Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

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    nicla ruggiero

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  nicla ruggiero il Lun Mag 23, 2011 2:13 pm

    L'argomento che ho scelto per la mia esposizione del giorno trenta maggio e le tecnologie e l'uomo,inizio partendo da che cos'è la tecnologia e le modifiche fatte nella vita dell'uomo. Parlo di Andrea Granelli e se la tecnologia potenzia o atrofizza le capacità dell'uomo. Poi di Galimberti,Poptiz e Longo.
    Quanti tipi di tecnologie esistono? La tecnologia invasiva e mi collego a Naief Yehya,che cos'è il cyborg? chi a coniato questo termine? e la differenza fra il robot,l'androide e l'umanoide.
    Mi pongo un problema se la tecnologia sta modificando la vita dell'uomo e parlo della tecnologia estensiva che viene considerata come ampliamento del corpo e riguarda il mondo virtuale come il cellulare,il computer e l'i-pod e da ciò si può evincere quanto siano cambiate le generazioni e i progressi fatti dalla tecnologia e inserisco anche il laboratorio sul avatar.
    Mi pongo un' altro quesito se la tecnologia potenzia le capacità dell'uomo e così parlo di tecnologie integrative.Esse sono usate come un completamento di un organo o una parte del corpo mancante,un'atleta che utilizza questa tecnologia è Oscar Pistorius racconto la sua storia egli è un esempio di resilienza e così dico che cos'è la resilienza parlo anche di Simona Atzori che è un altro esempio di resilienza e faccio un confronto fra i due casi perché Pistorius esce vincente dalla resilienza attraverso l'utizzo della tecnologia mentre Simona Atzori attraverso l'attivazione di competenze individuali e risorse interiori.
    La tecnologia oltre a potenziare le capacità dell'uomo migliora le condizioni di vita delle persone diversamente abili e questo è possibile attraverso l'utilizzo della domotica e spiego che cos'è, a cosa serve e da cosa deriva questo termine.
    Chi è il disabile?E qual'è il termine da utilizzare quando si parla di queste persone? Che cosa sono gli ausili? Che cosa significa handicap e da che parola deriva?
    E infine ci poniamo un altra domanda se la tecnologia può porta all'atrofizzazione dei sensi?
    Sopra ho spiegato in maniera riassuntiva,in sede di esame poi approfondisco,spero che vada tutto bene.
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    RaffaelaVolpe

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  RaffaelaVolpe il Lun Mag 23, 2011 2:16 pm

    Nel preappello del 26 maggio affronterò la tematica "Immagine del corpo perfetto : sfumature"(cap.5° nozioni) .
    Partirò da un esposizione generale ,mi soffermerò sull'influenza dei mass media sulla società, che integrerò con lo studio condotto da McLuhan sui media ,poi gli effetti negativi dei media, che causano i disturbi alimentari come l'anoressia o la bulimia, citando il laboratorio dell'autopresentazione di Anna, la mia collega che ha avuto problemi di anoressia.Twiggy la modella anoressica degli anni '60. Poi parlerò del cibo come cultura e dei differenti canoni di bellezza che si sono succeduti nelle varie epoche fino al '900 , per poi integrare con il laboratorio arte e disabilità con Anita Berber e infine come è possibile oggi nel 2000 poter migliorare il proprio corpo con la tecnologia integrativa: le protesi estetiche(pag.14 corpo)


    Ultima modifica di RaffaelaVolpe il Lun Mag 23, 2011 2:41 pm, modificato 1 volta

    mara pipola

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  mara pipola il Lun Mag 23, 2011 2:39 pm

    L’argomento che ho scelto di esporre riguarda Caronia e il corpo virtuale.(testo: “Corpo,tecnologie e disabilità”)
    Con l’avvento della rivoluzione industriale e poi quella elettronico digitale ci confrontiamo con entità artificiali create e animate da noi.
    La costruzione dell’identità senza corpo nel virtuale determina una scissione con la sua immagine reale.
    E’ possibile avere un doppio corpo on line uno fisico ed uno virtuale posseduto dalle tecnologie dell’informazione. Questo corpo elettronico è dato dall’insieme delle nostre informazioni on line, è una banca dati che lasciamo ogni giorno in rete , parla di noi e ci rappresenta in una società della sorveglianza e della videosorveglianza (si dice corpi tagged and tracked (Caronia).
    Quali pratiche nascono allora intorno al corpo, come si modifica nell’immaginario sociale e quali nuovi rapporti si creano intorno all’ormai sottile confine tra naturale e artificiale?? Caronia esplora tali questioni tramite tre linee di tendenza contemporanee: il corpo replicato, il corpo invaso e il corpo disseminato
    • Il corpo replicato
    L’artificiale rappresenta quel doppio che ci inquieta perché nasconde una profonda divaricazione tra essenza e apparenza.
    • Il corpo invaso
    Dall’azione metamorfica e simbolica della tecnologia sul corpo umano che viene cosi invaso e colonizzato, fuoriesce quell’ibrido che noi chiamiamo cyborg.
    Potremmo concludere che il cyborg di cui parla Caronia è il nostro avatar, si parla ancora di estensione di artificializzazione come realtà virtuale e di cyborg come personaggio collegato al computer.
    E’ possibile qui collegarsi al laboratorio “tecnologie estensive:l’avatar”.
    • Il corpo disseminato
    Caronia conclude affermando che proprio il corpo disseminato che modifica il rapporto tra corpo e identità. La risposta della mutazione comporta la scomparsa del corpo, sciolto nella rete.
    In sostanza Caronia parla sempre di corpo: il corpo replicato, il corpo invaso, il corpo disseminato. Dalla professoressa Briganti,nel libro: Corpo, Tecnologie e Disabilità,invece, il corpo invaso viene considerato l’ultimo stato di analisi,mentre quello disseminato per Caronia frantumato nelle reti è qui chiamato estensivo. E ancora nel libro per estensione si intende un potenziamento e un prolungamento al tempo stesso e non una perdita. Viene infine condivisa l’idea che il corpo disseminato modifica il rapporto tra corpo e identità.
    Oggi c’è anche un nucleo dell’arte straordinariamente interessante che si occupa del corpo e delle sue relazioni con la tecnologia.(Testo: Nozioni introduttive di pedagogia della disabilità)
    Da qui è possibile collegarsi al laboratorio: “Arte e disabilità”

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    Daniela Vellecchi

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Daniela Vellecchi il Lun Mag 23, 2011 2:57 pm

    Prevalenza sensoriale

    Centro di questo corso sono stati il corpo e la tecnologia; il primo è il nostro "lascia passare" nella vita quotidiana, costituisce un "ruolo di sutura tra il mondo fisico e il mondo simbolico" per dirlo con le parole di Merleau-Ponty, dunque tutto quello che facciamo, lo facciamo attraverso il nostro corpo.
    La tecnologia, ormai, la fa da padrona nella nostra vita di ogni giorno, ovunque volgiamo il nostro sguardo, notiamo un oggetto tecnologico.
    Ora, cosa succede quando un corpo non dormo-dotato si unisce alla tecnologia?
    La risposta può essere tanto semplice quanto complessa.
    Un corpo con disabilità è un corpo che, in conseguenza a menomazione, perde totalmente o parzialmente la capacità di compiere un'attività che viene definita normale per un essere umano normo-dotato.
    Di motricità nella disabilità ne parla A.M. Murdaca la quale sostiene che soltanto unendo cervello-mente-corpo si può avere un totale coordinamento.
    Quando uniamo un corpo con disabilità alla tecnologia parliamo di corpo protesicocioè un corpo con protesi.
    Le tecnologie vengono, in questo caso, divise in: integrative (integrando un arto), invasive (quando l'artefatto è nel corpo) ed estensive.
    Mi soffermo a parlare di quest'ultima.
    La tecnologia è detta estensiva quando viene intesa come ampliamento del corpo.
    Il primo a parlarne è stato Mc Luhan, studioso di mezzi di comunicazione di massa.
    Parlando di tecnologie estensive i pro e i contro sono tanti.
    Andreoli ci parla di telescopio come estensione della nostra vista e di cellulare come estensione della nostra voce, aggiungendo il computer con i suoi annessi e connessi, rappresentano il lato positivo in quanto eliminano le distanze; ma queste stesse tecnologie vengono utilizzate tanto di frequente che ormai sono diventate parte integrante del nostro corpo, a tal punto che si parla di ibrido tecnologico quando c'è contaminazione tra naturale e artificiale, e quindi parliamo di cyber-organo, cioè quando l'uomo diventa una cosa sola con il computer (Braidotti).
    In particolare mi soffermo sulla domanda posta da A. Granelli nel suo libro "Il sè digitale": Queste tecnologie potenziano o atrofizzano il corpo umano?
    La risposta, egli sostiene, sta nel come le si usa.
    Partendo dall'assunto che il corpo umano è manchevole, l'uomo si rivolge alla tecnologia come "riferimento alla sua insufficienza biologica" (Galimberti).
    La nostra è un'era tecnologica, se si fa un'indagine tra i giovani si scopre che la maggior parte di loro preferisce il computer alla tv; l'aspetto negativo è che molti di loro preferiscono il computer alla vita sociale.
    Siamo invasi dai social network, ci creiamo avatar per poter chattare e molte volte l'avatar non rappresenta noi stessi ma il nostro alter ego, cioè come vorremmo essere.
    In conclusione, la tecnologia, se viene impiegata male, atrofizza i nostri sensi, ad esempio se stiamo al pc in un tempo prolungato, questa abitudine aumenterà la nostra capacità visiva, ma d'altra parte indebolirà l'altro senso: l'udito.
    A tal proposito si può parlare di un altro fenomeno, cioè quello della Digital Activity (attività di digitalizzazione) secondo cui l'uomo digitale favorisce le funzioni sensoriali quali tatto e vista, privilegiando in particolare i polpastrelli al palmo della mano.
    Per quanto riguarda il tema mente e corpo ci sono visioni concordi e discordi di alcuni autori: in disaccordo sono Longo e Abram.
    Il primo sostiene che la tecnologia non completa l'uomo, ma amplia il campo in cui può operare, per lui la mente non è disincarnata e il corpo costituisce da sempre il primo strumento dell'uomo.
    Sulla stessa scia, Sandy Stone sotiene che per quanto un soggettopossa essere virtuale, c'è sempre un corpo attaccato.
    Caronia , invece, ci parla di doppio corpo: uno reale e l'altro virtuale, conservando una sorta di banca dati on line.
    Inoltre, lo stesso Caronia, ci illustra il corpo disseminato, cioè un corpo senza pi centro, frammentato nella rete, corrispondente solo in parte alla tecnologia estensiva di cui ci ha parlato la professoressa, che però per lei è potenziamento e prolungamento e non frammentazione.
    Di visione opposta è Abram, il quale sostiene che la mente è disincarnata ed è astratta dal corpo tanto da farlo diventare una "macchina-automa"; quindi soltanto utilizzando i nostri sensi in maniera completa possiamo vivere totalmente le relazioni sociali, poichè sono le nostre "porte di accesso".
    Infine, Lyon, sostiene che i nostri corpi scompaiono quando attiviamo una comunicazione a distanza.
    Concludendo, riprendo Granelli, per dire che se indeboliamo i nostri sensi, indeboliamo anche le relazioni umane e sociali che di basano su di esse.
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Sorgente Simona il Lun Mag 23, 2011 5:34 pm

    L'ARGOMENTO CHE HO DECISO DI TRATTARE IL 26 MAGGIO è LA DEFORMAZIONE:IMMAGINE DEL CORPO PERFETTO:SFUMATURE( CAP.5 ,PARAGROFO 5 .DI NOZIONI).COMINCERò INTRODUCENDO I MASS MEDIA E LE LORO INFLUENZE SULLA SOCIETà COLLEGANDOMI ALLO STUDIO DEI MEDIA DI MCLUHAN FONTE:(LA MEDIAZIONE TECNOLOGICA OLTRE MCLUHAN DI GIULIA CARAMASCHI) ,CONTINUERò SPECIFICANDO IL CONCETTO DI IDEALE DI BELLEZZA COLLEGANDOMI ALLO STUDIO DI NICTHER SULL'IMMAGINE CORPOREA TRA LE ADOLESCENTI AMERICANE FONTE:(ORGOMENTO STUDIATO DAL LIBRO DI ANTROPOGIA CULTURALE).DA QUI MI ALLACCERò ALLE TECNOLOGIE INTEGRATIVE PARLANDO DELLE PROTESI ESTETICHE (CAP 1,PARAGRAFO 4 LIBRO CORPO).POI TRATTERò IL PROBLEMA DEI DISTURBI ALIMENTARI CHE SONO IL RISULTATO DI UN'IMMAGINE CORPOREA NEGATIVA, COLLEGANDOMI AI CONCETTI DI ANORESSIA E BULIMIA.INFINE PARLERò DEI DUE LABORATORI CHE HO SCELTO E SONO:ARTE E DISABILITà CON IL QUADRO DELLA DONNA BARBUTA E L'AUTOPRESENTAZIONE DEL 7 APRILE CON IL RACCONTO DI ANNA ,UNA RAGAZZA CHE HA AFFRONTATO IL PROBLEMA DELL'ANORESSIA.
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  MariaPetrone il Lun Mag 23, 2011 6:18 pm

    Il paragrafo da me adottato per l'esposizione del 26 maggio è : "IMMAGINI DEL CORPO PERFETTO" e "FEMMINILE MANCANTE". Dopo aver esposto in linee generali questo argomento con riferimento al succedersi dei diversi canoni di bellezza dei secoli, mi collegherò al laboratorio relativo alle immagini della diversità poichè la mia attenzione fu posta a quelle di Isabelle Caro, giovane francese malata di anoressia che decise di mostrare il proprio corpo per la campagna schock di Nolita contro l'anoressia!!
    Bene si collegano le protesi estetiche poichè "Tra i sogni che il denaro può comprare il miraggio del corpo perfetto è ormai tra i più accessibili". In seguito mi soffermerò sul caso Orlan ( la quale utilizza la chirurgia criticandola) ed il suo invito a "deformattarsi"!!
    Concluderò infine con la definizione di Grado Zero Mostruosità di Rosi Braidotti con relativo riferimento alle nozioni di "Normalità" e "Diversità"!!!

    A giovedì e.. in bocca al lupo a tutte noi !!! Very Happy

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Diana Telese il Lun Mag 23, 2011 7:23 pm

    L’argomento da me scelto è la nozione di corpo abitato e luogo percettivo di Ivano Gamelli. Egli ne parla nel suo libro “Pedagogia del corpo” il cui titolo risulta inedito perché la teoria educativa ha sempre guardato alle discipline del corpo enfatizzandone gli aspetti igienici e salutistici, riconoscendogli una generica valenza formativa. Il motivo di questa approssimazione come ci spiega Gamelli è che “il corpo a differenza di altri “oggetti” fatti propri dalle teorie dell’educazione per essere osservato non si presta a venire “separato”. Non possiamo indagarlo prescindendo da noi stessi, noi abitiamo il nostro corpo”. E allo stesso tempo il nostro corpo è abitato: “sangue,ossa,organi rappresentano una vita interna che non si esaurisce nella sua fisiologia, ma che produce intrecci nella nostra esperienza emozionale,affettiva.” L’opera,divisa in sette capitoli, affronta tematiche come l’apprendimento psicomotorio del bambino, il valore educativo dello sport, l’educazione corporea volta all’ascolto dei propri sensi e del proprio corpo. Dunque c’è bisogno che il corpo viva in contesti educativi,prestando attenzione ai sensi e all’ascolto.

    Gaetano Mollo,professore di pedagogia generale e sociale all’università di Perugia ha scritto un saggio sull’educazione alla corporeità. Essa per l’autore non rappresenta una delle tante educazioni. Ognuno di noi è “corpo”: un corpo animato, impastato d’anima, un corpo denso di tensioni ed appassionato all’esistere. Ed è con tale corpo che pensiamo,amiamo,c’esprimiamo. Per questo l’educazione alla corporeità rappresenta la stessa educazione della persona in tutto il suo essere,incentrata nel riconoscimento, accettazione e valorizzazione del proprio “essere corpo”.Il nostro essere corpo è un corpo acculturato, ossia un corpo intriso di cultura dato che la cultura segna il corpo, così la realtà percettiva è sempre intrisa di cultura. E’ attraverso la corporeità che si sviluppa il primo senso culturale, che è appunto quello corporeo. La stessa identificazione dell’io e la differenziazione dagli altri avviene attraverso la percezione corporea, luogo dell’incontro interpersonale e del riconoscimento sociale. E’ con il corpo che noi non solo percepiamo, ma apprendiamo e comprendiamo. Per questo –come rivela Merleau –Ponty- il corpo è come un nodo di significati viventi, perché è attraverso di esso che possiamo cogliere la stessa essenza del mondo. Così,ogni bambino inizia a farsi non solo un’idea di se stesso e degli altri, ma della stessa vita. Ciò avviene attraverso l’attività motoria, nel movimento che gli permette di riconoscersi e di relazionarsi. Il movimento è via per esprimersi. Da qui il grande valore e l’essenziale funzione dell’espressione ludica,motoria e sportiva. Tra gli obiettivi dell’educazione alla corporeità vi è quello dell’accettazione corporea. Bisogna far sì che ogni bambino possa costruirsi un’immagine corporea adeguata ed ogni adolescente possa migliorare il proprio corpo non come oggetto da mostrare o da utilizzare, bensì come totalità del proprio essere con cui agire. Così, l’accettazione non deve risultare né statica né idealizzata, bisogna educare al riconoscimento dell’ unicità e della diversità, valorizzando gli aspetti personali e facilitando l’istituzione d’autentiche relazioni interpersonali. Inoltre, nella consapevolezza che il linguaggio del corpo è il più potente mezzo d’espressione e di comunicazione, ci si deve far consapevoli della necessità di educarsi alla liberazione delle sensazioni, sempre nel rispetto e nella considerazione della situazione e della condizione di coloro con cui si entra in relazione. L’educazione alla corporeità, pertanto, deve poter rappresentare l’accoglienza della persona nella sua incarnazione d’essere ed il riconoscimento dell’ immersione dell’uomo nella sua corporeità.

    Ritornando al concetto di “corpo abitato” possiamo riflettere sul fatto che oggi grazie allo sviluppo tecnologico il corpo può essere abitato non solo non solo da organi, elementi biologici, ma anche da dispositivi tecnologici. Si chiamano tecnologie invasive infatti quei dispositivi che vengono impiantati all’interno del corpo umano. Così il corpo biologico sta sempre più a contatto con l’artificiale, con la macchina. Granelli nelle sua opera “Il sé digitale” concepisce le nuove tecnologie come estensioni delle potenzialità umane :” è un fatto noto che la tecnologia viene sviluppata per potenziare le capacità dell’uomo … o per rendere meno problematici i suoi limiti e le sue debolezze”. L’uomo è visto come un essere organicamente manchevole e le tecnologie rappresentano il rimedio ai suoi limiti. Nel testo” Il corpo tecnologico”, poi, Capucci ritiene che il corpo viene influenzato a vari livelli dagli strumenti tecnologici, tanto che nella sua totalità psicologica, fisica, biologica si lascia invadere piacevolmente e positivamente dalle nuove proposte tecnologiche contemporanee.

    Anche Anna Maria Murdaca, docente esperta in questioni relative la persona con disabilità, parla di corpo. In particolare mette in luce la stretta relazione tra Cervello- mente- corpo. “Una relazione capace di dare senso e significato all’esperienza nella quale il corpo vive e dalla quale subisce continue modificazioni non solo per effetto del livello percettivo, ma anche del livello emotivo - affettivo”. Dunque emozioni e sensazioni corporee sono connesse ed è importante tenerne conto nel campo della disabilità perché “ è solo attraverso una strategia integrata che si arriverà … ad un corretto riconoscimento delle potenzialità delle persone disabili”. A tal proposito abbiamo visto che l’educazione al disabile deve avvenire attraverso programmi che mettano in luce le potenzialità, le doti di quest’ultimo e non i suoi limiti. In questo modo si consente al diversabile di raggiungere una reale parità di opportunità con i normodotati e di avviare un percorso di resilienza. Il termine “resilienza” può assumere diversi significati a seconda dei contesti di riferimento. Nel campo della disabilità si riferisce alla capacità di affrontare e superare situazioni dolorose e di disagio esistenziale. E favorire lo sviluppo di un sentimento di efficacia personale significa rafforzare la resilienza. Attraverso la resilienza il diversabile trasforma il suo ruolo sociale, diventa di fatto un soggetto attivo. E’ questo il caso di Simona Atzori,una ragazza priva degli arti superiori che nonostante tutte le difficoltà è una brava danzatrice e pittrice. La prova della sua resilienza sta tutta nelle sue parole: “ i veri limiti esistono in chi ci guarda! E’importante non lasciare agli altri la possibilità di vedere dei limiti in noi che non esistono”. Ma la resilienza non costituisce l’unico elemento utile al diversabile per essere un cittadino a pieno titolo. Per esserlo il diversabile ha bisogno di spazi pubblici che gli consentano di muoversi in libertà e soprattutto senza pericoli, senza barriere architettoniche. La nostra amica Adele ci ha raccontato del suo disagio. Lei afferma:” io cerco di non dire mai che non ce la faccio, devo prima provare e poi dico che non posso farcela”, ciò ci fa capire che Adele è una donna forte, che si fa coraggio nelle situazioni difficili, ma questo non basta. Per garantirle la possibilità di avere le stesse opportunità dei normodotati dovremmo eliminare le barriere architettoniche. tongue

    Fonti:
    Testo“ Nozioni di pedagogia della disabilità"capitolo 2 par. 4 pagg.40-41,capitolo 3 par.1, 2 e 3;
    Testo “ Corpo, tecnologie e disabilità” cap. 3 pagg. 39-40-41-43, capitolo 4 pag 49;
    http://www.gaetanomollo.it/saggi-e-articoli.html



    RosariaLaprovitola

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  RosariaLaprovitola il Lun Mag 23, 2011 7:40 pm

    Il tema che ho scelto è Mass media e alimentazione.Un fenomeno che caratterizza la nostra società è il continuo bombardamento di informazione a cui siamo sottoposti tutti i giorni e per questo motivo ho deciso di affrontare questo argomento.Inizierò col parlare di McLuhan,Popper ed Eco.
    Mi soffermero' in particolare sulla loro capacita' persuasiva e la manipolazione delle menti portando anche alla creazione di modelli al di fuori dei comuni schemi , modelli di corpi perfetti a cui giovani e adulti aspirano.Inevitabile è il collegamento con due patologie:anoressia e bulimia.Citerò anche le tecnologie integrative come miglioramento del corpo(protesi estetiche).
    Citerò Postaman,Remaury e Gehlen.(idea di corpo)
    Per quanto riguarda i laboratori mi colleghero' al Ritratto di Anita berber per quanto riguarda l'idea di corpo bello e perfetto e alle esperienze delle due colleghe per quanto riguarda anoressia e bulumia.
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    Benedetta Trupiano

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Benedetta Trupiano il Lun Mag 23, 2011 9:52 pm

    Il tema che ho scelto per il 26 maggio 2011 è:"IMMAGINE DEL CORPO PERFETTO-SFUMATURE". CAPITOLO 5 SOTTOPARAGRAFO 5

    "NESSUNO CHE SIA SCHIAVO DEL CORPO E' LIBERO"
    Vorrei iniziare con questa frase di SENECA il mio percorso.


    A partire dal '900 si parla di mettere a nudo il proprio fisico liberandosi dai vestiti dal momento che "IL CORPO NUDO DICE LA VERITA', IL CORPO VESTITO SEGUE GLI INGANNI DELLA FANTASIA" e negli anni a seguire questa moda si è accentuata. Ogni epoca guarda il fisico in modo diverso: la femminilità greco romana valorizza le curve dei fianchi e le proporzioni tra le parti superiori e inferiori del corpo per l'ideale del corpo atletico mentre, nel nudo gotico invece, la curva principale era quella del bacino, i seni erano ridotti, giungendo ad una proporzione tra la parte alta e bassa del corpo.
    Il cambiamento dei canoni di bellezza del corpo ha inizio negli anni '60 del '900 quando la figura della ragazza TWIGGY "legnetto" diventa di grande fama, nel momento in cui la stilista MARY QUANT decide di lanciare la minigonna dando il via ad un grande giro di immagini di ragazze con il fisico sempre più uguale a quello TWIGGY.
    Negli ultimi decenni il corpo femminile sembra essere diventato il centro di tutto e ne siamo, come afferma SENECA nella mia frase iniziale, sempre più schiavi mentre precedentemente gli si dava minore importanza. Oggi siamo sempre più condizionati dai media: televisione,radio,computer e riviste di ogni genere sono dominati dalla figura femminile "perfetta". Lessi, tempo fa, un "CASE STUDY" dove intervistavano delle studentesse di scuola chiedendo quale fosse per loro l'immagine ideale di corpo perfetto e molte risposero il corpo della "BARBIE" ovvero alta, magrissima e con i capelli lunghi e biondipiù o meno come le ragazze modello dietro gli schermi della nostra televisione come la stessa BELEN: alta, magra, bella e con un bel petto oppure come l'attrice MARTINA COLOMBARI e, per molte donne l'ideale di belleza è proprio questo. I protagonisti delle pubblicità, le modelle che compaiono sui giornali e tutti questi personaggi dello spettacolo, forniscono modelli estetici spesso irrealizzabili dando modo alla vista di colpire una parte del cervello per rendere indelebile ciò che vede, quindi lo sguardo diventa un documento per fissare queste immagini e trasformarle creativamente.
    MAURICE FLORIAN scrive che la STRUTTURA SOCIALE secondo FAUCAULT "costruisce e manipola corpi "normali" (...) cioè deboli e (ri)produttivi".
    I mass media si fanno messaggeri di ciò che dovrebbe essere per il nostro corpo la SALUTE e il BENESSERE come il corpo inglobato e risucchiato dalla televisione, e in molti hanno pensato ad un collegamento tra corpo e mente, tra la nostra parte fisica e la sfera emotiva.
    LEVI STRAUSS parla di "mangiare come forma di amore" ma i media, molto spesso, ci "fanno mangiare" come forma di odio verso di noi e verso il nostro corpo, portandoci a non rispettarlo, alternando pubblicità per dimagrire a pubblicità e film in cui si trasmette solo roba "spazzatura" come ad esempio MC DONALD, cibi pronti o cioccolata di ogni tipo spingendo le persone prima a mangiare senza guardare il loro fisico e poi, successivamente, complessandole con immagini di fotomodelle che non sempre sono davvero così come appaiono.
    Le persone non si rendono conto che dietro ad ogni fisico mozzafiato di nasconde molto trucco e fotomontaggio, convincendo gli spettatori che basta un pò di volontà a "raggiungere" l'ideale di magrezza quindi, molto spesso, quel che noi chiamiamo "AVATAR" può ingannare mostrandoci per quello che non siamo dando anche agli altri una immagine negativa di noi.
    A tutti questi condizionamenti corporei è esposta la donna, la quale, è molto più complessa rispetto all'uomo, e vive l'alternanza tra il ruolo di mamma e il ruolo di figura emancipata basato sui concetti di efficienza e bellezza. Quest'ultima moda colpisce molto le adolescenti: il 70% delle ragazze della scuola media superiore ritiene che le riviste di moda siano un'importante fonte di informazione per la forma fisica e la bellezza.
    Per far si che la donna viva con serenità il proprio corpo bisogna scoraggiare i media a usare modelle e attrici che sono considerate gravemente sottopeso dalla comunità medica. Ciò potrebbe far diminuire l'insoddisfazione corporea nella popolazione femminile e l'incidenza dei disturbi dell'alimentazione, anche perchè essere magri non sempre significa essere belli.
    Essere troppo magri a volte uccide... Exclamation


    ci vediamo giovedì Smile .
    in bocca al lupo a tutte Embarassed
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  MagdaVisconti il Mar Mag 24, 2011 11:15 am

    Pedagogia della disabilità 2011.

    Argomento n°5: Le tecnologie e l’uomo.

    Relazione.


    Il principale oggetto che andremo ad analizzare è il legame tra: corpo, disabilità e tecnologie. Per spiegare queste relazioni si propongono tre tipologie di tecnologie: INTEGRATIVE, INVASIVE, ESTENSIVE.
    Partiamo dall’argomento principale: che cos’è il corpo protesico?
    Il corpo protesico è un corpo provvisto di protesi. Quando si parla di protesi, si fa riferimento a tanti campi, ma noi parleremo solo di quelle che riguardano la relazione tra: corpo, tecnologie e disabilità. Le protesi analizzate, sono quelle collegate alle tecnologie, esse sono quelle relative alla disabilità, allo sport, questioni estetiche, oppure un altro campo di analisi cioè quelle immateriali o protesi impiantate. Il corpo protesico diventa la sintesi tra: UMANO – TECNOLOGICO. Il rapporto tra corpo e tecnologie sarà esaminato in base seguenti caratteristiche.

    Sono dette tecnologie integrative:
    • La tecnologia come integrazione del corpo (protesi sportive)
    • La tecnologia come miglioramento del corpo (protesi estetiche)
    Sono dette tecnologie estensive:
    • Protesi immateriali cioè le estensioni del corpo dell’uomo fornite dai mezzi di comunicazione (vita digitale, telefono, automobile)
    Sono dette tecnologie invasive:
    • Le tecnologie come intromissione nel corpo (Orlan,impianti di corna nelle tempie)
    • Le tecnologie specifiche del cyborg.

    Facendo una riflessione di ciò che ho citato fin’ora inizio il mio discorso partendo da: NAIEF YEHYA.
    Si condivide l’idea di Naief Yehya che: la tecnologia debba essere intesa come un potenziamento, in particolare le tecnologie bioniche (protesi organiche), che consistono nell’inserimento di dispositivi meccanici ed elettronici nel corpo destinati a riparare e migliorare il nostro fisico. L’immagine fisica ha nei giovani un ruolo importantissimo, viene vista come determinante per l’integrazione nel “gruppo” dei coetanei. Un esempio che possiamo fare nella pratica sportiva è la dieta; essa assume un’enorme importanza, l’alimentazione costituisce parte integrante anche della preparazione fisica dell’atleta. Quindi tutto ciò viene visto sia come un’integrazione in un gruppo di giovani, sia come una preparazione fisica in campo sportivo.
    Molti sportivi professionisti spesso anche se hanno curato il proprio corpo con tanti allenamenti, in procinto di gare, si sono fatti coinvolgere da prodotti biochimici, come il doping. Il doping non viene usato solo per gare sportive, ma anche per gusto estetico.
    La tecnologia può essere intesa come scoperta evolutiva, molte volte viene utilizzata semplicemente per migliorare il proprio corpo, esclusivamente o prevalentemente da motivazioni estetiche. Con questo facciamo riferimento alle protesi estetiche.
    Tra le modifiche corporali sono inclusi i piercing, fino alle più esagerate corna di platino sulle tempie a scopo decorativo, come nel caso di Orlan. La chirurgia plastica e le protesi tecnologiche sono considerate elementi dell’essere cyborg. Prendiamo come esempio James Ballard il quale nel suo libro “La mostra delle atrocità”, racconta della moglie di un noto chirurgo plastico di Beverly Hills: la donna aveva rivelato in televisione che, per tutta la durata del loro matrimonio, il marito chirurgo estetico le aveva costantemente modificato il viso e corpo. La donna raccontando questi episodi era molto soddisfatta, ed esclamò: “non mi lascerà mai, perché può cambiarmi quando vuole”.
    Il disprezzo del corpo e corpo di ricambi sono due temi che si riferiscono a ciò che chiamiamo protesi estetiche. Il disprezzo del corpo ha origine molto tempo fa, risale ad alcuni temi della religione cattolica, quando indicavano il corpo come peccatore cedevole ai desideri della carne. Il rifiuto del corpo è entrato nella cultura popolare insieme alle possibilità della tecnica e della scienza. L’uomo, essere fatto di mente e corpo, ha un comportamento difettoso, è il corpo che suggerisce che è da riparare.
    Il corpo umano, si ritrova a vivere un rapporto complesso con l’ambiente circostante perché è in continua mutazione. Tutto ciò avviene in particolare con l’immaginario collettivo, perché la tecnologia genera mutamenti nel nostro modo di pensare, quindi cambia l’immagine che l’uomo ha di sé e degli altri. Secondo alcune correnti il modello di perfezione è quello di una macchina e i corpi non sono che macchine: finisce cosi per esservi identità tra uomo/corpo uomo e macchina.
    La politica di non accettazione del corpo è evidente anche nei media come la televisione, mirano alla trasformazione fisica ed al raggiungimento dell’altro corpo che tutti definiscono bello e perfetto. Tutte queste modificazioni del corpo, conducono verso un corpo mutato, infatti il modello di bellezza che sarà prodotto dai media, sarà proprio il punto di arrivo della trasformazione, producendo le idee di bellezza che sono di moda di recente. Il corpo femminile ha sempre subito delle modifiche corporee per rispondere alla società e alla moda. Ci sono state vere e proprie trasformazioni corporee, come ad esempio i collari per allungare il collo, le scarpe da ballerina per fare i piedi piccoli. Quindi si condivide la definizione fornita da Naief Yehya in Homo Cyborg, secondo la quale le tecnologie cyborg sono collegate al fenomeno della “dittatura dell’estetica del fisico”, le ricostruzioni ambulatoriali e non : interventi chirurgici al naso, viso , bocca, collo, protesi per il seno.
    Diversamente nel mondo fantascientifico il cyborg è un paria, una creatura emarginata ed isolata proprio per la sua differenza. La chirurgia plastica estrema e le protesi sono considerate elementi dell’essere cyborg meccanici, vere e proprie protesi chirurgicamente applicate per motivi estetici. Oltre alle tecnologie propriamente fisiche, vi sono forme di integrazione UOMO – MACCHINA, che riguardano le potenzialità delle tecnologie messe a disposizione oggi, per rimediare alle mancanze dovute alle disabilità. Le tecnologie integrative, sono usate come un completamento di un organo o una parte di un corpo mancante. Nella disabilità le tecnologie si presentano come protesi, in particolare come integrazione di una menomazione. Vi sono molti casi in cui le protesi sono usate, in modo specifico in uno sport. In questo caso possiamo fare l’esempio del famoso atleta, Oscar Pistorius. Egli è un atleta paralimpico, cioè coloro che partecipano ai giochi olimpici, e possiedono delle disabilità fisiche. Pistorius a 11 mesi fu costretto all’amputazione delle gambe a causa di una grave malformazione. Sembrava fosse destinato a non camminare, figuriamoci a correre. Grazie alle tecnologie avanzate è potuto diventare un grande atleta, usufruendo delle innovative protesi in fibra di carbonio chiamate flex floot, piede flessibile a forma di “C”, vincendo molte gare. La notizia più eclatante fu proprio questa, la sua vittoria. Pistorius chiese di partecipare alle olimpiadi di Pechino 2008 insieme ai normodotati, ma la sua richiesta fu respinta. In quanto la commissione scientifica stabilì che un’ atleta con protesi avesse dei vantaggi rispetto a chi non le aveva. E proprio il fatto che non fu ammesso a gareggiare con i “normodotati”, il fatto che le protesi siano state giudicate un “vantaggio” ha scatenato dibattiti in tutto il mondo. Ma la commissione scientifica oggi, dopo tanti divieti, ha stabilito che non rappresentano un vantaggio per le olimpiadi. In questo caso specifico la tecnologia utilizzata da Pistorius, è usata per correggere gravi difetti fisici, è INTEGRAZIONE nel senso che integra una parte del corpo mancante a causa di una menomazione fisica. Le conseguenze di una menomazione oggettiva, come la mancanza delle gambe di Pistorius, dipendono dagli ausili a disposizione piuttosto che dalla presenza di barriere architettoniche: “l’handicap sarà più “grave” se è in una società non attrezzata per superarlo.

    IL MIO COMMENTO :”TECNOLOGIE INTEGRATIVE”; laboratorio 7 (28 Marzo)

    OGGI IN AULA, SI E' PARLATO DELL' ARGOMENTO PROTESI COME VANTAGGIO O SVANTAGGIO...DAL MIO PUNTO DI VISTA ASSOLUTAMENTE UN VANTAGGIO, ABBIAMO AFFRONTATO IL TEMA DELLE TECNOLOGIE INTEGRATIVE, COME INTEGRAZIONE DEL CORPO, QUINDI DI PROTESI NEL CAMPO DELLA DISABILITA', CI SIAMO SOFFERMATI SULLE ATTIVITA' SPORTIVE, DOVE NON POTEVA NON ESSERE PROTAGONISTA OSCAR PISTORIUS, NATO IN SUDAFRICA AL QUALE AVEVANO AMPUTATO GLI ARTI INFERIORI A SOLI UNDICI MESI. POSTORIUS PARTECIPO' ALLE PARALIMPIADI DI ATENE NEL 2004, MA EGLI HA SEMPRE DESIDERATO CORRERE CON I NORMODOTATI. IN PASSATO IL RAGAZZO AVEVA ESPRESSO IL DESIDERIO DI CORRERE APPUNTO CON I NORMODOTATI ALLE OLIMPIADI DI PECHINO NEL 2008, MA LA SUA RICHIESTA FU RESPINTA IN QUANTO LA COMMISSIONE SCIENTIFICA STABILI' CHE UN 'ATLETA CON PROTESI HA VANTAGGI RISPETTO A COLORO
    CHE NON LE POSSIEDONO "MA SUCCESSIVAMENTE PISTORIUS E' STATO RIAMMESSO ALLE OLIMPIADI OTTENENDO CIO' CHE HA SEMPRE DESIDERATO,CORRERE, E' TUTTO CIO' GRAZIE ALLE PROTESI IN CARBONIO...UN SOGNO DIVENTATO' REALTA'! ECCO PERCHE' IO CREDO CHE TUTTO CIO' SIA ASSOLUTAMNETE UN VANTAGGIO. IMPEDIRE A PISTORIUS DI NON PARTECIPARE ALLE OLIMPIADI SAREBBE STATO INGIUSTO, DATO CHE VIVIAMO IN UN EPOCA DOVE SI STA CERCANDO DI ABBATTERE LE BARRIERE, I PREGIUDIZZI E SOPRATUTTO SI STA CERCANDO DI PORTARE LE PERSONE CON DISABILITA' ALLA PARI DEI NORMODOTATI, ALLORA MI CHIEDO PERCHE TANTE ASSOCIAZIONI, I MEDIA, IL MONDO INTERO CHE PRIMA VUOLE FARE DI TUTTO PER I DISABILI E CERCARE DUNQUE DI CAMBIARE LA MENTALITA', POI VUOLE IMPEDIRE AD UN RAGAZZO DI REALIZZARE UN SOGNO ! IO CONSIDERO PISTORIUS UNA PERSONA PERSONA RESILIENTE E CHE DUNQUE C'E' L'HA FATTA,GRAZIE ALLE NUOVE TECNOLOGIE INTEGRATIVE...



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    giusyd'arbitrio

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  giusyd'arbitrio il Mar Mag 24, 2011 11:26 am

    PROF.Questa è la mia relazione, per il preappello del 25/05/2011

    PREAPPELLO DEL GIORNO 25 MAGGIO 2011

    Le Tecnologie e l’uomo.

    INDICE:

    1. Introduzione ai corpi protesici.

    2. Altri tipi di Tecnologie Integrative.

    3. Naief Yehya.

    4. La Tecnologia come miglioramento: le protesi estetiche.

    5. La Tecnologia Integrativa come protesi sportiva.

    6. Oscar Pistorius.



    Pedagogia della disabilità 2011.

    Argomento n°5: Le tecnologie e l’uomo.

    Relazione.

    Il principale oggetto che andremo ad analizzare è il legame tra: corpo, disabilità e tecnologie.
    Per spiegare queste relazioni si propongono tre tipologie di tecnologie: INTEGRATIVE, INVASIVE, ESTENSIVE.
    Partiamo dall’argomento principale: che cos’è il corpo protesico?
    Il corpo protesico è un corpo provvisto di protesi. Quando si parla di protesi, si fa riferimento a tanti campi, ma noi parleremo solo di quelle che riguardano la relazione tra: corpo, tecnologie e disabilità. Le protesi analizzate, sono quelle collegate alle tecnologie, esse sono quelle relative alla disabilità, allo sport, questioni estetiche, oppure un altro campo di analisi cioè quelle immateriali o protesi impiantate. Il corpo protesico diventa la sintesi tra: UMANO – TECNOLOGICO. Il rapporto tra corpo e tecnologie sarà esaminato in base seguenti caratteristiche.

    Sono dette tecnologie integrative:
    • La tecnologia come integrazione del corpo (protesi sportive)
    • La tecnologia come miglioramento del corpo (protesi estetiche)

    Sono dette tecnologie estensive:

    • Protesi immateriali cioè le estensioni del corpo dell’uomo fornite dai mezzi di comunicazione (vita digitale, telefono, automobile)

    Sono dette tecnologie invasive:
    • Le tecnologie come intromissione nel corpo (Orlan,impianti di corna nelle tempie)
    • Le tecnologie specifiche del cyborg.

    Facendo una riflessione di ciò che ho citato fin’ora inizio il mio discorso partendo da: NAIEF YEHYA.
    Si condivide l’idea di Naief Yehya che: la tecnologia debba essere intesa come un potenziamento, in particolare le tecnologie bioniche (protesi organiche), che consistono nell’inserimento di dispositivi meccanici ed elettronici nel corpo destinati a riparare e migliorare il nostro fisico. L’immagine fisica ha nei giovani un ruolo importantissimo, viene vista come determinante per l’integrazione nel “gruppo” dei coetanei. Un esempio che possiamo fare nella pratica sportiva è la dieta; essa assume un’enorme importanza, l’alimentazione costituisce parte integrante anche della preparazione fisica dell’atleta. Quindi tutto ciò viene visto sia come un’integrazione in un gruppo di giovani, sia come una preparazione fisica in campo sportivo.
    Molti sportivi professionisti spesso anche se hanno curato il proprio corpo con tanti allenamenti, in procinto di gare, si sono fatti coinvolgere da prodotti biochimici, come il doping. Il doping non viene usato solo per gare sportive, ma anche per gusto estetico.
    La tecnologia può essere intesa come scoperta evolutiva, molte volte viene utilizzata semplicemente per migliorare il proprio corpo, esclusivamente o prevalentemente da motivazioni estetiche. Con questo facciamo riferimento alle protesi estetiche.
    Tra le modifiche corporali sono inclusi i piercing, fino alle più esagerate corna di platino sulle tempie a scopo decorativo, come nel caso di Orlan. La chirurgia plastica e le protesi tecnologiche sono considerate elementi dell’essere cyborg. Prendiamo come esempio James Ballard il quale nel suo libro “La mostra delle atrocità”, racconta della moglie di un noto chirurgo plastico di Beverly Hills: la donna aveva rivelato in televisione che, per tutta la durata del loro matrimonio, il marito chirurgo estetico le aveva costantemente modificato il viso e corpo. La donna raccontando questi episodi era molto soddisfatta, ed esclamò: “non mi lascerà mai, perché può cambiarmi quando vuole”.
    Il disprezzo del corpo e corpo di ricambi sono due temi che si riferiscono a ciò che chiamiamo protesi estetiche.
    Il disprezzo del corpo ha origine molto tempo fa, risale ad alcuni temi della religione cattolica, quando indicavano il corpo come peccatore cedevole ai desideri della carne. Il rifiuto del corpo è entrato nella cultura popolare insieme alle possibilità della tecnica e della scienza. L’uomo, essere fatto di mente e corpo, ha un comportamento difettoso, è il corpo che suggerisce che è da riparare.
    Il corpo umano, si ritrova a vivere un rapporto complesso con l’ambiente circostante perché è in continua mutazione. Tutto ciò avviene in particolare con l’immaginario collettivo, perché la tecnologia genera mutamenti nel nostro modo di pensare, quindi cambia l’immagine che l’uomo ha di sé e degli altri. Secondo alcune correnti il modello di perfezione è quello di una macchina e i corpi non sono che macchine: finisce cosi per esservi identità tra uomo/corpo uomo e macchina.
    La politica di non accettazione del corpo è evidente anche nei media come la televisione, mirano alla trasformazione fisica ed al raggiungimento dell’altro corpo che tutti definiscono bello e perfetto. Tutte queste modificazioni del corpo, conducono verso un corpo mutato, infatti il modello di bellezza che sarà prodotto dai media, sarà proprio il punto di arrivo della trasformazione, producendo le idee di bellezza che sono di moda di recente. Il corpo femminile ha sempre subito delle modifiche corporee per rispondere alla società e alla moda. Ci sono state vere e proprie trasformazioni corporee, come ad esempio i collari per allungare il collo, le scarpe da ballerina per fare i piedi piccoli. Quindi si condivide la definizione fornita da Naief Yehya in Homo Cyborg, secondo la quale le tecnologie cyborg sono collegate al fenomeno della “dittatura dell’estetica del fisico”, le ricostruzioni ambulatoriali e non : interventi chirurgici al naso, viso , bocca, collo, protesi per il seno.
    Diversamente nel mondo fantascientifico il cyborg è un paria, una creatura emarginata ed isolata proprio per la sua differenza.
    La chirurgia plastica estrema e le protesi sono considerate elementi dell’essere cyborg meccanici, vere e proprie protesi chirurgicamente applicate per motivi estetici. Oltre alle tecnologie propriamente fisiche, vi sono forme di integrazione UOMO – MACCHINA, che riguardano le potenzialità delle tecnologie messe a disposizione oggi, per rimediare alle mancanze dovute alle disabilità.
    Le tecnologie integrative, sono usate come un completamento di un organo o una parte di un corpo mancante. Nella disabilità le tecnologie si presentano come protesi, in particolare come integrazione di una menomazione. Vi sono molti casi in cui le protesi sono usate, in modo specifico in uno sport. In questo caso possiamo fare l’esempio del famoso atleta, Oscar Pistorius.
    Egli è un atleta paralimpico, cioè coloro che partecipano ai giochi olimpici, e possiedono delle disabilità fisiche. Pistorius a 11 mesi fu costretto all’amputazione delle gambe a causa di una grave malformazione.
    Sembrava fosse destinato a non camminare, figuriamoci a correre. Grazie alle tecnologie avanzate è potuto diventare un grande atleta, usufruendo delle innovative protesi in fibra di carbonio chiamate flex floot, piede flessibile a forma di “C”, vincendo molte gare.
    La notizia più eclatante fu proprio questa, la sua vittoria.
    Pistorius chiese di partecipare alle olimpiadi di Pechino 2008 insieme ai normodotati, ma la sua richiesta fu respinta. In quanto la commissione scientifica stabilì che un’ atleta con protesi avesse dei vantaggi rispetto a chi non le aveva. E proprio il fatto che non fu ammesso a gareggiare con i “normodotati”, il fatto che le protesi siano state giudicate un “vantaggio” ha scatenato dibattiti in tutto il mondo. Ma la commissione scientifica oggi, dopo tanti divieti, ha stabilito che non rappresentano un vantaggio per le olimpiadi. In questo caso specifico la tecnologia utilizzata da Pistorius, è usata per correggere gravi difetti fisici, è INTEGRAZIONE nel senso che integra una parte del corpo mancante a causa di una menomazione fisica. Le conseguenze di una menomazione oggettiva, come la mancanza delle gambe di Pistorius, dipendono dagli ausili a disposizione piuttosto che dalla presenza di barriere architettoniche: “l’handicap sarà più “grave” se è in una società non attrezzata per superarlo.




    COMMENTO ESEGUITO NEL FORUM :

    7. Laboratorio 28 marzo. Tecnologie Integrative.


    Oggi in aula abbiamo trattato l’argomento delle Tecnologie Integrative,ed in particolare dei corpi protesici, ovvero corpi provvisti di protesi, facendoci riferimento ad un’atleta Oscar Pistorius.
    Pistorius all’età di 11 mesi gli furono amputate entrambe le gambe a causa di una grave malformazione.
    Da qui forse si pensava che il suo destino fosse scritto, ma non è stato così.
    Pistorius si è creato il suo destino, ovvero essere un’atleta, ha scelto di correre.
    La vita gli ha donato le gambe per pochi mesi, ma lui se l’è riprese. Grazie alle nuove tecnologie avanzate egli è potuto diventare un grande atleta, usufruendo delle protesi in fibra di carbonio, chiamate FLEX FOOT piede flessibile a forma di C. Pistorius ha iniziato a gareggiare alle olimpiadi insieme ai paralimpici, (cioè coloro che hanno delle disabilità fisiche), vincendo molte medaglie. Ma egli non si è fermato qui, nel 2008 chiese di partecipare alle Olimpiadi di Pechino con i normodotati, ma la sua richiesta fu respinta, in quanto la commissione scientifica stabili che: un atleta con protesi ha vantaggio rispetto a coloro che non le possiedono.
    Bhè ora mi domando ma quale vantaggio possono dare delle normali protesi ad una persona che, non avendo più le gambe è riuscito a completare una parte del suo corpo purtroppo mancante, lo ritengo veramente assurdo.
    Ma già il fatto che si usi questo termine vantaggio è assurdo. Penso che prima di parlare o di giudicare un vantaggio tale situazione bisogna riflettere. Non penso che Pistorius la prima volta che ha messo le protesi sia riuscito a correre normalmente, anzi dal filmato stesso lui ha detto che c’è voluto tanto tempo per abituarsi a questo nuovo “corpo estraneo” e non è stato cosi facile. Tante sono state le cadute, e tanta è stata la forza di volontà nel rialzarsi e nel farcela. Io penso che tutti noi abbiamo degli obbiettivi e dei sogni che vogliamo realizzare, e non penso che se un essere umano ha avuto la “sfortuna” di perdere le gambe non possa seguire il suo sogno. Bisogna che la parola INTEGRAZIONE non venga solo pronunciata ma anche messa in atto, ed è cosi che tutti possono sentirsi uguali a tutti.
    Concludo dicendo che se Pistorius è riuscito a vincete tante medaglie non è stato grazie al suo “vantaggio”, ma con allenamento, forza, determinazione e tanta ma tanta voglia di riuscire in ciò che desidera veramente fare nella sua vita: CORRERE.

    CHE IO POSSA VINCERE, SE NON RIUSCISSI, CHE IO POSSA PROVARSI CON TUTTE LE MIE FORZE.

    Secondo me ci hai provato, ci sei riuscito, ed hai vinto COMPLIMENTI.












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    Serena Pompeo

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Serena Pompeo il Mar Mag 24, 2011 12:16 pm

    L'argomento che ho scelto di trattare il 26 maggio è :NET Addiction.
    Tra le tipologie di estensioni corpo/tecnologie, una deriva rappresenta il fenomeno della Net Addiction,ossia la dipendenza dal net o rete, ovvero dalle attività appartenenti agli ambienti virtuali quali internet,chat,forum e e-mail etc.La net addiction nasce in America alla fine del secolo precedente ma viene rappresentata in Italia soprattutto dalla scuola di psicopatologie che nasce proprio a Napoli, con esponenti quali Enzo di Frenna.Egli ha pubblicato la prima ricerca completa in Italia nella quale raccoglie testimonianze e interviste di medici,psichiatri,giornalisti,imprenditori,insegnanti,sociologi,studenti e politici su alcuni casi clinici di dipendenza dalle informazioni digitali.Nel suo resoconto trionfa la mente analitica dei computer (che programma,calcola,controlla)sul corpo e sul cuore.L’accelerazione digitale riduce il tempo e la libertà.Occorre scegliere se voler essere liberi o netdipendenti..(cfr. G.Bocca,Con troppa tecnologia l’autodistruzione è credibile,in Venerdi di “Repubblica”, 10/12/1999 , p.40).
    La dipendenza da Internet , meglio conosciuta nella letteratura psichiatrica con il nome originale inglese di Internet addiction disorder (IAD), è un disturbo da discontrollo degli impulsi. Molti critici affermano al contrario che la dipendenza da Internet non può essere considerata uno specifico disturbo psichiatrico, ma un sintomo psicologico che può connettersi a differenti quadri diagnostici e clinici.. L’ Internet addiction è in realtà un termine piuttosto vasto che copre un'ampia varietà di comportamenti, ai quali sottostanno da un punto di vista psicologico problemi nel controllo degli impulsi e difficoltà nel regolare gli stati emotivi dolorosi . Inoltre la dipendenza da internet e la dipendenza dal computer sono ormai inscindibilmente legate e a volte si usano i termini dipendenza online o dipendenza tecnologica per indicare il fenomeno nel suo complesso.
    1.Dipendenza cibersessuale (o dal sesso virtuale): gli individui che ne soffrono sono di solito dediti allo scaricamento, all'utilizzo e al commercio di materiale pornografico online, o sono coinvolti in chat-room per soli adulti.
    2.Dipendenza ciber-relazionale (o dalle relazioni virtuali): gli individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online o possono intraprendere un adulterio virtuale. Gli amici online diventano rapidamente più importanti per l'individuo, spesso a scapito dei rapporti nella realtà con la famiglia e gli amici reali. In molti casi questo conduce all'instabilità coniugale o della famiglia.
    3.Net Gaming: la dipendenza dai giochi in rete comprende una vasta categoria di comportamenti, compreso il gioco d'azzardo patologico, i videogame, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo.
    4.Sovraccarico cognitivo: la ricchezza dei dati disponibili sul World Wide Web ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo per quanto riguarda la navigazione e l'utilizzo dei database sul Web. Gli individui trascorreranno sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell'organizzazione di dati dal Web..
    5.Gioco al computer: negli anni ottanta giochi quali il Solitario e il campo minato furono programmati nei calcolatori ed i ricercatori scoprirono che il gioco ossessivo sul computer era diventato un problema nelle strutture organizzate, dato che gli impiegati trascorrevano la maggior parte del giorno a giocare piuttosto che a lavorare.
    I rischi correlati alle fasi di approccio a internet sono due: Fase di osservazione e ricerca, Fase relazionale-comunicativa.La prima fase include il soggetto che inizia a navigare nella rete scopre le sue infinite offerte e inizia ad attivarsi nelle modalità che gli sono più congeniali. Alcune sono a maggior rischio di divenire vere e proprie compulsioni: lo shopping, il giocare in borsa, il gioco d’azzardo, la visione di materiale pornografico. Non sono attività che si trovano solo su internet, con i rischi connessi, ma in rete sono facilitate dall’anonimato e dalla semplicità con cui è possibile praticarle in qualunque momento senza dover uscire di casa ed esporsi al giudizio altrui. In questo caso Internet non pone alcun limite all'impulso, che può facilmente tramutarsi in compulsione quando sfugge al controllo del soggetto e diviene il centro della sua esistenza.Nella seconda fase si manifestano le cosiddette net-dipendenze, per le quali le persone maggiormente a rischio sono quelle con difficoltà comunicative-relazionali. In questi casi la dipendenza costituisce un comportamento di evitamento attraverso cui il soggetto si rifugia nella rete per sfuggire alle sue problematiche esistenziali.
    La rete,inoltre nasconde alcune insidie come la difficoltà di sincronizzare i tempi del reale con quello del virtuale.Il corpo si sente diviso in avatar e reale.
    Ne l’informazione genera potere o ansia??anche Granelli si ricollega all'Attention Deficit Disorder inserendo le patologie della rete,le Net addiction,come disturbi della proiezione in rete del proprio sé digitale,sé che viene sdoppiato nell’azione di separazione momentanea tra corpo (seduto avanti al pc)e mente (rivissuta e ripensata nel suo essere virtuale), ma ribadendo, la permanenza del corpo/carne.
    Con l’avvento di Internet e del mondo virtuale,si parla di avatar ,un alterego creato dall’uomo. Il recente film omonimo ha fatto entrare questa icona nell’immaginario comune.La differenza però sta nel fatto che il nostro avatar non è composto di carne ma di solo “virtualità”,frutto della realtà virtuale o della realtà simulate,nelle quali l’individuo può essere ricreato con le caratteristiche reali o possibili ma anche con qualche aggiunta fantasiosa.L’avatar del film è un clone da laboratorio conseguito da un gruppo di scienziati mettendo insieme caratteristiche genetiche/DNA umane con quelli di una razza aliena.(nella fantascienza.) La seconda differenza dell’avatar del film con il “nostro “ è che il personaggio non appartiene al mondo dei computer. L’avatar che citiamo invece è un alterego virtuale semplice,un personaggio di un videogioco,un nickname da chat, un personaggio immaginario da videogame on line come Second Life.La terza è ancora più singolare: l’avatar del film è per ora irreale,il nostro,per quanto virtuale e inafferrabile , è già esistente, ed è impiegato da moltissimi utenti delle realtà simulate.Con questo mi voglio collegare al laboratorio “Tecnologie estensive-l’avatar“.
    Secondo me le tecnologie,compreso Internet, presentano connotazioni negative come quelle sopra descritte,ma allo stesso tempo se usate senza un forte “abuso” possono costituire motivo di miglioramento della vita della persona.Un esempio può essere costutuito dalla nuova tecnologia pensata per agevolare la vita di un disabile che nonostante le difficoltà da affrontare , legate anche al contesto in cui si trova a vivere, vuole e ha diritto ad una vita simile alla nostra. Il disabile è una persona che presenta delle limitazioni nella capacità di svolgere determinate funzioni ed di assolvere particolari compiti considerati normali per un essere umano, che spesso trova il suo disagio confrontandosi con persone normodotate come componenti della sua famiglia o i compagni di scuola e nota differenze visibili o avvertite come tali. Il diverso però di solito non sceglie di esserlo ma viene etichettato dalla società suo malgrado. Il termine diverso va pensato in rapporto alla domanda diverso da chi o da cosa??Spesso dimentichiamo che la persona con disabilità manca di uno o più competenze ma possiede anche delle abilità e che ogni individuo ha caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono come unico e irripetibile.
    La disabilità non è un mondo a parte ma una parte del mondo. E se le tecnologie possono permettere a queste persone di sentirsi parte integrante della società devono poter essere prese in considerazione per garantire loro maggiore serenità.Un esempio può essere costituito dalla domotica,e qui mi collego al laboratorio del giorno 12/05/2011 che affronta questo argomento.
    Volevo concludere con il dialogo tra Maria Nadotti e una studentessa, la quale affermava che, a contatto con le realtà virtuali, l’uomo stava diventando una sola cosa con le macchine e chiedeva alla Nadotti se ritenesse possibile che in futuro di potesse perdere il senso di appartenenza al sesso (maschile o femminile).Ecco la sua risposta:
    Ho il sospetto che l’abbiamo già perso un po’. Credo che quel futuro di cui lei parla sia già tutto qui. Facciamo degli esempio molto concreti. Io senza occhiali non vedo,senza orologio mi perdo, senza il mio computer e tutti i suoi annessi e connessi non posso più lavorare,senza il telefono neanche.Di che futuro parliamo? Credo che siamo entrati già da alcuni anni anche in Italia,in un’ epoca in cui i corpi non ci sono già più: il corpo è già “protesizzato”, è un corpo che sta diventando protesi. Io credo che il nostro corpo diventerà sempre più appendice delle macchine,e non viceversa. Questa è una cosa complessa, su cui, secondo me bisogna non soltanto stare in guardia con il pensiero e l’intelligenza critica: bisogna stare attenti a non farsele succedere,le cose. Io credo che chiunque di voi abbia un computer, sappia che esso da addiction ,come l’eroina e l’alcool.

    Fonti:
    webgrafia:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Domotica
    http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_dipendenza
    testi:
    Corpo,tecnologie e disabilità. Le tecnologie integrative,invasive,ed estensive di Floriana Briganti
    Nozioni introduttive di Pedagogia della disabilità. Le potenzialità delle resilienza di Floriana Briganti

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Ilaria Galano il Mar Mag 24, 2011 1:56 pm

    L'argomento che ho scelto è "Alimentazione e mass media in Italia"

    Schema

    1) I disturbi dell'alimentazione e le conseguenze

    2) Influenza dei mass media nell'età adolescenziale

    3)La cattiva Televisione, secondo Karl Popper e Pietro Boccia

    4)Magrezza femminile, quale nuovo concetto di bellezza

    5)Dipinto di Anita Berber -> Anoressia

    6)Ricorso alle Protesi Estetiche -> Chirurgia Plastica

    FONTI:
    Riviste
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  raffaella ammirevole il Mar Mag 24, 2011 2:18 pm

    Il mio argomento scelto è :Alimentazione e mass media per il preappello del 30 maggio.

    sintesi:
    -Tecnologie estenzive 2 cap libro"corpo";
    -Il se digitale di granelli,corpo tecnologico di capucci,tecnocorpi di braidotti 3 cap libro "corpo";
    -alimentazione e mass media in italia par.4,immagine del corpo perfetto par.4 del libro "pedagogia della disabilità"
    -argomento del forum "NO anorexia Oliviero toscani"
    -integro i vostri documenti:apprendimento collaborativo,supportato dal computer;
    -integro i vostri documenti:Mario Pireddu,Antonio Tursi,Il Post-umanoo;
    -approfondisco Carl Popper Cattiva maestra e Pasolini.

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    Messaggio  papa elisabetta86 il Mar Mag 24, 2011 3:03 pm

    Comunicazione aumentativa e alternativa

    Comunicare è un fondamentale diritto umano e per questo deve essere salvaguardato.Nella comunicazione si apre la relazione con l’altro e si crea la nostra identità personale.In situazioni di normalità la comunicazione avviene attraverso le parole,la scrittura e il linguaggio del corpo;in molti casi di disabilità cognitiva,sensoriale o motoria ,chi ne è affetto non può affidare la sua comunicazione al corpo,all’espressione del viso,alla sua voce o alla scrittura.Le persone con grave disabilità comunicativa vivono una delle condizioni piu’ difficili,quella del silenzio forzato,e molto spesso sono emarginate ,considerate incapaci di comprendere e di provare emozioni e sentimenti.Il diritto di comunicare appartiene a tutte le persone disabili, a prescindere dal grado di disabilità,in quanto la possibilità di poter comunicare è indispensabile per un armonico sviluppo cognitivo,relazionale ed emotivo.
    La comunicazione aumentativa e alternativa nasce in risposta al bisogno di garantire a tutti il diritto alla comunicazione,adattando la modalità comunicativa alle reali possibilità cognitive ed emotive del soggetto.Si definisce la CAA come un’area della pratica clinica che cerca di compensare menomazioni e disabilità di individui con grave disturbo della comunicazione espressiva,attraverso il potenziamento delle abilità presenti,la valorizzazione delle modalità naturali e l’uso di modalità speciali.
    Per menomazione si intende qualsiasi perdità o anormalità a carico di una struttura o di una funzione psicologica,fisiologica o anatomica(nel nostro caso menomazione del linguaggio).La disabilità,conseguente alla menomazione,è qualsiasi limitazione o perdità della capacità di compiere un’attività nel modo o nell’ampiezza considerati normali per un essere umano(dis nella comunicazione).Nel momento in cui menomazione e disabilità causano una difformità tra l’efficienza e lo stato del soggetto e le aspettative di efficienza e di stato da parte del soggetto stesso e del gruppo a cui appartiene,si deve parlare di handicap.L’handicap è la difficoltà,il disagio sociale che la persona con disabilità affronta nel confronto esistenziale con gli altri.Come suggerisce A.A.Murdaca è il contesto sociale a determinare la condizione di handicap,sono gli ostacoli e le barriere fisiche (come quelle mentali o culturali)a favorire il processo di esclusione oppure quello di emarginazione.L’ICF(Classificazione Internazionale del Funzionamento della disabilità)sottolinea l’importanza di valutare l’influenza dell’ambiente(contesto familiare ,assistenza sociosanitaria,scuola,politiche sociali etc.) sulla vita degli individui che,inteso come fattore contestuale determinante del definire la disabilità,può essere una barriera o un facilitatore.La ricerca può produrre soluzioni tecnologiche che migliorando l’ambiente delle persone,ne diminuiscono la disabilità.Ed è proprio questo uno dei fattori che caratterizza l’intervento di CAA,dove la tecnologia è utilizzata come sostegno attraverso ausilii che entrano nell’ambito delle tecnologie integrative,infatti oltre alle tecnologie propriamente fisiche (protesi:es Caso Pistorius)vi sono alcune forme d’integrazione uomo-macchina che riguardano le potenzialità delle tecnologie a disposizione per ovviare ad alcune mancanze dovute a disabilità.In questo senso l’ausilio, che è l’apparecchiatura, consente di attivare o potenziare un percorso di autonomia possibile e che quindi aiuta una persona con deficit a ridurre l’handicap.
    Per chiarire:La CAA è quindi il termine usato per descrivere l’insieme di conoscenze,di strategie e di tecnologie che è possibile attivare per facilitare la comunicazione delle persone che presentano menomazioni della parola,della funzione linguistica e della scrittura;vengono infatti create le condizioni affinché le persone con una disabilità(temporanea o permanente)abbiano l’opportunità di comunicare in modo efficace,ovvero di tradurre il proprio pensiero in una serie di segni intelligibili per l’interlocutore.
    L’aggettivo Aumentativo è stato introdotto per sottolineare la multimodalità della CAA(diverse modalità espressive)in quanto la finalità principale dell’intervento è aumentare ,potenziare le capacità comunicative del soggetto.Tale concetto è stato sottolineato dalla dott.ssa Rivarola( prima conferenza italiana sulla CCA 2005)direttrice della scuola di formazione in CAA che si svolge presso il centro Benedetta D’Intino dove vengono formate persone che operano in ambito riabilitativo(medici,terapisti,logopedisti,educatori).Alla stessa conferenza la Dott.ssa ha spiegato che l’intervento deve essere rivolto non solo alla persona ma a tutto il suo ambiente di vita,ovvero figure significative appartenenti ai diversi contesti di vita(famiglia,principali partner comunicativi,professionisti coinvolti).
    A chi possono essere rivolti interventi di CAA
    Lo sviluppo della CAA è stato inizialmente sollecitato per incrementare le abilità comunicative di bambini,in particolare quelli con esiti di Paralisi Cerebrale Infantile in cui era evidente la discrepanza tra linguaggio espressivo,gravemente deficitario,e linguaggio ricettivo(comprensione)che non presentava invece severe compromissioni.
    Ruth S. Mercer,una ragazza affetta da esiti di paralisi cerebrale infantile, ha passato 12 anni in un istituto per insufficienti mentali prima che un’assistente che l’accudiva notasse che il suo sguardo dimostrava partecipazione e comprensione per quello che le succedeva intorno.Ruth ha scritto un libro alzando gli occhi per rispondere “si”alla scansione dell’alfabeto che le veniva proposto lettera per lettera,con questo ho notato l’analogia con il film “Lo Scafandro e la Farfalla”dove <<lo scafandro del corpo non impedi’ la farfalla dell’anima di comunicare>>.
    Ecco alcune affermazioni tratte dal suo libro,con le quali è possibile percepire la condizione e gli stati d’animo di Ruth: “Quando tu non puoi parlare e la gente crede che la tua mente è handicappata come il tuo corpo è veramente difficile cambiare la loro opinione”, “Fino a che la gente ha pensato che il mio cervello non servisse a niente e che le espressioni del mio viso e i suoni che emetto fossero senza significato,io sono stata condannata a rimanere senza voce”, “Coloro che pensano che chi non può parlare non può pensare ,dovranno per forza riconoscere la nostra intelligenza e la nostra umanità una volta che iniziamo a “parlare” con loro”, “Spesso la gente fa un parallelo tra la capacità di parlare e la nostra intelligenza”, La CAA rende piu difficile ignorarci e permette a ciascuno di noi di far sentire la propria voce”, infine “La comunicazione è un diritto,non un dono”

    Attualmente interventi di CAA vengono effettuati nelle seguenti condizioni di disabilità:
    -Condizioni congenite(PCI,sindrome genetica)
    -Condizioni acquisite(esiti di trauma cranico,ictus)
    -Condizioni neurologiche evolutive(sclerosi laterale amiotrofica,sclerosi multipla)
    -Condizioni temporanee
    In alcuni casi sono stati realizzati interventi di CAA anche con persone affette da autismo.A tal riguardo durante uno dei nostri laboratori Nunzia ci ha raccontato la sua esperienza diretta nel difficile compito d’inclusione scolastica di bambini autistici e inoltre ci ha parlato, appunto, del percorso di CAA e in particolare del Denver Model,modello basato su un approccio evolutivo in cui l’intervento è centrato sul bambino per favorire la sua iniziativa,motivazione,partecipazione,e dei supporti visivi che consentono ai bambini autistici di comunicare.
    In un intervento CAA, si possono utilizzare diverse modalità espressive fornendo vari strumenti,che possono essere suddivisi nelle seguenti categorie:
    TABELLE DI COMUNICAZIONE: la persona con disabilità indica (utilizzando le modalità che la patologia rende disponibili, ad es. nei casi di gravi compromissioni motorie agli arti inferiori e superiori è possibile indicare con lo sguardo) i simboli contenuti nella tabella (che corrispondono ad una serie di messaggi) per comunicare con gli altri. I diversi messaggi contenuti nella tabella possono essere rappresentati in modi diversi: oggetti concreti, miniature di oggetti, simboli grafici (foto, disegni), lettere o parole.
    I VOCAs(Vocal Output Communication Aids): sono sistemi dedicati alla comunicazione che non necessitano di essere collegati ad un PC (per alcuni è prevista questa possibilità come funzione supplementare, ad es. per memorizzare alcune configurazioni).Il loro aspetto è quello di una tastiera più o meno complessa (un solo pulsante o una serie di pulsanti fino ad arrivare a dispositivi molto simili alla tastiera di un PC). Su ogni pulsante è possibile applicare un simbolo (un’immagine, una parola, etc). La pressione di ciascun tasto provoca l’ascolto di un messaggio preregistrato che corrisponde al simbolo posto su di esso. In questo modo la persona ha la possibilità di comunicare non solo indicando il simbolo, ma anche associando ad esso un messaggio verbale che viene udito dagli altri.
    I SOFTWARE DI COMUNICAZIONE: Sono dei programmi legati al PC che permettono di riprodurre sullo schermo le tabelle di comunicazione. Ad ogni cella della tabella è possibile associare un simbolo e l’uscita in voce.
    VALUTAZIONE e la realizzazione di un PROGRAMMA di CAA sono processi in progressione e vanno gestiti da operatori formati in CAA.Innanzitutto,bisogna identificare,interpretare e valorizzare il sistema di comunicazione esistente,dove per esso s’intende l’insieme dell’abilità presenti e delle modalità comunicative utilizzate.E’ importante comprendere il modo di esprimere,l’accettazione o rifiuto,dare significato alla mimica del volto,allo sguardo,ai gesti usati e capire e codificare il modo di rispondere “si” o “no”,cosi, partendo dalle abilità presenti è possibile sviluppare nuove competenze sulla base della scelta di strategie,strumenti e ausili di comunicazione che migliorano realmente le possibilità comunicative.Inoltre la valutazione deve essere dinamica: bisogna cogliere ciò che può dare l’ambiente,infatti oltre ad essere prioritario il conoscere i bisogni e le barriere(difficoltà e punti critici)è importante individuare le occasioni di comunicazione della persona in tutti gli ambienti di vita,pertanto il principale prerequisito è la presenza di reali opportunità di comunicazione(es:proporre scelte in situazioni reali)dove la responsabilità della comunicazione si sposta dalle persone che non parlano a chi le circonda. Qualsiasi abilità specifica come imparare i simboli grafici,apprendere una tecnica di selezione dei simboli dalla tabella e imparare a utilizzare un Voca è necessario che venga appresa in situazioni comunicative naturali e realistiche e venga subito tradotta in obiettivi funzionali(scuola:ambiente piu’ adatto).La valutazione deve sempre continuare perché cambiano le abilità cognitive,condizioni fisiche e i bisogni della persona comportando modifiche nelle strategie e strumenti.
    Concludendo la CAA è indicata per ogni persona che presenta bisogni comunicativi complessi a componente linguistica ricettiva,linguistica espressiva,motoria,cognitiva e visiva.L’intervento deve essere focalizzato sull’interazione e sulla comunicazione;la tecnologia(low e high-tech)è uno strumento per la persona alla quale non permette di realizzare le proprie potenzialità senza un training appropriato e un ambiente che ne supporti l’uso.Quando il sistema funziona la qualità di vita della persona migliora in termini di partecipazione alla vita sociale e di gratificazione personale.

    FONTI:Corpo,tecnologie e disabilità. Le tecnologie integrative,invasive,ed estensive di Floriana Briganti
    Nozioni introduttive di Pedagogia della disabilità. Le potenzialità delle resilienza di Floriana Briganti
    CAA art RIVAROLA
    www.leonardoausili.com › Approfondimenti
    www.benedettadintino.it/wp.../artcolo-dssa-rivarola-sulla-caa11.pdf - Simili►
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    PREAPPELLO 26MAGGIO


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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  daniela palumbo il Mar Mag 24, 2011 3:29 pm

    PREAPPELLO 30 MAGGIO
    L'ARGOMENTO SCELTO è :ALIMENTAZIONE E MASS MEDIA
    SINTESI:
    -Tecnologie estenzive
    -Il se digitale di granelli,corpo tecnologico di capucci,tecnocorpi di braidotti
    -alimentazione e mass media in italia,immagine del corpo perfetto
    -documenti stanza virtuale sull'apprendimento collaborativo,supportato dal computer e M.Pireddu,A.Tursi Il Post-umanoo;
    -argomento del forum l'anoressia O.Toscani e i mass media

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Diletta M.R Clemente il Mar Mag 24, 2011 3:50 pm

    SINTESI PREAPPELLO 25 MAGGIO
    L'ARTE E LA DISABILITA'

    Parlare del corpo, nell’ ambito dell’ arte, significa affrontare, quelle che sono le sue caratteristiche non solo per quanto riguarda la bellezza, ma anche e soprattutto il grottesco, il brutto e il mostruoso che sono le connotazioni attraverso cui l‘arte stessa, al giorno d’oggi, si manifesta mettendo in evidenza quelle che sono delle caratteristiche che sono in grado di attirare l’attenzione… cosa che al giorno d’oggi (ma già a partire dall ‘800)la bellezza non fa più. La tetralogia è la scienza dei mostri che, tra paura e fascino aiutano a comprendere l’enigma di una normalità. Attualmente, ci troviamo in un era molto particolare in cui la complessità regna da sovrana creando una spaccatura tra il sé e la realtà che ci circonda buttando l’individuo nel panico più totale. La realtà nella quale ci imbattiamo quotidianamente, è una realtà contraddittoria in cui si esalta l’ideale del corpo sano, magro, giovane e bello mettendo in evidenza il primato del “biopotere” come affermava Foucault….e poi? Troviamo programmi in cui si esalta il culto della buona cucina…ogni giorno, in ogni singolo momento, siamo bombardati da continui messaggi che ci incitano a cucinare ricette di ogni tipo in ogni singolo momento del giorno e poi ci sono bambini che muoiono di fame. Per non parlare poi, dei problemi alimentari che affliggono molte ragazze che utilizzano come punto di riferimento quelli che sono modelli eccessivamente magri, privi di ogni forma e sensualità delle pagine satinate di molti giornali. Oggi più che mai, una media literacy, ovvero, un educazione ai mass media risulta fondamentale. I cambiamenti che hanno visto come protagonista il corpo, sono di diversa natura e si possono riscontrare nell’ambito letterario, artistico ed anche cinematografico. Da Marco Antonio Barzocchi che esamina il corpo e il nudo nella letteratura italiana del Novecento, a Giacomo Leopardi con lo “Zibaldone” che mette in evidenza il concetto di nudità considerato come un qualcosa i normale che oramai è stato contaminato dalla storia (che dal greco significa insieme di simboli) e che dunque ha contaminato questo concetto puro con la fantasia. Questo tema abbraccia inesorabilmente quello che è il concetto della “prosopopea” di Pasolini, il carnevale sadiano, Elsa Morante con il romanzo di Arcoeli ed infine Italo Calvino con “la giornata di uno scrutatore”. Il corpo, è messo anche in evidenza in modo sproporzionato nei dipinti di Botero, nella venere di Willendorf contrapposto invece al ritratto della ballerina di Anita Berber ed al dipinto “thriump of death” di Otto dix per poi analizzare quella che è la dolcezza e la fantasia della notte stellata di Van Gogh ed infine la mostra fotografica “il corpo imprigionato” di Aida Ribero. Per quanto riguarda la cinematografia, troviamo il modello di Sofia Loren, contrapposto alle figure piuttosto esili di Twiggy (legnetto) e Kate Moss. E’ un percorso che bisogna necessariamente percorrere per analizzare al meglio quello che è il concetto di diverso e di come le parole sono importanti sotto questo punto di vista. Rosi Braidotti in Madri, Mostri e Macchine parla del corpo e della sua rappresentazione simbolica. Il corpo gravido e quello mostruoso si amalgamano nell’ immaginazione maschile in una prospettiva dell’ orribile e del meraviglioso (concetto dell’ ibrido e del corpo-macchina) il concetto della donna e del corpo femminile è analizzato anche da Donna Harway che diede vita all’ obiettivo cyberfemminista di un post- genere mettendo in evidenza così quello che è il concetto di cyberpunk coniugato al femminile con le cybergirls e cyber femministe. Occorre fare una differenza tra le parole cyborg, robot, androide e umanoide e soprattutto analizzare quello che è il concetto delle tecnologie integrative, estensive ed invasive e dell’ importanza di queste ultime nel nostro secolo (sempre in modo molto marginale dal momento che il percorso che ho scelto di approfondire è quello della diversità nell’arte).L’arte nel caso di Simona Atzori ( intesa non solo come possibilità di esprimere in maniera oggettivamente valida i propri sentimenti, le proprie emozioni) ma anche intesa come la possibilità di evadere dal proprio scafandro attraverso la fantasia… rappresenta in tutto e per tutto quello che è il concetto di “resilienza”. Tema che può anche essere analizzando accennando alla figura di Papa Giovanni Paolo II. Mi sono permessa di analizzare quello che è il concetto della disabilità anche sotto un punto di vista legislativo.




    DILETTA MARIA ROSARIA CLEMENTE
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  martinellimaddalena il Mar Mag 24, 2011 5:29 pm

    buona sera prof.essa mi scusi se la disturbo volevo chiederla una cosa io ho
    scelto il giorno 30 maggio 11 ma per problemi familiari non potrei venire mi potrei prenotare per il 13 giuno.. se si grazie comunque la mia tematica tecnologie integrative ma dovrei portare solo questo..come
    argomentooo ps sono Martinelli
    Maddalena le chiedo ancora scusa grazie in anticipo.
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  vera.panico il Mar Mag 24, 2011 5:42 pm

    Il termine "ibridazione" nelle scienze può avere vari significati: in genetica è il processo attraverso il quale si incrociano specie o varietà diversi; in biologia molecolare si riferisce all'unione di due filamenti di DNA. In questa sede è intesa come una trasformazione che determina un cambiamento in un individuo o una casa che subisce delle alterazioni. Gli ibridi possono crearsi in natura oppure essere progettati dall'uomo. Una caratteristica che rende importante gli ibridi è il "vigore", gli ibridi tendono a raggiungere dimensioni maggiori rispetto agli individui genitori. Un'altra caratteristica è la "dimensione", riguarda soprattutto le piante destinate all'alimentazione come il mais o il pomodoro. L'importanza della formazione di individui ibridi in natura è legata alla possibilità che si formino nuove "combinazioni genetiche" e tra, queste, una che risulti particolarmente adatta all'ambiente. Altre tipologie sono la "creolizzazione", cioè gli scambi e le lingue, e il "veicolo ibrido" composta da due sistemi di propulsione (benzina-elettrico). L'ibrido teconologico si ha attraverso una contaminazione tra il naturale e l'artificiale, quindi tra il corpo e l'oggetto tecnologico. Il corpo, in fututo, dovrà imparare a convivere con oggetti artificiali e con delle macchine in grado di ascoltarlo, sentirlo, toccarlo.E' stata studiata la possibilità di riprodurre l'intelligenza fuori dal cervello umano, chiamata intelligenza artificiale. I punto d'arrico sono essenzialmente due, uno consentirà agli uomini di costruire automi dotati di capacità sempre più sofisticate e articolate, ma non coscienti e quindi non automoni, l'altro produrrà esseri nuovi, ibribi, già vivi al momento di un intervento cibernetico che li renderà sensorialmente e fisicamente diversi dall'uomo. I primi sono i robot e gli ultimi e cyborg. Un robot è una macchina programmabile ed è un robot anche l'androide, cioè quella macchina che somiglia all'uomo e ne simula i movimenti. Possono svolgere compiti difficili, come pulire una piscina, un giordino, sollevare pesi o manipolare oggetti pericolosi. Il limite di queste macchine è che non sono ancora in grado di pensare come l'uomo. Si ha un cyborg quando una parte del corpo viene sostituita da un elemento comandato da un software, quando un essere umano è dotato da protesi. Le macchine cibernetiche, androidi cyborg hanno protesi sensoriali e capacità di connessioni nuovi che stanno trasformando il concetto stesso di umanità e anche la differenza sessuale.
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    ChiaraDiNola

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  ChiaraDiNola il Mar Mag 24, 2011 6:12 pm

    Per quest’ultimo laboratorio il tema che ho deciso di affrontare è quello sulle tecnologie e l’uomo ,in particolar modo mi soffermo sull’autore Naief Yehya. Come possiamo costatare dalla vita di tutti i giorni le tecnologie vengono non solo a modificare il nostro corpo ma anche le azioni che svolgiamo quotidianamente. Secondo Gheler l’essere umano è un essere organicamente manchevole, proprio per tale mancanza quest’ultimo non è in grado di vivere nella realtà circostante e viene a crearsi un mondo di rimpiazzo,un mondo artificiale dove vivere con questo suo deficit. Secondo ,infatti il paradigma dell’incompletezza l’essere umano , dal punto di vista biologico è un essere incompleto , egli cerca di completarsi proprio attraverso l’utilizzo della tecnologia. Capucci nel testo “il corpo tecnologico” sostiene che il corpo nella sua totalità fisica,biologica e psicologia si lascia invadere piacevolmente e positivamente dalle nuove tecnologie divenendo un habitat di quest’ultimo.Possiamo parlare di tecnologie invasive quando la tecnologia invade il corpo umano , a differenza delle tecnologie integrative e delle tecnologie estensive non parliamo più di elementi esterni al soggetto come di protesi nel caso di Pistorius o dei guanti per la realtà virtuale nel caso delle tecnologie estensive , ma parliamo di impianti cioè di elementi inseriti all’interno del copro umano.Questa nuova tecnologia porta alla formazione di un nuovo soggetto che non si sdoppia + della relatà dgitale , ma parliamo di cyborg, di un essere mezzo uomo mezza macchina.Il termine cyborg fu coniato da Clynes nel 1960 e significa organismo cibernetico.La cibernetica rappresenta quella disciplina che studia il controllo e la comunicazione tra l’essere umano e la macchina .Il cyborg quindi è un organismo bionico formato sia da elementi biologici e sia di elementi artificiali. Naief Yehya nel suo testo Homo Cyborg ,pone una distinzione tra il cyborg e altri essere artificiali quali il robot, umanoide e l’androide.Dopo un accurata distinzione tra questi elementi , vediamo come la tecnologia molte volte venga adoperata non solo per migliorare il nostro corpo ma anche per modificarlo.Essa viene adoperata anche quando non c’è un effettiva esigenza fisica legata ad esempio ad un problema connesso alla disabilità ma viene adoperata anche per motivazioni estetiche.Secondo Naief Yehya sia la chirurgia e sia le protesi estetiche entrano a far parte dell’essere cyborg , in quanto le tecnologie cyborg sono influenzate e collegate ai canoni estetici forniti dalla società.Naief Yehya ritiene infatti che bisogna includere nelle modificazioni corporali anche i piercing fino ad arrivare a quelle modificazioni sempre più esagerate .Mi soffermo sul caso di Orlan, il quale si occupa di chirurgia ed ibridazione del corpo, quest’ultimo viene ad utilizzare la chirurgia per frasi impiantare artificialmente 2 bernoccoli sulla fronte come segno di protesta ai canoni di bellezza forniti dalla società. Si occupa di ripensare il corpo e in particolare al corpo femminile.Corpo femminile che fino dall’antichità è sempre stato oggetto di continue modificazioni e trasformazioni per adeguarsi ai canoni estetici forniti dalla società circostante ( esempio geisha che fasciano i piede per evitare che crescono, donne di alcune tribù che utilizzano collare per allungare il collo).Anche all’interno della nostra società fondata sull’apparire la bellezza diventa il principale obiettivo di una donna.Faccio riferimento all’autore Remaury e al suo testo “ il gentil sesso debole” collegandomi al modello di bellazza proposto dalla nostra società(donna bella giovane e magra),soffermandomi sul concetto di magrezza facendo riferimento al laboratorio immagini diversità e all’autrice Fatema Mernissi (l’harem delle donne occidentali).Parliamo quindi di un corpo obsoleto che necessità di essere modificato e trasformato per il raggiungimento della perfezione .Trasformazioni e modificazioni che vengono a distruggere la stessa idea di pelle visto come elemento di separazione/contatto tra il soggetto e il mondo esterno.Con il forte sviluppo delle tecnologie digitali assistiamo ad una dematerializzazione del cyborg nel cyborg spazio.Non parliamo più di cyborg ma di avatar,alterego ideato dall’uomo.( mi collego con il laboratorio avatar) L’avatar al quale facciamo riferimento non è un avatar in carne ed ossa ma un avatar virtuale derivante dal mondo digitale.Assistiamo ad uno sdoppiamento della vita del soggetto ma anche ad una modificazione del rapporto uomo-corpo.Nel mondo digitale assistiamo ad una de materializzazione del corpo materiale .Riguardo a tale tema faccio riferimento agli autori Maldonado “Reale e virtuale” e a Sandy Stone.Per poi collegarmi al concetto di tecnologie estensive all’autore McLuhan per poi conclude analizzando se la tecnologia potenzia o atrofizza le capacità del soggetto ,facendo riferimento agli autori Granelli, Galimberti, Popitz ed Andy Clark.Spero che vada tutto bene a giovedi . =)
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    PellicciaAfrodite

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  PellicciaAfrodite il Mar Mag 24, 2011 8:40 pm

    Voglio esporre una sintesi dell'argomento scelto che porterò nella data 13 Giugno
    Argomento 10: Deformazioni e vorrei discutere dell'alimentazione e mass media, di come, gli stessa mass media "creano" l'immagine del corpo perfetto e poi vorrei finire con i concetti bellezza-salute-giovinezza, ovvero la triade di Remaury e Lipovetsky. Discuterò anche delle protesi estetiche,ovvero della tecnologia come miglioramento. Mi collegherò al materiale che tratta del cyborg ed estetica.


    “NESSUNO CHE SIA SCHIAVO DEL CORPO E’ LIBERO”
    Alimentazione e mass media in Italia Mass media: vantaggio o svantaggio? Nella società attuale, sono tanti coloro, soprattutto le donne, ad essere schiavi del loro corpo; i mass media, da un lato, non fanno altro che ingrandire tale problema. Infatti, da un lato, l’eccessiva attenzione dei mass media deriva dalla volontà di ovviare alle cattive abitudini alimentari, in particolare all’obesità, all’anoressia e alla bulimia, da un altro però sono proprio i mezzi di comunicazione che favoriscono una compagna pubblicitaria che incoraggia esattamente queste patologie. Queste 3 patologie sono termini che sentiamo ogni giorno e di cui si parla in riviste e trasmissioni: l’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, in genere a causa di un’alimentazione scorretta e di una vita sedentaria(in antichità la grassezza era sinonimo di ricchezza e benessere, basta vedere dipinti e sculture per rendersene conto, ad esempio la Venere di Willendorf); l’anoressia si presenta come un terrore di diventare grassi, anche in presenza di una oggettiva magrezza o normalità; la bulimia è un disturbo del comportamento alimentare per cui una persona ingurgita una quantità di cibo esagerata per poi ricorrere a diversi metodi per riuscire a non metabolizzarlo e, quindi, a non ingrassare (vomito autoindotto, utilizzo di lassativi). La televisione fornisce un’informazione alimentare scorretta, correndo il rischio di compromettere le abitudini culinarie degli italiani. Karl Popper, nel testo Cattiva maestra televisione, metteva in risalto l’esigenza di una patente per fare televisione e di una mediazione adulto/bambino nel filtrare i contenuti. Arrivò alla conclusione che il piccolo schermo sia diventato ormai un potere incontrollato, capace di immettere nella società ingenti dosi di violenza. La televisione cambia radicalmente l'ambiente e dall'ambiente così brutalmente modificato i bambini traggono i modelli da imitare,cosi il risultato sarà la crescita di tanti piccoli criminali: i bambini da soli di fronte alla televisione non sono ancora capaci di distinguere la realtà dalla finzione. La televisione influisce molto sul modo di essere e di pensare attraverso la presentazione di stili di vita che, influenzano i ragazzi in via di maturazione. Ed è cosi che, il loro rapporto con i media li rende sempre più incapaci di rapportarsi con gli altri e sempre più utilizzatori di filtri tecnologici che finiscono per allontanarli dalla comunicazione tradizionale. Il benessere psico-fisico e l’aspetto fisico sono i temi principale di dibattito e pubblicità superficiali che espongono messaggi pericolosi ai giovani. La Media Literacy è un nuovo modo di considerare l’educazione come capacità di comunicare in modo competente anche attraverso tutte le forme multimediali.
    La dieta mediale dovrà insegnare come l’uso della tv non sia semplicemente un modo per riempire il tempo libero. Durante la visione, i genitori devo accompagnare la comprensione dei contenuti, aiutando bambini e adolescenti nella decodifica dei messaggi spesso ricchi di stereotipi sessuali o sociali. Nello stesso modo in cui il bambino impara a scrivere cosi deve imparare ad usare la televisione. Le riviste, la televisione, sono sempre più fondate sul mondo dell’apparenza e dell’esteriorità che non sui contenuti.
    I protagonisti delle pubblicità, le modelle e i personaggi dello spettacolo, forniscono modelli estetici spesso irrealizzabili per la maggior parte della popolazione.
    La magrezza viene “glorificata” e la corposità è rappresentata sempre come non salutare ed esteticamente brutta. Da un lato la televisione diffonde l’idea che un corpo femminile è bello se è magro, dall’altro la lotta la grosso giudicato brutto è costante, creando un fenomeno di stigmatizzazione (disapprovazione).
    Allo stesso tempo, viene dato risalto al consumo di snack, dolciumi, alcolici, che richiamano ad una condizione di sovrappeso: ecco la necessità di insegnare ai ragazzi di leggere in modo accurato i messaggi.
    Il “corpo perfetto” è cosi diventato l’ideale da seguire, soprattutto dalle donne.
    Come già detto, è soprattutto la donna che segue dei canoni proposti dai media: la bellezza è l’obiettivo nella vita di una donna, la magrezza porta al successo, il grasso rappresenta una debolezza .
    L’attuale ideale socio-culturale promuove accanto alla magrezza modelli contrapposti come i seni voluminosi e i muscoli pronunciati. In passato, il modello fisico attraente era un fisico biologicamente predisposto alla maternità, oggi le cose sono cambiate. Il 70% delle adolescenti considerano le riviste di moda un’importante fonte d’informazione per la forma fisica e la bellezza.

    Negli anni 60 appare per la prima volta il volto di Twiggy(legnetto), modella e attrice nota per la sua figura magra da preadolescente: fu affidato a lei il lancio della minigonna. Cosi le riviste di moda adottavano le immagini di modelle sempre più simili a Twiggy. 25 anni fa una modella pesava l’8% in meno rispetto ad una ragazza normale oggi il divario è salito al 23%. E’ stata fatta una ricerca sulle isole Fiji: prima della comparsa dei media non c’erano attenzioni rivolte al peso, mentre con la comparsa dei media si manifestano i primi disturbi alimentari. Nell’ultimo trentennio si è affermata la magrezza femminile come ideale sia estetico che morale, poiché al corpo esile sono stati attribuiti valori come ambizione,potere,organizzazione. Sono tante le riviste femminili,il cui target specifico è rappresentato dalle giovani adolescenti,che pubblicano numerose pagini dedicate all’aspetto fisico, consigliando diete per risultati strepitosi. Il sistema della comunicazione di massa si è da tempo impadronito dei temi immagine corporea e bellezza, diffondendo gli stereotipi estetici da seguire.

    E’ stato dimostrato che alle persone con un aspetto giudicato attraente vengono attribuite virtù interiori quali l’onestà,la bontà, la gentilezza. Come lo scultore riproduce nelle sue statue l’ideale di bellezza della sua epoca, cosi la costruzione estetica del corpo si attiene ai modelli dominanti del proprio tempo. Giovinezza e bellezza sono i canoni che una donna deve possedere per rimanere in televisione. Le recenti manipolazioni della materia corporea, non solo di tipo genetico,ma anche medico,chirurgico,hanno cambiato l’idea di corpo. Basti pensare al modello imposto sulle passerelle della magrezza…tra queste deformazioni troviamo le modelle anoressiche. Remaury afferma di essere orientati verso una corsa alla perfezione con un triplice obiettivo: giovinezza-bellezza-salute. Il corpo trasfigurato è legato all’immagine della perfezione corporea grazie ai progressi della scienza;il corpo esatto compie progressi verso la perfezione grazie alla scienza,ed è il modello dominante; il corpo liberato lo è dalla malattia,dal peso e dal tempo,obbligatoriamente perfetto. Lipovetsky celebra la liberazione de La terza donna che nasconde la sua sottomissione ai modelli dominanti:dalla malattia cioè sano,dal peso cioè magro, dal tempo cioè giovane . Il controllo della propria immagine conduce la donna verso il corpo realizzato,ossia la conquista del corpo perfetto in quanto prodotto del lavoro su se stessa. Si pensi a slogan americani quali”make the most of yourself” che significa ottenere il massimo da se stessi: culto del corpo. Lipovetsky nel suo libro afferma che la donna ha raggiunto una fase positiva della cultura della bellezza, basata sull’apparente acquisizione di grazia. La “teoria della maturità positiva della donna” la fa venire fuori come colei che controlla la propria immagine all’interno della variegata offerta di modelli sociali: il limite di questa teoria è la convinzione che la donna si identifichi necessariamente in quei determinati modelli.
    Un corpo è considerato libero, perfetto quando si svincola dalle minacce esterne, come la liberazione dalla malattia cioè sano, dal peso cioè magro, dal tempo cioè giovane.

    Dal momento che le modelle anoressiche rappresentano un prototipo di bello che diventa mostruoso, la magrezza non è solo bellezza. La modella anoressica, come la modella Kate Moss,negli anni 80, è emblema della mancanza di carne, un corpo de-feminilizzato, senza le forme del corpo femminile.
    Il corpo di questa modella eccessivamente magro, aveva risollevato interesse. Da allora l’anoressia è diventata una tendenza diffusa dalla moda. Si tratta di un “femminile mancante”, deformante(senza carne, curve), dalle forme dis-umane. Tale immagine impone la malattia come modello estetico, come oggetto di desiderio per il maschile e di imitazione per il genere femminile.
    Possiamo vedere come la maggior parte delle persone, alla ricerca di un corpo perfetto, che rispecchi quello che si può vedere attraverso i mass media, ricorre alla chirurgia estetica, ovvero alla tecnologia integrativa intesa come protesi estetiche. “Tra i sogni che il denaro può comprare, il miraggio di un corpo perfetto è ormai tra i più accessibili”
    La tecnologia ormai non tende a migliorare il corpo dell’uomo solo quando presenta disabilità fisiche ma anche per motivazioni estetiche, infatti si parla di tecnologie integrative anche come protesi estetiche.

    Fonti:
    Floriana Briganti,NOZIONI INTRODUTTIVE DI PEDAGOGIA DELLA DISABILITA':Pag 80(par.4,5,6)Alimentazione e mass media,Immagini del corpo perfetto sfumature, Triade bellezza,salute e giovinezza.
    Floriana Briganti,CORPO TECNOLOGIE E DISABILITA’:Pag14(par 4)La tecnologia come miglioramento:le protesi estetiche.
    Dispense "Cyborg ed estetica" (Area docente De Sanctis)

    Va bene cosi???


    Ultima modifica di PellicciaAfrodite il Gio Mag 26, 2011 12:32 pm, modificato 1 volta

    alessiacarannante

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  alessiacarannante il Mer Mag 25, 2011 7:52 am

    L'argomento che ho scelto di trattare il 26 maggio è L'AUTISMO.L'Autismo deriva dalla parola greca "AUTUS"che significa "SE STESSO".Il disturbo fu descritto per la prima volta nel 1943 dal Dottor Leo Kanner,il quale affermava che i bambini autistici nascono con una incapacità congenita di stabilire contatti normali con le persone.Anche se accompagnati da un aspetto fisico normale è un handicap grave che coinvolge diverse funzioni cerebrali e perdura per tutta la vita.Secondo stime recenti ,l'autismo colpisce una persona su 1000.E' una disabilità che colpisce tutte le aree di sviluppo e si manifesta entro il terzo anno di età con deficit nelle seguenti aree:comunicazione;interazione sociale;immaginazione.L'autismo è talvolta associato a disturbi neurologici aspecifici,come l'epilessia,o specifici,come la sindrome di Rett o la sindrome di Down.La caratteristica più evidente dell'autismo è l'isolamento:i bambini autistici spesso non rispondono al loro nome;evitano lo sguardo e appaiono inconsapevoli dei sentimenti altrui e della realtà che li circonda.Tra le loro difficoltà ricordiamo:difficoltà di apprendimento ;mancanza del sorriso o della mimica ;iperattività fisica accentuata;non guarda negli occhi;atteggiamento fisico rigido.Attualmente non esiste una cura per l'autismo,le terapie o gli interventi vengono scelti in base ai sintomi individuali.Le terapie meglio studiate comprendono interventi educativi/comportamentali in ambienti strutturati,adattato alle difficoltà specifiche dell'autismo.Sebbene questi interventi non curino l'autismo,spesso portano ad un miglioramento sostanziale.Infatti durante questo corso abbiamo avuto la testimonianza di Nunzia,che ci descriveva come un bambino attraverso interventi può migliorare.Infatti ci raccontò come esso,inizialmente non riesce a fare nulla,poi pian piano con l'aiuto della nostra "ombra"e con l'aiuto di strumenti che servono per relazionarsi con gli altri (es.minimò),il bambino riesce poi a comunicare e fare cose del tipo come:aprire lo zaino,mettere il cappotto,etc.etc.,cose che insomma prima non riusciva a fare.Quindi ciò ha fatto capire come noi educatori un giorno potremmo rendere la vita migliore a questi bambini facendo si che loro nonostante il loro grave handicap possano comunque riuscire ad avere quell'avvio(start)che prima era assente.Un'altra testimonianza,in cui si è iniziato a parlare di autismo,una parola di appena 7lettere ma piena di significati,alla quale non mi ero mai approfondita più di tanto,è stato quando ho ascoltato l'avvocato Vassallo e la Dott.ssa Magri e da qui riuscii a capire cose inerenti l'autismo ma soprattutto capii quello che sarà il nostro lavoro futuro.Oggi questa tematica viene affrontata non solo nei libri,ma anche presentata nei film,infatti ricordo un noto film intitolato"TEMPLE-GRANDIN",che ha come protagonista una donna straordinaria che è affetta d'autismo,ma nonostante ciò si è laureata ben due volte.Prima ho usato due termini,HANDICAP E DISABILITA',e a questo punto direi di spiegare meglio cosa vuol dire la parola handicap,termine ormai entrato a far parte del nostro linguaggio e troppo spessp usato a sproposito.L'OMS,organizzazione mondiale della sanità,individua tre momenti separati ma coordinati:LA MENOMAZIONE (O MINIMAZIONE)che è un danno organico ,un cattivo funzionamento di un arto o parte del corpo e può essere:TEMPORANEA;ACCIDENTALE ossia può avvenire a seguito di un incidente;DEGENERATIVA ossia piò portare alla disabilità;LA DISABILITA'è la perdita di funzioni ,conseguente alla menomazione,ovvero qualsiasi limitazione o perdita delle capacità di compiere un'attività;L'HANDICAP è la difficoltà che il disabile subisce nel confronto degli altri,la condizione di svantaggio conseguente ad una menomazione che in un soggetto limita o impedisce l'adempimento del ruolo normale.Secondo invece L'ICF,classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute pubblicato dall'oms,propone una definizione del concetto di disabilità multidimensionale.Secondo L'ICF la disabilità è una condizione di salute derivata da un contesto sfavorevole.I termini menomazione-disabilità-handicap,della precedente classificazione ovvero ICIDH(international classification of impairments disabilities and handicaps detta brevemente icidh)fatta proprio dall'oms per ovviare a questo problema di definizioni,vengono sostituiti da termini come:FUNZIONI-STRUTTURE CORPOREE-ATTIVITà E PARTECIPAZIONE ,con l'intento di indicare una maggiore attenzione alla capacità del soggetto e alle sue possibilità di coinvolgimento sociale.Un ultima riflessione da fare è quella sulle parole disabile e diverso.Disabile è una persona impossibilitata a svolgere le normali attività della vita quotidiana,persona caratterizzata dalla mancanza di una o più abilità.E' un soggetto con disturbi fisici o psichici che spesso scopre il suo disagio confrontandosi con persone normodotate,come i componenti della sua famiglia o compagni di scuola e nota differenze visibili.Il termine invece diversabilità,si riferisce ad una persona che oltre ad una dis-abilità,un'abilità diversa dagli altri,da scoprire,far emergere e potenziare.Per questo si ritiene più corretto parlare di diversamente abili o diversabili,definizione che è stata recentemente sostituita a quella usuale.Il termine diversabile è un termine propositivo e positivo perchè mette in evidenza l'essere diversamente abili di molte persone con deficit.In questi casi spesso si parla di AUSILI,che non sono altro che apparecchiature che aiutano persone con deficit a ridurre gli handicap.Un esempio è la sedia a rotelle ,che rappresenta un pò il simbolo dell'handicap,ma in realtà è un AUSILIO ,ossia ciò che aiuta una persona con deficit a superare l'handicap del non potersi muovere autonomamente.Infine un'interessante proposta è quella di pensare ad una società con spazi di formazione per soggetti con disabilità,e bisogna cercare di portare il disabile,attraverso programmi mirati,su un piano dove non si mettono in luce le mancanze ma si evidenziano le potenzialità,le doti e le capacità di una persona.

    Rosa De Luca

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    ......................................DEFORMAZIONI DEL CORPO NELL'ARTE...................................................................

    Messaggio  Rosa De Luca il Mer Mag 25, 2011 9:26 am

    DEFORMAZIONI DEL CORPO NELL’ARTE.
    Prima di parlare della BELLEZZA e delle sue sfumature, è necessario considerare la parte opposta del bello, ossia il mostruoso.
    Secondo l’opinione di REMO BODEI, il Brutto è sempre stato considerato l’ombra del bello, il falso, il cattivo, una mancanza.
    Per comprendere il DEFORME, bisogna recuperare l’idea di Brutto, in particolare nell’Arte. Nella tradizione greca, per Platone e Plotino, il Brutto era il non-essere, per Policleto al Brutto mancavano le giuste proporzioni.
    Nell’Arte Gotica, la curva principale era quella del bacino, i seni erano ridotti ed era evidente una sproporzione tra la parte superiore ed inferiore del corpo.
    L’ideale della femminilità Greco-Romano, valorizzava le curve dei fianchi e le proporzioni tra le parti superiori ed inferiori del corpo.
    L’immagine che ho scelto di commentare nel laboratorio 13bis Arte e Disabilità, è la VENERE DI WILLENDORF, anche nota come DONNA DI WILLENDORF.
    Si tratta di una statuetta di pietra calcarea oolitica di 11 cm d’altezza, raffigurante una donna ed è una delle più famose veneri paloelitiche.
    Attualmente, si trova al Naturhistorisches Museum di Vienna ed è databile tra 40.000 e 15.000 a.C.
    La statuetta è stata rinvenuta nel 1908 dall’Archeologo Josef Szombathy.
    E’ stata dipinta in ocra rossa, le forme sono molto esagerate e nell’insieme ha un aspetto molto solido, massiccio.
    Da alcuni archeologi è stata considerata l’immagine dell’obesità.
    Tra gli esempi artistici recenti di Deformazioni del corpo, ho preso in esame l’esuberante abbondanza delle forme di FERNANDO BOTERO, nell’opera “LA BALLERINA”.
    Nel quadro, emerge l’obesità e la leggiadria della postura, creando un divertente contrasto.
    Tale contrasto, sta alla base della dicotomia bellezza interiore/esteriore.
    La predilizione per le linee tondeggianti abbinate al cromatismo accattivante e gradevole gli consente la resa pittorica di un mondo incantato e sospeso.
    I soggetti paffutelli boteriani, sono dunque il frutto della sua personale tecnica, dello studio sulle rotondità dei volumi, ma il risultato è un inno involontario al realismo artistico di un essere umano in sovrappeso, una sfida ai canoni convenzionali di bellezza, in una società consumistica basata sull’apparire di persone belle e perfette.
    Ciò che colpisce di Botero è che la bellezza per lui è un qualcosa che va oltre, sta dentro e non si ferma all’aspetto fisico.
    Nell’Arte Moderna si scopre che la bellezza, non era misurabile : il Brutto cominciava ad essere recepito come qualcosa che esisteva in natura.
    Tutta l’Arte Moderna produceva opere in cui dominava la Deformazione delle figure, le dissonanze, in cui il brutto era diventato la vera bellezza, poiché il bello non produceva nessuna emozione bellezza estetica.
    La Deformazione del corpo, è anche oggetto di studio psicoanalitico sull’evoluzione storica delle forme e deformazioni del corpo umano nella storia dell’arte, dei costumi, e del design.
    Un programma originale, è il Progetto Morf-Art, che si occupava di prevenire i disturbi alimentari e i sintomi corporei, di analizzare le influenze tra società, correnti artistiche, forme del corpo e degli oggetti di design nella storia.
    Il programma studia le affinità tra l’arte informale e la clinica dell’informale e le evoluzioni della rappresentazione del corpo femminile nella storia dell’arte e artisti e avanguardie con le loro deformazioni geometriche.
    ROSI BRAIDOTTI, collega il corpo a qualcosa di immateriale.
    In particolare, durante il corso di Women’s Studies “Eros and Pathos del 2005”, ella presenta il cibo da diverse prospettive: il cibo come gioia, come piacere e il cibo come disordine alimentare, che determina problemi col proprio corpo, come anoressia e bulimia, il cibo come peccato, come affari e infine il cibo come droga(mangiare fino a morire, ingozzarsi).
    Il problema contemporaneo, BRAIDOTTI lo attribuisce al cibo visto come consumo, a causa dell’estrema opulenza delle immagini, che si riferiscono a super modelle di cartelloni pubblicitari mediatici.
    Il problema che riscontra Braidotti è che nei due lati del mondo si muore per la stessa malattia: la fame, per mancanza o per eccesso.
    Dunque si mette in contrasto la ricca salute dell’Occidente, e la parte povera del mondo che muore di fame.
    In Italia i mass media sono caratterizzati da un grande controsenso: da un lato essi intendono ovviare alle cattive abitudini alimentari, in particolare l’obesità, l’anoressia, la bulimia; dall’altro canto sono proprio i mass media, che attraverso le loro campagne pubblicitarie promuovono la nascita di queste patologie.
    A tal proposito, la figura del Mediatore facendosi portavoce di una cultura nuova e multimediale, deve aiutare gli utenti a gestire e distinguere le due realtà, soprattutto perché, oggi la realtà virtuale influenza fortemente la percezione di sé nel reale.
    La televisione, fornisce un’informazione alimentare scorretta e i telespettatori sono portati a provare gli stessi cibi consigliati in televisione, non rendendosi conto che la realtà è ben diversa.
    A tal proposito, KARL POPPER, nel 1994 nel testo “CATTIVA MAESTRA TELEVISIONE”, metteva in evidenza l’esigenza di una patente per fare televisione e di una mediazione adulto/bambino nel filtrare i contenuti.
    Oggi gli adolescenti vengono percepiti talvolta, come soggetti passivi di fronte alle notizie ascoltate in televisione e altre come attenti intercettatori di modelli comportamentali e di stili di vita, che progressivamente influenzano i ragazzi e li portano a conformarsi ai loro simili.
    Il rischio più preoccupante, è che il rapporto con i media e la comunicazione tecnologica, li renda sempre più incapaci di relazionarsi direttamente agli altri e ad isolarsi nel rapporto con l’altro.
    Con i mezzi tecnologici e l’educazione multimediale, oggi è possibile allargare il concetto di educazione a tutte le forme di comunicazione, con la cosiddetta “Media Literacy”, che rappresenta un nuovo modo di considerare l’educazione come capacità di comunicare in modo competente attraverso tutte le forme multimediali.
    La cosiddetta dieta mediale , deve insegnare che l’uso della televisione e di altri mezzi di comunicazione, non è un modo per riempire il tempo libero ma esistono anche altre interessanti attività da svolgere.
    I genitori hanno un ruolo fondamentale in questo percorso, poiché la co-visione, aiuta i bambini e adolescenti nella decodifica dei messaggi stereotipati.
    Le modelle che compaiono sui giornali e i personaggi dello spettacolo forniscono modelli estetici spesso irrealizzabili per la maggior parte della popolazione.
    La magrezza e il rigido controllo del peso vengono apertamente “glorificati”; mentre la corposità è svilita sempre come non salutare, immorale ed esteticamente brutta.
    I mass media: da un lato diffondono l’idea che un corpo femminile è bello soltanto quando si presenta magro; dall’altro la lotta al grasso giudicato come brutto e sbagliato è costante, creando un vero e proprio fenomeno di stigmatizzazione.
    Il corpo perfetto è diventato così l’ideale di riferimento e un modo per emergere nella vita.
    Inoltre è necessario insegnare ai giovani ad avere un giusto rapporto con il cibo per poi aiutarli a correggere le loro errate abitudini alimentari.
    I media illudono le persone che sia possibile, con un po’ di volontà, raggiungere il “feroce” ideale di magrezza che impongono.
    Quindi si ritiene che i media siano costruttori della realtà sociale, in grado di orientare l’opinione pubblica sull’idea di maschile e femminile, favorendo così la comunicazione per immagine.
    Le donne cercano di raggiungere i seguenti canoni trasmessi dalla televisione:
    la bellezza è il principale obiettivo nella vita di una donna;
    la magrezza è cruciale per raggiungere il successo ed il benessere;
    l’immagine è sostanziale e le donne sono consapevoli del proprio corpo, al quale sono indissolubilmente legate;
    il “grasso” dimostra di essere donne deboli;
    una donna “volitiva” e “vincente” può rinnovarsi e trasformarsi attraverso la moda, la dieta e l’esercizio fisico.
    L’attuale ideale socio-culturale, promuove accanto alla magrezza modelli contrapposti come seni voluminosi nella donna e muscoli molto pronunciati nell’uomo.
    In tal modo, il conflitto tra le proposte dei mass media e la fisiologia porta inevitabilmente sempre più donne ad essere insoddisfatte della propria immagine corporea.
    In passato, il modello fisico attraente coincideva con un fisico predisposto alla maternità, ma con gli anni si è osservata la preferenza per una forma corporea angolare.
    Il 70% delle ragazze della scuola media superiore, ritiene che le riviste di moda siano un’importante informazione per la forma fisica e la bellezza anche se trasmettono messaggi negativi.
    Occorre quindi scoraggiare i media ad usare modelle e attrici che sono considerate in sottopeso. Ciò giocherebbe un ruolo importante nella riduzione dei disturbi dell’alimentazione.
    McLuhan, sociologo canadese e grande studioso dei mezzi di comunicazione di massa, propose una interpretazione visionaria degli effetti prodotti dalla comunicazione.(laboratorio 12.Tecnologie Estensive)
    Il primo lavoro è “LA GALASSIA DI GUTENBERG”, nel quale si sottolinea per la prima volta l’importanza dei mass media nella nostra storia.
    Secondo la sua ipotesi, il mezzo tecnologico, che determina i caratteri strutturali della comunicazione produce effetti pervasivi sull’immaginario collettivo.
    È importante studiare i media non tanto in base ai contenuti che veicolano, ma in base ai criteri strutturali con cui organizzano la comunicazione.
    McLuhan, è un esponente della SCUOLA DI TORONTO, il cui presupposto di base, è che lo studio dei media e delle tecnologie debba restare ancorato all’analisi dei sensi.
    In altre parole, la mediazione tecnologica, viene osservata a partire dall’impatto percettivo dei media, che si connotano come artefatti cognitivi.
    I media non sono né buoni, né cattivi, né neutri, piuttosto sono un’interfaccia attiva tra gli uomini ed il loro ambiente, modellano le dinamiche percettive, che permettono di conoscere il mondo e specificano le relazioni all’interno della società.
    Per la prima volta con McLuhan, si è scelto di osservare i media dall’interno, partendo dall’analisi della loro natura profonda.
    Precisamente, egli vuole comprendere non quali effetti producono i media, ma come questi effetti si producono all’interno della rete comunicativa in cui si collocano gli artefatti, quindi si focalizza sull’osservatore che con gli artefatti si relaziona al mondo.
    Da ciò deriva che la mediazione, investe non solo l’analisi dell’ambiente mediatico, ma le sue rappresentazioni individuali e sociali.
    La frase più nota del suo pensiero è : “IL MEDIUM E’ IL MESSAGGIO”
    Da ciò ne deriva che qualsiasi tecnologia costituisce un medium, nel senso che è un’estensione ed un potenziamento delle facoltà umane, e genera un messaggio che retroagisce con i messaggi dei media già esistenti con un dato momento storico, rendendo complesso l’ambiente sociale, per cui è necessario valutare l’impatto dei media in termini di implicazioni sociologiche e psicologiche.
    Egli osserva che ogni medium ha caratteristiche che coinvolgono gli spettatori in modi diversi e introduce la classificazione dei media in caldi e freddi.
    “FREDDI”sono i media che hanno una bassa definizione che quindi richiedono un’alta partecipazione dell’utente, in modo che egli possa “RIEMPIRE” e “COMPLETARE” le informazioni non trasmesse.
    “CALDI”sono i media caratterizzati da un’alta definizione e da una scarsa partecipazione, però sembra che cada in contraddizione nel definire caldo e freddo, nel caso della scrittura, che prima la definisce fredda e poi calda ed esplosiva.
    McLuhan, non pone alcuna differenza tra Tecnologia e Media, così come tra Hardware e Software, quindi oltre a sottolineare una stretta interdipendenza , attribuisce alle Tecnologie una funzione di mediazione e ai Media il potere formativo e costruttivo, proprio delle tecnologie.
    La Conoscenza non è definita un meccanismo mentale astratto, ma è intesa come un’Azione situata e strettamente dipendente dalla corporeità.
    La cognizione, è considerata come un’azione incarnata e situata, cioè frutto di un compatto mente /corpo, che agisce in un particolare ambiente e i meccanismi cognitivi, vengono considerati in funzione della chiusura operativa dell’individuo, per il quale conoscere non significa rappresentare un mondo pre-esistente, ma specificare una realtà.
    Dunque, Conoscenza è Enazione, cioè produzione di un mondo attraverso il processo stesso del vivere.
    Nel pensiero di McLuhan, è evidente l’idea di conoscenza incarnata, ma non è esplicito e questo può essere il motivo che ha portato l’autore a descrivere la natura dei media come penetrante e pervasiva, ad un’unitarietà degli effetti degli artefatti sul corpo e l’omologazione delle rappresentazione dei comportamenti individuali.
    McLuhan parte dalla componente corporea del rapporto conoscitivo che gli uomini instaurano con l’ambiente, ma finisce per associare ad ogni medium un preciso effetto percettivo, concludendo che gli artefatti strutturano l’esperienza e determinano una rappresentazione predefinita del mondo.
    Da questa prospettiva, gli artefatti non esercitano effetti sui meccanismi conoscitivi, ma investono la conoscenza tout a court.
    In un altro lavoro “GLI STRUMENTI DEL COMUNICARE”, egli dichiara che ogni invenzione o tecnologia è un estensione del nostro corpo, per il fatto che determina nuovi rapporti, e ha descritto l’adattamento degli artefatti come un processo automatico.
    Si comprende, quindi che gli artefatti agiscono direttamente sugli uomini.
    Egli, ribadisce come l’avvento della scrittura abbia esteso la vista e, indebolito il tatto, l’udito e, in generale tutti sensi.
    La scrittura, ha generato un impatto tale da permettere la separazione dell’esperienza esterna da quella interiore, ha fornito agli uomini i mezzi per reprimere i propri sentimenti ed emozioni quando sono impegnati in un’azione.
    McLuhan, vuole studiare l’impatto dei media, che si specifica come una perturbazione alla quale l’individuo reagisce, modificando in modo imprevedibile se stesso e le proprie abitudini cognitive.
    Da ciò, è evidente che le Tecnologie innescano un effetto.
    È possibile avanzare la proposta di una nuova metafora, riprendendo O. Longo, il quale spiega la reazione degli individui alle Tecnologie come un graduale processo di Assuefazione equivalente all’apprendimento.
    Riassumendo: l’idea di una perturbazione, che innesca un effetto a cui può seguire un processo di assuefazione, suggerisce che gli strumenti non modificano direttamente il corpo, ma il corpo si modifica adattandosi agli strumenti.
    Il Medium, è inserito in una catena co- evolutiva, in cui non solo vengono determinati contenuti oggetti e relazioni, ma si genera il dominio di esistenza degli uomini inteso come quello spazio cognitivo e relazionale, in cui un individuo mantenendo la propria organizzazione, interagisce con l’ambiente e vi si adatta, specificando il proprio conoscere.
    COME E’ POSSIBILE OSSERVARE LA COMUNICAZIONE MEDIATA SUL PIANO SOCIALE?
    McLuhan, utilizza la Metafora della Figura e dello Sfondo, per spiegare il rapporto tra Artefatti e Descrizioni: le Figure sono elementi di un ambiente e divengono aree di Attenzione emergendo da uno sfondo.
    Le Tecnologie, incidono sul rapporto figura/sfondo, perché condizionano le modalità di prestare attenzione, aggiungendo particolari domini descrittivi della realtà.
    Tutti i media, hanno facilitato l’isolamento delle figure dallo sfondo di riferimento.
    Qualsiasi Tecnologia, secondo lui, può essere rapportata a particolari scenari descrittivi e sociali.
    È sempre possibile individuare una correlazione lineare tra Mediazione Tecnologica, descrizione del mondo e struttura della società.
    In questo modo, viene messa in ombra la capacità della società di selezionare fra gli orizzonti di possibilità, offerti dall’Evoluzione Tecnologica, la società viene trattata come un’entità informe e facilmente plasmabile.
    Le quattro Leggi dei Media applicabili a qualsiasi artefatto sono: ESTENSIONE, CHIUSURA, RECUPERO, CAPOVOLGIMENTO.
    Sono principi che formano una struttura a Tetrade, costituita per la comprensione del campo delle Relazioni che genera un Medium.
    Dunque possiamo concludere che la realtà sociale, non è univoca e non corrisponde direttamente al campo di relazioni generato da un artefatto, ma evolve in maniera ricorsiva e contingente a seconda dei rapporti circolare e complessi che si instaurano con la Tecnica e la sua Rappresentazione.
    Il “VILLAGGIO GLOBALE”, oltre che un testo è anche un metaforico ossimoro che McLuhan usa per indicare come, con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione, le comunicazioni sono diventate in tempo reale anche a grande distanza e, come il mondo sia diventato piccolo assumendo comportamenti tipici di un villaggio.
    Egli afferma che la tecnologia elettronica è diventata estensione dei nostri sensi a partire dalla vista e dall’udito, inoltre nuove forme di comunicazione, soprattutto la radio e la televisione, hanno trasformato il globo in uno spazio fisicamente più contratto e dove l’informazione arriva istantaneamente.
    La formazione di una comunità globale ampia, incoraggia lo sviluppo di nuove forme di coinvolgimento.
    Inoltre, è globale anche la comunità, in cui tutti sono interconnessi in uno spazio, anche se virtuale.
    L’intensa Artificializzazione dell’ambiente da parte dell’uomo, accelerata dall’invasione invisibile delle nuove tecnologie, sembra modificare la stessa natura umana.
    Kerckhove, invece non avverte come un pericolo l’eccesso di informazione mediatica, perché secondo lui il nostro cervello, è capace di gestire tutte le informazioni.
    Egli ritiene che il villaggio globale di McLuhan è superato, poiché siamo diventati tutti individui globali, in riferimento alla psicologia, allo stato mentale e alla nostra percezione.
    Come McLuhan ha affermato precedentemente: “I MEDIA CI VIOLENTANO COMPLETAMENTE”, ho ritenuto opportuno parlare del caso di Twiggi.
    Negli anni 60, appare per la prima volta il “volto” di “TWIGGY”(legnetto), modella, attrice e cantante londinese, nota per la sua figura magra da preadolescente.
    Diventa famosa a 17 anni con la pubblicità che lanciava l’immagine della minigonna.
    In realtà, il Ruolo dei Media è apparso evidente in uno studio prospettico fatto sulle isole Fiji, in quanto prima della comparsa della televisione non c’erano particolari attenzioni al peso e alla propria immagine corporea; mentre con la comparsa della televisione sono nati anche i disturbi legati all’immagine corporea.
    I Disturbi del Comportamento Alimentare sono caratterizzati da atteggiamenti che vanno dal rifiuto del cibo ad abbuffate e nella ricerca di un corpo perfetto sempre più spesso si fa ricorso a diete dimagranti drastiche che insieme all’insoddisfazione del proprio corpo e il controllo ossessivo del peso possono sfociare in disturbi come l’Anoressia e la Bulimia. L’età maggiormente a rischio si colloca tra i 15 e i 25 anni.
    Il Cibo viene considerato cultura quando si consuma e da ciò si presuppone che il consumo, è un’azione dotata di senso e una componente fondamentale della cultura materiale ed interazione sociale.
    La Cultura dell’Immagine nelle Donne, si confonde con quelle di bellezza; quindi l’idea di bellezza è associata all’idea che la donna abbia il dovere di coltivarla ma i canoni di bellezza sono suggeriti, persuasi ed imposti dalla società.
    Diverse indagini, hanno dimostrato che oggi prevale l’idea di corpo-macchina, ossia l’idea di associare al corpo umano, in particolare quello della donna, le stesse caratteristiche delle macchine, in rapporto alla produzione di calore ed energia del corpo.
    FATEMA MERNISSI , osserva che la società occidentale è vittima della taglia 42, ritenuta perfetta per eccellenza e le donne che non si adeguano si sentono umiliate.
    Un testo di Scheffer del 1990 “ WHAT IS THE BEAUTY?NEW DEFINITIONS FROM THE FASCION VANGUARD”, è volto ad evidenziare nuove definizioni di bellezza che rispecchiano le donne bianche, magre e famose.
    Le manipolazioni del corpo non riguardano solo la genetica ma sono anche di tipo genetico, chirurgico, dietetico che hanno cambiato radicalmente l’idea di corpo.
    Remaury, nel " IL GENTIL SESSO DEBOLE" afferma che siamo orientati verso una corsa alla perfezione che prevede il raggiungimento di un triplice obiettivo: giovinezza, bellezza, salute.
    Nelle rappresentazioni della femminilità, la bellezza è associata all’idea che la donna abbia il dovere di coltivarla, quindi il miglioramento fisico ed estetico è l’adempimento dei suoi bisogni, imposti, persuasi e suggeriti dalla società stessa.
    Il corpo trasfigurato, è legato all’immagine della perfezione corporea, in pratica il corpo deve ascendere faticosamente la scala della perfezione grazie ai progressi della scienza, ritenuto modello dominante.
    Il "corpo liberato" di cui ne parla Lipovetsky, è libero dalla malattia, dal peso e dal tempo.
    Lipovetsky nel suo libro, la “ Terza Donna” afferma che la donna ha raggiunto una fase positiva della cultura della bellezza, basata sull’apparente acquisizione di grazia.
    La Teoria della Maturità Positiva della donna vede la donna come colei che controlla e gestisce la propria immagine all’interno di una moltitudine di modelli sociali, tra i quali sceglie quello che le è più congeniale.
    Il limite della Maturità Positiva, è la convinzione che la donna si identifichi necessariamente in quei modelli, poiché l’obiettivo che si prefigge, è la conquista dell’eterna giovinezza apparente.
    La magrezza non è solo bellezza ma viene vista anche coma il deforme, dal momento che le modelle anoressiche rappresentano un prototipo di bello che diventa mostruoso. Un esempio, è la modella Kate Moss, con un corpo deformato per difetto, quindi eccessivamente magro, lontano dal canone della maternità.
    Si parla di femminile mancante, deformante e dalle forme disumane che può essere assimilato al mostruoso che incarna la patologia; infatti l’immagine di questa donna impone la malattia come modello estetico.
    ROSI BRAIDOTTI in “MADRI, MOSTRI E MACCHINE” si sofferma sulla descrizione del corpo femminile, e in particolare ci sono dei saggi che esplicano tale concetto.
    Ella afferma che come esistono delle differenze tra razza, colore della pelle ecc… esistono delle visioni differenti del femminismo.
    Ciò che accomuna tutte le diversità, è la distanza di quei corpi dalla normalità, la loro parvenza mostruosa, l’essere deformi alla norma che rappresenta il grado zero della mostruosità.
    Braidotti critica il “divenire donna” di Deleuze; in quanto nella prospettiva di Deleuze , il divenire donna è semplicemente il divenire altro e non riguarda le donne; invece per Braidotti è solo il segno di trasformazioni in atto e consiglia un’ asimmetria tra sessi, mettendo in evidenza la differenza.
    Il concetto di asimmetria tra i sessi, indica che esiste una differenza tra uomini e donne nella scrittura, nel pensiero e nell’atteggiamento verso la politica e la storia.
    La donna nell’immaginario maschile diventa come qualcosa di orribile, è mostro e madre contemporaneamente.
    A partire da questa visione Braidotti propone alle donne di incarnare anche la macchina, ridefinendo sia le tecnologie attuali che l’immaginario che le sostiene.
    Creare un legame tra il corpo e le tecnologie è un rischio e non dà alle donne la certezza di uscire vincitrici da questa sfida.
    MA CHI SONO I MOSTRI?
    Essi rappresentano l’intermedio, l’ambivalente, l’ibrido.
    La teratologia, come scienza, è un esempio paradigmatico dei modi in cui la razionalità scientifica ha trattato le differenze di tipo corporeo.
    Il mostro è l’incarnazione della differenza, è un deviante, un anormale, un’anomalia ed è abnorme.
    Attraverso la decostruzione e la ricostruzione del grado zero della nostra visione di normalità, mostruosità e diversità, possiamo comprendere che, a seconda del contesto e della cultura , possiamo trovarci ad affrontare uno degli ambiti citati sopra e con la stessa abilità dobbiamo cercare di comprendere l’essere umano nella sua complessità e nella sua dissonanza.
    Oggi si parla spesso di “normalità”, soprattutto a proposito della disabilità e della diversità.
    Di qui mi voglio collegare al testo “NOZIONI INTRODUTTIVE”.
    In particolare, è possibile collegare il concetto di deforme anche alla figura del Disabile.
    Il Disabile, è una persona che è impossibilitata a svolgere le normali attività della vita quotidiana; un individuo affetto da disfunzioni motorie e/o cognitive e i suoi disagi sociali possono influenzare anche la sua sfera psicologica; una persona caratterizzata dalla mancanza di una o più abilità oppure dal diverso funzionamento di una o più abilità.
    Il termine disabile, però dichiara solamente che ad un individuo mancano una o più competenze, senza considerare che egli possiede anche delle abilità, quindi può assumere anche un valore dispreggiativo.
    Il Disabile viene etichettato come il diverso, il deforme, fa addirittura paura… verso di lui proviamo vergogna, compassione, imbarazzo e spesso ci voltiamo dall’altra parte.
    La “DIVERSITA’”, porta alla categorizzazione, cioè la nostra società tende alla collocazione di certe persone in determinate categorie; in tal modo la Condizione di Disabilità diventa il fattore identificante l’intera persona, che non viene riconosciuta nella sua interezza, ma in uno dei suoi aspetti esistenziali.
    Questi meccanismi di Esclusione e di Svalutazione della persona, portano il soggetto che vive tale situazione ad interiorizzare sentimenti di inferiorità e di inadeguatezza che possono portare all’autosvalutazione e all’autoesclusione.
    Il Disabile è colui che la società etichetta come tale, perché ha degli schemi mentali fisici e comportamentali difformi dalla “NORMALITA’”.
    Diverso può essere la persona non necessariamente affetta da menomazione fisica o psichica ma che si distingue dagli altri per le sue caratteristiche, per le sue cosiddette etichette… Una persona è diversa per lingua, cultura, costume, religione ecc…
    Il Sentimento di Diversità, si accompagna solitamente alla sensazione spiacevole di essere ALTRO, di non appartenere pienamente al proprio gruppo di riferimento, di scarso adeguamento al contesto sociale.
    È pur vero che ogni individuo possiede delle caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono come un Essere Unico ed Irripetibile; ma ciò purtroppo, non accade con Disabilità; in quanto spesso i ragazzi con Disabilità sono invisibili.
    Appare opportuno concludere affermando che la Disabilità non è un mondo a parte ma una parte del mondo.

    Fonti:
    Floriana Briganti, NOZIONI INTRODUTTIVE DI PEDAGOGIA DELLA DISABILITA’ le potenzialità della Resilienza.( Cap5) edizioni MANNA.
    Floriana Briganti, CORPO TECNOLOGIE E DISABILITA’ le tecnologie integrative, invasive ed estensive.(Cap 2 par.1) edizioni MANNA.
    Articolo “ LA MEDIAZIONE TECNOLOGICA OLTRE MCLUHAN”. Artefatti, individui, descrizioni del sociale. Di GIULIA Caramaschi. (Area docente De Sanctis)

    teresa d'andrea

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    SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  teresa d'andrea il Mer Mag 25, 2011 10:06 am

    In quest'ultimo esercizio ho deciso di trattare l'argomento n°4, "considerazioni su salute e benessere".
    In questo mio percorso ho voluto per prima cosa introdurre il concetto di salute e benessere parlando anche delle varie tecnologie che oggi giorno hanno contribuito al raggiungimento del benessere migliorando anche la vita dell'uomo.
    ho poi accennato alla cosiddetta "teoria dell'etichettamento".
    Infine voglio discutere a proposito del libro di Elisabetta Ghedin "Ben-essere disabili"in cui si parla dell'ICF come punto di partenza per aiutare chi si trova in difficoltà,inoltre ci dice in che modo è possibile aiutare le persone disabili.Voglio poi riallacciarmi al laboratorio sull'emarginazione ed esprimere le mie considerazioni in merito.
    Spero che vada bene!!
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    roberta

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    appello del 26 maggio 2011

    Messaggio  roberta il Mer Mag 25, 2011 10:30 am

    argomento:considerazioni su salute e benessere.
    Introdurrò la definizione di salute e benessere, poi mi collego all'OMS e all'ICF e ne spiego la definizione del termine e cito 2 laboratori ossia quello di Caterina e Anna una nostra collega,poi ritornando all'OMS pongo l'attenzione su 3 fattori importanti ossia menomazione,disabilità e handicap. Terminando questa considerazione espongo le mie riflessioni sull'argomento.
    Prof spero vada bene ci vediamo domani sperando che vada a buon fine....Distinti saluti
    DE SANTIS ROBERTA

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

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