Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

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    antonella calabrese

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  antonella calabrese il Gio Mag 12, 2011 6:27 pm

    Sono sicura che il mio commento risulterà un po’ banale, ma è quello che ho pensato ascoltando una testimonianza diretta, da chi vive con mille difficoltà ma che, nonostante tutto, non si arrende e affronta la vita con il sorriso.
    Adele ci ha raccontato di se con semplicità, sincerità..non ha voluto suscitare sentimenti di pietismo o di imbarazzo tra di noi, semplicemente credo che oggi abbiamo ricevuto una grandissima lezione di vita: quanto tempo passiamo a lamentarci per banalità o a cercare cose inutili perdendo così il bello che la vita ci offre?
    Adele e tutti coloro come lei, nonostante siano costretti a vivere su una sedia a rotelle hanno coraggio e forza di volontà da vendere: non credo che siano persone da compatire o da allontanare, al contrario: SONO PERSONE DA AMMIRARE.
    Ho notato una sensazione di rabbia nella sua voce quando ci ha raccontato della sua giornata tipo: incontra una miriade di difficoltà nel suo percorso; provo ad immaginare solo per un attimo di trovarmi a dover passare il resto della mia vita su una sedia a rotelle. Come affronterei la situazione? Riuscirei a trovare almeno la metà della forza che dimostra Adele? Molto probabilmente no.
    Anche se attraverso questo forum, e quindi non di persona, vorrei ringraziare la protagonista di questa giornata: forse lei non lo sa, ma la sua testimonianza ci ha dato davvero tanto!!!! I love you
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    NUNZIA PINTO

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  NUNZIA PINTO il Gio Mag 12, 2011 6:42 pm

    Purtroppo non sono potuta essere lì in aula ad ascoltare Adele...mi sarebbe piaciuto davvero tanto avvicinarmi di più alla disabilità,a ciò che davvero prova una persona disabile!!!Avrei di sicuro imparato molto da lei!!!!
    Ho letto dal forum che Adele ha esposto le problematiche relative alla sua disabilità e al suo non poter condurre una vita tranquilla perchè spesso incontra barriere architettoniche.
    Ho letto però che nonostante queste difficoltà mostra ed ha una grande forza ed una grande volontà.
    Sembra che il suo grido di dolore causato da queste barriere architettoniche siano per lei un input per un grande grido di gioia volto a voler fare qualcosa per sé e per gli altri che si trovano come lei!!!!
    Anna Maria Murdaca scrive infatti "I DISABILI SONO CITTADINI A PIENO TITOLO"!!!
    A mio parere bisogna partire da questa frase e da questo concetto per poter iniziare davvero a fare qualcosa nella società.Murdaca inoltre dice che bisogna avere un'ottica della globalità del disabile,infatti nel testo"Complessità della persona e disabilità" enuncia uno degli obiettivi che deve raggiungere la società ossia in essa ci deve essere una nuova cultura della disabilità,attenta non solo ad analizzare i temi del funzionamento,del comportamento e o dell'assistenza del soggetto disabile ma attenta anche al riconosciemnto della persona in evoluzione .La società quindi deve essere "attenta",deve preoccuparsi "anche"del disabile deve ossia mirare alla VALORIZZAZIONE DELLA PERSONA DISABILE,attraverso la sua INTEGRAZIONE nella società!!!
    Deve mirare ad eliminare queste barriere architettoniche ed essere più presente alle problematiche "anche" del disabile perchè anche lui è un cittadino come noi!!!!!

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  simona liardo il Gio Mag 12, 2011 6:50 pm

    In questo viaggio in cui ci sta guidando la prof Briganti oggi nel nostro bagaglio umano ci è entrato un altro souvenir a cui dobbiamo porre la nostra massima attenzione. La storia di una ragazza Adele impossibilitata fisicamente costretta a vivere su una carrozzina elettrica ha testimoniato molto. La cosa che mi ha colpito di più di questo incontro è stato il racconto della sua avventura a Lourdes. Su questo ultimo punto mi va piacevolmente di soffermarmi poiché in prima persona sono riuscita ad immedesimarmi in tutto quello cui faceva riferimento Adele. Dico questo perché mio padre 3 volte all’anno fa volontariato presso un’associazione di nome A.M.A.M.I che aiuta tutti gli ammalati conducendoli presso un pellegrinaggio per la Madonna di Lourdes. Ogni volta che si avvicina il periodo di partenza lo stato d’animo di mio padre si enfatizza in un’effervescente FELICITA’ dato da tutti i preparativi che deve fare per gli ammalati. Lui prepara la festa per loro dedita al totale divertimento tra musica in abbondanza e recite divertenti. Questa può sembrare una cosa abbastanza futile ma in realtà non lo è affatto. Proprio in quei giorni quelle persone che si sentono cosi tanto “emarginate e diverse” dal mondo sociale si sentono persone speciale e si dimenticano delle loro malattie. Mio padre si sente fiero di se stesso quando vede gioire quelle persone ed è per questo che anche nel racconto di Adele si è denotata tanta straordinarietà. Attraverso questi piccoli gesti puoi dimostrare tanto a certe persone e puoi sentirti veramente utile e pieno di umanità.

    concetta di lillo

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    Semplicemente Adele...

    Messaggio  concetta di lillo il Gio Mag 12, 2011 7:50 pm

    Ecco l'esempio più emblematico di come un esercizio, nella fattispecie l'orologio,possa trovare riscontro nella realtà, nella vita quotidiana di una donna come Adele, costretta su una sedia a rotelle.Quello che noi avevamo solo ipotizzato e messo su carta, semplicemente immaginando le barriere che avremmo incontrato, Adele lo vive quotidianamente.Le sue difficoltà sono reali, le barriere le sono giornalmente di impedimento.I motorini parcheggiati allo sbocco delle discese, che non intralciano il cammino del pedone, creano, invece, forti disagi a chi, come adele, ha difficoltà con i gradini o con i marciapiedi.Traspare rabbia dalle parole di questa grintosa donna, rammarico per non essere accettata, dolore nel notare lo sguardo sfuggente di chi prova "pietà".Perchè è certo che ci si sente disabili, nel momento in cui si viene considerati tali, e quindi anche ghettizzati.E' proprio il confronto e il rapporto con l'altro che determina buona parte delle nostre reazioni e della considerazione che abbiamo di noi stessi.Forse proprio per questo attimi di dolore si alternano a momenti di evidente forza negli occhi di adele, mentre parla.E' forse l'uno la conseguenza dell'altro?Ognuno di noi è diverso (murdaca docet) ed è per questo che sono diverse anche le reazioni che abbiamo di fronte alle difficoltà.Benvenga, però, che da un "sentimento negativo" possa nascere una reazione uguale e contraria in termini di grinta, di forza d'animo.
    Concludo dicendo che, per capire a fondo gli esercizi svolti in classe come l'orologio, si debba sempre e comunque fare un tuffo nel mondo di chi, a quelle realtà, appartiene.

    d'ambrosio ernestina

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  d'ambrosio ernestina il Gio Mag 12, 2011 8:04 pm

    Il racconto di Adele una donna disabile che a causa di una malattia virale,la Poliomielite,è costretta a vivere su una sedia a rotella.La professoressa le ha proposto l'esercizio dell'orologio,come fece con noi,che consiste nel descrivere la sua giornata e gli ostacoli che è costretta a fronteggiare,e questo ci ha ulteriormente dato conferma dei disagi che vivono tutti i giorni i disabili.Adele dice di sentirsi emarginatamente perchè è la società a farla sentire tale,dice che un disabile è diverso dall'altro con la sua storia.Un grazie ad Adele che ha condiviso con noi un pò della sua storia.

    Giuseppina Palumbo

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Giuseppina Palumbo il Gio Mag 12, 2011 8:31 pm

    Come ci aveva accennato la Prof. oggi in aula ci sarebbe stata una sorpresa,infatti è venuta a farci visita una signora,Adele,affetta da una malattia che colpisce i muscoli per questo è costretta a vivere su una carrozzina.Adele ci ha raccontato di quanto sia stata dura accettare le sue condizioni,infatti lei ci ha detto che non si accetta perchè è la società a non accettarla,di fronte a testuali parole ho avvertito una rabbia dentro simile a quella che traspariva nei suoi occhi.La professoressa le ha proposto l'esercizio dell'orologio.Così,Adele ci ha raccontato la sua giornata tipo e i numerosi ostacoli che è costretta ad affrontare,partendo dall'ascensore del suo palazzo troppo stretto per la sua carrozzina,delle auto e dei motorini che sostano davanti agli scivoli dei marciapiedi,inoltre i soli venti autobus a Napoli muniti di apposito scivolo per disabili,anche se ci ha confidato che dopo tante denunce qualcosa stia cambiando(lo spero davvero tanto sia per lei che per tutti quelli che si trovano nelle sue condizioni).Le sue parole sono entrate nel mio cuore e mi hanno fatto capire l'importanza della parola"INDIPENDENZA",mi ha colpito la sua "testardaggine",il suo coraggio e la sua forza d'animo.Ringrazio Adele per la sua testimonianza e la Professoressa Briganti che ha permesso questo incontro.

    Enza Sorrentino

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Enza Sorrentino il Gio Mag 12, 2011 8:58 pm

    La testimonianza di Adele è stata di particolare interesse , non capita tutti i giorni ascoltare una testimonianza diretta di una persona che soffre, ma che comunque nonostante tutto riesce a reagire con il supporto della volontaria , Adele ci racconta come trascorre il suo tempo , le difficoltà che affronta, le molte barriere archittetoriche che la ostacolano e che pultroppo nonostante il continuo progresso della tecnologia non si sono superate del tutto. Adele una Donna che da giovane a causa di una malattia , è diventata disabile ,nella sua testimonianza si notava a tratti rabbia per il suo stato ma anche tanta forza di andare avanti e superare i preguidizi delle persone che la fanno sentire diversa ... il messeggioho ricepito è che nella vita bisogna sempre lottare.

    mariarosaria d'agostino

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    Adele

    Messaggio  mariarosaria d'agostino il Gio Mag 12, 2011 9:14 pm

    MI SONO MOLTO EMOZIIONATA ASCOLTANDO ADELE ,CHE NONOSTANTE I SUOI PROBLEMI NON SI ARRENDE MAI.LA SUA OSTINAZIONE PER UNA VITA QUANTO PIù POSSIBILE NORMALE,LA RENDE UNA PERSONA DEGNA DI STIMA ED ANCHE UNA PERSONA DA PRENDERE COME ESEMPIO,POICHè LOTTARE PER VINCERE(CHE è ANCHE IL MIO MOTTO ),CREDO SIA IL GIUSTO MODO PER APPROCCIARSI ALLA VIA,INDIPENDENTEMENTE DAL SE SI è OPPURE NO PERSONE CON DISABILITà.ASCOLTANDO ADELE MI SONO CHIESTA PERCHè PERSONE COME LEI ,CON PROBLEMI TANTO GRAVI,RIESCONO A LOTTARE,A VIVERE SPERANDO IN QUALCOSA IN PIù,CREDENDO IN UN MIGLIORAMENTO DI VITA ED INVECE MOLTEERSON IN BUONA SALUTE SI AFFLIGONO PER COSE MOLTO MENO GRAVI,CIò A MIO PARERE DOVREBBE ESSERE OGGEIIO DI RIFLESSIONE DA PARTE DI TUTTI.

    Roberta Di Maso

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Roberta Di Maso il Gio Mag 12, 2011 9:41 pm

    Il racconto di Adele,rimasta paralitica a causa della poliomielite,mi ha profondamente colpita ed emozionata e mi ha fatto capire ancora di più quanto sia difficile per un disabile affrontare le giornate a causa delle barriere architettoniche che incontra ogni volta che esce da casa,come i marciapiedi senza scivoli.Adele ha bisogno dell'aiuto di qualcuno anche per poter prendere un caffè al bar.All'inizio lei non accettava la sua disabilità, si vergognava,nascondeva l carrozzina sotto il letto e non usciva mai da casa ma poi grazie ala fede,alla famiglia,agli amici ma soprattutto grazie al suo carattere forte e combattivo è riuscita ad affrontare le sue paure e le sue difficoltà senza mai arrendersi.Adele se non si accettava fondamentalmente era perchè era la società a non accettarla poichè il disabile dalle persone è visto come un diverso ,invece noi tutti dobbiamo vederlo uguale a noi,anzi i disabili sono persone straordinarie che ti danno tanto e hanno tanto da insegnare infatti Adele ci ha trasmesso un messaggio molto importante e significativo ovvero che nella vita bisogna essere semplici,umani e sempre noi stessi senza alcun timore.Ancora una volta mi accorgo di quanto sono fortunata poichè posso svolgere una vita in totale autonomia e libertà.

    Annalisa Nunziata

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Annalisa Nunziata il Gio Mag 12, 2011 10:52 pm

    Questa lezione mi ha colpito particolarmente........Abbiamo conosciuto Adele,un'amica della professoressa,la quale è venuta a racconatrci la sua storia da disabile.Ci ha parlato delle difficoltà e dei disagi che un disabile incontra nel corso della giornata ecc...All' inizio Adele così come credo anche tutte le persone che hanno i suoi stessi problemi non si accettava ed è proprio grazie al suo carattere forte,al suo coraggio,ai suoi amici e alla sua famiglia che è riuscita a superare questo disagio e a viversi la sua vita tranquillamente così come tutte le persone normali.La signora Adele è una persona da ammirare,bisogna apprezzare la forza e il coraggio che ha avuto nel venirci a racconatare della sua vita il che non è molto semplice soprattutto farlo davanti a paersone che non conosci......grazie Adele!
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    MarialuisaDiCostanzo

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  MarialuisaDiCostanzo il Gio Mag 12, 2011 11:00 pm

    Ecco appunto l'esercizio dell'orologio rispetto a cio che Adele ci ha raccontato è un esercizio che avremmo potuto fare oggi in aula con lei in quanto lei ci ha raccontato in maniera molto dettagliata di quali fossero i problemi, le difficoltà e i modi differenti con cui è costretta a vivere ogni giorno. Ho utilizzato il termine "costretta" perchè proprio Adele ha ammesso lei stessa di non sentirsi per nulla accettata, di non vivere in modo pacifico con se stessa, di sentirsi sempre vincolata all'immagine che gli altri percepiscono di se....ecco lei l ha chiamata sopravvivenza col suo corpo....è stata una lezione inutile dire interessante, ma soprattutto una lezione che mi ha commossa..eppure non avrei mai pensato di ascoltare quelle parole..dure ma vere..come del racconto che ci ha fatto di quando è venuta all'università e ha chiesto a delle ragazze dove fosse l'aula capocelli e nessuno l ha considerata "come se non ci fossi...come se fossi invisibile...le persone non mi vedono" ho tenuto tutto il giorno queste parole nella mente, ho pensato per capire se anche a me è capitato qualche volta di far sentire una persona, un mio simile , in questo stato d'animo..eppure mi è capitato di sentirmi così triste e malinconica per molto meno...proprio come ha detto Adele riferendosi alla nipote che si dispera per un ragazzo che non la vuole....magari sembrerà da egoisti, da menefreghisti ma non è possibile gebneralizzare i problemi o dargli una classifica di importanza perche questi variano da persona a persona, ma l unica cosa che come educatori possiamo fare è appunto stimolare la solidarietà, aprire le menti, e considerare le differenze non le diversità, perche di diverso non c'è nulla...
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Amelia Orlando il Gio Mag 12, 2011 11:56 pm

    Devo dire che per me che stavo seduta in fondo, perchè purtroppo i posti avanti erano già tutti occupati mi è stato complicato capire bene le parole di Adele.
    Ma nonostante i rumori di sottofondo... sono riuscita a cogliere perfettamente la sua bellissima testimonianza.
    Si è notato che all'inizio Adele aveva un po' di difficoltà nel parlare, era emozionata, si sentiva dalla sua voce sottile.
    E sentire le sue parole:

    “ incontro molti ostacoli, pure per prendere un caffè ho bisogno di qualcuno, solo dopo 3 anni oggi sono riuscita a prendere un pulman dopo aver fatto 3 denunce .... Voglio prima provare nelle cose che faccio, e se non riesco chiedo aiuto.... Noi non siamo diversi,ho pochi amici, pochi ma buoni... Non mi sono fidanzata, perchè non mi permettono di impegnarmi, ti fanno sempre sentire una persona diversa,se non hai un fidanzato, non vuol dire che sei una persona....”

    Bhe Adele è una persona straordinaria, non si arrende, e secondo me è anche un po' “testarda” nel senso buono, quando dice: “ Voglio prima provare nelle cose che faccio, e se non riesco chiedo aiuto” ... quante ragazze oggi magari per una piccola cosa, non riescono a capirla, e non si sforzano più di tanto e subito ricorrono ad altri mezzi? Posso fare un esempio banale, la versione di latino, ma quale ragazzo/a oggi va a casa, prende il vocabolario e si traduce la versione? Pochi, o meglio quasi nessuno, e questo perchè? Perchè non si ha la costanza e la forza di cercare di risolvere un problema con le nostre forze, non ci sforziamo proprio perchè sappiamo che c'è uan soluzione molto più semplice con un solo “click”.

    “...se non hai un fidanzato, non vuol dire che sei una persona...” bhe questa è un altra frase che mi ha colpita molto,da un altro esempio forte di vita a tutte quelle ragazze e ragazzi che magari si complessano per questa cosa,che magari per qualcuno non avere una persona vicino vuol dire anche non essere accettati dagli altri, con la paura di essere derisi.
    Paragonando il racconto di Adele al mio “vecchio orologio”, bhe come ho già scritto li un po di tempo fa, mi sono trovata in difficoltà quando caddi dalle scale dell'uni, per tornare a casa, con la caviglia super gonfia,bhe, ora è passato più di un mese, e continuo a fare le terapie e non posso correre, perchè appena cammino un po' più veloce sento la caviglia che cede e che fa male.
    Io incontro a modo mio “delle barriere architettoniche”, ma mai quanto lei, e io non so se avrei avuto tutta questa forza e grinta di volontà...

    voglio finire con una frase di Adele che mi ha colpito molto ed è:

    IL PERICOLO E' IL MIO MESTIERE”

    AlessandraMori

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  AlessandraMori il Ven Mag 13, 2011 2:28 am

    Riprendendo l'argomento delle barriere la Prof. ci ha fatto conoscere Adele , una donna disabile che ci ha raccontato della sua storia e degli ostacoli che incontra durante la sua giornata.
    Le sue parole mi sono entrate diritte al cuore , è una donna straordinaria , ci ha fatto scoprire le sue paure ma anche la grande forza d' animo che mette ogni giorno per andare avanti e superare le piccole o grandi difficoltà della vita quotidiana.
    Sono state tante le parole che mi hanno colpito di Adele, in particolare quando ha detto che anche se non accettiamo qualcosa nella nostra vita , anche se ci fa paura , dobbiamo comunque affrontarlo e andare avanti , superarlo perchè la vita è un soffio e se vogliamo fare una cosa dobbiamo farla!!!!
    Questo incontro mi ha fatto capire davvero molte cose , sono meravigliata e soprpresa dalla forza d'animo di Adele!!

    mariacantice

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  mariacantice il Ven Mag 13, 2011 5:59 am

    Lunedì 2 Maggio abbiamo avuto il piacere di conoscere Adele, una signora disabile che ha raccontato una sua giornata tipo. Ci ha raccontato che all'inizio non si accettava infatti nascondeva sempre la sua sedia, ma grazie all'aiuto dei suoi amici, familiari si è riuscita ad accettare senza alcun nessun più problema. Quando esce di casa incontra parecchie difficoltà ma solo dopo tante denunce è riuscita a vedere qualche piccolo miglioramento della società. La frase che più mi ha colpita è stata: "Io non mi accetto perché la società non mi accetta". L'ho trovata interessante perché trovo in questa frase qualcosa di vero in quanto la società non aiuta le persone con problemi perché essendo diversi e non simili agli altri non vengono considerati ma malgrado questo i diversabili riescono comunque ad andare avanti.
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    SaraGiordano

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    La testimonianza di Adele

    Messaggio  SaraGiordano il Ven Mag 13, 2011 7:44 am

    Prima di cominciare questo corso, chiesi in giro com'era, la professoressa se spiegava bene e una ragazza mi disse che valeva la pena seguirlo perchè la professoressa ci avrebbe dato la possibilità di avere testimonianza di disabili, sono sempre stata restia a seguire corsi, perchè mi annoiavo, ma questo no, perchè ha messo tutte le mie sensazioni su un piatto. La prof. Briganti ci ha dato questa possibilità, ascoltando Adele, una donna che è stata colpita da un brutto virus, la poliomelite. C'è stata una frase che mi ha colpito profondamente, “voi (normodotati) avete la fortuna dell'indipendenza, io ho bisogno di aiuto anche per le cose semplici” … A questo punto dico, ma che ci piangiamo a fare addosso? Noi possiamo fare quello che vogliamo senza tenere conto di niente e nessuno, non abbiamo nessuna barriera che ci impedisce … ci arrabbiamo anche solo se, c'è un po' di spazzatura e non possiamo entrare nell'università. Ma abbiamo mai pensato che un disabile, la “spazzatura” la deve affrontare tutti i giorni senza mai compiangersi, perchè è così, devono accettare quello che è, Adele lo fa, Adele non si arrende mai, ci prova sempre e ci riesce. Ecco il nostro Handicap, pangerci addosso per qualunque cosa e non esiste ausilio al di fuori di noi che ci faccia capire il vero senso della vita ...

    SusyCicale

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  SusyCicale il Ven Mag 13, 2011 7:59 am

    Oggi la prof ci ha dato la possibilità di avere in aula una testimonianza 'viva',reale,li di fronte a noi di una donna diversamente abile..il racconto di una donna costretta a stare sulla carrozzina elettrica a causa della sua malattia,Adele..
    Ci ha raccontato una sua giornata tipica,come da suggerimento della prof per riprendere anche un pò il discorso dell'esperimento dell'orologio fatto da noi qualche settimana fa..con molta delicatezza Adele ci ha parlato un pò di se..di come trascorre le sue giornate..le difficoltà che incontra e le barriere architettoniche che quasi aumentano di più,giorno dopo giorno..
    Ancora una volta mi sono resa conto che spesso le 'barriere siamo noi'..barriere non solo fatte di ostacoli come marciapiedi occupati,strade rotte ecc,ma noi con i nostri pregiudizi,con il nostro allontanarci da chi è 'diverso'..da noi che etichettiamo le persone,tutto e tutti..sempre pronti a tirarci indietro quando gli altri hanno bisogno di noi..noi che alla vista di persone sulle carrozzine giriamo lo sguardo altrove,un pò per menefreghismo un pò per paura..
    Tutto questo mi ha dato da riflettere,perchè forse troppo poche sono le volte che mi soffermo a farlo,riguardo le mie giornate,le cose in cui credo e a cui do importanza..siamo fortunati senza accorgercene..dal mattino in cui ci svegliamo fino alla sera in cui chiudiamo gli occhi viviamo un miracolo,la Vita..
    Ho pensato,questo dovrà essermi di incoraggiamento nella vita,per tutte le volte che vorrò arrendermi di fronte a piccole situazione..ammiro davvero molto questa donna,per la forza che ogni giorno dimostra di avere,e la ringrazio per averci permesso di comprendere più a fondo quali siano le problematiche che lei ma come tanti altri sono costretti ad affrontare,spesso anche con l'indifferenza di chi li circonda..e anche qui ho capito che è questo che fa più male..
    Sicuramente da quanto è emerso è una gran donna,nonostante la voce sottile ed emozionata ha messo a nudo la sua esperienza,e lasciava trapelare un gran carattere..è una persona che non accetta falsi perbenismi,che ama e pretende la sua indipendenza,perchè già troppa quella che la malattia gli sottrae..
    Una persona con una gran personalità,ma che tutt'ora non si accetta,ma che va avanti nonostante tutto,anche se forse con un pò di rabbia dentro di sè..
    Di una cosa però mi pento,mi pento di non essermi avvicinata per chidergli,come già un'altra mia collega avave fatto,quale fosse il modo migliore per approcciarci a loro,a persone con disabilità,se il provare dispiacere fosse ingiusto e perchè..


    Ultima modifica di SusyCicale il Ven Mag 13, 2011 11:32 am, modificato 1 volta

    ChiaraPalumbo

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    Adele barriere architettoniche

    Messaggio  ChiaraPalumbo il Ven Mag 13, 2011 8:38 am

    Adele è eccezionale,appena è entrata in aula ci osserva ,poi appena ha preso parola con voce intimidita,ci ha raccontato degli ostacoli che incontra ogni giorno fuori da casa sua,perchè come diceva la sua casa è adatta a lei ,mentre le barriere sono fuori.La prima è che i marciapiedi a scivolo sono bloccati dalle auto parcheggiate,i pullman che le permettono di accedere al viaggio sono pochi,quando sta seduta in un bar deve spostare sedie e tavolini.Ci ha detto che ha dovuto lottare con se stessaper stare nel mondo dei sani e dice che per loro non è semplice.Dalle parole che pronunciava ho pensato che ha una forte fede-"Dio mi ha aperto la strada".
    Ha un carattere molto forte le piace provare ,tentare.Ha detto che volere e potere,quando deve fare qualcosa cerca di non chiedere ci deve riuscire da sola,ci ha raccontato del suo soprannome da piccolina ,il padre la chiamavo pericolo,proprio perchè doveva fare tutto da solo.Le piace essere autonoma e indipendente come giusto che sia.Ha detto che ha combattuto con il mondo esterno,ha studiato in casa,lavorato le piace ricamare,diceva che non si accetta perchè la società non l accetta ,eppure ribadiva che noi dovremmo essere uguali a voi ,perchè simo uguali.Racontava della sua tristezza e delle persone che si affliggono per poco , delle poche amicizie ma buone che ha e soprattutto dl pregiudizio che è nei volti delle persone,ci ha parlato di isolamento di diventare invisibile perchè per strada nessuna la considera.Infatti sono pochi a sorride e a dirle ciao quando la vedeno,un piccolo gesto può fare tanto ci ha riferito.
    Mamma di Claudia
    "Noi non siamo a dare una mano a loro ma loro a noi,ci fanno capire l' amore e la sofferenza che provano".Dobbiamo avere più sensibilità ,amare il prossimo se stessi.Dobbiamo trarre insegnamento da loro perchè sono come loro.
    La signora ci ha dato un bel consiglio,siate semplici ed umili,umane voi stesse insomma.Sorridiamo perchè è segno di gentilezza e di far capire che loro ci sono.
    Adele è come la luce,esce se c' è il sole,la sua vita è in condizione alle previsione meteorologiche.E' bella e speciale così com' è.Cerchiamo solo noi di abbattere le barriere mentali e architettoniche,simo vicini denunciamo anche noi qaundo vediamo che le macchine sono parcheggiate davanti un uscita a scivolo del marciapiede,oppure dove sostano dove ci sono i posti per disabili,facciamo sentire come noi perchè sono uguali a noi.
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    annadefilippo

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  annadefilippo il Ven Mag 13, 2011 8:57 am

    Io ero assente alla lezione dove si è svolto il laboratorio l’orologio;ma l’esperienza di Adele mi ha aiutata a riflettere ,quando lei ci ha raccontato la sua esperienza subito ho pensato alla mia giornata e quanto sarebbe difficile affrontarla se mi trovassi nella situazione di Adele.Quello che ha detto è stato molto forte,ascoltarla dire che lei non si accetta perché la società non l’accetta mi ha colpito,perche ha avuto il coraggio di dire la verità che oggi si cerca di nascondere sempre di più dietro il perbenismo ed il pietismo cose che Adele non tollera.Una donna a mio parere da seguire come esempio.
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    Giuseppina Picozzi

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Giuseppina Picozzi il Ven Mag 13, 2011 9:44 am

    QUANDO in UNO DEI PRIMI LABORATORI,è stato affrontato il problema delle barriere,allora osservandomi intorno,e poi con l'aiuto dell'esercizio dell'orologio,mi sono resa conto di quanto possa essere difficile ,per un disabile scendere anche un solo gradino,oppure agirarsi,per le strade con la carrozzina,se pure queste presentano marciapiedi,ovvimanete inadatti,o mal conci!!
    OGGI la testimonianza,concreta della signora ADELE,mi ha fatto calare nei panni di un invalido,ho sentito l'ansia che mi assaliva,perchè ho visto come la mia vita sarebbe diversa,da quella solita!!!
    Di adele mi ha colpito,la FORZA con cui lei ha accettato il problema,il CORAGGIO con cui affronta ogni giorno della sua vita,e la VOGLIA di indipendenza,libertà dagli altri!
    Quando dice a volte è come se non esistessi per gli altri,mi sono sentita un'idiota,per tutte le volte che io l'ho pensato o detto riguardo me stessa,perchè non vedo quanto sono fortunata, ESISTONO PERSONE,CHE pagherebbero,per avere una vita normale e invece..
    LA commiserazione,il compatire,di certo non aiutano,anzi gravano ancora di più,incrementando il peso,di chi come ADELE è disabile..
    ORA,la società dovrebbe rispondere in maniera attiva,alle denunce,e agli appelli,di chi gia fa fatica ad accettare se stesso!!!!quello delle barriere è un problema purtroppo,che non viene affrontato seriamente,o se anche venisse preso in considerazione,la società è lenta nel prendere decisioni a riguardo, l'art.3 della costituzione,cita il principio di uguaglianza su cui il nostro paese basa,e proprio il nostro PAESE (LE ISITUZIONI)dovrebbe rimuovere gli ostacoli che limitano la LIBERTà di ogni cittadino ,e gli ostacoli che impediscono ad ongi individuo di esprimere la sua personalità....
    Pertanto,se per un disabile in carrozzina,il montacarico che non è funzionale o gli accessi ai marciapiede istruiti,o gli scivoli lungo le strade assenti , i mezzi pubblici inadeguati,sono ostacoli per la loro "libertà",e "indipendenza",chi è di competenza cosa sta aspettando????
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Giuliana Sicambro il Ven Mag 13, 2011 11:25 am

    Ci tengo a fare una premessa, questo corso è stato davvero meraviglioso ho provato emozioni e sensazioni mai avute, sono venuta a conoscenza di cose che non sapevo nemmeno l'esistenza. Questo corso mi ha dato quel qualcosa in più che forse prima ignoravo. La lezione di oggi è stata una delle più belle, vedere Adele entare in aula, la prima cosa che mi è passata in mente è stato vedere il suo " disagio". Quando ha iniziato a parlare ho percepito quanto soffra e quanto non si accetta e quanto non accetta la sua condizione. Si raccontava e quello che io vedevo nei suoi occhi era tanta e tanta rabbia. Purtroppo la sua vita è invasa da tante barriere architettoniche, gli ostacoli sono innumerevoli però con la sua tenacia, con la sua irremovibilità, con la sua determinazione e con la sua immagine costruita apparentemente "rigida" ha cercato di vivere al meglio la propria vita. Ha dichiarato frasi da far venire i brividi:

    ”A volte è proprio come se non esistessi per gli altri, passano oltre ed è come se non mi vedessero.”

    “Odio poi la compassione perché mi fa sentire ancora di più il peso della mia condizione.”

    “Io non mi accetto perché la società non mi accetta.”

    E' una persona favolosa, mi ha trasmesso emozioni assurde, mi ha fatto riflettere sul grande valore della vita. Purtroppo c'è solo da dire che noi viviamo in una società INDIFFERENTE...di persone senza cuore, senza anima, persone che non provano nemmeno una minima emozione persone "VUOTE"...mi chiedo: dove li porterà tutto questo??


    Ultima modifica di Giuliana Sicambro il Ven Mag 13, 2011 11:34 am, modificato 1 volta
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    *..Una leziOne di vita: il raccOntO di Adele!..*

    Messaggio  BarbaraGrande il Ven Mag 13, 2011 11:32 am

    E anche questa lezione non è stata una semplice spiegazione di nozioni, ma una vera e propria lezione di vita!
    Ciò è stato reso concreto dalle parole di Adele, una donna disabile costretta a condurre la sua vita in compagnia di una carrozzina elettrica, in quanto colpita dalla poliomielite. Una donna con una voglia di vivere inesprimibile, pronta a lottare e a cercare di rendere la sua vita, per quanto difficile, più normale che mai.
    Anche se soffocata da tutti i nostri sguardi, con voce intimidita, ci ha raccontato della sua vita e dei numerosi ostacoli che giornalmente incontra. La professoressa Briganti le ha proposto il gioco dell'orologio, e sentire la giornata tipo di un vero disabile con tutte le barriere architettoniche presenti ovunque, mi ha fatto venire un nodo allo stomaco. Sembra quasi che la sua vita sia una continua lotta alla normalità: come ci ha detto Adele, è stata costretta a ribellarsi persino al suo condominio affinchè si potessero mettere adeguate strutture ed un'ascensore che comprenda l'entrata di una carrozzina. Ma il problema si ripresenta appena fuori casa, dove non tutti i marciapiedi sono dotati dei sali-scendi, i pullman non hanno adeguati strumenti, come gli stessi treni e metropolitane. Bisogna cercare quell'unico marciapiede idoneo e magari vedere che è bloccato dal parcheggio di auto e moto, che non consentono un libero passaggio. Ma il racconto di Adele non si è limitato al sol descrivere i problemi che incontra se ha voglia di uscire a fare una passeggiata, ma ci ha parlato di un qualcosa di molto più toccante: il comportamento della gente! Quante volte ha detto di essersi sentita diversa sotto gli occhi degli altri solo perchè costretta a camminara su una sedia a rotelle. Non è certo lei che ha scelto di vivere in questo modo, ma se Dio ha deciso così è perchè probabilmente con la sua forza d'animo ha la missione di insegnarci qualcosa. E a me personalmente il suo messagio è arrivato: l'impietosirsi, la pena, la collera, sono sentimenti che dovremmo totalmente archiviare quando incontriamo persone disabili. Loro vivono la vita giorno dopo giorno, senza rammarico, cercando di avere sempre il sorriso sulle labbra e provando ad essere uguali e conformi alla massa, dato che la società in cui viviamo è molto selettiva nei suoi stili e nei suoi pensieri. A questo punto la mia domanda sorge spontanea: perchè noi normodotati siamo sempre a lamentarci, a piangere e a sperare sempre che qualcosa vada meglio? Sembra quasi che la vita sia come una lavagna, dove la speranza scrive e la realtà cancella...ma impariamo a metter da parte la gomma e ad utilizzare solo la penna. Concludo dicendo che il racconto di Adele mi ha toccato veramente nel profondo e la ringrazio di averci reso partecipe, anche se solo per poco tempo, alla sua "dura" vita...è veramente una donna da prendere come esempio da seguire!

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Carolina Cozzolino il Ven Mag 13, 2011 12:36 pm

    Innanzitutto chiedo scusa per il ritardo ma purtroppo per motivi lavorativi ho davvero poco tempo per collegarmi Crying or Very sad e riuscire a conciliare corsi e lavoro è davvero complicato.
    Negli appunti presi per questo giorno mi rendo conto, sempre di più, che questo corso ci fa rendere davvero l'idea di cosa signifa diventare educatori.
    La testimonianza di Adele, una signora affetta da una malattia che la costringe a stare su una sedia a rotelle elettrica, è stata molto forte. La sua rabbia mi stringeva il cuore, quasi soffocava quella voglia di libertà che a tutti non deve essere negata. Le barriere architettoniche, argomento già affrontato quando facemmo l'esercizio dell'orologio (descrivere la nostra giornata "tipo" ), sono davvero un problema devastante per persone disabili, dove viene ad incidere anche la parte psicologia in cui il soggetto si ritiene escluso. Questo nuoce all'individuo in quanto non riesce ad accettarsi, proprio perchè è la società stessa che non l' accetta,visto che non gli viene in contro nella maggior parte dei casi. Ma la cosa che mi meraviglia, sempre, e non smetterò mai di dirlo è la loro forza d'animo, dove Adele si affermava come una persona che provava e prova sentimenti di amore,odio, malinconia, gioia, dolore, gli stessi che proviamo anche noi persone "normali" e considerali diversi per il semplice fatto che sono stati sfortunati mi sembra davvero ridicola come cosa. Ciò che più non accetta inoltre è proprio il fatto di rimanere invisibile o dove addirittura si provasse pena o compassione.
    Lei una persona così solare e ancora piena di vita non si lasciandosi di certo abbattere dalla sua malattia.... affronta la vita lottando contro tutti e contro tutto. Spesso leggevo " tra le righe " delle sue parole un pò di paura di rimanere da sola...ma chi non ne ha in questo mondo? ...abbiamo tanto da imparare sopratutto da persone speciali come Adele!
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    [b]OTRE IL LABORATORIO....C'è LA VITA REALE:ADELE!!![/b]

    Messaggio  Sonia Cristillo il Ven Mag 13, 2011 1:03 pm

    L’incontro con Adele è stato la prova che tutti i percorsi e le tematiche svolte in aula hanno, non solo un valore, ma una loro utilità.La diversità del corso consite proprio in questo :avvicinare ciò che studiamo all’aspetto pratico...le nozioni apprese non restano astratte!!!.
    Ho sottolineato questo aspetto del corso già in altri commenti perchè mi sono trovata a riscontrare,durante tutto il percorso,le premesse/promesse fate dalla professoressa nella prima lezione:arrivare a fare esperienza per imparare!.

    Adele ci ha riportato al laboratorio sulle barriere architettoniche.Già una volta abbiamo parlato delle difficoltà che trovano i disabili ogni giorno creando un nostro orologio.La nostra giornata è stata confrontata con quella di un disabile nelle sue linee generali,con Adele,invece,abbiamo potuto rapportare la nostra quotidianità con quella specifica di una persona disabile.
    Adele è costretta a vivere su una sedia a rotelle che la obbliga a limitare tutte le sue azioni ...la sua vita. Nel suo discorso ha sottolineato i limiti che le vengono imposti dall’esterno,dalle barriere che incontra ogni giorno ma,soprattutto,come la sua forza la aiuta a non arrendersi,a vivere lottando per essere come “tutti”...grazie alla sua TESTARDAGINE.
    L’ascolto delle sue parole mi ha permesso di capire che i temi che abbiamo affrontato sono all’ordine del giorno nella vita di persone come Adele.
    In particolare mi sono saltati alla mente due argomenti affrontati nel laboratorio che vivono con/per lei:

    1)BARRIERE ARCHITETTONICHE:ho potuto confrontare il mio orologio con il suo e ho notato che sono molti di più i limiti che si possono incontrare rispetto a quelli descritti da me nel secondo laboratorio che abbiamo svolto.Posso dire che le sue parole hanno ampliato la mia conoscenza sulle barriere e la mia indignazione nel sentire una persona dipendente da altri non per la sua disabilità ma per l’egoismo globale dinanzi al quale e con il quale conviviamo.

    2)RESILIENZA: ho subito legato il concetto alla testardagine che Adele sostiene di avere e di dimostrare di fronte alle sfide.
    Abbiamo iniziato il corso proprio parlando della resilienza come la capacità,la forza interiore,diversa per ogni individuo, di portare all’accettazione e al superamento di difficoltà che possono apparire estreme.

    Adele ha dimostrato di vivere “attraverso la resilienza”.

    La sua testimonianza mi ha mostrato che quando si dice di un disabile “persona speciale” non si vuole sottolineare che è diverso dall’altro e quindi essere buonisti solo per pietismo,ma si vuole sottolineare la forza,il coraggio che pervade queste persone, apprezzandole per ciò che valgono e non per ciò che “mostrano”.
    Bisognerebbe che tutti vedessero oltre le apparenze per imparare da chi “ne sa più di noi”!...Adele ci insegnato che la loro,la nostra, è una vita da vivere per la sua bellezza e complessità...tutti abbiamo diritti e doveri da rispettare per vivere bene con gli altri e con se stessi.Per questo,come diceva anche Adele,il pietismo è inutile non solo per chi lo sente ma anche per chi lo prova...
    Tra le parole di Adele si legge un messaggio che ho sentito forte e chiaro: niente e nessuno ci può far sentire manchevoli di qualcosa..oltre i pregiudizi,il pietismo,il disprezzo,i limiti c’è di più...... la dignità..il diritto di vivere...che è di tutti!!

    Anna Maria Carusone

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Anna Maria Carusone il Ven Mag 13, 2011 2:54 pm

    Ciò che è importante nella vita, prima di ogni altra cosa è accettarsi come Dio ci ha creati nelle nostre massime possibilità e nei nostri limiti. Credere in se stessi con tutta la forza che deve accompagnarci soprattutto di fronte agli ostacoli e alle difficoltà. Come ha detto Adele oggi in aula è difficile e ancora di più quando si hanno dei limiti e la società, per prima, non ci accetta. Lei stessa fin da piccola non accettando la propria condizione nascondeva la carrozzina sotto il letto affinché nemmeno le cugine la potessero vedere. Ci vuole forza d’animo, che deve partire da dentro, dal carattere perché abbattersi e piangere anche senza farsi notare non serve, tutto accompagnato dalla fede e dalla famiglia. Eppure questi momenti nella vita ci sono, momenti difficili da affrontare che ci mettono alla prova, ma sicuramente da superare, riuscendo a non restare nel buio ma vedere sempre uno spiraglio di luce che possa portarci fino alla luminosità assoluta con un massimo di resilienza.
    Devo ammettere che a volte mi manca il coraggio per eseguire tutto ciò che penso, anche semplicemente pronunciare una frase, ma da oggi, dalle parole sincere ed umili di Adele, cercherò di “non avere più paura di…” ma di fare ciò che mi sento dentro perché solo dopo aver dato si è sereni senza alcun rimpianto. Il rapporto meraviglioso nato sul treno bianco per Lourdes, tra Rosaria ed Adele deve essere esempio per noi futuri educatori. Si cresce insieme, anzi ciò che danno a noi è qualcosa di eccezionale che ci resta dentro e ci accompagna per la vita, senza avere alcun pietismo nei loro confronti o solo restargli a guardare con occhi pieni di compassione perché, come afferma Gianni Scapellitti, nella sua poesia Chiamatemi per nome, “prima di tutto io sono” e ancora di più Adele ha sottolineato questo aspetto: “anch’io mi arrabbio, mi innamoro, sono felice” affinché le persone che incontra lungo il suo cammino siano sempre più aperte all’integrazione cercando di evitare che sia il contesto sociale a porre gli ostacoli e le barriere al processo di inclusione e di migliorare la vita perché tutti siamo cittadini, e in particolare anche le persone con disabilità devono considerarsi cittadini a pieno titolo.
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    ersilietta

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  ersilietta il Ven Mag 13, 2011 3:56 pm

    Con il racconto di Adele abbiamo messo nel nostro "bagaglio" un ulteriore esperienza di vita, che ci può solo far crescere!!
    Adele con il suo racconto mi ha fatto riflettere molto sulla vita che un disabile deve affrontare quotidianamente, ma ho riflettuto anche su una frase che Adele ha detto " ogni disabile è diverso!" infondo è vero..li si accomuna solo perché ad accomunarli è la disabilità, ma pensandoci ogni persona affronta la disabilità in maniera diversa. Fin da subito ho notato che Adele non ha accettato a pieno la sua disabilità , è arrabbiata, dentro di sé è ancora vivo il dolore, ha una convivenza difficile con la sua "diversità" , e questo lo si capisce non perché lo si nota ma chi è stato attento l'avrà capito quando Adele ha iniziato a parlare..quando ha raccontato che al giorno d'oggi trova ancora difficoltà ad uscire di casa, trova barriere architettoniche dappertutto, anche se è maltempo Adele è costretta a rimanere a casa!! Con gli anni Adele ha costruito un immagine di sé dura, rigida e scontrosa ma l'ha fatto solo per poter andare avanti, per affrontare la vita giorno dopo giorno; una frase che mi ha colpito è stata " IO NON MI ACCETTO PERCHé LA SOCIETà NON MI ACCETTA" , questa che ho appena scritto è una frase abbastanza forte, quindi se ogni disabile non si accetta è perché noi non li accettiamo! quando ho riflettuto su questa frase mi sono sentita vuota dentro perché sono un individuo e come tale faccio parte della società e se loro non si accettano è anche un pò colpa mia..vorrei fare qualcosa per evitare che si sentano cosi ma non so da dove iniziare!!! Sad
    Quando parlava, si notava la sua paura di rimanere sola ma questa è una paura che non emerge solo in lei, come nelle altre persone disabili, questa è una paura che CI ACCOMUNA!! quindi abbiamo una cosa in comune la paura di rimanere da soli, anche se non avverrà perché persone come Adele hanno tante persone che le vogliono bene e che eviterrano di far averare questa sua paura!!!

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

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