Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

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    SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Admin il Gio Mag 12, 2011 12:46 pm

    INSERISCI QUI LA TUA SINTESI DEL PERCORSO SCELTO

    NON C'è FRETTA PER CHI ESPONE PIù AVANTI
    BASTA CHE LO METTETE 2 GIORNI PRIMA DELLA VOSTRA DATA.
    PER IL LAVORO CHE PREPARI COME PREAPPELLO
    RICORDA CHE SE SCEGLI UNA TRACCIA VA BENE SE
    è TRA 1-12 O TRA GLI ESERCIZIO ARTICOLI PROPOSTI IN AREA DOCENTE DE SANCTIS

    QUANDO DICO ARGOMENTO INTENDO CON UN SOTTOARGOMENTO SPECIFICO SE VI è IN ELENCO.
    NON CONFONDERE L'ELENCO DEI TEMI TRATTATI DAGLI ESERCIZI ARGOMENTO
    BUON LAVORO!
    LA DOCENTE
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    annapaola loffredo

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    domanda

    Messaggio  annapaola loffredo il Gio Mag 12, 2011 1:36 pm

    prof io ho sceltola nozione di corpo abitato e di luogo percettivo di ivano gamelli!!!!c è come 3 argomento nei materiali da voi caricati in area docente ..in piu mi sono ricollegata anche al laboratorio di pistorius e altro che vi mostrero il 13 giugno ...va bene???grazie prof attendo una rispostaaaa .....:-)

    VA BENE .................FAMMI SAPERE SE CON QUESTO PANCIONE TU HAI TROVATO SEMPRE POSTO IN AULA...................LA DOCENTE



    shahhshash!!!!sisisi prof mi anticipavo un po con l orario e quando è capitato di restare senza posto ....ci sono state persone molto disponibili che si sono alzate!!!!;-)

    ne sono lieta angela!

    si!al di la del mio pancione è stato un corso,a differenza degl altri che ci ha unito molto fra noi!!!ognuno è stato disponibile nei confronti degli altri ...sono state molto brave anche le moderatrici ...vabbene prof ci vediamo il 12 giugno per la rpesentazione del percorso!!!grazie mille e un in bocca a lupo a tuttiii ....ANNAPAOLA


    Ultima modifica di annapaola loffredo il Ven Mag 13, 2011 6:50 pm, modificato 2 volte
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    Stefania Lamberti

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    RELAZIONE "PREVALENZA SENSORIALE: IMMAGINI, SILENZIO VISIVO E UDITIVO A CONFRONTO"

    Messaggio  Stefania Lamberti il Gio Mag 12, 2011 1:55 pm

    Il corpo umano, nel corso delle epoche, si è notevolmente trasformato. Da un lato infatti ha subito modificazioni biologiche legate all'evoluzione della specie, dall'altro, l'idea stessa di corpo all'interno della nostra cultura è stata accompagnata da una metamorfosi di cui, ancora oggi, non credo si riescano a capire del tutto gli effetti. Da luogo-dimora dell'anima, come nella concezione cattolica, siamo arrivati all'idea di corpo perfetto, veicolata abilmente dai media, che ci invitano ad avvicinarci sempre più ad un'immagine che risponde a criteri di bellezza e perfezione. In quest'ottica le immagini giocano un ruolo fondamentale: siamo circondati da uomini e donne che ci sorridono dai patinati cartelloni pubblicitari rimandandoci un'immagine spesso inadeguata del nostro corpo. Attraverso il silenzio delle parole e un utilizzo spropositato delle immagini l'idea di dover assomigliare ad un ideale estetico è entrata a far parte della routine di ciascuno, producendo notevoli problematiche alimentari nei giovani e non solo. Il valore del silenzio, grado zero della comunicazione, necessario per predisporsi all'ascolto, al pensiero, assume un ruolo fondamentale: l'assenza di parole infatti non è sempre negativa, anzi. Per entrare in contatto con noi stessi, per imparare ad ascoltare i bisogni del nostro io, abbiamo bisogno di silenzio, di concentrazione, di pace. L'assenza di rumori e di immagini, quel silenzio visivo e uditivo a cui fa esplicito riferimento la tematica da me scelta, credo rappresenti una terapia cui dovremmo sottoporci tutti. Sarebbe utile restare un pò in disparte, lontano dal caos delle immagini e delle parole sempre più urlate, per recuperare un reale dialogo con noi stessi, con la nostra interiorità e per comunicare attraverso i nostri cinque sensi, come ci invita a fare Fiorentino scrivendo: "La parola dell’altro non è necessariamente il linguaggio; Il silenzio è incompiutezza e possibilità di altro. Spazio della comunicazione, tempo dell’educazione".
    Fagocitati dal rumore assordante della nostra epoca dimentichiamo le differenze, nell'ansia di omologarci a dictat imposti da una cultura che sempre più spesso dimentica alcune categorie di persone. Alla luce dell'ideale di perfezione estetica veicolato dai media, mi interessa focalizzare l'attenzione soprattutto sul corpo delle persone con disabilità: all'interno di una cultura del corpo che impone quest'ultimo come modello su cui intervenire per raggiungere la perfezione estetica imposta dai media, il corpo delle persone disabili risulta totalmente escluso. Ci basti pensare ai tanti casi di disabilità legati alla mancanza di un arto, sia esso superiore o inferiore, oppure alla cecità o alla sordità per capire che questi corpi sono tagliati fuori dall'ideale di perfezione estetica. L'utilizzo sempre maggiore delle immagini nella comunicazione, come aveva opportunamente anticipato McLhuan già negli anni settanta (il mezzo è il messaggio), ha radicalmente modificato l'ambiente sociale, estendendo la pervasività del loro impatto ad aspetti sociologici e psicologici che investono la vita di ognuno. Postman, docente di 'Ecologia dei media' alla New York University, ha dimostrato come la 'cattiva maestra' televisione ha imposto anche alla carta stampata un modello di informazione come 'strumento di falsificazione del reale'. L'utilizzo delle immagini, come abbiamo appreso durante il corso, può assumere un aspetto positivo nel caso della cura della sindrome di Asperger: i bambini affetti da autismo, infatti, comunicano attraverso le immagini e dunque le immagini in questo caso specifico rivestono un ruolo integrativo fondamentale, consentendo ai bambini autistici la possibilità di comunicare. Ma, purtroppo, l'utilizzo delle immagini non ha sempre scopi così nobili. Il nostro vivere in una società che ci bombarda di immagini, veicolando un ideale di perfezione e salute difficilmente raggiungibile, ci allontana sempre più dalla realtà del nostro corpo fisico. L'utilizzo spropositato di Internet e delle tecnologie estensive in generale, mi riferisco soprattutto ai social network ed alle chat, ci offrono la possibilità di inventarci una vita che non è la nostra vita reale, durante la quale non abbiamo bisogno di spostarci per incontrare un amico o per acquistare un libro. La mente si muove, rapita dalle numerose offerte della rete, il corpo resta 'attaccato' come giustamente sottolineava la Stone, ma è quasi immobile. Questo aspetto contraddice del tutto il concetto di motricità nella disabilità proposta da Anna Maria Murdaca. Per la Murdaca, infatti, è solo attraverso una strategia integrata che coinvolga cervello-mente-corpo che si arriverà ad una reale e vera parità delle opportunità e ad un corretto riconoscimento delle potenzialità delle persone disabili. Il corpo, l'immagine posturale, l'attività motoria, sono concetti abbastanza slegati dallo stare seduti ore ed ore dianzi allo schermo di un computer. L'unità corporea, continua la Murdaca, si raggiunge grazie all'azione, al movimento, al coordinamento motorio, nel quale le parti del corpo entrano in relazione con il mondo e con gli altri e, aspetto da non sottovalutare, si coordinano tra loro. Merleau-Ponty ha posto l'attenzione sul corpo come strumento di sutura fra mondo fisico e mondo simbolico e Granelli ha proposto una Pedagogia del corpo quale modello terapeutico abilitativo: è con il corpo che il soggetto si esprime, si descrive, si racconta in una esperienza di mediazione corporea limite dove il soggetto trova una singolarità ed una dimensione di gruppo. Sempre Granelli, nella prima parte del suo lavoro "Teorie e Contesti" tratta le scienze motorie ed il loro legame con il corpo: dalla psicomotricità alla pratica sportiva, rimettendo in gioco i sensi, per una differente visione del corpo in educazione. Personalmente, come ho sottolineato nel mio commento al laboratorio sull'avatar, non condivido l'utilizzo della realtà virtuale per sfuggire alla vita reale. Onestamente non riesco neanche ad essere rilassata quando mi capita di scambiare poche parole in rete, ad esmpio su facebook, con persone che non conosco: temo sempre che dietro quel nome e quella foto possano nascondersi identità differenti e non riesco a stabilire una comunicazione di qualità se non posso sentire la voce del mio interlocutore. I sensi, appunto, sono al centro delle esperienze del corpo: è attraverso essi infatti che l'essere umano entra in contatto con l'ambiente circostante e, come abbiamo più volte visto durante il corso, l'utilizzo di alcuni sensi a scapito di altri sta portando alla atrofizzazione dei sensi meno usati. La veridicità di questa affermazione l'abbiamo sperimentata tutti, durante il corso, quando abbiamo simulato di essere non vedenti: in quell'occasione, infatti, non potendo vedere, abbiamo affinato l'udito, prestando attenzione ad ogni impercettibile mutamento d'aria per capire cosa stesse accadendo accanto a noi. La Digital Activity rappresenta un esempio lampante di come l'uomo si stia adattando alle tecnologie: nel passaggio dalla tastiera del pc a quella del telefonino nanotecnologico c'è alla base una abile digitazione: l'uomo digitale usa le dita, quindi il tatto, insieme alla vista ed agli occhi, privilegiando queste funzioni sensoriali. Le porte sensoriali, come ha evidenziato Abram, non sono più percepite dall'uomo e ci stiamo avvicinando ad una atrofizzazione sensoriale per trasformarci in 'User sensitive" per dirla con Andy Clark. Dunque, se da un lato assistiamo ad un ampliamento sensoriale attraverso l'utilizzo delle tecnologie, dall'altro notiamo che alcuni sensi, come l'olfatto e il gusto, stanno lentamente atrofizzandosi. Se Proust avesse scritto "Alla ricerca del tempo perduto" oggi, probabilmente non avrebbe posto tanta enfasi nel raccontare come l'odore delle madeleine lo riportasse ad un periodo ormai lontano della sua vita, quando era bambino e si tratteneva in compagnia della nonna. Il movimento e quindi lo sport, invece, rappresentano un ottimo metodo per muovere il corpo e stimolare l'integrazione tra le varie funzioni. Praticare sport, poi, è utile per apprendere le regole fondamentali della condivisione e del rispetto: possiamo tranquillamente giocare una partita di calcio con il nostro video gioco ma certamente questo gioco virtuale non ci insegnerà a fare squadra, a rispettare i tempi dei nostri compagni ed a lavorare insieme per raggiungere un risultato condiviso nè allenerà i nostri muscoli. Dice bene Longo quando definisce il corpo uno strumento dell'uomo, invitandoci ad attivare le nostre porte sensoriali: il progresso ha anestetizzato le capacità mentali dell'uomo e sembra che la mente sia disincarnata ed estratta dal corpo: sono tante le relazioni che ci fanno agire con il mondo, come gli occhi, la pelle, la lingua e le orecchie. E suona quanto mai attuale il monito di Longo quando dice che la tecnologia, se mal impiegata, indebolisce i nostri sensi e riduce le capacità sensoriali su cui si costruiscono le relazioni. Auspicando un utilizzo maggiore del silenzio, mi fa piacere concludere con un passaggio tratto da "La vita digitale" di Vittorino Andreoli: "Nel silenzio si avverte la risacca del mare che si adagia sulla battigia ora che sta crescendo la marea. Nel silenzio si scopre di respirare. Nel silenzio si sentono i propri pensieri muoversi nella testa e si assiste alla nascita di un pensiero che non c'era e che riesce persino a meravigliare".


    Ultima modifica di Stefania Lamberti il Gio Mag 12, 2011 3:30 pm, modificato 2 volte

    Giusi Balsamo

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    12/05/2011

    Messaggio  Giusi Balsamo il Gio Mag 12, 2011 2:02 pm

    Buonasera professoressa,
    io devo venire lunedì,
    porto le tre tecnologie in generale (cosa sono) per poi collegandomi man mano ai laboratori di Pistorius,
    Avatar e all'autore Naief Yehya.
    Ciò che mi chiedo è:

    oltre alle tecnologie dove devo dire cosa sono e quali sono,
    almeno credo sia questo,
    devo portare solo la politica di Naief?
    perchè oltre alla spiegazione delle singole tecnologie,
    ci sono tanti altri passaggi e tanti autori.

    Un'altra domanda,
    va bene questa sintesi del percorso scelto?
    o devo proprio esporlo?


    lipartiti rosa

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  lipartiti rosa il Gio Mag 12, 2011 2:09 pm

    io ho deciso di portare come argomento la net addiction oggi.spiegherò in modo generale di cosa tratta questo fenomeno e riporterò alcuni riferimenti a casi di net addiction estremi e alcuni studi compiuti sul fenomeno
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    Vincenzo Raia

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Vincenzo Raia il Gio Mag 12, 2011 5:37 pm

    ALIMENTAZIONE E MASS MEDIA
    Informandomi su questo tema, ho letto tantissime notizie, articoli di giornali, manifestazioni svolte ed ognuna ha definito i mass media in un modo particolare. “Cattiva maestra”, “ladra di tempo”, “bambinaia elettronica”: queste sono le definizioni coniate per la televisione degli ultimi tempi, che esprimono preoccupazioni, timore e allarme per il ruolo che essa ha assunto nella società contemporanea. Molti studiosi, filosofi hanno dato attenzione a questo tema, anche il Papa ha ribadito più volte “il fenomeno televisione”, una televisione che oltre a trasmettere notizie interessanti, produce anche effetti negativi sulle persone, soprattutto sui bambini e gli adolescenti che imitano ciò che gli viene proposto. Il Papa Benedetto XVI alla giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali ricorda ai genitori che i bambini non devono essere lasciati soli di fronte agli stimoli attraenti dei media che a volte li portano a confondere le idee sulla realtà. Il papa invita ad un uso corretto dei media, i genitori e la scuola devono poter accompagnare i bambini, istruendoli all’uso che si può fare della televisione e sulle cose che non servono. Devono incoraggiare i bambini a discutere i programmi che essa comunica e deve renderli “telespettatori critici” in grado di saper distinguere la realtà dalla finzione e di sviluppare la propria opinione.
    Allego qui l’articolo: http://www.internetica.it/mediabambini-bellezza.htm
    Oggi la televisione fornisce un’informazione alimentare scorretta per quanto riguarda il cibo e la cucina, la Rai, Mediaset propongono tantissime informazioni sulla cucina, si pensi al programma “la prova del cuoco”, danno ogni giorno ricette nuove, segreti per servire a tavola piatti eccezionali e i telespettatori sono spinti a provare i cibi consigliati avviando così alle cattive abitudini alimentari in particolare all’obesità e all’anoressia. Questi temi al giorno d’oggi sono molto frequenti, il libro (Nozioni…) richiama alcuni problemi citati da ROSI BRAIDOTTI, “dai due lati del mondo si muore per la stessa malattia: la fame. Per mancanza o per eccesso.” L’immagine della donna che oggi viene fuori dai mezzi di comunicazione è modificata, nuova, deforme, c’è la diversità dei corpi attraverso l’altra forma della bellezza: il brutto, il grottesco, il mostruoso. Abbiamo visto durante questo corso le immagini di alcuni pittori che dipingevano il corpo della donna in base al proprio periodo storico o come riporta il testo l’ esempio è ELSA MORANTE che nel suo romanzo “Arcoeli” inserisce un corpo imponente. La storia racconta che alla morte di Arcoeli, il padre e il figlio erano disperati in maniera diversa, Manuele descritto come omosessuale, il padre appariva al figlio come un uomo morente e deforme. Uscendo, incontrò sulle scale un corpo disteso che non capiva se era di maschio o femmina, in realtà si trattava di una donna anziana corta e obesa. Oggi le modelle che compaiono sui giornali e che la stessa televisione trasmette, forniscono modelli estetici irrealizzabili per la popolazione. Le ragazze soprattutto nel periodo dell’adolescenza non accettano il loro corpo perché sono ingannate dall’idea che “un corpo femminile è bello solo quando si presenta magro”, quindi cadono nel grande tunnel dell’anoressia e bulimia, e solo poche escono vincenti da questa “malattia”. Bisogna insegnare alle nuove generazioni ad avere un giusto rapporto con il cibo per aiutarli a correggere le loro errate abitudini alimentari e far capire loro che non è sempre “positivo”seguire i consigli della tv.
    Un filosofo che vorrei citare e che abbiamo incontrato anche nel nostro libro di testo è KARL POPPER, che nel 1994 in un suo testo “Cattiva maestra televisione” definiva la televisione MAESTRA e CATTIVA. Maestra perché i modelli che essa propone sono normativi per il pubblico, cattiva dal momento che trasmette violenza e che “invoglia” i bambini ad usare violenza. Afferma che la televisione cambia l’ambiente dal quale i bambini traggono i modelli da imitare e propone un corso per coloro che fanno televisione affinchè possono essere istruiti circa i potenti effetti prodotti dal mezzo televisivo sui telespettatori. Il termine “ bambinaia elettronica” (http://www.garito.it/areastud/selezione_tesine_tec0506/cetica-carlotta_cimini-alessio_foresta-roberta.pdf ) è stato usato dal Beato Giovanni Paolo II che concorda con Popper per quanto riguarda la funzione educativa della televisione che se usata male rischia di rovinare la vita familiare. Concludo con l’affermazione di Mc Luhan “il medium è il messaggio”, i mass media modificano la nostra percezione della realtà e della cultura e a volte diffondo notizie sbagliate.
    FRANCESCO TONUCCI, presidente del comitato tv e minori della presidenza del consiglio nel corriere della sera del 1998 propose un vademecum per la tv:
    -Troppo tempo davanti alla televisione fa male, perché si assumono posizioni scorrette, si diventa pigri.
    -I bambini non dovrebbero guardare la tv prima di andare a letto perché si distraggono e sono meno autonomi
    -Ce c’è televisione dove si mangia, la famiglia non parla e spreca uno dei momenti d’incontro importanti.
    Questi sono alcuni consigli che ho ricercato in un libro “I nuovi argomenti”, edizioni Manna, sono riportate tematiche di attualità e nuovi termini.
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  IvanaTammaro il Gio Mag 12, 2011 10:07 pm

    Prof mi scusi ma ho un problema le homandato anche un mail ma non so se ci sono riuscita,volevo dirle che io mi sono prenotata nel preappello del 15 giugno con l'argomento 12,ossia tecnologie estensive + laboratorio avatar,il problema e che non posso modificarlo per scrivere l'esercizio perche il preappello e stato chiuso.Come posso fare?...comunque ho scelto l'esercizio corpo culturale (scritto da internet)
    Grazie in anticipo per la disponibilità

    basta il preappello
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Enza Sorrentino il Ven Mag 13, 2011 7:36 am

    L’argomento scelto per il Preappello è tecnologia e uomo in specifico Naeif Yehya , ho scelto di completare tale discorso su tutto il programma delle tecnologia e uomo collegate alla disabilità , dato che mi sono appassionata alle varie lezione tenute dalla docente Briganti .
    Spiegherò in sintesi cosa si intende per tecnologie e uomo parlando delle tecnologie suddivise in , invasive, integrative e estensive. Facendo riferimenti a vari laboratori in particolare Pistorius e all’ autore Naeif Yeha , introducendo la cibernetica , scienza che studia il controllo e la comunicazione fra gli esseri viventi e le macchine, poi concludendo il discorso con la tecnologie di ausilio alla vita per vivere meglio “domotica “.
    prof. va bene cosi?
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Anna Rita Barbati il Ven Mag 13, 2011 8:20 am

    Io ho scelto di trattare alimentazione e mass media all'interno dell'argomento num 10 deformazioni collegandomi poi con le tecnologie estensive....
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  raffaella il Ven Mag 13, 2011 8:27 am

    Buongiorno prof volevo chiederle se andava bene l'argomento scelto per il preappello del 15 giugno,ovvero LE PAROLE SONO IMPORTANTI CAPITOLO 1 +LAB. DIVERSITà RAZZIALE + RICERCHE DA INTERNET,RIVISTE ECT..
    più avanti le scriverò tutta la relazione...grazie e buona giornata
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  MariangelaCavallo il Ven Mag 13, 2011 8:29 am

    Mi sono prenotata per l'appello del 16 Maggio e la tematica da me scelta è "Deformazione" ( 5 cap. Nozioni)
    I collegamenti che potrei fare sono tantissimi,potrei attraversare un pò tutte le tematiche affrontate durante il corso, ma purtroppo devo centrare soltanto alcuni punti. Inizierei il mio discorso citanto l'articolo da lei proposto : "La mediazione tecnologica oltre McLuhan", e altre fonti come (http://www.disinformazione.it/televisione_oppio_dei_popoli.htm Televisione e media: l’oppio dei poveri! Marcello Pamio - 3 luglio 2006 ) Poi( Karl Popper: "Contro la televisione"
    Londra - 13/04/1993
    Tratto da http://web.tiscali.it/studio3R/ ). Soffermandomi in primis sul ruolo e sull'influenza dei mass media,metto in evidenza sopratutto come oggi i media sono diventati dei mezzi indispensabili e come sono diventati un tutt'uno con il nostro corpo-mente, ma allo stesso tempo come possono essere causa di vari disturbi in particolare: disturbi alimentari ( Anoressia e bulimia) . Uno dei modelli che i media trasmette è quello del corpo magro, e cosa fare per raggiungere quel tipo di modello,suggerendo non solo una particolare alimentazione ma anche in alcuni casi ricorrendo alle tecnologie integrative come miglioramento( chirurgia estetica) . Cito Remaury e Braidotti ma anche Postman. Per quanto riguarda i laboratori ,per i disturbi alimentari mi collego alle autopresentazioni di Carolina e Anna ( Che hanno sofferto di Anoressia e Bulimia) mentre per l'importanza data al corpo ,alla bellezza e ciò che è apparenza al "Il ritratto di anita berber "che cerca in ogni modo di dare un'immagine sana e bella di se,anche se distrugge il proprio corpo con la droga e si presenta come una bisessuale.


    ps: vorrei sapere se posso citare l'apprendimento autoregolato per imparare a non bere passivamente tutto che ciò che ci viene proposto dal piccolo schermo.
    Aspetto risposta...
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    Maria Francesca Avolio

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Maria Francesca Avolio il Ven Mag 13, 2011 8:36 am

    L'argomento che ho scelto è MASS-MEDIA E ALIMENTAZIONE mi sono prenotata per il 25 maggio.
    Nella nostra società contemporanea dominata dai mass-media che amplificano e diffondono messaggi che ci permettono di conoscere fatti,di comunicare,entrare in contatto con uomini e realtà lontanissime e di avere un'esperienza unificata con milioni di altre persone.
    In questo modo i mass-media influiscono sull'educazione sociale e sulla visione del mondo dei singoli individui.
    I media assolvono la funzione di indirizzare le scelte verso comportamenti di consumo(come la pubblicità) o nell' aderire a simboli e modelli anche a volte pericolosi. Il continuo cambiamento di messaggi e mezzi produce sempre nuove rappresetnazioni della realtà che si diffondono sui i gruppi più esposti ovvero i giovani.
    I giovani che si scontrano con tantissimi messaggi che nell'loro interno sono ricchi di steriotipi, come le cattive abitudini alimentari che sfociano in malattie gravi come:
    - ANORESSIA
    - BULIMIA
    - OBESITA'
    In quanto i protagonisti delle pubblicità sono modelli sempre più magri e con fisici asciutti che spesso sono modelli irrealizzabili per la popolazione.
    La magrezza diviene simbolo di bellezza, mentre la corposità diviene non salutare ed esteticamente brutta.
    Ma nesce anche una contraddizione in quanto la società da risalto a snak e a dolciumi con molte calorie.
    ROSI BRAIDOTTI ritiene che il cibo è percepito come consumo, modelle che diventano cartelloni pubblicitari.
    Il problema che riscontra Braidotti e che nel mondo si muore per lo stesso motivo la FAME:per mancanza o per eccesso.
    Quindi l' idea del CORPO PERFETTO diviene fondamentale per emergere nella vita.
    Bisogna anche tenere in considerazione il lavoro che vi è dietro alle immagini usate dalla tv ovvero fotomontaggi, trucchi ecc.
    Mi collego al laboratorio ARTE E DISABILITA'riprendendo la VENERE DI WILLENDORF scultura rinvenuta nel 1908 nel paleolitico in Austria, scolpita in pietra calcarea, viene messo in risalto le forme della femminilità, vulva e seno molto gonfi e pronunciati che riportano al tema della fertilità, messa in contapposizione con l' immagine della ragazza anoressica.
    Uno dei dibattiti più famosi che hanno focalizzato l' attenzione sui nuovi mass-media è quello degli APOCALITTICI e INTEGRATI
    Gli Apocalittici coloro che non accettano la tecnologia mentre gli Integrati coloro che accettano la tecnologia.
    KARL POPPER nel 1994 nel testo CATTIVA MAESTRA TELEVISIONE ha osservato che la televisione è una "scuola parallela" incontrollata,senza responsabili che si occupano di gestire l' influenza.
    Quindi Popper mette in risalto l' esigenza di una PATENTE PER FARE TELEVISIONE in quanto sia la scuola che la famiglia devono educare a un pensiero critico e flessibile nei riguardi dei messaggi televisivi.
    Il rischio ancora più imortante e che la comunicazione tecnologica rende i ragazzi incapaci di rapportarsi direttamente con gli altri,tutta la comunicazione gira sempre nei filtri tecnologici che allontanano sempre di più la comunicazione tradizionale.
    Dopo aver parlato della tecnologia e dei messaggi inviati dalla televisione.
    Bisogna distinguere tre tipi di tecnologia:
    - INTEGRTIVA che integrano il corpo per migliorarlo e potenziarlo.
    - ESTENSIVE la vita digitale
    - INVASIVA la tecnologia entra all' interno del corpo.
    Ponendo l' accento sulla TECNOLOGIA INTEGRATIVA dove la tecnologia è anche chiamata ABILITANTE in quanto aiutano a migliorare la vita del soggetto disabile,quindi dei veri e propri prolungamenti del nostro corpo come:il computer,mouse,testiera.
    L'AUSILIO è l'apparecchiatura che consente l'autonomia possibile a un disabile inafatti possono annullare il deficit e ridurre l'handicap.
    Mi collego all'ultimo laboratorio quello della DOMOTICA sceinza che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita della persona.
    Il termine domotica viene dal latino domus che significa "casa".
    Quindi attraverso un impianto elettrico intelligente offre al disabile sostegno e sicurezza nel folocare domestico.
    LA DISALITA' NON E' UN MONDO A PARTE MA UNA PARTE DEL MONDO!!!!!


    SorrentinoOlga

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  SorrentinoOlga il Ven Mag 13, 2011 8:46 am

    Mi sono prenotata per il preappello 16 maggio.
    Ho scelto l'argomento: Tecnologie e l'uomo, in particolare il "sè digitale" di Andrea Granelli.
    Risponderò a tre domande fondamentali:
    1. La tecnologia sta modificando il corpo umano?
    2. La tecnologia potenzia le capacità dell'uomo?
    (con riferimento libro corpo, cap 1, tecnologie integrative e Pistorius;tecnologie abilitanti, esempio del film lo "scafandro e la farfalla", parlerò in breve della relazione educativa con il disabile che si evidenzia nel film e anche della resilienza).
    Infine terza domanda: La tecnologia atrofizza le capacità dell'uomo?
    ( Con significato di atrofizzare e infine se la tecnologia atrofizza o meno le capacità dell'uomo e in che modo avviene).

    Come ben sappiamo lo sviluppo della tecnologia nella nostra quotidianità ha cambiato radicalmente il rapporto tra l’essere umano e gli strumenti tecnologici.
    Molte sono ormai le occasioni nella vita di tutti i giorni in cui è possibile soffermarsi a riflettere su come e quanto la tecnologia stia modificando il corpo umano e stia trasformando molte delle azioni che si eseguono quotidianamente: gli strumenti tecnologici in uno scenario che va dai sistemi informatici alle biotecnologie influenzano profondamente il corpo a livello psicologico , fisico e culturale. Tutti gli oggetti di uso quotidiano dal telecomando al telefono cellulare rappresentano infatti dei prolungamenti del corpo biologico e delle sue capacità. Si possono considerare parte di questo insieme di oggetti tutti i media, i mezzi di trasporto e più in generale i tutti gli strumenti tecnologici che sono in grado di potenziare le capacità umane di vedere, sentire , ragionare, spostarsi nello spazio.
    Andrea Granelli nel suo testo “il sé digitale” ricollega il tentativo di provvedere a superare i limiti dell’uomo con le nuove tecnologie viste come estensioni delle potenzialità umane. Il suo testo si avvicina molto alle protesi tecnologiche.
    Nel campo della disabilità la tecnologia si presenta sotto forma di protesi . Le protesi possono essere relative alla disabilità, allo sport, a sostanze chimiche (protesi come potenziamento), a questioni estetiche (protesi come miglioramento). Poi ci sono le cosiddette protesi immateriali che vengono considerate come estensioni corporee dell’uomo fornite dai mezzi di comunicazione. Infine le protesi impiantate si tratta delle tecnologie invasive, alcuni esempi sono il pacemaker, gli apparecchi acustici, il cuore artificiale, il polmone artificiale.
    Una risposta alla domanda se la tecnologia potenzia le capacità dell’uomo possono essere considerati anche le Tecnologie integrative.
    Esse sono usate come completamento di un organo o una parte del corpo mancante . Ci sono diversi casi in cui le protesi sono usate in modo specifico in un dato sport. Innovative sono le protesi che utilizzano al posto delle gambe atleti che ne sono privi, si chiamano flex foot, piede flessibile a forma di C in fibra di carbonio. Il corpo attraverso questo genere di protesi sembra potenziarsi, acquisisce nuove velocità, conquista nuovi spazi. Uno dei casi che abbiamo studiato con questo tipo di tecnologia è quello di Oscar Pistorius. Al quale da quando era piccolo a causa di una grave malformazione degli arti inferiori gli furono imputate le gambe. E grazie alla tecnologia avanzata, cioè al suo felx foot è riuscito a realizzare il proprio sogno, di diventare un grande atleta. Quindi è un fatto abbastanza noto che la tecnologia viene sviluppata per potenziare le capacità dell ’ uomo o per rendere meno problematici i suoi limiti o le sue debolezze. Le grandi invenzioni della meccanica hanno sempre cercato di soddisfare un’unica grande esigenza: poter fare di più o meglio idealmente con minore fatica.
    Oltre alle tecnologie propriamente fisiche vi sono alcune forme di integrazione uomo-macchina che riguardano le potenzialità delle tecnologie che ci sono oggi a disposizione per ovviare alcune mancanze dovute a disabilità , ad esempio sensoriali. Si tratta delle cosiddette tecnologie abilitanti che si occupano di fornire un completamento elettronico/tecnico ad una specifica abilità. Sono in grado di abilitare nonostante la propria determinata dis-abilità in una data azione. Ad esempio un individuo tetraplegico in grado di muovere solo gli occhi ritrova nelle potenzialità di uno strumento digitale come il computer a comando vocale la possibilità di comunicare ad esempio con l‘interfaccia video. Quindi le tecnologie abilitanti si interessano di fornire a molti deficit fisici dei completamenti , dei veri e propri prolungamenti delle proprie funzioni e del proprio corpo, come accade per i prodotti di input/output come il mouse, la tastiera , la web cam, cioè modalità per inserire o comunicare i propri dati interagendo con il pc. Un esempio a ciò può essere considerato il film lo “scafandro e la farfalla” laddove Jean Dominique Baudy rimane paralizzato a causa di un ictus. La sua sindrome in medicina viene chiamata “sindrome locked-in, è una condizione nella quale il paziente è cosciente e sveglio , ma non può muoversi e parlare a causa della completa paralisi di tutti i muscoli volontari del corpo. Esita come risultato di un individuo tetraplegico in grado di muovere soltanto gli occhi. Riusciva a comunicare tramite una tastiera infatti gli venivano dettate le lettere in ordine di frequenza ed egli batteva il ciglio alla lettera desiderata. La stessa cosa può avvenire anche tramite il computer utilizzando la web cam. In questo film rientra il tema della resilienza , connetterla alla disabilità riporta al significato di affrontare e superare situazioni dolorose e di disagio esistenziale. Si parla anche di una capacità di adattamento passivo , ossia la possibilità di riuscire ad accettare le situazioni che non possiamo cambiare, senza continuare a valutare negativamente bensì imparando da esse. Oltre la comunicazione e la resilienza si evidenzia anche la relazione che viene ad instaurasi con disabile, l’educatore deve prendere in considerazione la diversa situazione e mettere a tal proposito in atto programmi specifici per far emergere le doti del disabile. Occorre una certa sensibilità oltre a considerare i suoi bisogni , le sue capacità , si devono conoscere i tratti caratteriali . Costruire la relazione è un obiettivo di primaria importanza che richiede tempo e l’impegno dei soggetti in causa. Ciò che caratterizza la relazione è la volontà di costruire un rapporto di reciprocità significativo , un legame quindi fra due persone.

    Infine c’è da dire che se la tecnologia viene mal impiegata essa atrofizza i nostri sensi e riduce le capacità sensoriali su cui si costituiscono le relazioni umane. Infatti atrofizzazione è molto frequente quando ad essere coinvolti sono i nostri sensi; ad esempio un utilizzo eccessivo della vista toglie rilevanza all’udito che quindi tende ad atrofizzarsi. Solo utilizzando i nostri sensi in maniera profonda , completa e soprattutto consapevole possiamo far emergere e ricostruire la vastità delle relazioni che ci fanno interagire con il mondo, poiché il tatto , la vista , il gusto , l’olfatto e l’udito sono di fatto parte di accesso tramite cui il nostro corpo riceve stimoli e nutrimento. Le tecnologie diventano così user-sensitive, che vuol dire che si arricchiscono maggiormente con l’uomo e le sue funzionalità.


    Ultima modifica di SorrentinoOlga il Sab Mag 14, 2011 9:06 am, modificato 2 volte
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    AlessiaRosa

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  AlessiaRosa il Ven Mag 13, 2011 10:14 am

    Il paragrafo “femminile mancante” inizia col dire che la magrezza non è sempre bellezza….Verissimo..


    Il paragrafo “femminile mancante” inizia col dire che la magrezza non è sempre bellezza….Verissimo..
    Molto spesso ,e purtroppo aggiungerei, la non accettazione del proprio corpo sfocia in problemi fisici come l’anoressia o la bulimia..Troppi sono i prototipi esposti soprattutto nel campo della moda dove “più sei magra,più hai opportunità lavorative”. Si vedono sfilare in passerella ragazze sempre più magre, con un corpo “mancante”:senza forme, “senza carne”..Esempio risalente agli anni Ottanta è la modella KATE MOSS dove la sua eccessiva magrezza aveva risollevato indignazione e interesse..Un corpo fuori dai canoni estetici classici della femminilità dove le curve ai punti giusti erano presenti!E’ assurdo che indossare un capo possa indurre una donna a non mangiare,a perdere sempre più centimetri, divenendo così solo uno strumento in mano ai più forti!
    La tendenza a dimagrire comporta, in campo clinico, digiuni restrittivi, diete e pratiche di svuotamento del corpo quali vomito, ginnastica compulsiva, fino ad arrivare alla morte.Infatti, non a caso, la Prof.ssa Briganti in aula ci ha dato la possibilità di visionare la foto di ISABELLE CARO,modella francese morta, purtroppo, per questa malattia.Una foto cruda, dove venivano esplicate le conseguenze di questa malattia..Varie interviste sono state riportate riguardo questo tema e per la maggior parte delle donne questo male prende il nome di “mostro nero” che si impossessa del tuo corpo e della tua mente soprattutto. Lo specchio è il tuo nemico primario e nonostante non si assumi cibo si continua a praticare questa “mostruosità” senza pensare alle conseguenze…E’ fondamentale quindi che l’aiuto primario sia dato dalle famiglie, da centri che sia psicologicamente che fisicamente riescano a riabilitare l’individuo affetto da questa “patologia”…Perché l’anoressia, la bulimia, con tanta volontà può essere sconfitta!!!!!!!Quindi siate sempre voi stesse…La donna è donna anche con qualche kilo in più!!!! 

    Non prenderò in considerazione solo questi aspetti..infatti esporrò la volontà, sempre più diffusa, da parte delle donne di sottoporsi ad interventi chirurgici per "modellare" il proprio corpo esaminando i pro e i contro e parlando della "donna più rifatta del mondo" Cindy Jackson... Smile
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Antonella Rispo il Ven Mag 13, 2011 10:50 am

    Prof volevo chiederle se va bene la mia esposizione o devo aggiungere altro...
    Il tema che ho scelto è Le tecnologie e l'uomo:inizio parlando delle tecnologie invasive e di Naief Yehya,introducendo il termine cyborg e facendo la differenza tra robot,androide e umanoide...Poi mi ricollego a Cappucci e Granelli e al laboratorio sulla domotica,ricollegandomi al capitolo 1 di Nozioni. Parlerò anche delle tecnologie intergrtive ed estensive con i rispettivi laboratori di Pistorious,e mi ricollego anche alla resilienza, ed il laboratorio dell'avatar.
    Prof va bene? o devo anche parlare di cyberart e Donna Haraway? attendo una vostra risposta! Grazie in anticipo Smile


    si


    PROF NON PRENDETE IN CONSIDERAZIONE QUESTA SINTESI... HO SBAGLIATO! A BREVE NE METTERò UNA MIGLIORE... GRAZIE!


    Ultima modifica di Antonella Rispo il Sab Mag 21, 2011 9:01 am, modificato 1 volta
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  saraamoroso il Ven Mag 13, 2011 12:44 pm

    L'argomento che ho scelto è "Considerazioni su salute e benessere".
    Partendo da considerazioni generali,ho poi analizzato il concetto di bello\brutto nella società contemporanea, e il potere che la televisione e i media hanno di influenzare questi concetti, soprattutto negli adolescenti e nelle donne.
    Le protesi estetiche bene si collegano con questo tema, in quanto tecnologie utilizzate per migliorare il proprio corpo, e in grado di generare "muta-menti" anche nel nostro modo di pensare.
    Infine, il caso-provocazione dell'artista francese Orlan, e il riferimento a 2 laboratori svolti in classe.

    Mgrazia Piscopo

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Mgrazia Piscopo il Ven Mag 13, 2011 1:22 pm

    LUNEDI' 16 MAGGIO PARLERO' DELLE CONSIDERAZIONI SU SALUTE E BENESSERE.
    IL MIO INTERVENTO SARA' STRUTTURATO IN QUESTO MODO:
    APRIRO' CON ALCUNE DEFINIZIONI ( SALUTE, MALATTIA, DISABILITA')
    PROPRIO CON LA DEFINIZIONE DI DISABILITA' MI AGGANCIO ALL'ICF. E ALL'INTERVISTA FATTA SU QUESTO ARGOMENTO NEL 2002 AL SOTTO SEGRETARIO ALLA SALUTE ANTONIO GUIDI.
    PARLERò UN Pò DELLA FIGURA DELLA DONNA VISTA COME SIMBOLO DI BELLEZZA, E DEI TRATTAMENTI CHE IL SESSO FEMMINILE SI SOTTOPONE PER ESSERE PERFETTE.
    PARLERò DELLA RESILIENZA, DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE, PER CONCLUDERE CON UNA RIFLESSIONE SUL BENESSERE. DATO IL TEMPO BREVE DI PRESENTAZIONE , ALCUNI ARGOMENTI SARANNO TRATTATI MARGINALMENTE.
    SPERO VADA BENE.. A LUNEDI'

    PROF. ALLEGO ANCHE IL MIO "DISCORSO", HO UN Pò PAURA, PERCHè NON SO SE STRUTTURATO BENE, FORSE HO MESSO POCA TEORIA, LA RINRAZIO IN ANTICIPO.

    CONSIDESAZIONI SU SALUTE E BENESSERE

    L’uso delle parole è molto importante, per questo le singole parole vanno analizzate, iniziamo col dare una definizione ai termini SALUTE, MALATTIA e DISABILITA’:
    • SALUTE: è uno stato di piena forma della persona, non riguarda solo alcune parti di essa, è strettamente legata al funzionamento umano ( biologico, personale, sociale). Non può essere separata dall’ambiente o contesto in cui la persona vive.
    • MALATTIA: è uno stato patologico per un’ alterazione di uno organo o di tutto l’organismo che necessita di essere curato per poter ripristinare la salute precedente. Nel caso dell’ handicap non si può parlare di curabilità, ma di un intervento della vita della persona.
    • DISABILITA’: : l’ organizzazione mondiale della sanità ha costituito un manuale di classificazione, ICF, che propone una definizione del concetto di disabilità. Secondo tale documento LA DISABILITA’ E’ UNA CONDIZIONE DI SALUTE DERIVATA DA UN CONTESTO SFAVOREVOLE, la disabilità è misurata in base alle prestazioni che l’ambiente esterno consente di esplicare. L’ ICF non classifica solo condizioni di salute, malattie, distorsioni, o traumi che sono d’interesse dell’ ICD ( classificazione mondiale delle malattie), bensì le conseguenze associate alle condizioni di salute, con il termine condizione di salute si raggruppano le temporanee condizioni di salute, come ad esempio: gravidanza, stress. Da ciò possiamo dedurre che la disabilità può essere una condizione temporanea, momentanea. La classificazione non può riguardare solo un gruppo di persone ma chiunque viva una condizione di salute che lo ostacola. Così l’ ICF prende in considerazione non solo l’ aspetto medico, sociale, ma anche il contesto ambientale.
    A tale proposito, vorrei citare L’ Intervista al Sottosegretario alla Salute Antonio Guidi, in relazione alla presentazione dell’ ICF nel 2002, dove afferma che “l’ICF valuta anche il grado di democrazia del paese, nei paesi in difficoltà economica e/o ambientale, il grado di salute fisica si abbassa. [..]Ciò dimostra che la vita ha un prezzo, che viene misurato con il metro dei paesi ricchi dove si ha l’immagine di un uomo super,” che deve liberarsi dalla malattia e dunque essere sano, deve liberarsi dal peso cioè magro, dal tempo cioè giovane. Cosi i media, le riviste ci bombardano di immagini di bellezza, perfezione, che diviene sinonimo di accettazione, di intelligenza, bontà, le donne soprattutto patiscono la cultura dell’immagine che esse hanno per la società, la figura femminile è associata alla bellezza, così il corpo il viso deve essere perfetto, e per giungere a ciò si ricorre agli artefatti, alla cosmesi alla chirurgia, alle tecnologie invasive, come il botulino, il trucco permanente, i tatuaggi , le protesi al seno, la rinoplastica,etc.creando come dice YEHYA NAIEF dei cyborg. Non sempre ciò che è considerato bello è realmente salutare, si pensi alle modelle anoressiche, e alle tante adolescenti e non, che seguono quel ideale di bellezza ridotte a pelle e ossa, e che muoiono giovani, a causa di una moda che è stata imposta dalla società, che mette in luce solo il risultato finale, e non le sofferenze il dolore e la finzione di ciò che mostra. Mentre il brutto viene escluso ,il disabile spesso è associato al brutto agli scherzi della natura, è il mostruoso, colui a qui rivolgere lo sguardo pietoso Il brutto è colui che è escluso ed emarginato”, è l’anomalo, è colui a cui è proibito assomigliare, i corpi deformi corrispondono al grado zero della mostruosità, sono il contrario di “normalità”. Ed è proprio la società un handicap, che condiziona l’uomo ad essere come gli altri vogliono, che costruisce un ambiente a misura di esseri considerati normali, perché il resto non conta, un disabile , Come dice Antonio Guidi il “è una persona scomoda, un peso della società.” Il disabile va ascoltato solo se chiede di morire, ma non va aiutato a tirare fuori le proprie potenzialità. Ma per fortuna chi ha un deficit ha una visione della vita diversa, e riesce con tutte le sue difficoltà a far uscir fuori le proprie capacità. E questo fa ” l’ ICF: è un metodo che impone di prendere in considerazione non solo la patologia, ma l'intera persona con i suoi problemi, le sue risorse, le sue potenzialità e le sue capacità residue”dice Antonio Guidi, proprio come Simona Atzori, Adele, Jandoò nello scafandro e la farfalla, hanno trovato con iniziale difficoltà la loro capacità di uscire vincenti da una situazione avversa, grazie a se stessi e alle persone che li circondano e che li amano. Abbiamo tutti un handicap quando l’ambiente che ci circonda non ci permette di svolgere le nostre attività, lo abbiamo sperimentato nel laboratorio dell’ orologio, dove in prima persona ha visto che non potrei uscire da casa.
    L’ICF prende in considerazione anche il contesto sociale e ambientale, nella convenzione dell’ ONU sui diritti delle persone con disabilità, e poi ratificata in Italia in legge nel marzo 2009, nel preambolo e nell’articolo 9 si evidenzia l’importanza di abbattere le barriere ambientali affinché la persona con disabilità possa vivere in modo indipendente, e partecipare a tutti gli aspetti della vita. Ma molte testimonianze di vita quotidiana ci fanno rendere conto che non è così, i mezzi di trasporto le stazioni non sono attrezzate. E dove ci sono strutture adeguate troviamo comportamenti incivili di persone normali, come macchine che bloccano i passaggi o posti riservati, ragazzi che fanno scherno di chi è considerato diverso. Allora dov’è quel benessere considerato diritto di tutti, definito Dall’organizzazione mondiale della sanità come "lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere (stare bene) che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società".?
    Benessere oggi è sinonimo di consumismo, il benessere lo si trova nei centri commerciali, nelle saune, nei centri estetici. Il benessere è per le persone definite “normali”, non per i disabili che sono esclusi dalla società e che solo a volte nascondendosi dietro ad un alter-ego come un avatar riesce a sentirsi parte della società, grazie all’ avatar, molto differente da quello cinematografico, riesce ad annullare la disabilità anche se allo spegnersi de computer ritorna all’inevitabile realtà. Fondamentale per chi ha una dis-abilità avere qualcuno al suo fianco che lo incoraggi, che lo inciti, e gli faccia capire che non è diverso ha solo una diversa abilità, che deve scoprire e coltivare, e che non è una persona inutile nella società ma è parte di essa, ed è utile ad essa.



    Ultima modifica di Mgrazia Piscopo il Sab Mag 14, 2011 10:55 am, modificato 1 volta
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    DEMATERIALIZZAZIONE

    Messaggio  arato andrea carmine il Ven Mag 13, 2011 1:29 pm

    Ho scelto l'argomento "Dematerializzazione". Discuterò la differenza tra reale e virtuale, collegandomi al laboratorio sull'avatar. La relazione la pubblicherò quanto prima perchè il mio esame è a giugno. Grazie mille
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    sintesi ultimo esercizio

    Messaggio  Marisa Gallo Cantone il Ven Mag 13, 2011 1:38 pm

    4 ARGOMENTO: CONSIDERAZIONI SU SALUTE E BENESSERE


    La disabilità può essere una considerazione temporanea, ossia transitoria, permanente, progressiva e regressiva.
    Secondo l’OMS per salute si intende l’essere tesi verso un equilibrio da un punto di vista fisico, spirituale e psicologico. Questo rileva che la salute non riguarda solo alcune parti della persona ma l’intera persona; è legata al funzionamento umano a tutti i livelli biologico, personale e sociale; non è separata dal contesto o ambiente in cui la persona vive con il quale interagisce.
    La malattia è uno stato patologico per alterazione del funzionamento di tutto l’organismo che necessita di essere curata per poter ripristinare la salute precedente.
    Nel caso dell’handicap non si può parlare di curabilità ma semplicemente di intervento per il miglioramento della vita della persona.
    La sigla ICF sta per Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute è stato pubblicato nel 2001 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
    Secondo l’ICF la disabilità è una condizione di salute derivata da un contesto sfavorevole. Infatti l’ICF descrive le modifiche dello stato di una persona; gli ambiti in cui può essere utilizzato l’ICF sono: sanitario, sociale. Educativo, statistico, ricerca e sanitaria.
    L’espressione “portatore di handicap” non è pienamente corretta si dovrebbe parlare di soggetto con deficit…Infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità “OMS” ha messo a punto nel 1980 una classificazione internazionale Imapairments, Disabilities and Handicaps.
    L’OMS si basa su tre fattori: Menomazione, Disabilità e Handicap.
    Menomazione: è un danno organico è una disfunzione che comporta un cattivo funzionamento di un arto o di una parte del corpo, o una qualsiasi perdita a carico di una struttura o di una funzione.
    Disabilità: è una qualsiasi perdita conseguente alla menomazione delle capacità da compiere un’attiva nel modo e nell’ampiezza considerati normali per un essere umano. Ossia l’incapacità di svolgere determinate funzioni e di assolvere particolari compiti nel modo e nell’ampiezza considerati normali per un individuo.
    L’handicap è la difficoltà che la persona con disabilità affronta nel confronto con gli altri, il disagio sociale che deriva da una perdita di funzioni, la condizione di svantaggio conseguente alla menomazione, alla disabilità che in un certo soggetto limita o impedisce l’adempimento del ruolo normale che per tale soggetto in relazione all’età, o al sesso. Mi collego al laboratorio di Simona Atzori vedere il video sono rimasta sconvolta…una ragazza senza arti superiori del grado di indipendenza che lei ha raggiunto non credevo ai miei occhi come un disabile potesse riuscire a fare determinate cose, pitturare, mangiare, ballare…nonostante la sua disabilità, menomazione ha una grande forza di volontà.
    Ciecità: è definita come acuità visiva, sul piano pedagogico è considerato cieco il bambino la cui scrittura deve essere in braille e non in nero mi collego al laboratorio: SIMULAZIONE “ occhi bendati”…mettendo la benda davanti agli occhi ho provato sensazioni mai vissute prima in quel momento mi sentivo anche io una persona cieca…mi sentiva spaesata, intimorita dal fatto di non poter avere la situazione sotto controllo, ad un certo punto avrei voluto togliermi la benda e vedere cosa stava succedendo a chi erano caduti gli spicci in quel momento. Le poesie mi hanno colpito molto e mi hanno fatto riflettere su un aspetto a cui non ciò mai pensato prima è invece è una causa del malessere dei disabili… in molte poesie traspare la loro sofferenza dovuta alla solitudine…Concludo con questa frase il valore di una persona senza la vista io mi sentirei senza vita.

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  BarbaraGrande il Ven Mag 13, 2011 2:05 pm

    Mi sono prenotata per lunedì 16 maggio e l'argomento che ho deciso di trattare è quello dell'alimentazione e dei mass media, quindi l'influenza di questo grande mezzo di comunicazione nella società odierna, soprattutto tra i giovani.
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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Rusciano Deborah C il Ven Mag 13, 2011 2:29 pm

    L'argomento che ho deciso di trattare è "corpo abitato e luogo percettivo".Vorrei cominciare col parlare della pedagogia del corpo secondo Gamelli,successivamente fare riferimento all'educazione corporea quindi al valore dello sport in ambito educativo,poi ritornare alla nozione di corpo ,valutato però nel campo della disabilità(corpo e disabilità per la Murdaca)e mettere in evidenza il ruolo delle scienze motorie ,del gioco per i soggetti con disabilità.Infine volevo concludere con due laboratori quali Pistorius facendo riferimento al valore etico dello sport ,e l'Atzori focalizzando l'attenzione sul valore della danza. Secondo lei sono giusti i collegamenti?grazie.....attendo una risposta

    turco valentina

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  turco valentina il Ven Mag 13, 2011 2:38 pm

    io ho scelto l'esercizio n 10= DEFORMAZIONI; la traccia è (ALIMENTAZIONE E MASS MEDIA).
    partire dalla definizione di mass media con tutte le sue sfumature, lati positivi e negativi; quindi mi collego all'alimentazione e mass media quindi ai messaggi che essa trasmette, alle conseguenze che porta (imitazione di comportamenti sbagliati, come anoressia, bulimia, consumo di alcolici, diventare a tutti i costi modelle distruggendosi la vita); mi collego poi al corpo protesico, in particolare alle protesi estetiche, quindi alle tecnologie integrative; prendo qualche considerazione su salute e benessere; i forum a cui farò riferimento sono -arte e disabilità=anita berber, - tecnologie integrative= pistorius.

    professoressa mi dice per favore se va bene? grazie....

    Filomena Cirillo

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  Filomena Cirillo il Ven Mag 13, 2011 2:40 pm

    Inizierò a parlare dell’argomento da me scelto: Prevalenza sensoriale: immagine, silenzio, visivo e uditivo a confronto, proprio da quanto sostiene A.M. Murdaca riguardo la consapevolezza corporea.

    A.M. Murdaca sostiene che l’unità corporea si raggiunge grazie all’azione, grazie alla coordinazione dei movimenti, poiché è solo attraverso di essi che il corpo entra in relazione con il mondo e con gli altri.
    La scoperta della propria corporeità denota la relazione tra cervello, mente e corpo; una relazione che attraverso l’azione è capace di dare senso e significato all’esperienza nella quale il corpo vive e dalla quale subisce continue modificazioni, non solo a livello percettivo, ma anche emotivo -affettivo. A questo punto avviene l’attivazione delle proprie abilità, in particolar modo per i disabili, infatti come sostiene Merleau- Ponty, è attraverso il corpo che il soggetto si esprime, trova la propria singolarità, infatti per il filosofo francese il corpo sutura il mondo fisico con il mondo simbolico. A tal proprosito si possono considerare i sensi come interfaccia fra conscio e subconscio; essi sono “strumenti” che permettono all’individuo di relazionarsi con la realtà circostante creandosi una propria “mappa”, un proprio “territorio”, che corrisponde alla propria dimensione fisica e mentale, nella quale l’uomo può vivere abitualmente. Quindi proprio come sostiene Gamelli, c’è bisogno che il corpo viva in contesti educativi, prestando attenzione ai sensi. Tali considerazioni riguardanti la consapevolezza del proprio corpo grazie all’utilizzo dei sensi mi rimandano al film “Rosso come il cielo” (film scelto nel giorno della lezione virtuale). Protagonista del film è Mirco, un bimbo di dieci anni che solo quando acquista la consapevolezza di essere non vedente, ma di avere comunque un corpo dotato di movimento e di poter sfruttare gli altri sensi, riesce ad aprire dinanzi a sé un nuovo mondo. Lui e i suoi amici cominciano a registrare storie fatte di soli suoni, iniziano a riprodurre la realtà circostante e imparano ad ascoltarla, sentendosi in questo modo lo stesso parte integrante di essa.
    Infatti è proprio come scrive A.M. Murdaca: solo attraverso una strategia integrata si arriverà ad una reale e vera parità delle opportunità e a un corretto riconoscimento delle potenzialità delle persone disabili.
    Infatti l’ambiente esterno dovrebbe porsi nei confronti del soggetto con handicap non con atteggiamenti svalutativi o riduttivi, ma riconoscendo l’originalità di ogni persona e i punti di forza che ciascuno possiede per favorire il processo resiliente di recupero.
    E’ proprio a proposito dei processi di resilienza che è capace di attivare una persona con handicap che si può capire quanto queste persone siano capaci di sviluppare abilità eccezionali e quanto si possa imparare da loro. Essi spesso riescono a far capire che anche se nella vita non si può avere tutto, è proprio quel poco che si possiede che bisogna considerarlo come una ricchezza, perché a volte è solo in questi casi che si riesce ad avere la consapevolezza essenziale delle cose.
    Quante volte capita di trovarsi in una situazione, positiva o negativa che essa sia, in cui non ci sono parole per descriverla, basterebbe soltanto guardarla per intuirla e invece spesso ci ostentiamo a dover trovare delle spiegazioni anche dove non ci sono. L’uomo è in continua relazione con l’ambiente e gli individui che lo circondano e il primo mezzo di comunicazione a cui si pensa è la parola, senza pensare che spesso ciò che si tende ad esprimere attraverso la comunicazione verbale sarebbe molto più efficace esprimerlo attraverso una comunicazione non verbale, servendosi di un’immagine, di un testo scritto o addirittura attraverso un semplice sguardo. Quante volte un silenzio può valere più di mille parole. Spesso le parole possono creare danni, infatti probabilmente a volte è meglio un silenzio che parla, anziché una parola che per il significato che assume in determinati contesti la si potrebbe benissimo considerare “muta”.
    R. Bandler e J. Grinder (due studiosi del PNL) sostengono che ogni essere umano sviluppa dei sistemi rappresentazionali, cioè delle modalità espresse mediante i cinque sensi, tramite cui ogni individuo si rapprsenta la realtà sia interna (mondo psichico) e sia esterna (mondo fisico).
    Nei secoli scorsi il canale-principe della comunicazione era il canale auditivo, poiché pochi conoscevano la lettura e la scrittura. Invece nella civiltà occidentale contemporanea, la quale si può definire la ” civiltà dell’immagine”, il senso più sviluppato per la maggioranza delle persone è la vista. Lo sviluppo di tale senso c’è stato maggiormente con l’arrivo della televisione, del Pc, insomma con l’innovazione tecnologica che oggi porta ad associare allo sviluppo della vista, anche l’udito attraverso l’utilizzo del telefono cellulare, di strumenti per scaricare e caricare la musica (iPod; mp3).
    Tale tecnologia è definita tecnologia estensiva, intesa come ampliamento del corpo. Tale espressione era condivisa anche da M. McLuhan, grande studioso dei mezzi di comunicazione di massa. Secondo la sua riflessione il mezzo tecnologico produce effetti persuasivi sull’immaginario collettivo, indipendentemente dai contenuti dell’informazione ha un grande impatto sociologico e psicologico.M. McLuhan utilizza l’espressione “villaggio globale” per indicare come con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione le distanze si sono ridotte, infatti tutti hanno la possibilità di essere interconnessi con qualsiasi parte del globo.
    L’artificializzazione dell’ambiente da parte dell’uomo, tramite le nuove tecnologie sembra modificare la stessa natura umana. E’ vero la tecnologia permette l’uomo di non essere mai solo, attraverso l’uso del telefono cellulare, la connessione ad internet; ma credo che stia anche rendendo l’uomo superficiale, incapace di assaporare i piaceri della vita. Non c’è più l’emozione dell’attesa perché ci si può continuamente essere in contatto con le persone, ormai addirittura le espressioni di rabbia, tristezza, gioia ecc.. vengono sostituite da simboli che virtualmente producono delle espressioni del viso in base allo stato d’animo che si vuole trasmettere, non a caso si chiamano “emoticons”. Pare ci si accosti sempre più al concetto di ibridazione,in questo caso si può parlare di ibrido tecnologico, la contaminazione tra naturale ed artificiale. I confini di umano e tecnologico si riducono sempre di più, la tecnologia infatti si avvicina a tal punto all’uomo, al suo corpo, alle sue capacità sensoriali e cognitive, da mutare la natura del rapporto tra soggetto e oggetto.
    Dunque ci sono persone ormai che addirittura ne fanno della tecnologia il loro rifugio, per gli adolescenti soprattutto lo schermo del computer diventa la loro maschera ed è per questo che considerano il mondo virtuale affascinante, perché attraverso quest’ultimo si può essere diversi, alcuni addirittura pensano di riuscire ad essere migliori di quanto sono realmente. E’ per questo motivo che oggi si parla spesso di avatar, un alter-ego creato dall’uomo. E’ stato creato anche un film omonimo, ma non si tratta dello stesso tipo di avatar.
    Il primo avatar non è vivo in carne ed ossa, ma è una virtualità attivata dall’uomo attraverso un Pc, un videogames, a differenza dell’avatar del film che è un prodotto di laboratorio, è un clone conseguito da un gruppo di scienziati mettendo insieme caratteristiche genetiche umane con quelli di una razza aliena. In pratica il nostro avatar per quanto virtuale è già esistente, perché impiegato in una realtà simulata.
    Gregory Rawlins nel ’97 aveva già previsto che quando la realtà virtuale si sarebbe perfezionata, gli individui l’avrebbero utilizzata quasi come una vita alternativa, quasi sostitutiva a quella reale spesso insoddisfacente.
    Granelli vede le nuove tecnologie estensive come il tentativo di superare i limiti dell’uomo, per poter potenziare le proprie capacità, per poter far di più o meglio e con minor fatica. Egli sostiene che l’uomo non possiede ancora completamente la tecnologia, perché quest’ultima ha cambiato solo l’ambiente in cui ci muoviamo a differenza dei post-umanisti, i quali sostengono che la tecnologia in quanto l’estensione delle potenzialità umane, può essere anche iscritta nel patrimonio genetico della specie. In tutto ciò però bisogna sempre tenere attivi i sensi e come dice Andy Clark, aggiornare continuamente la mente, perché la tecnologia se mal impiegata indebolisce e riduce le capacità sensoriali.
    Indubbiamente le tecnologie sono un supporto molto importante per l’uomo, soprattutto quando si parla di tecnologie integrative e invasive che vanno a compensare una mancanza fisica dell’uomo permettendogli in un certo qual modo di continuare tranquillamente la propria vita. In un certo senso anche le estensive compensano una mancanza dell’uomo, poiché tramite il telefono cellulare o la connessione ad internet l’uomo può trovarsi in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo; con questo spero però che l’essere umano non dimentichi di essere fatto di carne ed ossa e di essere un” involucro” di sentimenti, di emozioni che come si provano in diretto contatto con l’altro non si provano attraverso lo schermo del Pc in un mondo virtuale.
    Io spero di poter sempre sostenere la posizione di Derrik de Kerckhove, il quale sostiene di non avvertire l’eccesso di informazione mediatica come un pericolo perché il nostro cervello è capace di gestire tutte le informazioni.

    Incrocio le dita … Spero vada bene …


    [u]

    turco valentina

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

    Messaggio  turco valentina il Ven Mag 13, 2011 2:40 pm

    io ho scelto l'esercizio n 10= DEFORMAZIONI; la traccia è (ALIMENTAZIONE E MASS MEDIA).
    partire dalla definizione di mass media con tutte le sue sfumature, lati positivi e negativi; quindi mi collego all'alimentazione e mass media quindi ai messaggi che essa trasmette, alle conseguenze che porta (imitazione di comportamenti sbagliati, come anoressia, bulimia, consumo di alcolici, diventare a tutti i costi modelle distruggendosi la vita); mi collego poi al corpo protesico, in particolare alle protesi estetiche, quindi alle tecnologie integrative; prendo qualche considerazione su salute e benessere; i forum a cui farò riferimento sono -arte e disabilità=anita berber, - tecnologie integrative= pistorius.

    professoressa mi dice per favore se va bene? grazie....

    si
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    Leone Ida

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    PER LA PROF.

    Messaggio  Leone Ida il Ven Mag 13, 2011 2:57 pm

    BUONPOMERIGGIO PROF.LE VOLEVO CHIEDERE COME ARGOMENTO SE POTEVO PORTARE LE TECNOLOGIE INTEGRATIVE COLLEGANDOMI AL LABORATORIO DI PISTORIUS???????ARRIVEDERCI E GRAZIE...

    non è tra gli argomenti ma capisco che avete capito male.
    studiati i materiali e portalo collegandoti ad un articolo proposto
    e alla parte teorica.
    la docente

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    Re: SINTESI ULTIMO ESERCIZIO

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