la sua “mamma adottiva” Alessandra. Sarà lei la protagonista, nonché co-autrice del libro “La sedia di Lulù” che sta scrivendo con Marina Casciani, responsabile dell’associazione Chiara Milla.

    OSTACOLI QUOTIDIANI
    La disabilità motoria e la sedia a rotelle sono ostacoli quotidiani, ma la forza di Alessandra sta proprio nel trovare nuove soluzioni e nel voler sperimentare nuove chiavi di lettura della sua vita, a partire dai piccoli gesti, sempre con estrema dignità. Il suo compagno è fuori di casa per gran parte della giornata, costretto dagli orari lavorativi: decide così di adottare la piccola Lulù. La convivenza è serena, ma talvolta difficile da gestire. Lulù è vivace, fa le feste e vuole giocare, talvolta è un po’ goffa e non si rende conto della condizione di disagio motorio della sua amica umana. La ragazza si accorge di avere difficoltà a gestire l’eccessivo entusiasmo della cucciola, ma forse, con un’educazione adeguata, la convivenza sarebbe perfetta. Ecco quindi che la piccola Lulù è educata al Green Paradise, grazie al lavoro della professionista Daniela Scanelli. I risultati superano notevolmente le attese.

    RAPPORTO DI COMPLICITA'
    L’educazione data alla piccola Lulù ha quindi migliorato la convivenza delle nostre due protagoniste ma, soprattutto, ha intensificato quel rapporto di complicità che va oltre agli esercizi di utilità strettamente pratica. Il cane è diventato un vero supporto psicologico per la ragazza, un importante punto di riferimento e sembra proprio che il sentimento sia reciproco.

    IDRO-PET THERAPY
    Nel maggio dell’anno scorso Chiara Milla ha presentato un’attività assolutamente innovativa in Italia, in altre parole l’idro-pet therapy. Nel centro è stata creata una piscina di dieci metri per quattro, con una larga scala molto agevole sia per le persone sia per i cani. Qui si tengono progetti di pet therapy in acqua. Mimma, Golden Retriever, è uno dei migliori cani di Chiara Milla in quest’attività. Ma anche Ally, Border Collie e Fanta, Jack Russell. “L’acqua accoglie, sostiene, culla, diverte. Permette di accorciare le distanze tra le persone e stimola l’interesse per nuovi apprendimenti”, spiega Valentina Delehaye, psicomotricista. Sara Spaccapeli

    Le sarei grata se mi facesse sapere se il testo ha bisogno di variazioni e di risponderemi in tempi brevi dato che ho la prova di esame il 23/06. Grazie e buon lavoro.
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    marasco immacolata

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  marasco immacolata il Lun Giu 20, 2011 1:34 pm

    Gentile prof mi sono prenotata per il preappello del 23 giugno con l' argomento:DEFORMAZIONI, in particolare IMMAGINI DEL CORPO PERFETTO:SFUMATURE.


    Il contesto culturale in cui viviamo è un elemento determinante per la formazioni degli ideali, delle convinzioni e delle aspettative degli adolescenti. Le riviste ,la tv ,la radio e i mezzi multimediali sono sempre più fondati sul mondo dell'apparenza e delle esteriorità, che non sui contenuti e sui i messaggi costruttivi per il senso critico dell'individuo. Numerosi studi indicano che questi mezzi giocano un ruolo importante nei problemi legati all'immagine corporea negativa ,al modo scorretto di alimentarsi e alle pratiche non salutari per controllo del peso corporeo .Infatti i protagonisti delle pubblicità sono sempre modelli magri e modelle magre .A tal proposito cito TWIGGY ,modella, attrice e cantante ,nota per la sua figura magra, la quale diventa famosa a 17 anni, quando Mary Quant decide di farle indossare la minigonna e da allora in poi tutte le riviste di moda iniziarono ad adottare le immagini delle proprie modelle a canoni sempre più simili a quelli di Twiggy. Oggi magrezza e controllo del peso vengono glorificati mentre la corposità e sempre più svilita come non salutare ed esteticamente brutta .E' stata proprio con la comparsa dei media che si sono manifestati i primi disturbi legati all'immagine corporea. I disturbi alimentari sono comportamenti alterati che una persona sviluppa nei confronti del cibo e del proprio corpo. Tali atteggiamenti vanno dal rifiuto del cibo (anoressia)alle abbuffate (bulimia).Precisamente L'ANORESSIA consiste nell'ostinato rifiuto del cibo, nel rigetto del proprio corpo e nella mancata accettazione della propria condizione fisica generale. La BULIMIA invece è il caso opposto cioè la tendenza a mangiare a tutte le ore del giorno e della notte ,salvo poi provocarsi il vomito allo scopo di non ingrassare o per allontanare il complesso di colpa. Queste malattie rappresentano una sorta di difesa e di protesta spesso contro i familiari e forme di lotta con se stessi e con il proprio corpo. Il contesto gioca un ruolo importante nel insorgere delle malattie. Infatti certi modelli di bellezza femminile ,veicolati ossessivamente dai media inducano tantissimi adolescenti a sottoporsi a diete drastiche per perdere peso ed assumere una silhouette che più delle volte, non risponde alle proprie caratteristiche morfologiche. Il corpo perfetto è diventato l'ideale di riferimento e un modo per emergere nella vita. A questo condizionamento neo mediatico è esposta soprattutto la donna il cui ruolo si alterna tra quello tradizionale( brava mamma e moglie), e quello moderno(basato su concetti di efficienza e bellezza).La pubblicità e la tv da un lato, diffondono l'idea che il corpo femminile è bello soltanto quando si presenta magro, mentre quello maschile quando si presenta tonico e asciutto, e dall'altro lato, e allo stesso tempo ,invita al consumo di snack, pasti pronti ,dolciumi industriali ,alcolici che ovviamente richiamano ad una condizione di soprappeso .Ecco dunque la necessità di insegnare, soprattutto ai ragazzi a leggere in modo intelligente ed accurato i messaggi a cui sono costantemente sottoposti.
    KARL POPPER nel testo "Cattiva maestra televisione" metteva in risalto l'esigenza di una patente per fare televisione e di una mediazione adulto/bambino nel filtrare i contenuti, soprattutto in fase prescolare.
    NEIL POSTMAN nel testo "Divertirsi da morire” dimostra come la tv non sia solo” cattiva maestra” ma anche strumento di falsificazione del reale.
    La scuola gioca un ruolo importante soprattutto per i bambini che devono essere incoraggiati a discutere i programmi e le idee buone e cattive che la tv comunica. La scuola deve cioè renderli telespettatori critici, in grado di saper distinguere la finzione dalla realtà e comprendere il linguaggio ,i mezzi e le strategie di cui la tv dispone per distorcere, modificare e in alcuni casi creare la realtà. Così come il bambino inizia e impara a scrivere, allo stesso modo deve imparare ad usare la tv e gli altri media.
    Inoltre è importante che durante la visione i genitori siano presente per aiutare i bambini e gli adolescenti nella decodifica dei messaggi ricchi di stereotipi sessuali e sociali.
    Cito a tal proposito il caso ORLAN, la quale si è fatta impiantare sulla fronte due bernoccoli come segno di lotta contro gli attuali canoni estetici. ORLAN si è sottoposta ad una serie di interventi chirurgici per trasformarsi in un nuovo essere. Ella utilizza la chirurgia criticandola per dimostrare che la bellezza può assumere sembianze che convenzionalmente non sono considerate belle .Infatti propone di fare al contrario di ciò che viene proposto dalla moda, dal cinema e dai giornali.
    Autori che parlano di corpo sono: REMAURY e LIPOVETSKY.
    Remaury nel testo "Il gentil sesso debole "afferma che ormai nelle rappresentazioni della femminilità, la bellezza è associata all'idea che la donna abbia il dovere di coltivarla. Remaury ci dice che siamo diretti verso una corsa alla perfezione abbiamo un triplice obiettivo: giovinezza ,bellezza e salute.
    Lipovetsky afferma che un corpo e considerato libero quando si svincola dalle minacce esterne ad esempio :liberazione dalla malattia = sano, dal peso = magro, dal tempo= giovane.
    Ora mi collego a due laboratori fatti durante il corso:
    LAB. EMARGINAZIONE: durante tale laboratorio abbiamo potuto constatare l’ esclusione di qualcuno (in particolare “quelli che portano gli occhiali e quelli che adorano ascoltare musica classica”) da una comunità perché non corrisponde ai modelli morali e sociali prevalenti. L’ emarginato non sceglie di esserlo ma viene etichettato dalla società suo mal grado. Oggi l’ emarginato è il diverso, colui che pensa con la sua testa e non con quella degli altri, è colui che non segue la moda, ma ha un suo stile personale, è colui che non segue programmi televisivi lava cervello ma preferisce leggere libri.
    LAB. IMMAGINI DIVERSITA’: durante tale laboratorio la prof. Ci mostrò alcune immagini riguardanti la diversità tra le quali la foto di Oliviero Toscani “No anorxia” che ritraeva immagine di Isabelle Caro, una ragazza di 31 kg. Isabelle nonostante la sua malattia ha voluto mostrarsi al mondo senza alcuna vergogna. Ella ha voluto farci riflettere che il termine moda non significa magro e che dietro alle immagini del corpo perfetto delle modelle che ci presentano, si cela tanto esercizio fisico, restrizioni alimentari per non parlare dei trucchi e dei fotomontaggi .
    FEMMINILE MANCANTE
    Quindi come possiamo notare la magrezza non è solo bellezza, ma anche deformità de-femminilizzazione . Pensiamo alla modella Kate Moss il cui corpo deformato per difetto, è eccessivamente magro rispetto ai canoni estetici della femminilità classica e lontano dal canone della maternità e delle donne formose del cinema degli anni 80.

    CITO ALTRI AUTORI…

    BRAIDOTTI che , oltre a vedere il cibo da diverse prospettive, cibo come gioia, come piacere, come peccato, nel testo “Madri, mostri e macchine” afferma che la donna capace di trasformare nella maternità il proprio corpo è vista nell’ immaginario maschile, madre e mostro allo stesso tempo. Per questo la Braidotti propone alle donne di incarnare oltre alla maternità e alla mostruosità, anche la macchina prestandosi al gioco di ridefinire sia le tecnologie attuali sia l’ immaginario che lei sostiene .

    MAURDACA che, nel suo testo parla di corpo nelle sue varie espressione, di schema corporeo di immagine di sé, di immagine posturale, di mente e attività motoria, posto che il movimento rappresenta ormai non solo uno dei canali privilegiati per raggiungere il benessere psico-fisico ma anche un elemento collante per favorire processi educativi-abilitativi. L’ unità corporea si raggiunge grazie all’ azione, al movimento al coordinamento motorio, nel quale le parti del corpo entrano in relazione con in mondo e con gli altri. La relazione di cervello -mente -corpo è capace di dare senso e significato all’ esperienza nella quale il corpo vive immerso e dalla quale subisce continue modificazioni per effetto del livello percettivo -emotivo -affettivo , esperienze queste che costruiscono la soggettività dell’ individuo. Il corpo entra nello spazio e nel tempo si modifica in relazione al loro modificarsi e diventa luogo di ascolto e di osservazione per riconoscere possibilità, ostacoli, posture e linguaggi. E’ con il corpo che il soggetto si esprime, si descrive, si racconta.

    GAMELLI che nel suo testo “pedagogia del corpo” afferma che il corpo a differenza di altri oggetti non si presenta a venir separato e messo a distanza perché “noi abitiamo il nostro corpo”. Il nostro corpo è abitato: sangue ossa, organi, muscoli rappresentano una vita interna che non si esaurisce nella sua fisiologia, ma che produce intrecci, sovrapposizioni e risonanze nella nostra esperienza emozionale, affettiva e psichica.

    Nei paesi occidentali è onnipresente la pressione sulla magrezza ormai intimamente legata alla bellezza. Paradossale appare anche l’ attuale ideale socio- culturale che promuove accanto alla magrezza modelli contrapposti come: seni voluminosi e muscoli molto pronunciati. Cosi molto spesso i giovani ricorrono alle TECNOLOGIE INTEGRATIVE, in particolare alla tecnologia intesa come miglioramento. Infatti spesso la tecnologia viene utilizzata per modificare e migliorare il proprio corpo per motivi estetici oltre che per vere è proprie esigenze fisiche. Il disprezzo del corpo e il ricambio del corpo sono due temi che si riferiscono alle protesi estetiche. Il disprezzo del corpo ha le sue origini molto tempo fa, risale ad alcuni temi della religione cattolica che vedevano il corpo come peccatore, cedevole ai desideri della carne. Oggi il corpo è sottoposto a delle mutazioni dovute alle possibilità offerte dalla tecnica e dalla scienza. L’ uomo, in quanto essere duale, fatto cioè di corpo e mente ha un componente difettoso , il corpo che sembra suggerire che sia potenzialmente da riparare. Secondo alcune correnti il modello di perfezione è quello di una macchina e i corpi non sono che macchine. E se il corpo è una macchina nulla esclude che possa essere replicato artificialmente .

    GHELEN: afferma che l’ uomo come specie è un ‘ essere incompleto. E questa idea di imperfezione dell’ uomo è alla base della tradizione occidentale. La modificazione del corpo conduce verso un corpo mutato e a una riprogettazione dell’ umano. Ghelen sostiene che l’ uomo è organicamente l’ essere manchevole, egli sarebbe inadatto alla vita in ogni ambiente naturale deve crearsi una seconda natura un mondo di rimpiazzo a lui adatto che possa cooperare con il suo deficiente equipaggiamento organico.

    NEIL POSTMAN, già negli anni ‘90 parlava di corpo da modificare affermando che oggi si pensa che il corpo sia obsoleto cioè vecchio e perciò si lavora duramente, per lo più in maniera inconsapevole per sostituirlo con qualcosa di meglio. Postman parla anche dell’ umanità come una specie in via di estinzione, che si ridefinisce grazie alle sperimentazioni tecnologiche. Questo partendo dall’ idea che il copro dell’ uomo sia fragile e manchevole e che debba essere aggiustato con pezzi di ricambio cioè completato dalle macchine.

    Oltre alle tecnologie integrative esistono altri tipi di tecnologie quali:
    Le tecnologie estensive: intese come ampliamento del corpo (esempio: il telefonino, l’ automobile, I-pod…). Qui cito turke , secondo il quale non dobbiamo limitarci a studiare come le tecnologie potenziano l’ uomo, ma anche come l’ uomo muti e si adatti a tali tecnologie nel suo essere al mondo. Come ha dimostrato anche Andreoli con l’ esempio dell’ automobile: i gesti diventano man mano meccanici, spontanei, familiari. Caronia afferma infatti che la vicinanza alle tecnologie provoca un mutamento alla materia biologica del corpo, è come se vi fossero tre processi: di replica, di invasione e di disseminazione del corpo.
    Le tecnologie invasive: intese come un invasione, un impianto del corpo umano. Esse non sono estensioni virtuali ma protesi di diverso tipo che possono variare: dalle protesi al seno al prodotto di un lavoro genetico che genera i bambini nati in provetta etc …
    Si inizia a parlare di cyborg, un essere mezzo uomo e mezza tecnologia. A tal proposito cito Granelli il quale afferma che la tecnologia viene sviluppata per potenziare le capacità dell’ uomo o rendere meno problematici i suoi limiti. Secondo l’ autore le grandi invenzioni tecnologiche anche quelle immateriali (teoremi) hanno sempre cercato di soddisfare un'unica grande esigenza dell’ uomo: poter fare di più o meglio, con minore fatica.




    MARASCO IMMACOLATA

    Anna Maria Carusone

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Anna Maria Carusone il Lun Giu 20, 2011 1:39 pm

    Sono prenotata per il preappello del 23 giugno e ho scelto il tema della dematerializzazione, in particolare Tomas Maldonado con “Reale e virtuale”, per approfondire fino a che punto oggi, la persona riesce a penetrare nello schermo di un computer. Pensare sulla presenza/assenza del corpo umano nel virtuale porta a risposte di ogni genere ed è una questione ampiamente affrontata e discussa sia nella vita quotidiana delle persone comuni, sia al centro del pensiero di molti autori.
    Secondo Maldonado è ormai in atto un processo di dematerializzazione, una sorta di “attentato” agli oggetti materiali che saranno sempre più sostituiti da servizi immateriali affinchè si realizzi il tentativo di sembrare il più virtuale possibile in ogni singolo campo. Nel mondo virtuale, infatti, le cose perdono la loro materialità e quindi si tratta sicuramente di corpi senza corpo, di personalità che si confondono con quella reale di una persona per apparire diversi da ciò che si è realmente.
    È pur vero che spesso questo mondo nuovo e pieno di positività e negatività rappresenta un facile “nascondino” per fuggire dalla realtà esterna e dalle proprie responsabilità.
    Nonostante tutto ciò, però, la realtà virtuale può essere pensata come una lanterna magica che ci apre finestre su mondi nuovi, che ci aiuta a comunicare, anzi oggi la CMC (Comunicazione Mediata dal Computer), è quella considerata per eccellenza. Un villaggio globale che riesce ad unire tutti come affermava Mc Luhan già nel 1989 quando internet e i social network non si erano ancora diffusi. C’è il bisogno di stabilire un equilibrio fisico, culturale e psicologico nel rapporto tra il corpo e le avanzate tecnologie, un corpo sottoposto ad una continua mutazione.
    In netta opposizione a questo argomento possiamo riflettere, invece, sull’importanza che assume il corpo per Anna Maria Murdaca nel testo “Cervello-mente-corpo: la motricità nella disabilità”. Al contrario dell’aperta discussione sull’assenza/presenza del corpo nel mondo virtuale, qui si scopre che è proprio grazie alla corporeità, alla relazione tra cervello, mente e corpo, e all’azione che sono il corpo, che si riesce a sentire se stessi. Il corpo come sede non solo delle percezioni ma anche e soprattutto delle sensazioni, delle emozioni, dei ricordi e quindi luogo di ascolto che dà origine alla vera relazione con l’altro, il soggetto trova la propria singolarità e contemporaneamente la dimensione del gruppo, condividendo con gli altri la propria vita. Il corpo che secondo me è la sede fondamentale della comunicazione. Infatti per quanto la persona possa entrare con la propria mente all’interno di videogiochi, cambiare la propria personalità attraverso una maschera con facebook, diventare chiunque si desideri di essere, (come affrontato anche da Turkle in “La vita sullo schermo”), spesso ci si dimentica che “non importa quanto virtuale il soggetto possa diventare, ma che c’è sempre un corpo attaccato”. Ma il largo uso della tecnologia porterà all’evanescenza del corpo, ad un processo di disseminazione di esso che va già ora a mutare l’identità non più stabile della persona. Da qui affermo: è sicuramente più bello condividere ed instaurare rapporti col mondo concreto, faccia a faccia, piuttosto che esagerare nel nascondersi dietro falsi schermi…consapevoli che comunque l’uomo, in quanto essere mancante, ha senz’altro bisogno, nel mondo odierno, di supporti tecnologici.


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    Relazione

    Messaggio  Lucente Giuseppina il Lun Giu 20, 2011 3:14 pm

    Mi sono prenotata per il 23 Giugno.
    L'argomento è la DOMOTICA;Renzo Andrich, riallacciandomi ai libri:Corpo,Tecnologie e Disabilità; Nozioni introduttive di pedagogia della disabilità e laboratorio barriere architettoniche:resoconto di Adele.


    LA LIBERTA' E LE CAPACITA' CHE CARATTERIZZANO L'INDIVIDUO, DETERMINANO IL SUO PROTAGONISMO NELLE SCELTE.



    Il secolo scorso è stato protagonista di una forte evoluzione tecnologica che ha portato alla creazione di oggetti fino ad allora impensabili da concepire e realizzare. Le conoscenze scientifiche erano infatti molto limitate e le condizioni di vita non permettevano certo di poter investire denaro e risorse nella creazione di nuove apparecchiature. Ci sono tecnologie considerate ampliamento del corpo, esse sono definite estensive.
    Per Marshall MeLuhan qualsiasi tecnologia costituisce un medium nel senso che è un estensione ed un potenziamento delle facoltà umane. Attraverso i nostri sensi,dai mezzi tecnologici possiamo fare esperienze in tempo reale di eventi che avvengono dall’altra parte del pianeta. Lo sviluppo della tecnologia nella nostra quotidianità ha cambiato radicalmente il rapporto tra l’essere umano e gli strumenti tecnologici che presenziano in tutti gli ambiti del nostro esistere.
    Longo afferma che non passa un solo giorno senza che noi non utilizziamo un mezzo tecnologico. La tecnologia entra in relazione con il corpo quando rappresenta un’estensione delle sue capacità “naturali”sia in senso astratto che fisico.
    Con il passare degli anni,sono stati creati dispositivi sempre più evoluti. Un ramo della scienza si è occupato di trovare una metodologia per fare in modo che tutti questi dispositivi possano colloquiare tra loro.
    Lo studio di queste tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa prende il nome di DOMOTICA. Il termine domotica nasce dal neologismo francese “domotique” il quale a sua volta ha origine dalla parola latina “domus” (casa).
    Con la domotica si indica l’automatizzazione della casa nei suoi aspetti più completi che comprendono i sistemi di automazione e telecontrollo/rilevamento degli impianti, il controllo della apparecchiature domestiche, i sistemi audiovisivi, il trattamento delle informazioni interne/esterne all’alloggio e quant’altro. La casa automatizzata è una casa dotata di dispositivi e impianti,tali impianti sono integrati mediante una rete di comunicazione costituente un sistema aperto, flessibile, personalizzabile, dinamico, semplice per l’uso.
    Il sistema è capace di interagire con l’utente in modo diretto ed efficace. Le origini della domotica si radicano intorno agli anni 70, quando cominciarono ad essere studiati e realizzati i primi progetti che permettevano l’integrazione di più sistemi, dando poi la possibilità all’utente di automatizzare alcune funzionalità.
    Grazie a tale possibilità di integrazione di più sistemi è preferibile definire l’impianto domotico,come impianto integrato.

    Lo scopo della domotica è :

    •migliorare la qualità della vita;
    •migliorare la sicurezza;
    •risparmiare energia;
    •semplificare la progettazione, l’installazione, la manutenzione e l’utilizzo della tecnologia;
    •ridurre i costi di gestione.

    Un importante vantaggio da sottolineare della domotica riguarda il miglioramento della vita specialmente se orientato all’assistenza di persone disabili. Grazie a questa tecnologia i disabili possono alleviare i problemi che devono affrontare quotidianamente e avere una migliore vivibilità all’interno di un’abitazione. Con una semplice centralina dotata di intelligenza propria in grado di scambiare messaggi con altri dispositivi,si è in grado di eseguire più operazioni, si potrà infatti controllare il sistema di condizionamento, riscaldamento, le luci, i sistemi di ventilazione, i sistemi audio video, controllo tende, finestre, porte, tapparelle, cancelli, ascensori e quant’altro.
    La centralina coordinerà questa molteplicità di sistemi mediante diverse tipologie di interfaccia (tastiere, telecomandi, lcd, telefoni..).
    Riassumendo il tutto la domotica fornisce un supporto che permette di compiere azioni con sicurezza e tranquillità incrementando il livello di autonomia portando ad un evidente miglioramento della qualità della vita. La domotica offre un importante traguardo per l’applicazione delle tecnologie, in quanto educa l’utente all’autonomia.
    Autonomia non significa poter fare le cose senza aiuto. Una persona che dipende da altri in qualche misura a causa di limitazioni che possono essere di vario genere, può sempre aspirare ad un livello di autonomia che sia compatibile con le proprie aspettative o con quelle del proprio ambiente. Per i disabili l’autonomia, ossia questa capacità personale non è di per sé sufficiente alla realizzazione di certi progetti di vita, come l’integrazione sociale, una vita indipendente e l’inserimento nel mondo lavorativo. Alla loro realizzazione devono concorrere altri fattori sociali,come l’accessibilità all’ambiente, l’assistenza personale,la disponibilità di servizi sul territorio, la tutela legale dei diritti, la cultura dell’integrazione e così via.
    Tutto ciò sposa il pensiero di Anna Maria Murdaca, la quale afferma che ogni disabile ha la sua storia.
    Ella si è occupata di questioni relative la persona con disabilità, in particolare di integrazione, complessità e umanità, l’inclusione e l’inserimento del disabile, i paradigma del benessere, le capacità funzionali, la globalità della persona.

    Murdaca mira:

    •alla ricostruzione di una nuova cultura della disabilità;
    •alla rimodulazione del termine integrazione;
    •alla comprensione delle reali condizioni di vita, quale ruolo effettivamente possono assumere i soggetti disabili,quali servizi vengono erogati per le loro esigenze.

    Per Murdaca è il contesto sociale a determinare la condizione di handicap, sono gli ostacoli e le barriere fisiche a favorire il processo di esclusione o emarginazione. Per lei l’ambiente inteso come fattore contestuale determinante nel definire la disabilità può essere una barriera o un facilitatore. La ricerca può produrre soluzioni tecnologiche che, migliorando l’ambiente della persona, ne diminuiscono la disabilità.
    La ricerca inoltre vuole portare il disabile verso lo sviluppo della propria identità,della propria autostima e quindi innalzare la qualità della vita dei soggetti,portandoli il più possibile verso una propria autonomia. L’autonomia può essere definita come la capacità di progettare la propria vita,di entrare in relazione con gli altri e sempre con gli altri partecipare alla costruzione della società.
    Strumenti per l’autonomia sono gli ausili. Un ausilio adeguato facilita il recupero di un nuovo equilibrio razionale. La scelta di un ausilio è un passo che incide profondamente sulla vita della persona che lo userà.
    Un ausilio può imporre un modo diverso di svolgere alcune attività quotidiane o di relazionarsi con gli altri, può incidere sulla propria immagine, richiedere una riorganizzazione dell’ambiente in cui si vive, esso può comportare l’adattamento ad un nuovo stile di vita. Se al momento della preiscrizione tutti questi aspetti vengono sottovalutati e non si tiene conto dei punti di vista dell’utente, l’ausilio potrà risultare inefficace, provocando un ulteriore aumento “del numero” delle barriere architettoniche.
    Come afferma Andrich la disabilità non è una caratteristica della persona ma della situazione in cui può trovarsi chi ha limiti fisici o intellettivi, quando si trova in un ambiente ostile.
    Se di fronte ci si trova una barriera architettonica insuperabile non si è abili. Se invece pur avendo disabilità fisica davanti si ha una carrozzina per muoversi, un tavolo da lavoro adatto, un ambiente senza barriere, rispetto a quella attività non si è più disabili, perché la si può svolgere in piena autonomia e non sottostare alle barriere architettoniche purtroppo ancora oggi esistenti. Viene definita barriera architettonica qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi specialmente se si tratta di persone con limitate capacità motorie o sensoriali. Esempi classici di barriera architettonica sono: scalini, porte strette, pendenze eccessive, spazi ridotti, banconi troppo alti, semafori privi di segnalatore acustico.
    Ho riflettuto molto sulle barriere anche durante una delle lezioni del corso di pedagogia della disabilità, dove una signora di nome Adele, costretta sulla sedia a rotelle a causa di una malattia che colpisce i muscoli, ci ha raccontato la sua giornata tipo, sottolineando le difficoltà che è costretta ad affrontare a partire dal palazzo di casa sua, ai pullman che non funzionano, ai marciapiedi ostruiti dal parcheggio di auto e motorini.
    Penso che bisognerebbe eliminare ogni tipo di barriera architettonica per garantire anche alle persone disabili il diritto alla libertà di movimento, ma soprattutto bisognerebbe educare la comunità in cui viviamo, bisognerebbe educarla a rimuovere le barriere culturali prima di quelle architettoniche al fine di promuovere l’integrazione sociale parallelamente a quella ambientale.



    tina raillo

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    Le tecnologie el'uomo

    Messaggio  tina raillo il Lun Giu 20, 2011 3:21 pm

    Salve prof l’esercizio che ho deciso di presentare al tanto atteso incontro di lunedì 27 riguarda LE TECNOLOGIE E L’UOMO,in particolare “Il sé digitale” di Granelli.La tecnologia va conosciuta e usata con maturità.
    Bisogna poterla dominare, altrimenti - come recita un vecchio detto hacker - sarà lei a dominare
    noi.Parola di Andrea Granelli, docente di tecnologia e sistemi di comunicazione alla "Sapienza" di
    Roma, fondatore di "Kanso", tecnologie digitali e design, ricercatore, studioso appassionato della
    Rete e dei cambiamenti sociali nell'era digitale Sono ormai molte le occasioni della vita su cui è possibile soffermarci a riflettere su come la tecnologia stia modificando il corpo umano e molte delle sue azioni quotidiane. GRANELLI ne “Il sé digitale” ricollega il tentativo di provvedere a superare i limiti con le nuove tecnologie intese come ESTENSIONI delle POTENZIALITà UMANE.Il libro è un'analisi - in capitoli dai titoli accattivanti - sulla memoria, sullo sdoppiamento digitale,
    su come la tecnologia può potenziare o atrofizzare le capacità dell'uomo a seconda di come si usa.Infatti Granelli propone il seguente quesito:”LA TECNOLOGIA POTENZIA O ATROFIZZA LE CAPACITà UMANE?”.Egli sostiene che,per rispondere,bisogna chiedersi se l’uomo ha o meno dei limiti e,se questi,devono essere superati. I TECNOPOTENZIAMENTI,secondo cui la tecnologia rende l’uomo più potente sono presi in causa da Granelli,il quale sostiene che la tecnologia viene sviluppata per potenziare la capacità dell’uomo o per rendere meno problematici i suoi limiti.Nel campo della disabilità la tecnologia si presenta sottoforma di protesi. Oscar Pistorius grazie alle tecnologie avanzate e,in particolare alle TECONOLOGIE INTEGRATIVE,che integrano una parte del corpo mancante(nel caso di Pistorius gli arti inferiori)a causa di una menomazione fisica o progressiva,è potuto diventare un grande atleta e vincere molte gare,ma soprattutto ha potuto gareggiare con i normodotati. Tuttavia riflettere solo su come la tecnologia potenzi le capacità umane da una visione parziale dell’importanza della tecnica.GALIMBERTI sostiene ci comportiamo nell’ambiente tecnica come l’uomo pre-tecnologico che agiva in vista di scopi,ma la tecnica non tende a scopi,agisce e basta!I sentimenti,le percezioni sembrano inadeguate nei nuovi scenari,ma l’inadeguatezza invade e appartiene all’uomo.Quindi TECNICA come rimedio all’insufficienza biologica dell’uomo,COMPLETA L’UOMO.POPITZ è il principale esponente della visione post-umanista.Egli afferma che la tecnica ha ampliato il dominio di intervento dell’uomo,quindi,per Popitz la tecnologia non completa l’uomo,semmai ALLARGA IL CAMPO DEL SUO OPERARE. Quando si riflette sui complessi rapporti tra uomo e tecnologia, si fa spesso la tacita ipotesi che si tratti di due entità distinte e separate, per quanto interagenti e , inoltre si assume che oggi l’ evoluzione dell’ uomo sia lentissima o addirittura ferma, mentre la tecnologia si sviluppa con grande rapidità. Il fenomeno davvero interessante non è tanto la tecnologia in sé, quanto il rapporto uomo- tecnologia.. Da sempre la tecnologia concorre a formare l’ essenza dell’ uomo. Secondo Longo l’ uomo è sempre stato contaminato dalla tecnologia cioè è sempre stato un homo technologicus,un simbionte.Del resto l’ uomo è simbiosi, da sempre , non solo con i suoi strumenti ma anche con i batteri, cibi, i medicinali, le piante gli animali domestici. Longo afferma anche che il più importante strumento dell’uomo è stato ,ed è tuttora,il corpo stesso.La tecnologia diventa la fisicità stessa dell’uomo.Si pensi al caso della francese ORLAN,che utilizza il proprio corpo come strumento di sperimentazione.CAPUCCI ne “Il corpo tecnologico”sostiene che il corpo nella sua totalità fisica,biologica,si lascia invadere piacevolmente e positivamente dalle nuove proposte tecnologiche.Le TECNOLOGIE INVASIVE sono intese,infatti,come invasione del corpo umano.Esse raccontano di un individuo che non si sdoppia nel digitale,ma è CYBORG,è impianto nel suo essere reale. NAIEF YEHYA nel testo “Homo cyborg”definisce il cyborg un organismo autoregolato da natura ibrida che mette in discussione le differenze tradizionali tra naturale e artificiale,tra umano e tecnologico.Naief fa anche una distinzione tra ROBOT,ANDROIDE E UMANOIDE.IBRIDO TECNOLOGICO si ha appunto quando vi è contaminazione tra naturale e artificiale,quando i confini di umano e tecnologico si fanno sempre più labili,fino a ibridarsi affinchè l’uomo possa continuare a sopravvivere.MCLUHAN negli anni 60 affermava che ogni invenzione o tecnologia è un estensione o auto imputazione del nostro corpo che determina nuovi rapporti e nuovi equilibri.DE KERCKHOVE non percepisce l’eccessiva informazione mediatica come un pericolo poiché sostiene che il nostro cervello è capace di gestire tutte le informazioni.ANDREOLI ne “La vita digitale”sostiene che le nuove tecnologie che fungono da estensioni del nostro corpo,come l’auto,vengono integrate nei nostri processi mentali come le parti anatomiche del nostro corpo.Quindi le tecnologie stanno rivoluzionando la vita di molte persone e,se mal impiegate,atrofizzano i nostri sensi(un utilizzo eccessivo della vista,atrofizza,per esempio,l’udito)ma esse sono davvero utili per migliorare la qualità di vita di persone con disabilità.Esse incontrano quotidianamente barriere architettoniche che impedirebbero loro ogni movimento,ma grazie alle nuove tecnologie possono eseguire molte azioni con facilità.Ma tutto ciò non avverrebbe se non avessero una straordinaria capacità di RESILIENZA,ovvero l’attitudine di un individuo di reagire e far fronte a situazioni di disagio.Si pensi alla ballerina e pittrice Simona Atzori che,nonostante sia nata senza arti superiori,svolge ogni tipo di azione e afferma che la disabilità è negli occhi di chi guarda!O anche la bellissima storia raccontataci al corso da Adele,una donna con una disabilità ma che chiede,come tanti,di non essere commiserata perché non è ciò di cui hanno bisogno.Ma dove il concetto di resilienza,per me,è stato straordinario è nel film”Lo scafandro e la farfalla”in cui il protagonista continua a vivere grazie all’attivazione di competenze individuali e risorse interiori.infatti secondo la Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute(ICF),la disabilità è una condizione di salute derivata da un contesto sfavorevole.
    L' ICF è una classificazione sistematica che descrive le modifiche dello stato di salute di una persona e gli stati ad essa correlati.La disabilità viene considerata come una misura attiva delle prestazioni che l’ ambiente esterno, consente di espletare, non piu soltanto una condizione soggettiva o come una caratteristica propria della persona.
    L’ ICF non classifica solo le condizionu di salute malattie, disordini o traumi, bensì le conseguenze associate alle condizioni di salute e pone come centrale la qualità della vita delle persone affette da una patologia permette quindi di evidenziare come coinvolgono la loro condizione e come sia possibile migliorarla affinché possono contare su un esistenza produttiva e serena.L’ ICF è stata introdotta perché l’ informazioni che vengono date dalle diagnosi medica, seppure importanti, non erano giudicate sufficienti per avere un reale quadro funzionale della persona, vale a dore cosa quella persona è in grado di fare e quali sono invece le attività nelle quali ha difficoltà.
    L’ICF rappresenta uno strumento importante per gli operatori del campo sanitario e dei settori della sicurezza sociale, delle associazioni, dell’ istruzione , dell’ economia e del lavoro.Ed è ciò che emerge nel film:in un corpo immobile c’è ancora un’anima,un cuore che batte e che nessuna paralisi può fermare,ma “…come una farfalla,attraverso l’immaginazione,può continuare a volare…!”
    Fonti:"Corpo,tecnologie e disabilità" Floriana Briganti
    "Nozioni introduttive di pedagogia della disabilità" Floriana Briganti
    materiale didattico in area docente De Sanctis


    Ultima modifica di tina raillo il Sab Giu 25, 2011 10:42 am, modificato 6 volte

    cosimo fabiana

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    CONSIDERAZIONI SU SALUTE E BENESSERE

    Messaggio  cosimo fabiana il Lun Giu 20, 2011 3:40 pm

    Salute e Benessere
    Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita’)per salute s’intende l’essere tesi verso un equilibrio da un punto di vista fisico,psicologico,spirituale.Questo rivela che la salute:
    -Non riguarda solo alcune parti di una persona ma è uno stato di piena forma dell’intera persona.
    -E’essenzialmente legata al funzionamento umano a tutti i livelli (biologico ,personale e sociale)
    -Non puo’ essere separata dal contesto o ambiente in cui la persona vive ,con il/la quale interagisce.
    In riferimento al concetto di salute per disabilita’ si intende qualsiasi limitazione o perdita’ conseguente a menomazione della capacita’ di compiere un’ attivita’ nel modo o nell’ampiezza considerati normali per un essere umano.
    E’ menomazione qualsiasi perdita o anormalita’ a carico di una struttura o di una funzione psicologica, fisiologica,o anatomica.
    Nel momento in cui menomazione e disabilita’ causano una difformita’ tra l’efficienza e lo stato del soggetto e le aspettative di efficienza di stato da parte del soggetto e del gruppo a cui appartiene, si deve parlare di handicap.
    L’handicap è la difficolta’ ,il disagio sociale che la persona con disabilita’ affronta nel confronto esistenziale con gli altri.
    Come afferma Murdaca è il contesto sociale a determinare la condizione di handicap,sono gli ostacoli e le barriere fisiche (come quelle mentali o culturali)a favorire il processo di esclusione oppure quello di emarginazione.
    L’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilita’)sottolinea l’importanza di valutare l’influenza dell’ambiente (contesto familiare,assistenza sociosanitaria ,scuole politiche sociali etc.)sulla vita degli individui che ,inteso come fattore contestuale determinante del definire la disabilita’ puo’ essere una barriera o un facilitatore.Quindi per il disabile è essenziale il contesto in cui vive e in un certo senso,egli deve avere con l’ambiente una sorta di sintonia ,di collaborazione.
    Si immagini un disabile che non puo’ raggiungere il terzo piano di un edificio perché non c’è l’ascensore,non è lui a portare l’handicap con sé ,ma è l’ambiente che glielo presenta.
    E’ quindi sono i pregiudizi ,le limitazioni strutturali ,le barriere architettoniche che impediscono ai disabili un esistenza che altrimenti sarebbe soddisfacente.Ovviamente tutto cio’ incide anche sul loro benessere., Per benessere si intende lo stato emotivo,mentale,fisico,sociale e spirituale che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella societa’.Quindi se per benessere vogliamo intendere lo stato di soddisfazione interiore “un soggetto con una disabilita’ potra’ sentirsi soddisfatto qualora riuscira’ a essere abile,a produrre ,a realizzare e qualora anche tutti gli altri avranno tale consapevolezza .Molte persone con disabilita’ riescono ad affrontare situazioni avverse quindi qui posso ricollegarmi al concetto di RESILIENZA,che sarebbe l’attitudine dell’individuo di reagire a far fronte a situazioni di forte disagio ,mediante l’attivazione di competenze individuali e risorse interiori.
    A tal proposito possiamo ricordare Pistorius e Atzori,che sono riusciti ad essere competitivi e a raggiungere obiettivi straordinari facendo della loro vita una sfida avvincente.
    Pistorius ,atleta sud africano (simbolo e punto di riferimento sia per la ricerca scientifica che per lo sport)all’eta’ di undici mesi gli furono amputati gli arti inferiori a causa di una grave malformazione,oggi corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio.Tali protesi rientrano nell’ambito delle tecnologie integrative , le quali sono usate come un completamento di un organo o una parte del corpo.Nel campo della disabilita’,la tecnologia si presenta sottoforma di protesi ,in particolare come integrazione di una menomazione.Inoltre esistono le tecnologie estensive dove,la tecnologia è intesa come ampliamento del corpo (apparecchi ,telefoni cellulari ,computer,il televisore).Per esempio Marashall Mcluhan,grande studioso di mezzi di comunicazione di massa afferma che la tecnologia è diventata un estensione del corpo.La terza tipologia di tecnologia che abbiamo trattato durante il corso e la tecnologia invasiva :quando la tecnologia intesa come un invasione del corpo umano ,queste raccontano di un nuovo individuo che diventa Cyborg,cioè è impianto nel suo essere reale.(Cyborg:persona con pacemaker).
    Fonti:”Corpo,tecnologie e disabilità” Floriana Briganti
    “Nozioni introduttive di pedagogia della disabilità” Floriana Briganti”


    cristiane iodice

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    le tecnologie e l' uomo

    Messaggio  cristiane iodice il Lun Giu 20, 2011 4:18 pm

    Salve prof, l'esercizio che ho scelto da esporre per il 23 giugno è il numero5:L' uomo e le tecnologie.:1INTRODUZIONE AI CORPI PROTESICI E DEFINISCO TUTTE E TRE LE TECNOLOGIE
    LA TECNOLOGIA INTEGRATIVA COME PROTESI SPORTIVA, IL CASO PISTORIUS. LE TECONOLOGIE ESTENSIVE, E LE TECNOLOGIE INVASIVE.POI MI COLLEGO AL CORPO E DISABILITA PER MURDACA, LA PEDAGOGIA DEL CORPO PER GAMELLI E LE POTENZIALITA DELLA RESILIENZA. INFINE IBRIDAZIONE E TECNOLOGIE., L'IBRIDO TECNOLOGICO., PENSIERI CYBORG E DIVERGENZE:HARAWAY, CAVARERO, DE LAURETIS.




    FONTI: CORPO TECNOLOGIE E DISABILTA.Floriana Briganti.
    nozioni introduttivi di pedagogia della disabilià. Floriana briganti.
    UOMO E TECNOLOGIE UNA SIMBIOSI PROBLEMATICA. GIUSEPPE LONGO.

    federica carandente

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  federica carandente il Lun Giu 20, 2011 5:31 pm

    Buonasera professoressa mi sono prenotata per l'esame del 23 giugno.Il tema che tratto è ausili tecnologici.Parlo del testo di Forgarolo"Il computer di sostegno.Ausili informatici a scuola"soffermandomi in particolare sul capitolo5 "Tecnologie didattiche per alunni con problemi cognitivi"(Flavio Forgarolo-Walter Casamenti);in cui parla dei punti deboli e dei punti di forza del computer,e del ruolo dell'insegnante-educatrice nella relazione alunno/computer.Mi collegherò a Oscar Pistorius in quanto anche lui utilizza ausili tecnologici sotto forma di protesi e poi a Simona Atzoni che ha deciso di non utilizzare alcuna tecnologia per la sua menomazione e la quale incarna il concetto di resilienza.



    Fonti
    Floriana Briganti "Corpo,tecnologie e disabilità.Le tecnologie integrative,invasive ed estensive".Edizione Manna
    Floriana Briganti"Nozioni introduttive di PEDAGOGIA DELLA DISABILITA'.Le potenzialità della resilienza".Edizioni Manna
    http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=37780
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    lidia marinaro

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  lidia marinaro il Lun Giu 20, 2011 6:46 pm

    salve professoressa, io mi sono prenotata per l'appello del 23 giugno le volevo far sapere l'argomento che ho scelto, ovvero
    Alimentazione e mass media ed immagini del corpo perfetto ( paragrafo 4 e 5 del 5° capitolo del libro Pedagogia della disabilità) collegandomi poi al laboratorio "Immagini diversità”, ed infine con le tecnologie estensive ( 2° cap. del libro Corpo, tecnologie e disabilità)


    Ultima modifica di lidia marinaro il Lun Giu 20, 2011 11:15 pm, modificato 1 volta

    vincenza d'agostino

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  vincenza d'agostino il Lun Giu 20, 2011 9:52 pm

    Sono prenotata per il preappello del 23 giugno e ho scelto il tema: il sé digitale di Granelli, soffermandomi sul rapporto tra il reale e il virtuale.
    Farò collegamenti con le varie tecnologie e protesi. Affrontando i casi di Pistorius e dell’ Atzori, in contrapposizione tra loro nell’accettare o meno le protesi. Soffermandomi sul rapporto tra reale e virtuale, e delle mutazioni del nuovo mondo che esse stanno apportando all’uomo naturale, avvicinandosi sempre più ad un uomo definito cyborg.

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

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