Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

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    giovanni gallucci

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  giovanni gallucci il Ven Mag 13, 2011 4:26 pm

    Ragionando sulla persona con disabilità di oggi,mi ha colpito quella sapienza nascosta che solo un emarginato sviluppa e che io ammiro ma non ho la volontà nè la convinzione di raggiungere,e ammiro la sua volontà.Condivido il trattare come persona la persona disabile,tema per altro già affrontato.

    mariarosaria ranieri

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    barriere archittettoniche:racconto di Adele

    Messaggio  mariarosaria ranieri il Ven Mag 13, 2011 5:07 pm

    ho letto vari commenti sulla lezione svolta in aula....mi è dispiaciuto tanto nn esserci perchè sicuramente è stata una bella lezione...comunque voglio dirle che questo corso è veramente bello...eh ho conosciuto cose che prima non ne ero proprio a conoscenza Smile

    Francesca Licata

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Francesca Licata il Ven Mag 13, 2011 6:19 pm

    Tutte le lezioni di pedagogia della disabilità sono state interessanti ma l’incontro con Adele è stato diverso carico di emozioni contrastanti ma sempre coinvolgenti.
    Quando è entrata ovviamente lo sguardo di tutte era rivolto a lei che mi è sembrata dapprima un po’ impaurita,nel suo sguardo mi è sembrato di vedere la paura di essere giudicata e la paura di far pena ,sensazione che come ci ha spiegato non vuole sentire e che gli altri devono imparare a non provare.
    Poi piano piano la sua voce da stridula incerta e timorosa si è fatta limpida chiara e decisa ed anche il mio stato d’animo è cambiato. È stato un piacere ascoltare la sua storia,stavolta non era un semplice sentire.
    Per un momento quando accennava un sorriso mi è sembrato che tutto quello che stesse dicendo e tutte le peripezie che affronta ogni giorno fossero per lei inezie, sciocchezze perché tanta e contagiosa era la sua serenità.
    La fede sicuramente è stata la sua migliore amica,prima dell’incontro con Rosaria,perché non è facile trovare sempre qualcuno disposto ad aiutarti senza chiedere nulla in cambio solo per la gioia di farlo.
    La sua forza d’animo alla quale saldamente si aggrappa fa di lei una donna speciale unica ma soprattutto autocritica sempre pronta a migliorarsi anche grazie all’aiuto semplice,dolce,silenzioso e non ostentato della sua amica.

    Incontrarla è stata una bella esperienza.
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    Simona Sisto

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Simona Sisto il Ven Mag 13, 2011 6:34 pm

    e come al solito, non si finisce mai d'imparare e di commuoversi in questo corso.
    Ascoltare le testimonianze dirette come quelle di adele, ti lasiano un segno, ma soprattutto ti danno la forza e la voglia di andare avanti in questo ampo, di fare un percorso di studio diveso, col cuore, perchè comprendi che da te, un giorno, dipenderanno altre persone, potrai nel tuo piccolo migliorare le loro vite e con la tua testimonianza potrai , probabilmente, aprire gli chi degli altri, di tutti coloro che vivono la propria vita nell'indifferenza rispetto alle sofferenza altrui...
    ho portato con me 2 mie vecchie compagne di classe che vevano lasciato l'univrsità:qusta lezione le ha colpite, vogliono iscriversi appena possibile da noi.
    la ringrazio a loro nome per averle fatte innamorare ancora una volta di questo lavoro, di aver contribiuto con tutto ciò a restituirle la voglia di fare, di mettersi in gioco.
    Ritornando al racconto di Adele, non riesco a trattenere il sorriso.
    Avevo già compreso, con l'esercizio dell'orologio fatto durante la seconda lezione, quante dificoltà potessero esserci per un disabile in una giornata "normale", quanti ostacoli potessero trovare anche solo per uscire dal proprio palazo, muovendosi semplicemente per casa.
    ciò che mi ha più colpito però sono state le sue parole, il suo accontare quanto per lei è stato difficile accettare la su condizione, quanto l'indifferenza dlla società abbia influito sulla sua vita, sul suo stato d'animo...
    concludo facendo i complimenti ad Adele per la sua forza ma soprattutto tnti auguri per il futuro.

    ANNUNZIATA NATALE

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  ANNUNZIATA NATALE il Ven Mag 13, 2011 7:54 pm

    GIORNO DOPO GIORNO GRAZIE A QUESTO CORSO E AL FORUM, QUEST ULTIMO LO RITENGO UN BAGAGLIO DI EMOZIONI E SENSAZIONI , I MIEI INTERESSI AUMENTANO SEMPRE PIU', RITENGO CIO' UN OTTIMO METODO PER AFFRONTRE , LE PROBLEMATICHE SOCIALI, IN MODO SERENO , PIACEVOLE E ALLO STESSO TEMPO APPRENDERE ATTRAVERSO L' ESPERIENZA DIRETTA PER CONSERVARE E DARE DA FUTURI EDUCATORI UN CONTRIBUTO A MIGLIORARCI.
    QUESTO CORSO METTE IN LUCE GLI ASPETTI POSITIVI DEL DISABILE SENZA CADERE IN QUELLA RETE DI PIETOSISMO CHE DEFINISCO DEL TUTTO INUTILE E INSENSATO.
    INFATTI PROPRIO ADELE IN AULA HA AFFERMATO:::: "NOI SIAMO COME VOI " NULLA DI DIVERSO!!! IL GRANDE PROBLEMA DEI DIVERSAMETE ABILI E' QUELLO DELLE BARRIERE ,QUESTE BARRIERE RENDONO INCAPACI DI MANIFESTARE LA LORO INDIPENDENZA PERCHE' OSTACOLATI E NON PERMETTONO DI SVOLGERE IN MODO FACILE E SERENO LA VITA QUOTIDIANA .....
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    Velardi Giusy

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Velardi Giusy il Ven Mag 13, 2011 8:52 pm

    Questa credo sarà la lezione che porterò nel cuore per sempre.Avere un contatto diretto,sentire parlare una persona con disabilità,avere la possibilità di farle delle domande, è stata un'esperienza meravigliosa ma soprattutto infinitamente utile,un nuovo tassello che si aggiunge al "puzzle della mia vita" e che mi ha permesso di credere ancor di più in quel che faccio ed essere maggiormente sicura della strada che ho intrapreso.Durante questa lezione non ho smesso un attimo di avere gli occhi pieni di lacrime,so che non avrei dovuto perchè so che col lavoro che vorrei intraprendere dovrei lasciar fuori le mie emozioni e che non aiuta a far sentire meglio una persona con disabilità,e che se mi avesse visto Adele avrebbe interpretato questo mio atteggiamento come pietismo.Ma posso assicurare che non è cosi,le mie lacrime sono state espressione del fatto che in quel momento mi sono sentita un puntino,una stupida..ho pensato a tutte le volte in cui mi sono lamentata per delle cose banalissime,a tutte le volte in cui mi sono tirata indietro per paura ,quando le vere difficoltà sono tutt'altre,quando mentre io sono seduta allegramente al bar con le amiche,ci sono persone che combattono,che lottano contro mille ostacoli,mille barriere...le mie lacrime volevano dire "Adele ti ammiro tanto". Inizialmente ho avvertito il disagio di Adele,nel raccontare di sè e delle tante difficoltà che incontra quotidianamente e soprattutto è emersa la rabbia,rabbia perchè ancora non riesce ad accettare la sua condizione "Non mi accetto perchè la società non mi accetta" e questo credo sia davvero una denuncia nei confronti di una società cinica,insensibile, che non ti vede,non ti sente e che nn permette d'integrarti.Oltre agli ostacoli riguardanti le barriere architettoniche,la barriera più difficile da abbattere,purtroppo, sono gli altri"Noi siamo uguali a voi,c'innamoriamo,soffriamo ,piangiamo,sorridiamo...anche se non si vede" ha detto ad un certo punto e credo che questo dimostri quanto grande sia il desiderio di essere accettati e che tutti dovremmo comprendere che da persone come Adele non possiamo che imparare e che queste persone sono speciali proprio per la loro diversità."Siate semplici, siate umane, siate voi stesse senza paura ..." è questo che chiede Adele quando la si incontra per la strada.Infatti questa è una cosa che mi chiedo spesso "come devo comportarmi se incontro un disabile?" mi capita molto spesso di pormi questa domanda,avrei voluto porla ad Adele ma nn ce l'ho fatta,ma c'ha pensato una mia collega ed ho capito che bisogna comportarsi con disinvoltura che un saluto,un piccolo aiuto,un sorriso vogliono dire molto ..Inoltre mi ha emozionato quando ha raccontato che suo padre con amore la chiamava "il pericolo è il mio mestiere" si perchè Adele nonostante le prime difficoltà iniziali,che l'hanno portata da bambina a nascondere la carrozzina sotto il suo lettino,ha compreso che quella era la sua vita e che doveva lottare per stare al mondo e cosi ha fatto.Adesso Adele è una donna coraggiosa che cerca di affrontare e superare le sue paure,e ho letto nelle sue parole con quanta tenacia e determinazione riesce a conquistare ogni giorno di più la sua indipendenza,che credo che per un diversamente abile sia uno dei traguardi piu importanti e difficili da raggiungere.Grazie alla forza d'animo che ci dimostrato oggi Adele con le sue parole,forza che ha trovato nella fede,nella famiglia,negli amici, ci ha donato un grande insengamento,quello di affrontare ogni giorno la vita con coraggio,di andare avanti e non abbattersi alle prime difficoltà ,ai primi ostacoli...Adele oggi mi ha insegnato che non mi è permesso dire "non ce la faccio" ma soprattutto che non siamo noi a donare qualcosa ai disabili,ma sono loro che riempiono i nostri cuori,lasciandoci qualcosa di speciale...Attraverso poche parole,ma ricche di significato oggi ci ha regalato una grande lezione di vita!!! Grazie Adele!!
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    savio anna

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  savio anna il Ven Mag 13, 2011 9:02 pm

    Posso solo affermare con tutta me stessa che l'incontro avvenuto in aula con Adele mi ha davvero segnata dentro,nel profondo e difficilmente potrò riprovare quelle sensazioni e quelle emozioni che pian piano si sono impossessata di me in pochissimi minuti. Ringrazio con tutto il cuore la professoressa Briganti,ma soprattutto Adele che è stata disposta a raccontarci la sua testimonianza di persona facendoci toccare con mano,facendoci penetrare nel suo mondo in quella che è la sua vita,una vita completamente diversa dalla nostra,una vita purtroppo segnata sin dalla nascita,poichè Adele è una donna diversamente abile costretta a vivere su di una carrozzina elettrica.Lei è venuta li in un aula enorme,piena di persone che inizialmente la guardavano incuriosita,ma dopo pochissimi secondi tutti abbiamo dimenticato il suo problema,il suo disagio,abbiamo soltanto aperto i nostri cuore e le nostre anime ad una donna che è veramente e sottolineo veramente un esempio di grandezza,coraggio,forza,caparbietà,una donna che nonostante le mille difficoltà riesce o almeno tenta di svolgere azioni che per noi potrebbero sembrare banali,ma che nel suo corpo richiedono davvero uno sforzo assoluto.Quando incontravo un disabile in strada avrei tanto voluto fermarmi,parlargli,chiedere se aveva bisogno d'aiuto,ma non l ho mai fatto poichè temevo che il mio potesse essere scambiato per pietismo cosi mi allontanavo,pentendomi un attimo dopo di esserci passata accanto nella più totale indifferenza anche se dentro di me non era affatto cosi.l'abbiamo chiesto ad adele e secondo il suo soggettivissimo parere e la sua personalissima esperienza quando incontriamo una persona disabile dobbiamo semplicemente chiedere se vuole una mano,non facendo atti di pietismo nè tantomeno mostrando indifferenza,ripeto nonostante sia soggettiva la cosa io grazie alle sue parole so come comportarmi so cosa fare e come agire in questi casi.Nelle parole di Adele traspariva anche una sofferenza,un dolore che si porta dentro sin dalla nascita,per tutti i momenti di sconforto di frustrazione e di disperazione a cui si è lasciata andare.si sarà sicuramente chiesta perchè è successo proprio a me e chiunque al suo posto lo farebbe almeno una volta,ma ha finalmente acquistato reale conoscenza di quello che da sempre l'accompagna,forse non l'accetterà mai e poi mai ma ci convive e lo fa nel modo migliore,io non sono riuscita a trattenere le lacrime quando rivolgendosi a noi ha detto che non dobbiamo lamentarci se siamo magre oppure grasse,bionde o brune,mi sono sentita una formichina avrei voluto sprofondare,non mi sono sentita mai prima di allora cosi piccola,lei ha più volte dichiarato che non bisogna prendersi in giro,la sua vità non sarà mai una vita normale,sarà comunque condizionata,le sue uscite essendo connesse ad una carrozzina elettrica devono rispettare le condizioni climatiche,non può mai dimenticare il caricabatterie poiche essendo elettrica ha una durata di massimo 6 ore se non erro,ma noi dobbiamo capire che lei come tantissimi altri sono esattamente come noi persone che amano,soffrono,si arrabbiano.è ammirevole il coraggio con cui lei ci ha raccontato tutto ciò la frase più bella è stata quella che diceva io non posso dire di noi potercela fare se prima non ci ho provato,magari dopo mi rendo conto che è impossibile per le mie capacità e mi arrendo,ma prima ci devo provare!!che donna meravigliosa e che insegnamento ha dato a tutte noi io non so se queste persone sono già forti caratterialmente oppure il tutto dipende dalla loro malattia ma so soltanto che io vorrei soltanto per un attimo la sua forza il suo coraggio la sua caparbietà,il suo aggrapparsi alla vita con tutti gli artigli a disposizione.lei ha anche parlato d'amicizia e d'amore e questo nonostante io lo sapessi mi ha ancor di più ha aiutata a capire che loro sono esattamente come noi,li con lei c'èera una sua grande amica che diceva che all inizio della conoscenza adele era scontrosa e antipatica,mentre adesso quando c'è il sole sa già che di li a poche ore adele se la ritroverà fuori la porta per farle compagnia a casa!!soltanto nel raccontarlo io mi emoziono ancora.Dopo questo corso non mi permetterò più di sbuffare se un pullman non arriva o se perdo una metro,penserò soltanto a lei come a tanti altri che ogni giorno combattono con le mille difficoltà che incontrano mettendo appena il piede fuori di casa,eppure loro non si arrendono vanno avanti e guardano al futuro proprio alla stessa maniera in cui lo facciamo noi!!non mi và di prolungarmi ancora posso solo ringraziare nuovamente la prof ed adele che mi hanno permesso di crescere un pò in soltanto un'ora !grazie di cuore!

    felicialuongo

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    15.lab. 2 maggio-barriere architettoniche:resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  felicialuongo il Ven Mag 13, 2011 9:34 pm

    Nella lezione di lunedì 2 maggio si è tornati a parlare delle cosiddette barriere architettoniche ma l'abbiamo fatto in maniera particolare. La bellezza di questo corso consiste proprio nell'immergerti nella raltà della vita; l'esperienza diretta aiuta a riflettere, a capire e a comprendere ancor di più. Oltre ad essere una lezione culturale diventa lezione di vita quotidiana. Appena Adele ha iniziato a parlare ho percepito il suo dolore, la rabbia non tanto per la sua condizione quanto per il mondo, per la società che non l'accetta, per l'arroganza, l'egoismo, l'indifferenza della gente, ma ho notato anche la sua grande forza e il suo coraggio. Ci ha raccontato un pò la sua vita. Da piccola è stata colpita da poliomelite,una paralisi infantile, colpisce il muscolo. Ha avuto un grosso intervento alla spina dorsale, che poi l'ha portata a stare 2 anni a letto. Già un pò di tempo fa svolgendo l'esercizio sull'orologio, confrontando quindi una mia giornata tipo con quella di una persona disabile mi sono resa conto che quest'ultima incontrerebbe molte difficoltà ma se in quell'occasione potevamo soltanto immaginare,ggi invece abbiamo potuto ascoltare la reale testimonianza di Adele. Ci ha spiegato che è difficile affrontare le giornate. Nel parco dove abita ci sono molte scale per non contare poi i motorini e le macchine che occupano i posti riservati ai disabili. Cosa che non dovrebbe accadere ma purtroppo molte persone non sanno cosa sia il RISPETTO. Per quanto riguarda il suo interno casa non ci sono barriere architettoniche perchè sono state abolite prima che rientrasse ma fuori invece al suo palazzo ce ne sono tantissime. Ha dovuti combattere con il condominio dove abita per far mettere lo scivolo e per apportare modifiche all'ascensore perchè la carrozzina non ci entra. Inoltre a Napooli vi sono solo 20 autobus muniti di scivolo per i disabili ma non funzionano. I marciapiedi sono alti e stretti e privi di pendenze; e poi deve tener conto anche del tempi, infatti quando è brutto, soprattutto d'inverno, sta spesso in casa. E' una delle poche persone che usa la carrozzina elettrica, sia perchè non ama chiedere e le piace essere e sentirsi indipendente, sia perchè è molto coraggiosa. Ha ribadito più volte che la nostra cosa bella è l'indipendenza:ciò che pensiamo lo possianmo fare. Spesso non ci rendiamo conto di cosa sia e quanto è importante l'indipendenza, dal momento che per lei risulta difficile anche solo andare al bar a prendere un caffè. Ma la sua testardaggine, la sua determinazione l'hanno portata ad affrontare le difficoltà, a superarle e cercare di vivere al meglio la sua vita. Cerca sempre di affrontare le sue paure e di superarle. Non riesce mai a dire non ce la faccio senza prima averci provato ed ha detto a tutti noi di non scoraggiarci per le piccole cose. Ci ha consigliato di non appoggiarci agli altri ma di imparare a fare da soli nella vita perchè gli altri con un soffio vanno via. A tal proposito ha detto non conta avere tanti amici, se poi non sono "veri amici", l'importante è POCHI MA BUONI! All'inizio non si accettava, nascondeva la carrozzina anche alle cugine poi però ha cominciato a convivere con la sua situazione. Mi ha colpita e rattristata sentirle dire: "HO LOTTATO CON IL MONDO PER POTER STARE IN MEZZO AI (COSIDDETTI SANI); NON MI ACCETTO PERCHE' IL MONDO, LA SOCIETA' NON MI ACCETTA! A volte è proprio come se non esistessi per gli altri, passano oltre ed è come se non mi vedessero..." Ci ha fatto anche un esempio in merito; proprio la mattina in cui è venuta all'iniversità da noi, ad una dimanda posta ad un grupprtto di 5o6 ragazze soltanto una le ha risposto e l'ha accompagnata fino in aula. Quella di Adele è stata una grande testimonianza che ci ha fatto capire tante cose, noi ci dovremmo comportare con loro con disinvoltura, come facciamo normalmente tra amici, basta un sorriso, un saluto, un semplice ciao. Ci ha detto di non mostrare pietismo se dovessimo incontrare una persona disabile, perchè fa molto male, non è con la pietà che li aiutiamo. "NOI SIAMO PERSONE COME VOI, ANCHE SE APPARENTEMENTE NON SI VEDE; NOI POSSIAMO AMARE, ARRABBIARCI, SCHERZARE, GIOIRE..." VI RINNOVO L'APPELLO: SIATE SEMPLICI, SIATE UMANI, SIATE VOI STESSI! Questa forza straordinaria di Adele, come lei stessa ha detto è dovuta al suo carattere, poi c'è la fede, la famiglia, gli amici. Alla base dovrebbe esserci il DIFENDERE LA DIGNITA' DI OGNI PERSONA, dal concepimento fino al termine naturale dell'esistenza. Viviamo in una società in cui forme di relativismo sembrano affermarsi, un certo tecnicismo tende ad orientarci al di fuori dei valori assoluti. Qualche cosa deve cambiare partendo dall'educare le nuove generazioni. Il primo intervento è il riconoscimento dell'essere umano fin dal suo concepimento. L'identità personale si definisce come "essere in relazione", come rapporto con un altro diverso da sè che consente alla persona di strutturarsi e di consolidare, al tempo stesso, la sua unicità. Attraverso la relazione e mediante essa, è possibile crescere. Il processo di crescita implica sia l'identificazione positiva della propria persona sia la possibilità di divenire un adulto responsabile nei confronti di altri e dell'ambiente. L'identità personale è perciò l'esito di un processo educativo che si realizza entro un'appartenenza concreta, tangibile nella relazione interpersonale. Solo una società che sa dare valore alla generatività ed è capace di dire di si alla vita, si alla diversità, si alla solidarietà, si all'accoglienza, si all'integrazione, si alla condivisione, può trovare in se stessa la forza necessaria per educare le nuove generazioni. La centralità della persona dovrebbe essere ribadita con forza. Superare la frammentazione delle conoscenze e valorizzare le differenze è possibile solo se si individua un senso profondo nell'esperienza e nell'azione educativa. Questo "senso" è affidato alla centralità del singolo, alla valorizzazione dellla sua unicità come persona. Il soggetto è persona umana inserita tra altre persone che insieme a lui costituiscono la comunità; persona tra persone con le quali si instaura il dialogo, si costruiscono le regole del vivere sociale, si negoziano i conflitti, si impara la convivenza, si cresce da e con i saperi e le culture tramandateci storicamente. Sulla centralità della persona e sul ruolo del contesto sociale può e deve, dovrebbe esserci condivisione. La decisione da prendere, quella fondamentale, è una: decidere di essere protagonisti, oppure essere spettatoti, commentatori inutili e critici sterili di ciò che accade senza mai vedersi presenti in prima persona.
    Pensando a ciò che ha detto Adele a proposito degli amici, i veri amici, "pochi ma buoni" e anche al suo legame forte con Rosaria, mi è venuta in mente questa poesia che vorrei condividere con voi

    UN AMICO E' COSI'...
    E' facile allontanarsi sai
    Se come te anche lui ha i suoi guai
    Ma quando avrai bisogno sarà qui
    Un amico è così
    Non chiederà nè il come ne il perchè
    Ti ascolterà e si batterà per te
    E poi tranquillo ti sorriderà
    Un amico è così

    E ricordati che finchè tu vivrai
    Se un amico è con te non ti perderai
    In strade sbagliate percorse da chi
    Non ha nella vita un amico così

    Non ha bisogno di parole mai
    Con uno sguardo solo capirai
    Che dopo un no lui ti dirà di si
    Un amico è così

    E ricordati che finchè tu vorrai
    Per sempre al tuo fianco lo troverai
    Vicino a te mai stanco perchè
    Un amico è la cosa più bella che c'è

    E' come un grande amore, solo mascherato un pò
    Ma che si sente che c'è
    Nascosto tra le pieghe di un cuore che si dà
    E non si chiede perchè.

    Maddalena Russo

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Maddalena Russo il Ven Mag 13, 2011 11:14 pm

    ASCOLTANDO LE PAROLE DI ADELE HO AVUTO UN ULTERIORE CONFERMA DI QUANTO è STATO DETTO DURANTE QUESTO CORSO E DA TUTTE LE ALTRE TESTIMONIANZE. PROPRIO COME IL CASO DI PISTORIUS,ATZORI ECC..ANCHE IN ADELE SI NOTA LA FORZA,LA VOGLIA DI ANDARE AVANTI(ANCHE SE NON SEMPRE SI SENTE ACCETTATA DELLA SOCIETà)E LA VOLONTà.MA è PUR VERO CHE IN LEI HO NOTATO UN SENSO DI RABBIA..RABBIA DOVUTO PROPRIO DAI PREGIUDIZI DELLE GENTE,DALLA POCA CONSIDERAZIONE CHE ALCUNE PERSONE HANNO DI LEI!!!!! DURANTE LA SUA TESTIMONIANZA CI HA PARLATO DELLE DIFFICOLTà CHE QUOTIDIANAMENTE INCONTRA ALL'ESTERNO...PARLANDO DELLE COSI DELLE "BARRIERE ARCHITETTONICHE".QUESTO SUO DISCORSO MI HA PORTATA SUBITO AD UN LABORATORI FATTO TEMPO FA(L'OROLOGIO).IN QUEL CASO ERAVAMO NOI STUDENTI A DESCRIVERE LA NOSTRA GIORNATA TIPO E METTERLA A CONFRONTO CON QUELLA DI UN DISABILE. A FINE ESERCIZIO HO AVUTO MODO DI CAPIRE QUALI SONO LE DIFFICOLTà CHE POSSONO TROVARE I DISABILI,ANCHE SU COSA CHE PER NOI SONO BANALI....MA CON IL RACCONTO DIRETTO DI ADELE è COMPLETAMETE DIVERSO...NON è IL SEMPLICE RACCONTO,MA PIUTTOSTO è STATA L'ESPRESSIONE CHE AVEVA NEL RACCONTARLO,LE EMOZIONI CHE TRASMETTEVA,IL SUO DISAGIO A FARMI RIFLETTERE TANTISSIMO E A CAPIRE REALMENTE LO SCOPO "DELL'OROLOGIO".
    QUELLO CHE POSSO DIRE è GRAZIE..GRAZIE AD ADELE GRAZIE ALLA PROF. BRIGANTI PER QUESTE LEZIONI DI VITA,QUESTE OPPORTUNITà CI STANNO REGALANDO CHE CI AIUTANO A CRESCERE E A CAPIRE DAVVERO IN CHE MONDO SIAMO......
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    GiovannaCasiello

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    L'incontro con Adele

    Messaggio  GiovannaCasiello il Ven Mag 13, 2011 11:44 pm

    Oggi si è avuto l'incontro con Adele, una donna poliomelitica ma che esprime una grande forza. Ci ha rese partecipi della sua giornata, di ciò che ha voluto ottenere affrontando 1000 problemi, quando in realtà è ciò che le spettava di diritto. E' stata chiara, senza fare discorsi complessi ha reso al meglio l'idea di cosa voglia dire per un disabile vivere in una società che lo rifiuta. E' stata per me un'esperienza forte! Ho provato vergogna perchè al suo racconto mi sono sentita "piccola", in quanto consapevole di essere a volte pessimista, di non aver la fermezza e la costanza di mettermi in gioco. Adele invece ha combattuto le sue paure, ha deciso di combattere il pietismo, la compassione, il non essere accettata dalla società, combatte in primis con se stessa. Ha risposto ad una domanda che una ragazza le ha fatto e che io mi pongo spesso:noi persone "sane" cosa dobbiamo fare per avvicinarci ai disabili senza far sentire il senso di pietà? La risposta è stata semplice: siate voi stessi , perchè le cose vanno fatte solo se sentite. Un'altra affermazione profonda è stata:"la forza si trova dentro di sè. Non vi appoggiate agli altri, altrimenti non vivete la vostra vita" E come darle torto? Si ritiene che la società di oggi sia una società individualista e quindi egoista. Attenzione, Adele non ci ha detto di essere individualisti ma di mantenere una nostra identità! Stare con l'altro, aiutare l'altro non significa annullare se stessi! Ciò oggi non viene compreso facilmente. Infine è stato giusto il suo chiarimento:"anche noi disabili non siamo tutti uguali, siamo persone come le altre ma ognuno con un proprio carattere e non tutti reagiscono con un sorriso". Adele è un grande esempio di cosa significhi essere presenti a se stessi, ha affermato che lei non accetta il suo stato ma ci convive ed un forte aiuto l'ha trovato, oltre che nel suo carattere, nella fede.
    Dobbiamo risvegliare le coscienze, la malattia della società di oggi è l'indifferenza velata dalla convinzione che non si può cambiare la condizione di chi ha bisogno di aiuto, ma questa è solo la scusante di chi non vuole "rimboccarsi le maniche" e spendere le proprie energie, conoscenze e tempo per realizzare IL CAMBIAMENTO!
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    Velardi Giusy

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Velardi Giusy il Sab Mag 14, 2011 12:27 pm


    Nei giardini che nessuno sa Renato Zero


    Senti quella pelle ruvida.
    Un gran freddo dentro l’anima,
    fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
    Troppe attese dietro l’angolo,
    gioie che non ti appartengono.
    Questo tempo inconciliabile gioca contro te.
    Ecco come si finisce poi,
    inchiodati a una finestra noi,
    spettatori malinconici,
    di felicità impossibili…
    Tanti viaggi rimandati e già,
    valigie vuote da un’eternità…
    Quel dolore che non sai cos’è,
    solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
    E’ un rifugio quel malessere,
    troppa fretta in quel tuo crescere.
    Non si fanno più miracoli,
    adesso non più.
    Non dar retta a quelle bambole.
    Non toccare quelle pillole.
    Quella suora ha un bel carattere,
    ci sa fare con le anime.
    Ti darei gli occhi miei,
    per vedere ciò che non vedi.
    L’energia, l’allegria,
    per strapparti ancora sorrisi.
    Dirti si, sempre si,
    e riuscire a farti volare,
    dove vuoi, dove sai,
    senza più quei pesi sul cuore.
    Nasconderti le nuvole,
    quell’inverno che ti fa male.
    Curarti le ferite e poi,
    qualche dente in più per mangiare.
    E poi vederti ridere,
    e poi vederti correre ancora.
    Dimentica, c’è chi dimentica
    distrattamente un fiore una domenica
    E poi… silenzi. E poi silenzi.


    Nei giardini che nessuno sa
    Si respira l’inutilità.
    C’è rispetto grande pulizia,
    è quasi follia.
    Non sai come è bello stringerti,
    ritrovarsi qui a difenderti,
    e vestirti e pettinarti si.
    E sussurrarti non arrenderti
    nei giardini che nessuno sa,
    quanta vita si trascina qua,
    solo acciacchi, piccole anemie.
    Siamo niente senza fantasie.
    Sorreggili, aiutali,
    ti prego non lasciarli cadere.
    Esili, fragili,
    non negargli un po' del tuo amore.
    Stelle che ora tacciono,
    ma daranno un segno a quel cielo.
    Gli uomini non brillano
    Se non sono stelle anche loro.
    Mani che ora tremano,
    perché il vento soffia più forte…
    non lasciarli adesso no
    che non li sorprenda la morte.
    Siamo noi gli inabili,
    che pure avendo a volte non diamo.
    Dimentica, c’è chi dimentica,
    distrattamente un fiore una domenica
    e poi silenzi. E poi silenzi

    Questa è una delle canzoni che amo di più e che fa rilfettere tanto.Questa canzone ci parla di un tipo d’amore diverso, l’amore per le persone più deboli. E' dedicata infatti ai diversi, agli inabili, agli anziani, agli emarginati, ai dimenticati in case di cura o cliniche ricordandoci ancora una volta che i veri disabili spesso,siamo noi..."siamo noi gli inabili che pur avendo ,a volte non diamo..."

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

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      La data/ora di oggi è Sab Lug 21, 2018 3:32 am