Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    15bis. Teoria: tecnologie invasive, iniziamo a conoscerle a rifletterci

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    Fabrizia Pinto

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    Tecnologie Integrative (II Parte)

    Messaggio  Fabrizia Pinto il Ven Mag 13, 2011 8:30 pm

    Tecnologie Invasive (II Parte)

    Andrea Granelli, nel suo testo Il sé digitale si pone una serie di questioni. La prima è: “La tecnologia sta modificando il corpo umano?”. La risposta è sicuramente positiva. Infatti oggi la tecnologia è presente in ogni aspetto della vita, e noi esseri umani non possiamo più farne a meno.
    A questo punto Granelli introduce il secondo interrogativo: “La tecnologia potenzia o atrofizza le capacità dell’uomo?”.
    Abbiamo visto con le Tecnologie Integrative, e soprattutto con Pistorius che è possibile completare con apposite protesi, una parte mancante del corpo umano. Nel caso specifico dei flex foot, il corpo dell’atleta si potenzia. Pistorius era in grado attraverso queste protesi di raggiungere il massimo livello della prestazione fisica a tal punto che nel 2008 la sua richiesta di gareggiare con i normodotati fu respinta.
    Per Galimberti ad esempio tutto è tecnica, come anche l’abbigliamento. Tecniche che permettono di rimediare all’insufficienza biologica dell’uomo, e di conseguenza vivere meglio. La medicina è stata dunque una delle prime tecniche che l’uomo ha sviluppato per combattere la morte e le malattie. Ma talvolta la tecnologia viene utilizzata non per fini medici o teraupetici, ma per il semplice miglioramento del proprio corpo come le protesi estetiche.
    Heinrich Popitz, sostiene invece che la tecnologia non completa l’uomo, ma amplia il suo potere di intervento. Popitz fa parte della corrente dei Post-Umanisti, i quali ritengono che le tecnologie modificano le capacità dell’uomo per poi diventare parte del suo patrimonio genetico.
    A differenza di Popitz, Longo afferma che il primo e importante strumento dell’uomo è il corpo stesso. La sua fisicità si trasforma in tecnologia, ma nonostante ciò la mente e il corpo sono sempre attaccati. “Non c’è spirito, mente o intelligenza che non s’incarni in qualche struttura materiale più o meno organizzata”. Quindi la mente disincarnata non esiste.
    Abram invece sostiene che la civiltà e il progresso hanno isolato l’uomo. Egli continua dicendo che è come se la mente fosse stata staccata dal corpo, il quale rimane solo come un involucro, un automa capace di interagire solo con altre macchine.
    Dunque, conclude Granelli che se la tecnologia è mal impegnata, essa atrofizza i nostri sensi e riduce le capacità sensoriali su cui si costruiscono le relazioni umane.
    In fine abbiamo Andy Clark. Egli sosteneva che le tecnologie modificano addirittura il nostro modo di pensare . Clark definisce le tecnologie “aggiornamenti mentali”, cioè delle vere e proprie informazioni che modificano la mente umana.

    elvira diana

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    Re: 15bis. Teoria: tecnologie invasive, iniziamo a conoscerle a rifletterci

    Messaggio  elvira diana il Ven Mag 13, 2011 9:55 pm

    La tecnologia è invasiva quando è intesa come una invasione del corpo umano. Il termine invasione può avere diverse varianti, perchè può significare occupazione, conquista, assalto, ma anche devastazione o sconquasso. Quando si parla di invasione si pensa sempre ad un impianto. Il corpo è il terreno delle nuove sperimentazioni, è la materia prima del mutamento. è il soggetto "invaso" protagonista del nuovo modo di essere e comunicare. E le tecnologie invasive raccontano di questo nuovo individuo che è cyborg, è impianto nel suo essere reale.
    Caronia nel suo testo "Il cyborg. Saggio sull'uomo artificiale" parla di computer come cyborg pensando ad un cyber-organo, quando cioè l'uomo diventa una sola cosa con l'elaboratore elettronico, sostenendo che molte persone rifiutano queste tecnologie.
    La cibernetica studia il controllo e la comunicazione fra gli esseri viventi e le macchine. La cibernetica intende raggiungere l'ambizioso obiettivo di creare macchine artificiali che abbiano le stesse prestazioni del cervello umano. Cyborg significa cybernetic organism, cioè organismo cibernetico. Il cyborg quindi come organismo che integra elementi esterni per espandere le funzioni del proprio corpo per molteplici ragioni. Non si tratta di estensioni virtuali, bensì di protesi di diverso tipo. Le componenti possono variare dalla protesi dell'arto alla protesi del seno, ma anche il prodotto di un lavoro genetico che genera bambini nati in provetta; parlare di cyborg, quindi, include numerosi aspetti dell'unione tra umano e tecnologico: esperimenti di laboratorio chimico e genetico, protesi degli arti e delle gambe e protesi del polmone artificiale.
    Luomo, quindi, attraverso le tecnologie è continua materia di cambiamento.

    teresamemoli

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    Re: 15bis. Teoria: tecnologie invasive, iniziamo a conoscerle a rifletterci

    Messaggio  teresamemoli il Sab Mag 14, 2011 9:17 am

    La tecnologia sta modificando il corpo umano e molte azioni che si eseguono quotidianamente. Gli strumenti tecnologici influenzano profondamente il corpo a livello psicologico, fisico, culturale.
    La tecnologia entra in relazione con il corpo quando rappresenta un'estensione delle sue capacità naturali.
    Le tecnologie invasive rappresentano un prolungamento del corpo biologico e delle sue capacità.
    A differenza del passato, oggi corpo e tecnologia sono sempre più integrati l'uno nell'altro, e questo porterà ad un futuro in cui gli oggetti tecnologici non verranno soltanto usati, ma verranno integrati, accolti all'interno del corpo biologico. Questo è possibile mediante l'applicazione di protesi.
    La tecnologia è invasiva quando è intesa come un'invasione del corpo umano. Il corpo quindi non è più un modello da riprodurre artificialmente, come abbiamo visto precedentemente con le tecnologie estensive e l'avatar, ma diventa esso stesso materia prima per effettuare cambiamenti. L'individuo diventa cyborg.
    Caronia nel suo "Saggio sull'uomo artificiale" parla del "cyber-organo", riferendosi all'uomo che diventa una sola cosa con l'elaboratore elettronico.
    Il termine cyborg (cybernetic organism) significa organismo cibernetico.
    Il termine fu coniato nel 1960 da Manfred E. Clynes, intendendo con esso un uomo migliorato in grado di sopravvivere. Il cyborg non deve essere confuso con altri termini come: robot, umanoide, androide.
    Il robot suggerisce l'idea di una qualsiasi macchina in grado di svolgere più o meno indipendentemente un lavoro al posto dell'uomo. Questi possono essere considerati gli elettrodomestici che utilizziamo a casa.
    Un umanoide è qualsiasi oggetto o essere vivente con una forma analoga a quella dell'essere umano.
    Infine abbiamo l'androide, un robot antropomorfico privo di elementi organici.
    Il cyborg rappresenta dunque la fusione tra l'organico e l'inorganico, tra il naturale e l'artificiale. Quindi parlare di cyborg vuol dire riferirsi ai numerosi aspetti dell'unione tra umano e tecnologico.
    Precedentemente quando abbiamo trattato la lezione su Pistorius è stata posta una domanda: Protesi vantaggio o svantaggio??
    Ancora una volta ritengo che queste siano positive e rappresentino un vantaggio per l'uomo, soprattutto per colui che presenta un deficit. Ad es. l'impianto di un arto, di una mano, di una gamba, annulla il deficit di quella mancanza e consente alla persona di vivere normalmente. La tecnologia invasiva (ma a mio parere la tecnologia in generale) consente di vivere meglio.
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    marasco immacolata

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    Re: 15bis. Teoria: tecnologie invasive, iniziamo a conoscerle a rifletterci

    Messaggio  marasco immacolata il Sab Mag 14, 2011 4:58 pm

    La tecnologia è invasiva quando è intesa come una invasione del corpo umano ,attraverso l 'impianto di nuove tecnologie o protesi.Il corpo non è un modello da riprodurre artificialmente (come l 'avatar delle tecnologie estensive)ma è il terreno delle nuove sperimentazioni ,è la materia prima del mutamento.E'il soggetto "invaso" e protagonista del nuovo modo di essere e comunicare.Quindi le tecnologie invasive raccontano di questo nuovo individuo che non si sdoppia nel digitale ma è cyborg, un impianto nel suo essere reale.A tal proposito citiamo Caronia che nel suo "Saggio sull' uomo artificiale"afferma che l' uomo diventa una sola cosa con l'elaboratore elettronico.Ma il cyborg di cui parla Caronia è il nostro avatar, si parla ancora di estensione,di artificializzazione come realtà virtuale e di cyborg come personaggio collegato al computer.Il cyborg invece è l'essenza dell' invasione, è un essere mezzo uomo e mezzo tecnologia , un innesto tra qualcosa di biologico e qualcosa di tecnologico.Comunque la cibernetica tende a raggiungere l' obiettivo di creare macchine artificiale che abbiano le stesse prestazioni del cervello umano, ovvero la facoltà di pensare e quindi di diventare macchine pensanti.Quindi possiamo notare che, non si tratta di estensioni virtuali, ma di protesi di diverso tipo, che possono variare dalle protesi all' arto alle protesi al seno, ma anche il prodotto di un lavoro genetico che genera bambini nati in provetta.Quindi notiamo che parlare di cyborg include numerosi aspetti dell' unione tra umano e tecnologico: esperimenti di laboratorio chimico e genetico, protesi degli arti e delle gambe e protesi del polmone artificiale.Credo che le tecnologie in generale e in particolare quelle estensive siano positive per l' uomo, soprattutto per le persone con disabilità ,in quanto grazie ad un impianto ad esempio di un arto, di una mano, di una gamba gli può consentire una vita normale.

    d'ambrosio ernestina

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    15BIS TEORIA:TECNOLOGIE INVASIVE INIZIAMO A CONOSCERE A RIFLETTERCI .

    Messaggio  d'ambrosio ernestina il Dom Mag 15, 2011 6:14 am

    In aula abbiamo già parlato dei corpi protesici (ovvero di corpi provisti di protesi)soffermandoci in primis sullle cosiddette tecnologie integrative passsando poi alle tecnologie instensive ,ed in fine abbiamo un approccio con le tecnologie invasive .ESSE SONO INTESE COME INVASIONE DEL CORPO UMANO CIOè L'impianti che vengono introdotti nel nostro corpo .oggi le tecnologie influenzano particolar modo L'individuoe proprio grazie ad esse che la vita delle persone è CAMBIATA.

    Raffaella De Paolo

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    Re: 15bis. Teoria: tecnologie invasive, iniziamo a conoscerle a rifletterci

    Messaggio  Raffaella De Paolo il Dom Mag 15, 2011 11:07 am

    oggi abbiamo parlato dell'importanza della tecnologia nella definizione dell'uomo è sempre piu' evidente, ma già dalla sua comparsa la nostra specie si è ibridata con gli strumenti che costruisce in realtà homo sapiens è sempre stato homo tecnologicus. la tecnologia ha sempre fatto parte dell'uomo, come le tecnologie invasive le quali aiutano il corpo umano a migliorare una disabilità come ad esempio le protesi le quali aiutano a far sentire la persona disabile una persona capace di compiere azioni come qualsiasi altra persona senza disabilità. I love you
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    emiliafelago

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    Re: 15bis. Teoria: tecnologie invasive, iniziamo a conoscerle a rifletterci

    Messaggio  emiliafelago il Dom Mag 15, 2011 11:12 am

    Le tecnologie invasive oramai sono entrate a pieno titolo nella nostra vita, e quindi è possibile notare come queste tecnologie stanno modificando noi stessi, ma soprattutto il nostro corpo. Arnold Gehlen sostiene che le inadeguatezze biologiche vengono compensate mediante la tecnologia: «L’uomo è organicamente l’essere manchevole, egli sarebbe inadatto alla vita in ogni ambiente naturale e così deve crearsi una seconda natura. Anche Capucci ci ha parlato di corpo tecnologico affermando che , il corpo nella sua totalità psicologica, fisica, biologica si lascia invadere piacevolmente e positivamente dalle nuove proposte tecnologiche contemporanee, divenendo un habitat di esse. Gli strumenti tecnologici influenzano il corpo a vari livelli psicologico, fisico, culturale. Anche nel testo di Granelli, Il sé digitale tenta di superare i limiti dell’uomo con le nuove tecnologie e proprio il suo testo si avvicina alle protesi tecnologiche. Come ben sappiamo le tecnologie vengono inventate per lo scopo di potenziare le capacità dell’uomo e quindi per eliminare i vari limiti che si possono incontrare, le innovazioni tecnologiche quindi sono un utilità per l’uomo e per questo che qualsiasi discorso sulla tecnica non può non essere inquadrato nei miti fondativi della nostra cultura. I «post-umanisti» ritengono infatti che la tecnologia possa modificare le potenzialità umane e quando ciò accade quella tecnologia viene di fatto iscritta nel patrimonio genetico della specie. Heinrich Popitz afferma che la «tecnica non ha supplito a una mancanza biologica, al contrario ha ampliato il dominio di intervento dell’uomo, gli ha permesso nuove forme di vita. Egli afferma che le tecnologie non completano l’uomo ma allarga il proprio operare.
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    lidia marinaro

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    Re: 15bis. Teoria: tecnologie invasive, iniziamo a conoscerle a rifletterci

    Messaggio  lidia marinaro il Dom Mag 15, 2011 1:26 pm

    "La tecnologia è invasiva quando è intesa come invasione del corpo umano."
    La tecno contamina il corpo, diventa un tutt'uno con esso, trasformandolo, rendendolo nuovo, avanzato, più vicino alle esigenze estetiche e soprattutto funzionali del nostro presente. La cultura odierna ci parla di un corpo biologico ormai diventato obsoleto che ha bisogno di evolversi per superare i propri limiti: è il paradigma dell'incompletezza secondo cui l'uomo è un essere manchevole e per questo deve crearsi una nuova natura, una natura artificiale ovvero tecnologica.
    Il corpo diventa post umano, altro dalla sua natura biologica, è potenziato, ma ci si interroga su quanto questa ibridazione aumenti o atrofizzi le capacità umane intese nella loro totalità.
    Infatti se la tecnologia è impiegata male e in maniera eccessiva tende inevitabilmente ad indebolire i nostri sensi, riducendo così quella capacità sensoriale su cui si innesta la costruzione dei rapporti umani.

    Spesso le tecnologie invasive vengono confuse con quelle estensive, può essere anche molto difficile distinguerle, ma fondamentalmente la differenza sta nel fatto che quelle invasive non raccontano di un individuo che si sdoppia nel digitale, ma di un cyborg ovvero un organismo che integra nel suo corpo biologico elementi esterni (impianti) per espandere le sue funzioni.

    Il Cyborg qundi è l'emblema dell'invasione, un ibrido mezzo uomo e mezzo tegnologia. La tecno ormai è diventata fisicità.
    Il termine cyborg è nato nell'ambito della medicina e della bionica anche se nell'immaginario collettivo il termine è associato soprattutto a personaggi e storie fantascientifiche, come se il cyborg fosse qualcosa di inimagginabile nella realtà quando invece chiunque abbia una un organo artificiale o un'impianto protesico nel corpo può essere considerato un cyborg.

    Nel terzo paragrafo del capitolo sulle tecnologie invasive si parla di Cyber Art ovvero l'insieme di nuove sperimentazioni artistiche che lavorano proprio sul tema delle mutazioni del corpo trasformato dalle tecnologie. Il corpo mutante viene esaltato, partendo dall'idea che un corpo invaso dalla tecnologia è un corpo migliore.
    Il corpo mutante può essere usato anche come strumeto di protesta nei confronti dei canoni estetici che ci propone/impone la nostra società proprio come ha fatto Orlan, un'artista francese che si occupa di chirurgia e ibridazione, che proprio perchè il suo corpo viene considerato un esempio di bellezza ideale rispetto ai canoni sociali, si è fatta impiantare artificialmente sulla fronte due bernoccoli come segno di protesta.
    Orlan utilizza la chirurgia per fare del corpo qualcosa di diverso da quello che è, rompe gli schemi proponendo nuove visioni e interpretazioni della bellazza fisica, soprattutto quella femminile; il suo messaggio è "Fate il contrario di ciò che vi viene inposto" , No all' omologazione fisica e mentale!
    http://www.orlan.net/

    Le tecnologie invasive in definitiva possono essere funzionali o meno (come nella Cyber art) ma sono in ogni caso l'emblema dei tempi che cambiano e di quanto e come l'uomo si trasformi in funzione di essi.

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    Re: 15bis. Teoria: tecnologie invasive, iniziamo a conoscerle a rifletterci

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