Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

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    antonia trinchillo

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  antonia trinchillo il Lun Mag 02, 2011 9:30 pm

    Oggi in classe abbiamo ascoltato l'esperienza di una signora disabile di nome Adele,la quale quando ha iniziato a parlare ho avvertito il suo dolore,la sua sofferenza perchè dalle sue parole ho capito che lei non accetta la sua condizione.Dal suo racconto ho capito che lei è una donna che ha molta forza e soprattutto coraggio di andare avanti.Ci ha raccontato una sua giornata tipica e di tutti i problemi che deve affrontare nella nostra società perchè ogni giorno questa persone devo combattere per uscire di casa,a causa della mancanza di barriere architettoniche.Come ben sappiamo sono tanti i problemi che ci circondano pero' la cosa che mi fa piu' rabbia sono le persone "normali"che non riescono a capirli,infatti come ha detto Rosanna volontaria e amica di Adele "BASTA DARE IL TUO AIUTO CON UN SORRISO E POI VEDERE COSA SUCCEDE".Ancora una volta grazie a questo laboratorio sono venuta a conoscenza di gravi problematiche che ci sono in questo mondo.

    MariaFCostantino

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  MariaFCostantino il Lun Mag 02, 2011 9:42 pm

    "E' difficile affrontare le giornate","Io non mi accetto,perchè la società non mi accetta"
    Sono queste le frasi che più mi hanno colpito nella testimonianza di Adele.Ascoltando la sua storia ho provato tenerezza e vergogna.Tenerezza perchè è stato assolutamente commovente ascoltare con quale forza e carattere reagiva ai suoi problemi.
    Sapere che dopo 4 anni è riuscita a prendere un bus(dopo varie denunce),invece mi ha turbata.In quel momento mi sono vergognata di tutte quelle persone che non permettono ai disabili di essere indipendenti,che con poca sensibilità e tanto menefreghismo, li costringono a sentirsi inferiori.E' stato gia brutto rendersi conto quando facemmo l'esercizio dell'0rologio di tutto quello che dovevano passare,ma ascoltare una testimonianza diretta è ancora peggio.
    Credo che il discorso che lei ci ha fatto sia servito a molti;spesso ,infatti,ci perdiamo in problemi assurdi, ci facciamo abbattere da piccoli ostacoli e non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati.
    Vorrei ricordare anche quanto ha detto Rosaria"Non sono loro a dare,ma sono loro a dare tanto a noi"riferendosi al volontariato.E'stupendo.
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    claudia ardito

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  claudia ardito il Lun Mag 02, 2011 10:19 pm

    Ogni giorno mi accorgo quanto questo corso sia diverso da tutti gli altri,dovrebbero essere tutti così,solitamente si pensa di piu al lato teorico,ci usano come contenitori di nozioni,date,nomi da dover ricordare senza farci toccare con mano l'argomento.In questo corso è diverso oltre alla teoria c'è la pratica che ti fa entrare fisicamente nell'argomento e senza volerlo l'emozione che ti lascia ti imprime nella mente tutto ciò che studi senza peso.Oltre ad essere una lezione culturale diventa lezone di vita quotidiana,ti fa riflettere su cose a cui non hai mai pensato profondamente perchè distratti dal caos di informazioni talvolta inutili che vogliono per forza inculcarci senza passione e coinvolgimento.Oggi è stato diverso:appena Adele è entrata a primo acchitto ho provato un emozione di sconforto notando il suo disagio ma poi ho sorriso come per dire:ammiro il suo coraggio di essere entrata da quella porta senza paura dei giudizi altrui.Appena ha cominciato a parlare ho notato nelle sue parole tanta rabbia per la condizione in cui è costretta a vivere e per la vita difficile che la società riesce a dargli,caparbietà con la quale ha trovato la motivazione per essere piu autonoma possibile!in quelmomento mi sono sentita proprio mortificata come se fosse anche un po colpa mia perchè mi trovo nella schiera dei normodotati il cui 50% è cieco del disagio altrui.Adele ci ha parlato dei suoi disagi giornalieri e di quanto fosse impossibile anche solo andarsi a prendere un caffè a causa delle mancate barriere architettoniche efficienti che non gli permettono di percorrere una strada senza ostacoli a partire dalla sua abitazione,i pullman senza scivoli dove se ne contano solo 20a napoli "che vergogna" stiamo proprio mssi male,questo è molto grave!!,i marciapiedi sgranati ooccupati da macchine e motorini.Forse le frasi che piu mi sono rimaste impresse con una vena di tristezza sono state:"A volte è proprio come se non esistessi per gli altri, passano oltre ed è come se non mi vedessero",“Odio poi la compassione perché mi fa sentire ancora di più il peso della mia condizione.”“Io non mi accetto perché la società non mi accetta.”Queste sono frasi forti che vorrei far ascoltare non solo al forum ma al mondo intero,questa disabilità,diversità,inabilità,limiti,barriere,impedimenti li abbiamo creati noi i normodotati che vivono una vita comoda che credono di essere onnipotenti ai quali una cosa del genere non potrebbe mai succedere!quelli che guardano sempre con un certo distacco i problemi altrui perchè non gli riguardano,quelli che fanno sentire ALIENI queste persone che vedono il mondo con occhi diversi,che sono sedute in modi diversi o che hanno arti in meno o in piu rispetto alle persone normodotate.Ma non hanno capito o non vogliono ammettere che queste persone hanno tanto da insegnarci perchè si accontentano di come sono,apprezzano le piccole cose che Dio ha donato loro,guardano i lato positivo di ogni cosa,amano piu di chiunque altro insomma Adele per me è stata un ennesimo insegnamento di vita,un ennesimo schiaffo sul volto che mi ha creato dolore ma che mi ha motivata a fare qualcosa per queste persone e per i veri disabili i cosidetti"normali".

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    Borriello Mariaelena

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Borriello Mariaelena il Lun Mag 02, 2011 10:28 pm

    Oggi è stata la lezione,a mio parere,piu bella in assoluto!E' venuta a trovarci una cara amica della professoressa Briganti.....Adele,disabile a causa di una malattia che colpisce i muscoli,costretta a stare su una carrozzina a corrente elettrica.Ci ha raccontato una sua giornata tipo,rifacendoci al laboratorio svolto in classe sull'orologio;forse noi non immaginiamo nemmeno minimamente quante difficoltà può incontrare un disabile solo per andare a fare una passeggiata in città.Adele ha cominciato ,con voce tremante e anche con un pò di imbarazzo, a raccontarci di sè,di quante difficoltà incontra nello scendere di casa;dopo molte denunce ci dice che la situazione è cambiata parzialmente,dato che ci sono ancora tante barriere architettoniche da abbattere,come la discesa e la salita dai mezzi pubbici ,oppure il semplice camminare sul marciapiede!Più andava avanti nel suo discorso e più non sapevo come comportarmi mettendomi nel suoi panni;Adele ci racconta di non sentirsi accettata,inserita in una società che vede con occhi diversi persone come lei che hanno delle disabilità...mi chiedo come si possa affrontare tutto ciò e oggi ho avuto la risposta attraverso le parole di Adele,una donna con una forza di volontà che poche volte ho visto,con forza,dignità,grinta è riuscita ad affrontare tutto ciò!!oggi ho imparato che con un semplice sorriso e l'aiuto dei propri cari NIENTE rappresenta un ostacolo!
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Daniela Vellecchi il Lun Mag 02, 2011 10:58 pm

    L'incontro con Adele oggi è stato molto emozionante e formativo, come sempre sostengo che è molto importante per noi unire la teoria alla pratica e per questo grazie alla Prof che ha organizzato questo corso alla perfezione!
    Adele mi è sembrata una persona molto forte e insicura al tempo stesso, ma devo dire che secondo me in lei prevale la forza, il coraggio di affrontare questa vita.
    Lei stessa lo ha detto "non mi accetto perchè la società non mi accetta!", questo ci fa capire quanto NOI TUTTI siamo responsabili del loro stare bene.
    Tra le tante cose importanti e interessanti che Adele ha detto, una particolarmente mi è rimasta impressa e cioè quando ci ha detto come ci dobbiamo comportare con loro.
    Spesso ci sentiamo impacciati, con la paura di fare troppo o troppo poco per loro, ma lei ha detto "siate semplicemente voi stessi,senza paura di...."; è vero ognuno di noi differisce dall'altro per il carattere, che tra l'altro è l'elemento essenziale al quale lei stessa attribuisce i meriti per essere arrivata dov'è.
    Adele ci ha detto esplicitamente che lei è come noi, anzi esige con tutti i diritti che venga trattata come una persona INDIPENDENTE e AUTONOMA, lei stessa si pone mille obiettivi da raggiungere ogni giorno per sentirsi parte di questo mondo.
    Ci ha aiutato a completare il nostro esercizio sull'orologio, è stata un valido esempio; una persona che si fa valere e che lotta per i suoi diritti.
    Nonostante il suo primo momento di tensione e paura a parlare di fronte a noi, il suo messaggio è arrivato forte e chiaro e per questo la ringrazio..mi ha fatto capire molto.
    Un ruolo importante è svolto anche da Rosaria e da chi come lei, con tanto amore e tanta sensibilità si dedica a loro, cercando prima di tutto un dialogo, perchè SI CRESCE INSIEME.
    Grazie a voi sto scoprendo quanto si può dare e quanto si può ricevere da tutti.
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    RitaAltheaArcopinto

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  RitaAltheaArcopinto il Mar Mag 03, 2011 7:00 am

    La parte laboratoriale di ieri è stata molto istruttiva.
    La Signora Adele, grazie al suo forte carattere, ha avuto il coraggio di spiegare come ci si sente un disabile in una società moderna.
    Ci ha spiegato le sue difficoltà giornaliere in modo conciso ed è stata molto sincera.
    E' una persona molto saggia, infatti ha dato consigli utili per affrontare la vita.
    Ha ragione, per quanto riguarda noi ragazzi: siamo molto polemici, superficiali, ci fermiamo solo davanti all'esteriorità delle cose senza notare la loro profondità interiore.
    Poi, durante il dialogo, è intervenuta Rosaria, la quale svolge il ruolo di volontario. Ha conosciuto molto disabili, i quali li descrive come degli insegnanti, perchè, anche con i loro limiti, fanno comprendere il vero significato della vita!
    Ringrazio la professoressa per averci dato l'opportunità di conoscere queste 2 persone. Smile

    Rosa Lupoli

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    LABORATORIO 15 /BARRIERE ARCHITETTONICHE /RESOCONTO DI ADELE

    Messaggio  Rosa Lupoli il Mar Mag 03, 2011 8:24 am

    IN aula abbiamo ascoltato un esperienza personale di una signora di nome ADELE e devo dire che e stata la lezione più bella in assoluto ..quel senso di dolore di angoscia del suo racconto ho avvertito una gran forza d'animo e lo ammirata molto e mi ha davvero commossa..ci ha raccontato la sua giornata e si e lamentata tantissimo per il fatto che incontra tante barriere architettoniche che ne abbiamo parlato precedentemente in un laboratorio e dico perchè le istituzioni non danno a queste persone il loro diritto di vivere serenemente ??noi tutti non possiamo fare niente per queste persone??IO DICO UN GRAZIE AD ADELE che ha spronato anche noi futuri educatori a non smettere mai di lottare, dice adele" ogni disabile e diverso".un grazie alla prof. BRIGANTI che ci fa vivere sempre tante emozioni ,e ad ADELE voglio dire che e una persona meravigliosa e grazie di essere stata con noi.
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    saraamoroso

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  saraamoroso il Mar Mag 03, 2011 8:28 am

    Il racconto di Adele è stato molto toccante.
    Mi ha molto colpita il suo carattere: ho visto una persona indurita dalla vita, in alcuni tratti anche arrabbiata; allo stesso tempo ho visto in lei molta sensibilità e molta semplicità.
    Non so se per Adele si possa parlare di resilienza. Se, infatti, la resilienza è l'attitudine dell'individuo di reagire e far fronte a situazioni di forte disagio, mediante l'attivazione di competenze individuali e risorse interiori, Adele, come lei stessa ha affermato: "Non mi sono accettata, convivo, mi sono abituata".
    Adele però ci ha anche raccontato che ha combattuto, e che probabilmente ancora combatte, con il condominio, ha fatto delle denunce;
    un' altra frase mi ha colpita: "Non vi appoggiate agli altri, perchè gli altri, un soffio e vanno via"
    Su questo non sono d'accordo. Anche io, in passato e forse ancora oggi, non chiedevo mai aiuto a nessuno, volevo sempre farcela da sola e non mi fidavo di nessuno.
    Ma le mie esperienze passate mi hanno insegnato che chiedere aiuto non è un segno di debolezza; anche io posso sbagliare, posso avere bisogno di altri. Da soli diventa tutto più difficile, se invece si condivide la vita con altri, sembrerà tutto meno faticoso.
    "Aver bisogno" non per forza deve significare "essere dipendenti"
    Purtroppo il racconto di Adele ha confermato tutti i dubbi: nella nostra città, nella sensibilità di ognuno di noi, nelle nostre menti, c'è ancora molto da fare per rimuovere veramente tutte le barriere, per ridare ad Adele e ad altri la propria dignità; per dare ad Adele il piacere di andare a bere un caffè, e di uscire anche se piove.

    http://www.handylex.org/stato/l050292.shtml
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    maria reccia

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    Resoconto di adele: barriere architettoniche

    Messaggio  maria reccia il Mar Mag 03, 2011 8:46 am

    Ascoltando il racconto di Adele mi ha emozionata tantissimo...ci ha raccontato della sua vita da diversabile e delle barriere architettoniche che quotidianamente incontra, e di quanto sia difficile perchè non ci sono mezzi e attrezzature nei vari edifici per rendere meno difficoltosa la sua vita, e anche se ci sono non funzionano infatti ha problemi anche per fare piccole cose come ad esempio andare a prendere un caffè cosa che per noi nn lo è affatto.
    Nelle sue parole c'era tanta amarezza e mi ha toccata tanto quando ha detto: "Non mi sono accettata, convivo, mi sono abituata " e da queste parole che mi sono soffermata molto a pensarci e che non immaginiamo proprio cosa significa stare al loro posto. Ci ha parlato del suo problema ai muscoli, che non ha neanche potuto frequentare del tutto la scuola e aveva pochi mesi di vita, ma fortunatamente tutto si è risolto per il meglio.
    Proprio come ha detto la nostra collega in aula come ha fatto a trovare tutta questa forza?E' sorprendente la sua forza d'animo e l'ammiro tantissimo!!!
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    Viviana Parascandolo

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Viviana Parascandolo il Mar Mag 03, 2011 8:56 am

    Altra lezione,altro laboratorio,altre emozioni.Adele ,con un filo di voce ,ci ha raccontato la sua storia,ciò che ha comportato la sua malattia e i suoi pensieri.Dal modo in cui ha esposto il suo vissuto,in particolar modo dalla sua voce, ho percepito la sua emozione/paura di dover raccontarsi davanti ad una classe così numerosa.Il suo è stato un discorso davvero spontaneo e ci ha dato consigli in maniera del tutto spassionata.La professoressa per metterla a suo agio ha voluto "rompere il ghiaccio" attraverso l'esercizio dell'orologio e ,nel raccontarci la sua giornata tipo ,ho intravisto in lei quella voglia di essere indipendenti,di non appoggiarsi a nessuno se non alle sue forze.Mi ha molto colpito quando ha esclamato a voce ferma "Mi piace sentirmi indipendente perchè la cosa bella vostra è l'indipendenza!!" Spesso diamo per scontato ciò che abbiamo,come le due gambe su cui camminiamo,oppure ci lamentiamo per cose futili e ciò è molto triste perchè spesso non ci si accorge della fortuna che si ha finchè qualcun'altro,magari meno fortunato, non ce lo fa notare.Adele ha molta grinta,molta forza di volontà,fa quel che può per non disturbare gli altri,ad esempio ci ha raccontato che mette da sola la pentola per cucinare o che comunque ha dotato la sua casa di vari appoggi che le possono facilitare il percorso.Lei stessa ha esclamato "Non mi piace dire non ce la faccio,devo prima provarci!".Come non ammirarla dunque per questo suo pensiero??Volere è Potere,non bisogna abbattersi apriori dinanzi alle difficoltà piuttosto bisogna provarci a testa alta perchè "il vincitore non è chi non perde mai,ma chi, cadendo ,trova la forza di rialzarsi".Adele credo possa essere definita una vincitrice,data la sua forza di volontà,non si è lasciata abbattere dalla sua malattia,e ha imparato ad accettare questa situazione e a cogliere comunque i lati positivi che la vita le offre.Essa è dunque un esempio di resilienza e il suo ruolo sociale non è quello di vittima ma di soggetto attivo con idee e azioni proprie. Affinchè però persone come Adele si sentano cittadini attivi, è necessario che ,oltre alla loro forza di volontà,vi siano istituzioni che si preoccupino di loro per innalzare la loro qualità di vita,ma ancora prima delle istituzioni è necessario chiamare in causa prima tutti noi cittadini,perchè è dal piccolo che si parte per fare grandi cose Smile

    Mariacarmen Scuotto

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    15°laboratorio-racconto della signora Adele

    Messaggio  Mariacarmen Scuotto il Mar Mag 03, 2011 9:19 am

    La professoressa Briganti aveva già annunciato sul forum l'arrivo di una sorpresa per tutti noi, questa sorpresa si chiama Adele!
    La signora Adele oggi è venuta in aula a raccontare la sua storia, rivelandosi, poi, esempio per eccellenza di dignità umana.

    Tutto cominciò…
    ….con l'abbraccio di mamma e papà, "è nata Adele, è una bambina bellissima e…sana!!!!"…disse l'ostetrica.
    Fu così che..la videro crescere, fare i primi passi, correre sui prati; "Adele… è una bambina vivace e felice", dicevano orgogliosi i suoi genitori, finché…..
    …. un malaugurato giorno, quella "bambina libera e felice" divenne un ricordo lontano.
    La poliomielite, come una lama tagliente, s' intromise tra lei e la felicità, tra lei e la libertà, ma, MAI, tra lei e l'amore dei suoi cari.
    Fu così che venne reciso il suo futuro da mamma, nonna, donna normodotata,
    …fu così che andarono in frantumi tutti i suoi sogni, sogni di cui ogni essere umano "dovrebbe" beneficiare, ma…che ad Adele non è stato concesso!
    A lei è toccata la cattiva sorte di non camminare più, di non "correre" più con le sue amiche, mai più!!!
    Infatti, ancora oggi, quel male la separa dalla "vita normale"!
    E, mentre, le sue vecchie amiche arrivano a sera cercando una sedia su cui scaricare lo stress giornaliero, coccolate dall'amore della propria famiglia,
    Adele è sola, è rimasta sola, la sua mamma e il suo papà non ci sono più,
    l' hanno lasciata lì, su quella maledetta sedia a rotelle da cui nessun sogno potrà mai sollevarla-separarla.
    Il peso della sua carrozzina è troppo grande, rischia di tirarla giù, nella solitudine più buia ed insopportabile.
    Ma, Adele non si arrende, si aggrappa alla vita e a quei pochi appoggi che la vita le concede:
    un'amica, una sorella, una carezza di un bambino…un racconto in un' aula universitaria!
    E..mai piangere davanti a qualcuno, altrimenti, come lei stessa ammette, ti ritrovi di nuovo solo con la tua solitudine.
    Adele non si sente diversa, piuttosto, è la società che la etichetta tale,
    perché noi tutti siamo rappresentanti di una società che vuole l'UNIFORMITÀ' per sopravvivere in equilibrio, in cui il "diverso" stride.
    E quindi, come può un "disabile" uniformarsi al contesto sociale se portatore di un handicap che la stessa società gli riconosce e gli fa pesare?
    Se non s' interviene con una globale ed efficace educazione pro-disabili,
    cominciando con l'eliminazione dal nostro linguaggio corrente di termini come: disabile, handicap, pietà (nei loro riguardi),
    credo che il singolo sforzo di sensibilizzazione pubblica avanzato da Adele serva a poco e a POCHI!.
    Urge sensibilizzare la weltanschauung, altrimenti la vita di un diversamente abile è destinata alla deriva sociale,
    sia relativamente al mondo emozionale che a quello architettonico-urbanistico.

    Mi rivolgo alla signora Adele: personalmente la ringrazio per la sua preziosa testimonianza di forza e carattere.
    Mi ha fatto intendere bene cosa c' è dietro la vita di una persona semplicemente…meno fortunata di noi:
    tanta dignità, tenacia e, soprattutto, tanta voglia di vivere…quella che spesso manca a molti giovani belli e sani della nostra società!
    Credo che lei abbia ottenuto un gran successo in aula, ho visto colleghe piangere e questo mi ha emozionato moltissimo.
    Quelle lacrime sincere credo che non siano state una manifestazione di "tenerezza" nei suoi confronti, piuttosto,
    credo che abbiano dimostrato che una delle "manchevolezze umane"
    ( ovvero, l'incapacità di apprezzare una condizione di vita sana e "normale" o velleità di perfezione )
    possa essere riconosciuta...anche attraverso un senso di colpa!
    Quindi, per ovviare definitivamente a tale "manchevolezza", occorrerebbe
    un' esposizione/sensibilizzazione costante alle problematiche relative alla disabilità.

    Anche la signora Rosaria, amica di Adele, ha dimostrato, attraverso la sua testimonianza in aula e la sua quotidiana opera di volontariato,
    quanto può essere grande l' apporto emotivo-educativo di un' amica diversabile.
    Tutti possiamo e dobbiamo contribuire alla sviluppo sociale, e dico TUTTI, anche chi è "meno fortunato".
    in questa mia riflessione non ho mai usato il termine "sfortuna", perché possedere la VITA e goderNE è già una cosa preziosa.



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    Imma Malerba

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Imma Malerba il Mar Mag 03, 2011 9:27 am

    Ieri in aula abbiamo avuto una testimonianza reale di tutte le tematiche che stiamo affrontando in questo percorso,tra cui le varie barriere architettoniche,l'emarginazione che ormai è sempre più presente nella nostra società, ma anche cose positive come il rapporto con la fede e il sostegno della propria famiglia,cose per me primarie e fondamentali per affrontare queste situazioni.
    E' stata fatta una domanda ad Adele in aula per quanto riguarda le difficoltà che ha potuto incontrare in casa propria,su come potesse essere strutturata la sua casa,ed è stata data proprio la risposta che mi aspettavo:"purtroppo le difficoltà sono all'esterno".In un passato laboratorio,raccontai proprio tutte le difficoltà che potrebbe incontrare una persona disabile per raggiungere la nostra università tra cui l'accesso agli autobus,difficoltà nel camminare su un marciapiede o qualsiasi altra cosa che per noi risulta banale...Bhè Adele è stata la prova vivente di queste difficoltà purtroppo quotidiane.Mi ha colpito però molto il carattere di Adele,il suo essere testarda e determinata nonostante la sua malattia e il coraggio dimostrato ma purtroppo non tutti hanno la forza di guardare in modo "positivo" queste situazioni.
    In ciò subentriamo noi educatori che dobbiamo dar modo a tutte queste persone di reagire,di sorridere alla vita e soprattutto fargli capire che non saranno mai soli.Spero di avere in futuro la possibilità di stare accanto a queste persone soprattutto perchè penso che loro possano insegnarci davvero il vero senso della vita! sunny
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Anna Rita Barbati il Mar Mag 03, 2011 9:27 am

    Grazie prof...ha in mente quando si trova al posto giusto al momento giusto?? e così è capitato ieri a me....Adele senza conoscerla ha detto cose di cui avevo davvero bisogno e mi ha aiutato in un momento un pò triste della mia vita...ho capito che posso anzi devo superare e proprio come Adele anche io mi sono prefissata un traguardo da raggiungere....buona giornata....
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    Claudia Lo Zopone

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Claudia Lo Zopone il Mar Mag 03, 2011 9:30 am

    Parecchio tempo fa la prof. ci invitò ad eseguire l'esercizio dell'orologio: ciascuno doveva descrivere la propria giornata tipo e riferire quanti ostacoli ci sarebbero stati per un disabile nella nostra quotidianità.
    Ieri in aula ne è arrivata la testimonianza vivente, Adele, una donna colpita da un virus, costretta quindi a girare sulla sedia elettrica,che ci ha parlato non solo della sua giornata tipo, ma anche di ciò che prova in quella situazione. Durante la sua giornata incontra infiniti ostacoli dal prendere l'autobus fino ad arrivare a casa propria, in quanto sulla discesina per disabili ci sono parcheggiati dei motorini...
    Adele ha ribadito più volte la sua voglia di "non voler chiedere", la sua voglia di essere indipendente è fortissima, ma non potrà esserlo, in quanto per piccoli gesti ha comunque bisogno di una mano.
    In lei inizialmente ho visto una donna molto dura, rigida...ho capito che tutto ciò è una maschera per affrontare la vita, per affrontare le persone che mostrano pietà e compassione verso di lei, che va trattata in eugual modo agli altri esseri umani, in quanto è un essere umano.
    Sono rimasta rabbrividita dalla prima all'ultima parola che lei ha pronunciato, in particolar modo quando ha dichiarato che lei non si accetta: "La mia disabilità è come la morte di un parente, impari solo a conviverci" e quando raccontava che nascondeva da piccola la sua carrozzina sotto il letto per non farsi vedere dalle cugine...Credo sia molto difficile raccontarsi, specialmente quando le brutte situazioni del passato si ripercuotono nel presente, ma io credo che questa DONNA abbia una forza immane, magari lei invidierà me perchè sono indipendente, ma io invidio lei per la sua forza interna e la sua forza di volonta!!!!
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  CarolinaGalluccio il Mar Mag 03, 2011 9:33 am

    Ogni lezione in questo corso è un emozione...oggi è venuta Adele a racontarci la suaa esperienza.Adele è una signora disabile ed è costretta a vivere su una carrozzella purtroppo ogni giorno a che fare con le cosidette barriere architettoniche e mentali perchè la comunità non l'aiuta affatto...mentre parlava ho intravisto sia tanta sensibilità ma anche rabbia!!!una delle frasi che mi ha colpito: "noi siamo come voi, ridiamo, amiamo ci arrabbiamo...infatti il disabile è come noi,ogni persona è unica e indispensabile a prescindere che sia disabile o normale...tutto ciò che è diverso puo farci paura...e a volte il disabile viene messo in disparte emarginato proprio perchè viene considerato diverso...oggi non si può pensare ad una società che ancora ha dei pregiudizi nei confronti dei disabili...noi siamo il futuro noi dovremmo cercare di cambire tutto questo di eliminare le barriere e di far capire alle persone che il disabile non è un mondo a parte me è parte del mondo!!!essi come noi devono avere la possibilità di essere indipendenti, di poter svolgere le attività quotidiane di avere una vita migliore, valorizzare queste persone integrarle, renderli cittadini ATTIVI evidenziere le loro potenzialità...questo si può fare unendo le nostre forze per eliminare completamente le barriere sia mentali che archittetoniche!!!Ma mi domando tutto questo quando accadrà ?

    roberta pengue

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    barriere architettoniche

    Messaggio  roberta pengue il Mar Mag 03, 2011 9:41 am

    Emozione, forza , volontà, rabbia ,paura ecco queste sono le prime parole che mi vengono in mente per descrivere la giornata vissuta ieri in aula grazie alla docente che ogni giorno di più mi sorprende con le sue iniziative in questo percorso.La giornata di ieri è stata per me una delle più toccanti grazie alla presenza di Adele una ragazza che da sempre convive con la sua malattia ai muscoli e che purtroppo le ha causato una disabilità agli arti inferiori e non potendo camminare e costretta a muoversi grazie a una sedia a rotelle elettrica che dura fino a 6 ore di carica.Adele prende parola e inizia a voce bassa per l ' emozione a raccontarci la sua storia le sue emozioni ma anche si sente la rabbia che è in lei, e proprio Adele a dire "Mi piace sentirmi indipendente e non chiedere aiuto a nessuno".Adele infatti in casa sua riesce grazie ad una serie di appoggi a fare le cose da sola come farsi un caffè o mettersi la pentola per cucinare , ma non può fare tutto quello che possiamo fare noi soprattutto uscendo di casa incontrerebbe le cosidette barriere architettoniche che già precedentemente grazie alla docente abbiamo parlato di queste barriere che causano difficoltà alle persone come Adele che dice "Non mi piace dire che non ce la faccio , senza averci prima provato".E proprio in questo momento che la docente vista l ' emozione di Adele e il suo imbarazzo nel raccontarsi la sua storia cercò di metterla a suo agio facendole fare un esempio della sua giornata tipo usando il gioco dell ' orologio che precedentemente la docente ci chiese di fare.E cosi Adele fini nel raccontarsi arrivando al cuore di ognuno di noi....io devo dire che quello che ho pensato da subito è che prima di intraprendere questo percorso all ' università per strada relativamente davo peso alle difficoltà che i disabili come Adele potevano incontrare , mentre oggi mi rendo conto grazie anche alla docente di quanto i disabili sono persone fantastiche che con la loro forza e il loro coraggio affrontano la vita.Ringrazio Adele per averci raccontato la sua storia difficile ma emozionante al tempo stesso e alla docente che ci ha dato l ' occasione di sentire le parole di Adele e dello splendido percorso che insieme a lei mi sta facendo crescere e capire molte cose ...grazie alla prossima Smile
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    Paola Ginobello

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Paola Ginobello il Mar Mag 03, 2011 9:57 am

    Ascoltando la testimonianza di Adele durante il laboratorio, il mio cuore ha respirato un aria fatta di Speranza e di attesa...Le sue parole sono arrivate diritte al mio animo, che in questo periodo manca di coraggio...Ho compreso quanto davvero devo considerare la mia vita un dono prezioso. Adele ha iniziato a raccontarci di se dicendo che è molto difficile iniziare le sue giornate perchè incontra molti ostacoli ed ha perfettamente ragione, in quanto per la società d'oggi queste persone sono collocate ai margini...Ma ancora una sua frase mi ha raggiunta in modo particolare: "NON FERMATEVI DAVANTI AI PICCOLI OSTACOLI, la cosa più bella è l'indipendenza, io ho sempre bisogno di qualcuno anche per fare le cose più semplici!" Sono certa che solo una donna con una grande fede e con tanta forza d'animo può dire ciò, allora perchè io dovrei scoraggiarmi?!
    Poi c'è stata la testimonianza di Rosaria, una volontaria, che Adele ha incontrato sul treno Bianco per Lourdes...bene anch'io ho fatto la stessa esperienza due volte sia con gli adulti che con i bambini, e come ha detto lei, sono loro che danno a noi e ci riempiono il cuore di tanta gioia e vitalità!Concludo con due frasi di Adele che hanno fatto cambiare il mio punto di vista della vita:
    "HO DOVUTO COMBATTERE...SIETE SEMPLICI, SIATE UMANI,SIATE VOI STESSI, SENZA PAURA DI...."
    Ecco devo riuscire a non aver paura di....ESSERE ME STESSA!
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    Schiano di Cola Maria P.

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Schiano di Cola Maria P. il Mar Mag 03, 2011 10:06 am

    Vorrei ringraziare la professoressa Briganti per questa opportunità che ci ha fatto vivere, questa esperienza è stata molto significativa per me. Spesso tendo a dare le cose per scontato ma sbaglio, e quando me ne rendo conto comincio a riflettere e ad apprezzare di più quello che ho nella mia vita. Quello che fa parte della mia vita è meraviglioso.
    Ho ascoltato le parole di Adele e i suoi consigli e la ringrazio per questo suo essersi aperta a noi, pur sapendo che possa essere una cosa molto difficile da fare. Ma lei ha avuto il coraggio di farlo, Adele lo ha fatto. Tra le sue parole traspariva una grande forza e anche la sofferenza di aver lottato ogni giorno fino ad oggi e di farlo continuamente. Lei vuole essere indipendente e vuole vivere come tale, cerca di non chiedere mai nulla perché non ama farlo, quello che può fare lo fa ripetendo a se stessa che “volere è potere”. Sono d’accordo con lei, anche a me piace lottare, essere determinata e vedo che in questo lei è come me, è come noi. Ma la società spesso non lo comprende e tende a volgere verso persone con “disabilità” uno sguardo di pietismo. Questo non è giusto, bisogna essere solidali, volgere un sorriso, anche se spesso può risultare difficile, ma può esserlo per entrambi, sia per persone normodotate che per persone diversamente abili. Anche io, come è stato detto in aula, mi sono sempre chiesta come dovessi rapportarmi nei confronti di una persona che può avere tali difficoltà nella vita, ma poi mi veniva naturale, nel momento in cui la incontrassi e stessi con lei, sorriderle, starle vicino. Ma, allo stesso tempo, anche dispiacermi e tale mia sensazione, forse sbagliata, è accompagnata da un grande bisogno di voler essere utile, di voler fare qualcosa offrendo il mio aiuto. Grazie anche all’intervento di Rosaria, una volontaria amica di Adele, ho capito che basta anche un semplice atteggiamento o approccio cordiale e positivo, ma soprattutto sensibile, come segno di riconoscimento verso l’altra persona: basta anche un semplice sorriso. L’importante è trasmettere amore.
    Adele si trova su una sedia a rotelle, perché è poliomielitica fin dalla nascita, ed ogni giorno è costretta ad affrontare delle difficoltà o barriere architettoniche che le impediscono di trascorrere le sue giornate dettagliate come persone definite da lei cosiddette “sane”. Continuo a chiedermi con rabbia perché la società dovrebbe negare loro questa possibilità e non lo capisco. Rimango esterrefatto nell’ascoltare Adele nel dire che dopo quattro anni, per andare all’università e partecipare al corso di pedagogia della disabilità, ha preso il primo pullman a causa di una mancata e non disponibile organizzazione. Ma nonostante questa condizione, che le mette d’avanti la società, lei continua ad affermare di essere una persona come tutte le altre, in grado di amare, di sognare, di arrabbiarsi e di vivere. In queste sue parole riscontro un’immensa forza che suscita in me una grande ammirazione verso di lei.
    Adele pur non accettando la sua posizione, che per lei talvolta ha rappresentato vergogna, è costretta a conviverci, ma nutrendo speranza, amore e fiducia nella vita e questo la spinge a lottare: “anche se non ti va bene una cosa, anche se non ti accetti, vai avanti”. Sono delle parole bellissime e intense, piene di coraggio.
    Adele ha costruito e costruisce la sua vita giorno per giorno vivendo, non su una sedia a rotelle ma, questa sua costante creazione della vita.
    Molte delle cose che ho scritto oggi nel forum le ho imparate dopo aver ascoltato le parole profonde e nobili di Adele.
    Adele, una persona come noi, “sana”, ma diversa in quanto Adele: unica ed irripetibile.
    Prima ho parlato di nobiltà nelle sue parole perché ne voglio fare un tesoro, ricordarle, tenerle presenti e concludere proprio con queste sue parole: “siate semplici, siate umani, ma soprattutto siate voi stessi, senza paura di”.
    Di fronte a queste dico Grazie.
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  angela.bazzicalupo il Mar Mag 03, 2011 10:07 am

    Nella lezione svolta ieri in aula abbiamo avuto un incontro diretto con una persona disabile che ci ha raccontato le sue difficoltà che incontra nello svolgere la sua quotidianità. È stato davvero emozionante averla tra noi, è una persona davvero speciale ma non per il suo essere disabile, ma per il suo essere persona.. mi ha colpito molto il suo coraggio, la sua umiltà e la sua bontà d'animo, in quanto mi ha incoraggiato ad andare avanti anche se la vita ti pone degli ostacoli. Chi meglio di lei può saperlo? Lei che incontra ostacoli quotidianamente eppure non si abbatte...è davvero una persona da ammirare.
    Mi ha commossa ogni sua singola parola.. era lei che dava la forza a noi per affrontare la vita, le difficoltà.. ci sono state delle frasi che ha detto che mi hanno fatto riflettere molto:

    volere è potere” perche se vogliamo veramente una cosa dobbiamo lottare per averla.

    Non le piace dire “ non ce la faccio”, solo dopo aver affrontato il problema lo dice.. beh questa è una frase che anche noi dovremmo ripeterci sempre quando affrontiamo delle piccole difficoltà perché a confronto le nostre sono solo semplici e piccole difficoltà..

    è giusto chiedere scusa non è una vergogna” quante volte per orgoglio non chiediamo scusa??

    non vi appoggiate agli altri perché gli altri un soffio e vanno via” beh anche questa è una frase più che veritiera, perché non bisogna mai fare affidamento su nessuno, perché basta poco per essere pugnalati alle spalle, anche da chi si credeva fosse amico!

    non mi accetto perché è la società che non mi accetta” è vero siamo noi che tendiamo sempre ad etichettare queste persone considerandole “diverse”..

    Tutte le lezione svolte fin ora ci hanno trasmesso qualcosa ma, questa è stata la più bella, la più significativa perché tale testimonianza ci deve far riflettere soprattutto su una cosa molto importante che, noi normodotati siamo persone fortunate e molte volte ci lamentiamo per ogni minima sciocchezza, senza pensare che dietro di noi ci sono persone che soffrono e si aggrappano alla vita per motivi molto più seri e più umani e non per motivi futili e materiali come facciamo noi..
    Adele si sarà anche fermata alla terza media ma ieri ci ha regalato una lezione che neanche una persona con un milione di lauree ci av
    rebbe potuto dare..

    https://www.youtube.com/watch?v=VVAu4fCuflk
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    Principia Palomba

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Principia Palomba il Mar Mag 03, 2011 10:17 am

    Nella lezione di oggi abbiamo avuto un "ospite" molto speciale che ci ha raccontato della sua esperienza personale riguardante la sua disabilità, si chiama Adele ed è una signora che sin dalla sua infanzia ha dovuto convivere con la sua disabilità a causa di un virus che ha colpito un muscolo della gamba destra e l' ha costretta a vivere sulla carozzina.Adele nn ha vissuto un infanzia come tutte le ragazzine della sua età, infatti racconta che aveva vergogna di farsi vedere dalle cugine sulla carrozzina e per questo la nascondeva sotto il lettino. Inoltre ha fatto le elementari, medie e superiori a casa. Oggi in aula la sig. Adele ci ha raccontato delle barriere architettoniche che incontra per la strada: i scivoli che sono inesistenti o esistenti ma ostacolati da macchine e motorini;la difficoltà incontrata quando ha chiesto ai suoi condomini di far allargare l' ascensore e mettere il montacarico; le denuncie fatte perchè carenti di pullman dotati di scivolo ecc.Nonostante tali difficoltà, ha avuto una gran forza d' animo che le ha permesso di andare avanti perchè desiderava più di ogni altra cosa essre autonoma e sentirsi normale.Critica il pietismo poichè crede che questo nn vada adottato con nessuno perchè come sottolinea spesso dobbiamo amare il prossimo come amiamo noi stessi.Le sono state poste molte domande tra cui dove ha trovato il coraggio di vivere e lei ha risp che la forza è arrivata dalla fede,dalla famiglia,dagli amici,ma soprattutto dal suo carattere deciso e tenace.Questa risposta mi ha fatto riflettere molto e come ha ripetuto la sign. Adele spesso noi giovani ci scoraggiamo per cose futili e non riflettendo sul fatto che ci sono problemi molto piu gravi e non risolvibili.Le è stato chiesto anche se si sente ancora emarginata per il suo handicap e purtroppo la risposta è stata positiva e questo è indice di come la società ancora stenta ad accettarla e come dice l' autrice Anna Maria Murdaca :l'obiettivo è la volorizzazione della persona umana con il rispetto delle differenze e delle identità.Tale insegnamento è quello che ci ha fatto capire Adele dicendo in conclusione :"siate semplici, siate umani e affrontate sempre gli ostacoli non scoraggiandovi prima di averli affrontati".
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    Maria Scotto di Cesare

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Maria Scotto di Cesare il Mar Mag 03, 2011 10:19 am

    Ieri,2 Maggio 2011,ho seguito un'altra lezione-laboratorio davvero interessante,formativa e utile come spunto di riflessioni.La professoressa ha invitato a lezione una dolce e schietta signora di nome Adele.Appena Adele e' entrata in aula ho subito capito che in quella lezione qualcosa mi avrebbe colpito e interessato parecchio.Adele e' entrata su di una carrozzina elettrica cn autonomia di 6 ore.Ci ha spiegato che per raggiungerci ha dovuto prendere i mezzi pubblici e fare un bel tratto "a piedi".Era visibilmente emozionata,lo si percepiva dal tono della voce,bassa e tremolante;l'ho,comunque,apprezzata tantissimo.Ha iniziato a raccontarci la sua storia,storia colma di dispiaceri,e non nascondo che ho letto,talvota,una vena di rabbia nelle parole.Ha infatti subito un intervento alla schiena ed e' stata costretta a restare a letto per ben due anni.Tutto cio' a causa di una terribile malattia,la poliomelite;malattia che attraverso un virus colpisce i muscoli.Proprio perche' precendentemente,nelle nostre lezioni parlammo dei disagi di chi e' considerato diversabile,facemmo l'esperimento dell'orologio;cioe' provammo ad immedesimarci in un diversabile e a capire se quest'ultimo poteva vivere nella nostra casa o nei luoghi che frequentiamo combattendo le barriere architettoniche.Adele ci ha, quindi, spiegato che la sua vita non e' del tutto facile.Il problema non e' muoversi dentro casa,perche' l'ha munita di particolari appoggi,ma il problema e' il mondo esterno.Dopo quattro anni e tre denunce,Adele e' riuscita,ieri,a prendere un pullman.Ha dovuto letteralmente combattere con i suoi condomini per avere un'ascensore adeguata e per munire le uscite di scivoli.L'ho ammirata,e durante il racconto non nascondo che i brividi hanno attraversato il mio corpo.Adele:"Non amo chiedere,mi piace sentirmi indipendente!!!".Adele si e' presentata come ,si, una donna dolce e timida,ma anche e soprattutto come una donna testarda,determinata che non si arrende dinanzi a nulla.E a chi le ha chiesto:dove e come hai trovato la forza di combattere? lei ha risposto:"Grazie al carattere forte,alla fede,alla famiglia,agli amici sono riuscita a combattere le mie ansie,le mie paure,le mie insicurezze!"."Da piccola non mi accettavo,nascondevo la carrozzina sotto il letto"."Oggi se mi sento giu' di morale e' perche' la societa' non mi accetta"."Le persone non mi vedono!".Perche' rendere invisibile una persona???Se non la si rende invisibile si sfocia nel pietismo.Le persone non riescono ad approcciarsi in maniera adeguata,in maniera naturale e semplice.Adele e' stata pero' fortunata.Durante un viaggio a Lourdes,nel famoso treno bianco,ha incontrato una giovane donna,Rosaria,che ancora oggi e' al suo fianco dopo ben undici anni.Rosaria ha detto che con Adele ha davvero un rapporto speciale."Litighiamo,ci mandiamo anche a quel paese,ma ci vogliamo bene,ci ascoltiamo a vicenda!".Rosaria: "Ogni giorno Adele mi insegna qualcosa"."Bisogna amare il prossimo e nello stesso tempo amare se' stessi!"."Siate semplici,siate umani senza paure!".Appunto come ho detto nell'incipit del mio resoconto,questa e' stata un'ulteriore lezione di vita.Anche questa volta abbiamo potuto toccare con mano,anche questa volta siamo andati verso cio' che e' pratico.Ci sono stati chiarissimi segnali.Quella che sembra diversita' non lo e'.Anche le persone ritenute "diverse" dalle "sane" si possono innamorare,si posso arrabbiare,si posso legare in modo sincero e schietto ad un amico.Ho capito che tutte le mie " stupide" insicurezze a confronto non sono niente.Ho capito che dare per scontato che ho due gambe,che posso fare tutto cio' che voglio quando voglio, non e'cosa da niente.Tutto cio' che penso lo posso fare!.Adele mi ha insegnato che nella vita VOLERE e' POTERE,devo sempre provare e mai dire: " No,non ce la faccio! No e' qualcosa di troppo grande e invalicabile!".Non devo e non dobbiamo fermarci difronte a niente.Non ci rendiamo conto della nostra fortuna.Al mondo vi sono problemi gravi e sempre piu' cadiamo nel ridicolo e nel patetico.La semplicita' e' la nostra arma.Aiutare e'quel qualcosa che ti rende ricco dentro,e non materialmente. I love you
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    emiliafelago

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  emiliafelago il Mar Mag 03, 2011 10:28 am


    Voglio iniziare il mio commento cosi con una frasi di Adele citata ieri più volte: “ La vostra cosa bella è quella che voi potete pensare e fare io no”. Il laboratorio di ieri è stato forse tra i più belli in assoluto, emozionante dalle prime parole di Adele fino alle sue ultime parole, penso che più di un laboratorio sia stata una vera lezione di vita. Con Adele abbiamo parlato dei vari problemi che può incontrare nelle sue giornate e quindi delle varie barriere che ancora ora si incontrano e che tutti noi abbiamo più volte evidenziato tramite foto e video, quello che mi ha fatto più male ieri è però sentirle dire da Adele che con queste barriere ci combatte tutti i giorni a causa di persone al mio dire superficiali e di personale pubblico non qualificato perchè ancora una volta sollecito e ribadisco che questi problemi in una società sviluppata in tutti i livelli non devono esistere. E normale che se ancora oggi esistono questi problemi non possiamo aspettarci un integrazione da parte di persone come Adele perchè siamo noi a non permettergli che ciò accade, e quindi queste persone si sentono ancora oggi diversi ed emarginate da noi società. Dobbiamo ricordarci che non tutti hanno lo stesso carattere e non tutti hanno la stessa forza straordinari che ieri Adele ci ha dimostrato che combatte per avere ciò che gli spetta di diritto. Però nonostante questa forza non dobbiamo dimenticarci che Adele ci ha ribadito che non ha mai accettato la sua malattia ma che ha imparato a conviverci, e la sua non accettazione ci deve far capire come per queste persone sia difficile trovarsi in condizione di una limitazione della propria liberta in una società e che questi paletti li imponiamo noi non stando attenti a dove mettiamo la macchina, al non avere una manutenzione accurata delle attrezzature pubbliche e tantissime altre cose. Alcune volte noi persone definite “Normali” ci fermiamo davanti a problemi ad esempio il non potere uscire il non potere comprare una determinata maglia, problemi per noi colossali che però per le persone come Adele sono del tutto futili in quanto esistono problemi più importanti di una sciocca maglia non comprata e questo nasce dal guardare sempre le persone che stanno meglio di noi e non a quelle che invece quotidianamente combattono anche solo per prendere un autobus. Nel concludere il mio commento vorrei ringraziare Adele e la sua testimonianza perchè penso che ieri a molti di noi sia servita a riflettere veramente su quello che abbiamo e ad apprezzarci di più. GRAZIE!!!!!!!

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    PellicciaAfrodite

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  PellicciaAfrodite il Mar Mag 03, 2011 10:32 am

    Prima di commentare questo nuovo laboratorio, voglio assolutamente ringraziare la professoressa per l’opportunità che ci offre di stare direttamente a contatto con ogni tema che viene affrontato in aula. In questo nuovo c’è stato un incontro diretto con Adele: una persona disabile che ha raccontato una sua giornata tipica, facendoci mostrare tutte le barriere che incontra nel durante. La prima cosa che ho notato è stata la sua disabilità: mi sono sentita a disagio nel mettermi al suo posto, nell’incontrare ogni giorno delle barriere che non permettono di avere una vita “normale”. Ma il suo racconto è stata molto emozionante e molto profondo, in quanto, subito ho compreso la sua forza d’animo, la sua voglia di vivere nonostante i tanti ostacoli che incontra ogni giorno. Ho subito compreso, che l’ostacolo più grande, sono gli “ALTRI”.

    Infatti affermava: “A volte è proprio come se non esistessi per gli altri, passano oltre ed è come se non mi vedessero”.
    Quindi sono gli altri, la società che costituiscono la barriera più difficile da superara.

    Ed ancora che affermava: “Odio anche la compassione perché mi fa sentire di più il peso della mia condizione”.
    Quindi ancora una volta siamo noi, ovvero la società ad appesantire questo peso, cioè la loro condizione.

    Mi ha maggiormente colpito il suo voler dimostrare di avere anche lei un cuore, un anima e quindi di saper amare come amano tutti o forse anche di più, di saper ridere e scherzare come tutti gli altri. Sono stata veramente affascinata da questa testimonianza, direi da questa lezione di vita e voglio proprio ringraziare Adele proprio per questo!

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  alessiacarannante il Mar Mag 03, 2011 10:38 am

    Ieri la testimonianza di Adele ,mi ha fatto tanto riflettere e commuovere.Una donna colpita da una malattia chiamata POLIOMELITE,ma nonostante questo,una donna con una forza d'animo da invidiare.Ha raccontato un pò la sua giornata "tipo",facendoci riflettere sulle varie barriere che purtroppo esistono e sono evidenti ma nonostante ciò lei "non si ferma",in quanto si definisce "testarda",infatti dice "riesco ad arrangiarmi perchè non mi piace chiedere ,perchè per me volere è potere".Ha raccontato che comunque ha dovuto combattere con il condominio,con le persone del suo palazzo per cercare di far modificare l'ascensore ed ha dovuto combattere tanto perchè nessuno le è andata incontro.Le parole che più mi hanno colpita sono state:"la cosa vostra più bella è l'indipendenza,a voi vi definisco sani perchè potete fare ciò che vi passa per la testa".Allora io penso perchè non comportarci in modo diverso,ovvero non discriminare queste persone?Aiutiamoli,senza però come dice Adele,fare pietismo,perchè ciò non aiuta.Anche quando ha detto che lei non accettava la sua situazione,,infatti nascondeva la carrozzina sotto il letto perchè nessuno doveva sapere che lei non poteva camminare.Parole secondo me che toccano veramente e dovrebbero farci riflettere un pò tutti,me compresa,soprattutto quando ci soffermiamo e stiamo male magari per cose futili ,tipo ad esempio per una delusione d'amore.E' stato bello anche ciò ke ha detto Rosaria,volontaria,ma soprattutto amica di Adele,ovvero "non siamo noi a dare ma sono loro a dare tanto".Invece è stato molto brutto udire da Adele "non mi accetto,perchè la società non mi accetta",allora spero che prima o poi queste persone possono essere considerate normali quanto noi,e tutti possiamo arrivare al punto di pensare e dire ciò che ci ha riferito Rosaria.Infine attraverso la fede ,l'amicizia ,la famiglia si supera tutto e non bisogna mai abbattersi ,ma lottare sempre.
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    Rossella Morra

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Rossella Morra il Mar Mag 03, 2011 10:39 am

    Il laboratorio di ieri è stato come sempre emozionante ed interessante.
    Si è ripreso il problema delle barriere che può incontrare un disabile nella vita quotidiana. Abbiamo avuto un'ulteriore conferma di queste barriere grazie alla testimonianza di Adele ,una donna disabile, che incontra fuori casa tantissime barriere e non può svolgere una giornata tranquilla per colpa dell'indifferenza delle persone che non rispettano i bisogni degli altri e soprattutto delle persone con problemi.
    La vita di Adele mi ha colpita molto , e a dire la verità mi ha commossa , soprattutto quando ha raccontato un momento critico della sua vita che ha dovuto affrontare, cioè un intervento molto pericoloso che poteva rischiare la vita,ma lei, grazie alla sua forza e alla voglia di vivere,ha avuto il coraggio di combattere questo intervento molto pericoloso.
    Abbiamo avuto la possibilità di farle delle domande e molte hanno voluto sapere se in casa lei incontra delle barriere ,ma si sa che chi ha una persona disabile in famiglia, la casa viene costruita in base ai bisogni del disabile.
    Come spiega Adele le barriere le incontra fuori casa e la cosa che più fa male è che nn si fa nulla per migliorare questa situazione.
    Ma nonostante questi problemi,ho notato la grande forza che ha questa donna di affrontare la sua vita,proprio perchè vuole stare con gli altri,socializzare e avere gli stessi diritti che hanno le persone dicamo "normali".
    La personalità forte di Adele in aula mi ha fatto pensare a mia cugina,una ragazza di 20 anni che sta sulla sedia a rotelle.
    Mia cugnina non ha solo questo problema,ma ne ha molti altri, dato che è nata con una malformazione alle vescica ,che per questo motivo (e non solo) ha dovuto sottoporsi a molte operazioni rischiose ,ma come Adele lei ha avuto il coraggio di affrontarli solo per un motivo principale , quello di VIVERE.
    Infatti mia cugina non si è mai arresa nella sua vita,ora ha tanti amici ,porta la macchina fa tutto da sola, grazie anche alla sua forza fisica. Ha solo bisogno di aiuto quando deve prendere la sedia a rotelle dietro al cofano ,ma per il resto è molto autonoma.
    Io penso che queste persone possono insegnarci molto ,ci insegnano che nella vita non bisogna mai abbattersi ,ma dobbiamo affrontare i problemi, perchè attraverso essi noi cresciamo e miglioriamo. Very Happy

    è vero Rossella non è solo per scelta ma per forza che si diventa forti come Adele e come le persone con problemi come tua cugina. c'è tanto su cui riflettere!la docente

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

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