Pedagogia della disabilità 2010-11

Stanza di collaborazione della classe del corso di Pedagogia della disabilità (tit. O. De Sanctis) a cura di Floriana Briganti a.a. 2010-11 periodo marzo-maggio 2011


    15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

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    Vincenzo Raia

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Vincenzo Raia il Lun Mag 02, 2011 6:20 pm

    Oggi per me è stata una giornata molto forte. Non per vantarmi ma chi mi conosce lo sa, quando incontro qualcuno per strada, che sia disabile o povero, quando posso cerco di aiutarli, basta anche un sorriso per riempire le loro giornate, non è niente per noi ma per loro può essere tanto! E oggi mi è stata data la conferma grazie ad ADELE, una signora disabile, poliomielitica. Costretta a stare sulla sua carrozzina elettrica, le sue giornate le affronta con molta difficoltà e ha sempre bisogno di un’altra persona per andare da qualche parte anche se la nostra amica ogni giorno nonostante la sua disabilità affronta le sue paure. Per uscire da sola deve dar conto anche alle previsioni meterologiche, e nei periodi d’inverno è costretta a stare chiusa in casa. Una persona con una grandezza d’animo incredibile e con una forza che solo Dio può darle! Nell’arco della sua vita ha dovuto combattere con l’ambiente esterno, il nostro ambiente, che sempre di più emargina queste persone, le fa sentire escluse proprio come si sente lei in questa società e questo non è per niente positivo. Nel 2011 c’è ancora questa diversità, questa emarginazione, ed io mi sento così sconfitto. Una società che deve educare alla pienezza della vita, alla solidarietà, all’amore, al rispetto reciproco, ad “amare il prossimo come te stesso”, invece al giorno d’oggi assistiamo sempre di più ad atti di bullismo nei confronti di queste persone. La scuola, agenzia educativa che subito dopo la famiglia deve educare i giovani al rispetto dell’altro e ai valori per una convivenza civile, nella maggior parte dei casi questi atti vandalici nascono all’interno di essa.
    Volevo fare tantissime domande ad Adele ma la commozione mi ha preso talmente tanto che non ho avuto il coraggio di fare nemmeno una domanda di quelle che avevo pensato. Mi sono sentito così piccolo nei confronti di queste persone. Rosaria, sua amica l’ha incontrata nel treno bianco che porta a Lourdes i malati, come primo impatto ha pensato che era antipatica e subito si è allontanata ma subito dopo tra loro è nata una grande amicizia!. “Quando c’è il sole, Adele bussa alla porta di casa!”, ma che belle parole, che grande dono fa Rosaria nei confronti di Adele, spendere un po’ del proprio tempo per queste persone. Anche lei ha una famiglia, è madre, moglie, deve occuparsi della casa ma nonostante ciò accoglie Adele sempre con una grande gioia! Quando Rosaria ci ha detto: “basta solo un sorriso per far gioire queste persone” mi è venuta da pensare una poesia di una Santa che io ammiro molto, Madre Teresa di Calcutta.
    “Non permettere mai che qualcuno venga a te
    e vada via senza essere migliore o più contento.
    Sii l’espressione della bontà di Dio, bontà sul tuo volto e nei tuoi occhi.
    Bontà nel tuo sorriso e nel saluto.
    Ai bambini, ai poveri e tutti quelli che soffrono
    nella carne e nell’anima, dai le tue cure e il tuo cuore,
    offri un SORRISO GIOIOSO.”
    Questa poesia rispecchia molto Rosaria che con il suo sorriso riesce a far sentire importante Adele, ma è una poesia che tutti noi dovremmo prendere come esempio. Il diverso, il disabile non deve sentirsi escluso dalla società, deve anch’esso far parte della NOSTRA SOCIETA’.
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    nicla ruggiero

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  nicla ruggiero il Lun Mag 02, 2011 6:34 pm

    Oggi a lezione ci è venuta a trovare Adele un' amica della professoressa Briganti,Adele è diversamente abile ma questa sua condizione non esclude che è una persona diversa da noi.
    Però ha delle difficoltà come ad esempio non può scendere da sola per andare a bere un caffè al bar, quando scende deve sperare che non piova,non ci sono tanti pullman su cui è possibile salire esistono solo venti pullman adatti per queste persone,sui marciapiedi a volte anche se c'è lo scivolo può capitare che ci siano le macchine parcheggiate.
    Per quanto riguarda la sua abitazione vive in un condominio in cui fortunatamente già c'era l'ascensore,ella però ha dovuto lottare con i condomini per farlo ampliare,la sua casa è come tutte le altre e all'esterno c'è uno scivolo.
    Adele ci ha raccontato che all'inizio non accettava la condizione in cui si trova tendeva a nascondere la carrozzina sotto il letto quando qualcuno andava a casa sua tutto ciò dipende anche dalla società che non accetta queste persone perciò lei non si accetta.
    A questo punto mi verrebbe da dire che lo Stato dovrebbe fare il più possibile per migliorare la condizione di vita di queste persone e abbattere le barriere architettoniche ma in fondo al mio cuore già so che lo Stato farà ben poco e così tocca a noi educatori o persone più sensibili tendere una mano verso queste persone,io sono predisposta ad aiutare queste persone però a volte non so proprio come fare perché non vorrei ferirle e farle sentire diverse perché per me non lo sono affatto.
    Purtroppo nella società attuale, che sotto l'aspetto tecnologico è molto avanzata basti pensare al computer,ai cellulari e tanto altro,esistono ancora persone arretrate mentalmente che quando vedono i disabili tendono ad assumere un atteggiamento e uno sguardo di pietismo.
    La condizione di disabilità diventa il fattore per identificare l'intera persona che non viene riconosciuta più nel suo complesso ma in uno solo dei suoi aspetti.
    La disabilità diventa un'etichetta tanto da non parlare più di una donna oppure della persona ma del disabile.
    Ritornando ad Adele lei ha una grande forza e d'avanti agli ostacoli non si arrende mai ma trova sempre un modo per riuscire a fare le cose forse questo dipende dal fatto che è un po' testarda e poi pensa che volere è potere.
    A volte io,che non ho nemmeno la metà dei problemi che potrebbe avere Adele,quando ho qualche problema subito mi demoralizzo e mi scoraggio.
    Perciò la storia di Adele per me può essere un grande aiuto e un insegnamento per non arrendermi mai.
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    VivianaNobili

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  VivianaNobili il Lun Mag 02, 2011 6:43 pm

    "Siate semplici, siate umane, siate voi stesse senza paura di ..." E' questo l'incitamento maggiore che ho colto da Adele, fra i tanti dati oggi in aula.
    Ci si rende sempre più conto al giorno d'oggi di quanto la nostra società sia "disabile", quanto al giorno d'oggi sia difficile vivere la quotidianeità per chi è costretto a stare su di una carrozzina. Nelle sue parole ciò che ho letto è stata una grande grinta, forza e per certi aspetti mi è sembrato quasi di leggere a volte anche un filo di rabbia nelle sue parole. Una rabbia, ahimè, comprensibile per chi (ripeto) è COSTRETTO a stare su una carrozzina in una società che le offre quanto ascoltato oggi da lei stessa in aula.
    Ma, nonostante tutto, non si è fermata, si mette tutt'ora in gioco, proprio come ha fatto stamattina presentandosi a tutti noi, parlandoci di lei, della sua vita.
    Come dico sempre io, delle volte per capire certe situazioni bisogna viverle, bisogna starci dentro... Ma, anche se non vivo direttamente questa situazione, non mi risulta difficile cogliere che quello che Adele affronta ogni giorno sia un qualcosa che deve essere spinto assolutamente da una grande forza.
    Naturalmente, come ben sappiamo, la RESILIENZA varia da persona a persona e quella presentataci oggi da Adele la reputo incredibilmente FORTE! Riconosce le difficoltà, è consapevole dei tanti ostacoli che ogni giorno deve incontrare, ma LEI NON SI FERMA... Continua il suo percorso con le sue sole forze e sono convinta che andrà molto lontano, ed è proprio questo l'augurio che io le faccio!

    Grazie ancora prof. per questa grande finestra (come la chiamo io) che ha aperto a tutti/e noi! Very Happy
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    15.lab.2maggio-Barriere architettoniche:resoconto di Alede

    Messaggio  annapaola loffredo il Lun Mag 02, 2011 7:01 pm

    È cosa risaputa che esistere non è quasi mai una faccenda comoda. Il fatto stesso di essere venuti al mondo comporta una serie di effetti collaterali fastidiosi: contrattempi, disavventure, malattie mettono l'individuo in continuo affanno. Forse la peculiarità più nobile dell'essere umano è proprio quella di trovare, in mezzo agli ostacoli e ai disagi, un significato alla propria esistenza, di vivere comunque, pur in mezzo alle incertezze e alla precarietà, dei giorni felici. Tra le difficoltà più severe che accompagnano l'umano esistere c'è la disabilità,cioè l incapacita di svolgere determinate funzioni o di assolvere a particolari compiti nei modi e nell ampiezza ritenuti “normali”per un individuo. Una malattia, ereditaria o congenita, un trauma, una patologia degenerativa, possono causare in una persona tali difficoltà. Molti giovani, per esempio, possono subire, nel corso di incidenti stradali, traumi tali da costringerli sulla sedia a rotelle per il resto della loro vita; molte persone ancora attive possono cadere vittima di malattie neurologiche che ne limitano la mobilità o le facoltà cognitive.la testimonianza di stamattina mi ha colpita particolarmente!!!alede è una donna costretta a vivere e a trascorrere le sue giornate su una sedia a rotelle,a causa di una malattia muscolare che l ha colpita quando frequentava ancora le scuole elementari.sono stati molti gli interventi a cui è stata sottoposta tra cui uno alla schiena delicatissimo !ha voluto rischiare nonostante i medici le avessero dato solo 6 mesi di vita,ed oggi lei era li fra noi a RACCONTARE la SUA STORIA!inizialmente era molto imbarazzata nel raccontare la sua vita ma man mano ci ha riportato tutti i suoi disagi ,tutte le sue reali ed effettive difficoltà con grande anzi grandissima forza… L'atteggiamento della gente comune nei confronti della disabilità e delle persone portatrici di handicap, è il più delle volte improntato a una pietà inferiorizzante e a un compatimento quasi offensivo. PENSO CHE Chi ha qualche menomazione, invece, ha la stessa dignità umana dei cosiddetti normali e ha diritto al massimo rispetto e considerazione.La frase di alede che principalmente mi ha colpito è stata quella in cui ha specificato chiaramente di non voler essere aiutata !!!”NON MI PIACE DIRE NON CE LA FACCIO SE PRIMA NON HO PROVATO A FARLO DA SOLA”la frase invece che mi ha commosso ed emozionato invece è stata quando ha detto “RAGAZZI VOI AVETE UN PRIVILEGIO QUELLO DELLA LIBERTà,DELL INDIPENDENZA, IO INVECE NO,non SONO LIBERA NEANCHE DI PRENDE UN CAFFE DA SOLA ,HO SEMPRE BISOGNO DI ALTRI”. Io appartengo a quella categoria di persone che ritiene la sofferenza non soltanto un'insensatezza, un fastidioso e ingiusto ostacolo alla realizzazione dei nostri obiettivi vitali, una vergogna da negare e nascondere alla vista nostra e degli altri. Certo, la sofferenza forse è molto di tutto questo, ma è sicuramente anche di più. È un pungolo, una spina nella carne, che induce noi e gli altri a interrogarci sul significato dell'esistere. Jorge Luis Borges sosteneva che le cose ci sono date affinché noi le trasformiamo. In qualcosa dotato di un senso, in qualcosa di prezioso. Lui fu cieco per anni, ma questo non gli impedì, anzi gli permise, di diventare uno dei massimi scrittori del Novecento. Proprio perché cieco, affinò tutta una serie di qualità e percezioni che lo resero uno scrittore eccezionale e originale.
    E non si tratta di un caso isolato: artisti, divi dello spettacolo, scienziati, politici, imprenditori hanno convissuto e convivono con menomazioni che non impediscono loro di essere produttivi. Va detto che la nostra società, purtroppo, non favorisce l'integrazione dei disabili. Pregiudizi, limitazioni strutturali, barriere architettoniche impediscono ancora a troppi disabili un'esistenza che sarebbe altrimenti soddisfacente.
    Si impedisce loro di guadagnarsi da vivere col frutto delle loro competenze. Si limitano la loro mobilità e visibilità. Le barriere più tenaci, le catene più forti sono naturalmente quelle di carattere psicologico e mentale. Un disabile, foss'anche quello con deficit cognitivi, è un essere umano, un nostro fratello, con cui condividiamo lo stesso destino. Molti disabili sono in grado di dare agli altri moltissimo, non soltanto in termini di competenza professionale, di efficienza produttiva, ma di umanità, di genuinità, di calore umano,Alede ne è stata la testimonianza …attraverso poche parole oggi ci ha regalato tanto!!!grazie



    teresa lasco

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  teresa lasco il Lun Mag 02, 2011 7:09 pm

    Adele oggi ha riconfermato che potere è volere..nonostante le avversità della vita riesce a superare le varie difficoltà delle sue giornate.
    Ascoltare l' esperienza di Adele è stato molto interessante.
    Il suo coraggio di raccontare e la volontà che ha e che ha avuto ad esempio stamattina recandosi all' università nonostante il tempo non fosse ideale E'DA AMMIRARE!!
    Donna che ama l' indipendenza e cerca sempre di non chiedere aiuto, lotta contro la società che non la accetta:"non mi acccetto perche prima di tutto è la società che non accetta me ".....
    ...ci ha raccontato che che gli ostacoli che incontra ogni giorno( ad esempio gli autobus non adeguatamente attrezzati,o strade in cui macchine e motorini occupano i marciapiedi...) gli impediscono o meglio gli rende difficile la vita anche semplicemente uscire per prendere un caffè!!
    IL suo racconto ci ha dimostrato che solo accettandosi ed essere sempre se stessi è possibile vivere non avendo paura di nulla.
    Ascoltare Adele è stato davvero emozionante....nelle sue parole traspariva rabbia e allo stesso tempo FORZA.
    Adele non ama il pietismo e ci ha aiutati a capire come comportarci con queste persone non facendole sentire diverse e cioè comportarsi con disinvoltura e che per loro è importante anche un semplice sorriso che parta dal profondo del cuore.
    Nei laboratori precedenti abbiamo cercato di immedesimarci nelle varie difficoltà e ostacoli che un disabile avrebbe potuto incontrare in una giornata tipo..sentirlo raccontare è come viverle da vicino e fa tanta rabbia!!
    Rosanna ,volontaria e amica di Adele, ci ha spiegato che vivere e lavorare con queste persone ti riempe il cuore d' amore ...è un pò come uno scambio:dai amore -ricevi amore!!
    IL racconto di Adele mi ha fatto riflettere molto sull ' importanza di alcuni valori quali l 'amicizia, la famiglia e l' essere indipendente.
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    FRANCESCA SANNINO

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  FRANCESCA SANNINO il Lun Mag 02, 2011 7:17 pm

    Oggi in aula abbiamo ascoltato le parole di Adele, parole molto forti che mi hanno commossa tanto.
    Adele fin dalla nascita ha la poliomielite, una malattia virale che colpisce i muscoli.
    Se mi ricordo bene nel periodo delle scuole medie o forse un pò dopo, ha dovuto affrontare un importante intervento alla spina dorsale, a causa di questo intervento è stata costretta a letto per due anni.
    Ci ha raccontato che i medici non volevano operarla ma lei ha voluto a tutti i costi affrontare l' operazione poiche' le avevano detto che aveva solo 6 mesi di vita.
    Adele è una donna molto coraggiosa, molto forte, piena di voglia di affrontare la vita.
    Ci ha raccontato che in passato le persone disabili si chiudevano in casa, non uscivano per la vergogna ma lei NO, lei vuole fare tanto, vuole affrontare la vita e non vuole nascondersi.
    Adele cerca di essere indipendente, cerca di fare da sola, lei non ama chiedere e piu' volte ci ha ribadito il messaggio che nella vita non dobbiamo appoggiarci agli altri, perche' gli altri con un soffio vanno via, allora dobbiamo imparare a fare da soli.
    Ad Adele non piace dire : " NON CE LA FACCIO" , lei, come giusto che sia , deve provare prima , deve affrontare le cose solo dopo averci provato allora può dire non ce la faccio.
    Adele è stata molto schietta, chiara, ci ha detto chiaramente che non si accetta.
    Quando una nostra collega le ha chiesto da dove prendeva tutta questa forza, lei ha risposto che la sua forza viene prima di tutto dal carattere, poi la trova nella famiglia, nella fede e negli amici.
    Adele con il suo intervento, con la sua testimonianza, ci ha lanciato molti messaggi importanti e significativi.
    Infatti ha ribadito più volte che non dobbiamo mai fare pietismo perchè questo non aiuta le persone disabili, i disabili sono uguali a noi, non so perchè ma mi ha colpito quando ha detto: " anche noi, come voi, possiamo innamorarci".
    Rosaria, la donna che assiste Adele, più come amica che come volontaria, ci ha detto che Adele è una persona meravigliosa e che vuole sempre dare e ridare.
    Adele ci ha detto che dobbiamo sempre essere umani, sempre noi stessi e proprio con le sue parole, dobbiamo essere senza paura di.(punto)
    La visita di Adele mi ha emozionata tanto, non so ha suscitato in me qualcosa di strano veramente, è stato brutto sentire che per lei è difficile affrontare la giornata, anche per andare a prendere un caffè ha bisogno di qualcuno che l'aiuti.
    Però con la testimonianza sia di Adele che di Rosaria ho capito che è proprio soddisfacente il lavoro di volontaria perchè per una volta chi fa volontariato non deve dare ma riceve, in quanto a dare è la persona che ha di fronte.

    veronicadolce

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  veronicadolce il Lun Mag 02, 2011 7:17 pm

    Oggi c'è stato l'incontro con Adele.Ci ha raccontato la sua storia, la sua malattia,essere poliomelitica ed avere problemi ai muscoli.Ci ha raccontato l'operazione alla schiena e che qualche tempo prima era andata ad un corso di ricamo,ci ha spiegato che non ama le associazioni........Descrivere cosa mi ha trasmesso Adele è indescrivibile,riesco solo a dire che ammiro la tanta forza che ha e il coraggio e la voglia con cui affronta la vita.Nella frase "il pericolo è il mio mestiere"si può capire con quanta forza vive.Lei ha detto che in parte la sua forza deriva dal carattere ed io condivido PIENAMENTE questa sua affermazione.Invece mi dispiace per la frase che ha detto:"non mi sento accettata nella società ma convivo"questo dimostra che non ci sono tante persone disposte ad aiutare queste persone.Dalla sua storia e dalla voglia con cui la raccontava era lei che trasmetteva a noi la forza di andare avanti e fare qualcosa di buono nella vita anche quando ha detto"non abbiate paura noi siamo uguali a voi,siate voi stessi,noi non siamo diversi da voi".Riguardo le barriere lei ci ha confermato l'inutilità dei pulman senza scivoli,ancora le auto che parcheggiano davanti alle discese......Su questo non si hanno parole.
    Spero che un giorno oltre a tutte le nuove tecnologie,alle nuove scoperte si riesca a trovare una soluzione per combattere queste malattie,perchè è impossibile vedere queste persone che hanno tantissima voglia di vivere imprigionate su una sedia a rotelle prive di ogni movimento.
    Oltre a lei prof.Brigante,che ci da l'occasione di venir a conoscenza di tante cose,ed Adele ringrazio anche le persone come Rosaria,la mamma di Claudia,che aiuta e fa volontariato per queste persone.
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  mariabarbarino il Lun Mag 02, 2011 7:19 pm

    Oggi in aula abbiamo avuto un ospite Adele ,amica della prof,per raccontarci in prima persona come si vive o meglio come lo ha definito, Adele, come si convive giorno per giorno con la sua situazione da diversabile anche perché tutt’oggi non lo accetta . Adele era un po’ imbarazzata quando stamane è entrata in aula perché timida poi pian piano ha iniziato a raccontare la sua storia, personalmente nel sentirla parlare mi sono commossa ma non era una forma di pietismo,anche perché dalle cose che ha raccontato le avrebbe dato anche fastidio ,mi sono commossa per come lei nella sua situazione affronta la vita giorno per giorno e magari noi ragazzi per futili problemi ci chiudiamo in noi stessi proprio come ha ribadito. Mentre Adele parlava, da ciò ho constatato che oltre ad essere buona in quanto persona è molto testarda infatti quando era piccola suo padre le diceva che il pericolo era il suo mestiere . Adele ha raccontato le mille barriere che incontra ogni giorno a partire dal palazzo in cui abita ,nel quale per far avvenire delle modifiche per esempio montacarichi e altro ha dovuto lottare,inoltre ha aggiunto che molto spesso all’uscita del suo montacarichi le persone del palazzo parcheggiano motorini e altro. Per salire sugli autobus non sempre è possibile perché molte volte sono strapieni o perché gli autisti non sanno usare le nuove tecnologie. Adele non si sente integrata nella società perché nonostante le associazioni e altre manifestazioni che fanno render conto che tutti indipendentemente dalle nostre disuguaglianze siamo uguali esiste sempre il concetto del diverso ahimè,infatti quando è arrivata nella nostra sede universitaria per prendere l’ascensore ha chiesto una semplice informazione ma tra tutti quelli presenti solo una persona l’ha aiutata,questo ci fa rendere conto di quanto finto buonismo c’è in questo mondo,nel momento in cui bisogna affrontare le situazioni non c’è nessuno come ha ribadito Adele SIAMO SOLI. Essa è affetta da poliomielite è una grave malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale che colpisce soprattutto i neuroni motori del midollo spinale. Per esser a conoscenza di questa malattia ho fatto una piccola ricerca che ho voluto riportare qui di seguito. Descritta per la prima volta da Michael Underwood, medico britannico, nel 1789, la poliomielite è stata registrata per la prima volta in forma epidemica nell’Europa di inizio XIX secolo e poco dopo negli Stati Uniti. La diffusione della polio ha raggiunto un picco negli Stati Uniti nel 1952 con oltre 21mila casi registrati. In Italia, nel 1958, furono notificati oltre 8mila casi.
    La malattia è causata da tre tipi di polio-virus (1,2 e 3), appartenente al genere enterovirus, che invade il sistema nervoso nel giro di poche ore, distruggendo le cellule neurali colpite e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale. In generale, la polio ha effetti più devastanti sui muscoli delle gambe che su quelli della braccia. Le gambe perdono tono muscolare e diventano flaccide, una condizione nota come paralisi flaccida. In casi di infezione estesa a tutti gli arti, il malato può diventare tetraplegico. Nella forma più grave, quella bulbare, il virus paralizza i muscoli innervati dai nervi craniali, riducendo la capacità respiratoria, di ingestione e di parola. Ritornando alla storia di Adele ci ha raccontato che sin da piccola non ha mai accettato la sua situazione anche se la madre le è stata molto vicino addirittura nascondeva da bambina la carrozzina sotto al letto perché le sue cugine non dovevano venirne a conoscenza ma solo dopo essersi sottoposta ad un intervento alla spina dorsale, essere stata per due anni a letto si è resa conto che se voleva continuare a vivere doveva convivere fianco a fianco con la sua malattia lungo il cammino,affidandosi a Dio e alla sua testardaggine riesce ad andare avanti. Oggi è stata una lezione ancor più particolareggiata rispetto alle altre perché abbiamo ascoltato una persona che nonostante le sue difficoltà si fa forza e da forza infatti durante il ‘dibattito’ una ragazza ha raccontato che anche lei ha un problema alle mani ma si vergogna di dirlo agli altri perché non vuole dar fastidio per esempio nel prendere appunti durante le lezioni e Adele schiettamente le ha detto ‘MI HAI VISTA???? ALLORA IO COSA DOVREI FARE???.

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  luanacirma il Lun Mag 02, 2011 7:22 pm

    La lezione di oggi mi ha particolarmente colpito..per semplici elementi:
    1° complimenti ad Adele che con coraggio ha superato secondo me,una grande paura...raccontare se stessa,è stato bellissimo vederla in discussione con noi studenti,ma sopratutto la sua schiettezza....
    2°complimenti anche a lei proff...per il semplice motivo che,prima di presentarci Adele,e vedere con chi ci saremmo confrontati...lei ha parlato di una sua amica...ed è stato bello non sentire la parola disabile,anche quando si parlava con Adele.
    In un mio precedente commento...citando le parole di una slide da lei caricata,mi sono molto soffermata a dire che le persone vanno chiamate con il proprio nome,e come il caso di adele di non guardare ciò che la circonda,ma ciò che ella è.
    Tornando al laboratorio...devo dire che è stato bello sentire Adele dire:noi siamo uguali come tutti voi....e questo è un concetto che vorrei che non si finisse mai di ribadire.
    Spero tanto che Adele possa leggere i nostri commenti e farle i complimenti(mi scuso di non averglieli fatti di persona)...perchè non è assolutamente vero che è una donna senza forze..anzi,ho sentito la sua forza trasparire dalle sue parole..la sua voglia di lottare,continuare,almeno in parte a fare quelle cose che per noi sono normali...ma semplicemente la sua forza ha imparato a svilupparla già quando ha deciso di non arrendersi...come quando nascondeva alle cugine del suo problema,non per debolezza,ma per evitare di avere compassione gratuita...ancora complimenti.

    Diletta M.R Clemente

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Diletta M.R Clemente il Lun Mag 02, 2011 7:34 pm

    ..."Chiamatemi per nome.Non voglio più essere conosciuta per ciò che non ho ma per quello che sono:una persona come tante altre"... è con questi versi tratti dalla poesie "chiamatemi per nome" di Gianni Scopelliti che vorrei dare inizio a questo mio commento... un commento nel quale c'è davvero poco da dire dal momento che mi è bastato osservare degli occhi di Adele per poter rendermi davvero conto che le emozioni, quelle vere, hanno tante espressioni. A volte, si rivelano attraverso le righe di un racconto, di una poesia... altre invece, attraverso gli occhi di questa piccola-grande donna dalla quale abbiamo solo da imparare. Oggi ho potuto davvero constatare e dare conferma a quell' esercizio dell' orologio che la prof. ci ha fatto fare nel corso delle prime lezioni. La vita di un disabile è davvero difficile dal momento che in determinate realtà, il termine "integrazione" è più lontano che mai dal momento che ci si ferma semplicemente alle apparenze senza renderci davvero conto che al di la del corpo, della sedia a rotelle, degli occhiali oppure del semplice apparecchio per i denti (per far capire quante possono essere le peculiarità che ci possono contraddistinguere dalle altre persone), c'è un cuore che batte e che è in grado di provare le stesse identiche emozioni di chiunque altra persona. Purtroppo del "diverso" si ha paura, si tende ad etichettarlo, e ad osservarlo con pietismo ... perchè magari non è come noi, perchè parla una lingua diversa dalla nostra oppure semplicemente perchè, nella fattispecie, non cammina sulle proprie gambe. ... è quindi?!? cosa c'è di diverso?, perchè ci si comporta così?. Quando Rosaria ha detto che: "basta SOLO un sorriso per far gioire queste persone" mi ha totalmente disarmata perchè l'emozione in quel momento era alla stelle. Vincenzo ha ragione nel momento in cui parla della scuola che (essendo la secondo agenzia formativa dopo la famiglia) dovrebbe educare meglio i bambini non solo alla pace ma anche e soprattutto all'uguaglianza dal momento che non siamo tutti uguali... ognuno è speciale a modo suo!. Sono persone da cui si deve prendere esempio e che si devono solo ammirare perchè se tutti fossimo un minimo di come sono solo, beh... sono fermamente convinta che il mondo sarebbe decisamente migliore.
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    Maria Francesca Avolio

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Maria Francesca Avolio il Lun Mag 02, 2011 7:41 pm

    Oggi ascoltare la storia di Adele mi ha veramente emozionato.
    Ci ha raccontato le difficoltà che può trovare un disabile durante un' intera giornata e di come le persone possono essere cattive assumendo atteggiamenti di chiusura nei confronti di queste persone facendole sentire ai margini della società.
    Nonostante le varie difficoltà si aggiunge anche che solo 20 pullman hanno attrezzature che possono agevolare un disabile ma dato il mal funzionamento della società sono inesistenti.
    Dobbiamo cercare di cambiare tutto questo battendoci per i nostri diritti e per i diritti dei disabili che deveno essere indipendente con il sostengo di strutture adeguate ad affronatare l' intera giornata.
    La malattia di Adele è la Polimelite ovvero malattia che colpisce i muscoli, ci ha fatto capire che non dobbiamo soffermarci o bloccarci alle difficoltà futili ma dobbiamo andare avanti in quanto VOLERE E' POTERE nella vita!!!
    Noi educatori possiamo aiutare i disabili ad affronatare i vari problemi ma non con il pietismo ma sostenedoli dicendo la verità.
    Nel mio piccolo ho fatto volontariato per i ragazzi affetti dalla spina bifida, in un primo momento cercavo di assecondare ciò che dicevano ma grazie all'aiuto dei responsabili mi hanno fatto capire che non bisogna aiutarli con il sostituirsi a loro ma facendoli capire il come vanno fatte le cose.
    Lo stare con loro mi ha dato tanto e mi hanno regalato emozioni uniche dandomi serenità e notare quanta forza hanno,insegandomi che la vita deve essere affrontata e non bisogna nascondersi ma ricordarci il vero senso della vita! Very Happy
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    Marta Mascioli

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Marta Mascioli il Lun Mag 02, 2011 7:44 pm

    è troppo forte la voglia di commentare stasera, seppur stanca.
    L'incontro di oggi è stato veramente molto forte e sentito.
    Nella pausa, distratta, ho visto una carrozzina entrare e ha catturato subito la mia attenzione
    Abbiamo avuto modo di chiacchierare, come piace a lei, con Adele, una donna affetta sin da piccola da una malattia che colpisce i muscoli.
    Appena Adele ha preso il microfono ho percepito la sua paura, timidezza,rabbia. Con l'inizio del suo racconto le nostre idee sulle difficoltà quotidiane dei disabili sono state confermate. "Ho problemi con le scale, con i sali-scendi occupati, con i pullman che seppure attrezzati non funzionano.( Oggi dopo 4 anni e 3 denuncie sono riuscita a prendere un pullman)" Come ho detto traspariva una forte rabbia dalle sue parole, una sorta di denuncia ad una società che ancora non ti fa integrare,una società che continua a discriminare facendo sentire diversi i diversabili.
    Percepivo dalle sue parole una voglia di autonomia, infatti ha ripetuto in più occasioni espressioni del tipo "NON mi piace chiedere, mi piace SENTIRMI libera, sentirmi perchè in realtà non lo sono, sono limitata in tutto, ho bisogno di aiuto anche per prendere il caffè"
    Lei la sua disabiltà non l'ha accettata (da piccola fingeva di camminare anche con i suoi parenti) ma ci convive e cerca di farlo lottando. "LOTTO con me stessa per stare al mondo con i SANI" ha aspettato per ore l'automobilista distratto che ha parcheggiato sul sali-scendi avanti casa sua, ha dato il consenso ai medici per farsi operare perchè quest'ultimi si opponevano viste le gravi condizioni( e ha vinto lei!!), ha combattuto con il condominio del suo palazzo perchè nessuno collaborava.
    Quando le è stato chiesto dove trovava la forza per andare avanti ha detto che è fondamentalmente questione di carattere(lei è molto testarda e determinata)ma sono di grande aiuto appoggi come la fede, la famiglia, gli amici.
    Ci ha raccontato di come si sente spesso invisibile e l'ultimo episodio è capitato proprio nell'ascensore della nostra università. Shocked
    Adele ci ha fatto capire quanto siamo superficiali quando ci arrendiamo per le piccole cose, quanto siamo insensibili quando ci approcciamo con pietà ai diversabili, ha evidenziato come ogni disabile abbia la sua storia e quindi non bisogna rivolgersi a loro con costrutti generali ma cercando di cogliere la singolarità, ci ha ricordato quanto è importante non appoggiarsi totalmente ad una persona, questa potrebbe da un momento all'altro andare via.
    Nel mio commento mi sono aiutata virgolettando le sue parole perchè lei è riuscita in modo semplice ad arrivare a tutti noi, non saprei essere brava come lei!
    Grande esempio Adele che con molta modestia, semplicità, timidezza ha saputo dare un grande esempio a tutti noi
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  mariagraziarusso il Lun Mag 02, 2011 7:51 pm

    mariagraziarusso ha scritto:VOGLIO INIZIARE QUESTO COMMENTO PARTENDO COL RINGRAZIARE LA PROF PER LA POSSBIBLITA CHE CI HA DATO DI ASCOLTARE LA TESTIMONIANZA DI ADELE.
    ABBIAMO GIA PARLATO DI BARRIERE NEL CORSO DELLE NOSTRE LEZIONI MA CON ADELE E STATO DIVERSO SI E COLTA LA VERA DIFFICOLTA CHE LE PERSONE DISABILI INCONTRANO NELLA LORO STRADA…. STUDIANDO QUESTO ARGOMENTO DAL LIBRO E ATTRAVERSO IL LABORATORIO SULL OROLOGIO ERA PIU ASTRATTO OGGI INVECE E STATO DIVERSO PERCHE ABBIAMO ASCOLTATO DAL VIVO LE DENUNCE DI CHI VIVE QUESTE DIFFICOLTA.
    IO VERAMENTE NON HO PAROLE PER LA FORZA CHE ADELE HA DENTRO DI SE.... OGGI CI HA DATO UNA VERA E PROPRIA LEZIONE DI VITA.NOI CHE CI PREOCCUPIAMO PER UN TAGLIO DI CAPELLI, PER QUALCHE CHILO DI TROPPO OPPURE SIAMO NERVOSE PER COSE FUTILI ;BEH I PROBLEMI NELLA VITA SONO ALTRI.
    LE GIORNATE DI ADELE DIPENDONO DALLE CONDIZIONI CLIMATICHE,HA DOVUTO FARE DENUNCE,HA DOVUTO LOTTARE ANCHE PER FAR MODIFICARE L ASCENSORE….LA SUA VITA E UNA CONTINUA LOTTA MA DA QUANTO HO CAPITO HA ABBASTANZA FORZA PER FARCELA.
    NONOSTANTE LA SUA VITA VITA NON E STATA FACILE(ANCHE PER I MOLTI INTERVENTI CHE HA SUBITO)NON SI FERMA DAVANTI A NULLA OGGI CONTINUAVA A RIPETERCI CHE NON DOBBIAMO MAI DIRE “NON CE LA FACCIO”….E TESTARDA , NON AMA IL PIETISMO NON VUOLE CHE VENGA TRATTATA IN MODO DIVERSO DAGLI ALTRI …..”NON SIAMO DIVERSI MA UGUALE A VOI”….BASTA UN SORRISO.HA PIU VOLTE RIBADITO CHE NON SI E MAI ACCETTATA PER QUELLO CHE E MA HA IMPARATO A CONVIVERE CON SE STESSA.(DA PICCOLA NASCONDEVA LA CARROZZINA SOTTO IL LETTO)
    UNA COSA CHE MI HA COLPITO E QUANDO HA RACCONTATO DELLA SCUOLA DI RICAMO;VEDENDO CHE C ERANO SOLO PERSONE DISABILI HA VOLTATO LE SPALLE E SE NE ANDATA DICENDO”NON ACCETTO CHE LA SOCIETA NON MI ACCETTI”
    ADELE E UN GRANDE ESEMPIO PER TUTTI NOI: PER I DISABILI E NON ….LA SUA FORZA D ANIMO ,CHE FA PARTE SIA DEL SUO CARATTARE MA CHE PROVIENE ANCHE DALLA FEDE, FAMIGLIA E AMICI(POCHI MA BUONI),SUPERA DAVVERO I LIMITI LE PERMETTE DI VIVERE QUESTA VITA IN MODO DIVERSO…..DESIDERA ESSERE INDIPENDENTE INFATTI HA DETTO:”NON VI APPOGGIATE AGLI ALTRI, UN SOFFIO E VANNO VIA”.ADELE IN CASA NON HA MOLTE DIFFICLOTA MA E L ESTERNO CHE FA PAURA.DESIDERA UNA SOCIETA DIVERSA CHE NON LE METTA DAVANTI BARRIERE CHE LE IMPEDISCONO DI VIVERE UNA VITA NORMALE E DI FARE I PIU SEMPLICI MOVIMENTI.PURTROPPO VIVIAMO IN UNA SOCIETA CHE NEL 2011 NON SI E ANCORA DEGNATA DI APPORTARE DELLE MODOFICHE PER RENDERE LA VITA DI QUESTE PERSONE MIGLIORI.
    GRAZIE ADELE PER LA LEZIONE DI VITA CHE CI HAI DATO OGGI….IN BOCCA AL LUPO
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Carmen.Castellone il Lun Mag 02, 2011 7:54 pm

    Oggi si è parlato di "uomo manchevole" "corpo obsoleto" :
    L'uomo non si rende conto di quello che ha: la vita!
    Le tecnologie sono la creazione più grande dell'uomo, di cui deve essere fiero, ma bisogna anche saper dare il giusto valore a queste tecnologie che vanno usate per fare del bene, per aiutare chi vive una condizione di difficoltà ad avere una qualità della vita migliore.
    La tecnologia non va usata per disprezzare l'uomo, il corpo...ma per metterlo in risalto...
    Io sono cattolica e credo che Dio si senta offeso ogni volta che l'uomo disprezzi il proprio corpo, il proprio essere...
    Abbiamo creato una cosa meravigliosa: la tecnologia! Ma in certi casi la facciamo diventare distruzione: distrugge noi stessi...ci annienta...
    Ed è proprio perché non abbiamo ancora imparato ad usare la tecnologia nella giusta misura che esistono le barriere architettoniche:
    Quando facemmo il laboratorio sull'orologio per me fu difficile individuare subito le barriere che un disabile poteva incontrare nel coso della sua giornata(eppure ce ne sono tante purtroppo) perché non ci facevo caso più di tanto: è questo l'errore: non prestare attenzione. Eppure conviviamo con gli altri, non siamo isolati ognuno per conto proprio ma viviamo in società, in comunità ed è questa comunità che bisogna aver presente ogni volta che si costruisce un ascensore, una strada, un palazzo, un bar, perché questa comunità è formata da tante diversità e bisogna pensare ad ognuna di queste diversità ogni volta che si costruisce...
    Mi ha colpito il discorso di Adele quando ha detto che ha dovuto lottare con gli altri residenti del condominio, quando ha dovuto denunciare 3 volte l'impossibilità ad entrare in autobus...
    E allora mi viene da chiedermi:
    Questa società così tecnologica in questi casi dov'è???
    Adele oggi mi ha insegnato molto:
    Quando all'inizio ha detto che non bisogna fermarsi davanti ai piccoli ostacoli, ho pensato subito: che bella persona! Ma soprattutto: Che forza che ha!
    Ed è proprio vero quello che ha detto: non bisogna fermarsi davanti agli ostacoli che la vita ci presenta perché sta in questo la grandezza dell'essere umano: andare avanti nonostante tutto...
    Con la presenza di Adele in aula è stato tutto diverso e per questo dobbiamo ringraziare la professoressa che ci da la possibilità di capire da vicino la disabilità perché parlarne è un conto ma tutt'altro è viverla, e oggi, anche se per breve tempo, l'abbiamo vissuta da vicino e questo ci ha dato la possibilità di capire realmente.
    Durante questo corso mi è capitato più volte di sentirmi sicura di me per il percorso che ho scelto, e anche oggi con Adele mi sono sentita fiera di me, di quello che ho scelto di fare... Voglio fare l'educatrice e dare e ricevere quel sorriso di cui ha parlato Adele...
    Mi sono emozionata alla parole di Adele, mi sono entrate nel cuore e voglio portarle con me perché penso che bisogna sempre tenerle presente certe cose, spesso sottovalutiamo, non prestiamo attenzione all'altro mentre invece, come ha detto Adele, basta quel sorriso in più che infatti ha fatto sì che nascesse la profonda amicizia che ha Adele con la signora che era con lei di cui purtroppo non ricordo il nome.
    Io ci credo in quello che ho scelto di fare:
    Ho scelto questo percorso pensando: quanto di me posso dare agli altri? Quanto gli altri possono dare a me?
    Voglio dare e ricevere quel sorriso a chi ne ha bisogno quando sarà necessario e Adele oggi mi ha fatto capire ancora una volta che questo è veramente quello che voglio fare.
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    mariagaglione

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    Adele...una grande donna...

    Messaggio  mariagaglione il Lun Mag 02, 2011 8:03 pm

    Oggi in aula nella parte dedicata al laboratorio ,rifacendoci al discorso sulle barriere architettoniche e l'attività dell'orologio, abbiamo avuto il piacere di ascoltare la testimonianza di Adele,una donna con una forza incredibile.
    Devo dire che ascoltare i suoi racconti è stato molto emozionante,il suo coraggio nell'affrontare la vita e gli ostacoli di ogni giorno, è veramente un esempio per tutti.
    Ho riflettuto molto sulle sue parole,quando ci ha esposto la sua esigenza interiore nel sentirsi indipendente nonostante le sue difficolà,di provare a fare, prima di dire non ci riesco.Inoltre ha cercato di farci capire che i problemi non sono i capelli o il fidanzatino che ci lascia,ci sono cose più serie e non bisogna essere superficiali, dobbiamo imparare ad amare noi stessi per poi dare amore agli altri ,attraverso la nostrà semplicità.Importante nel discorso di Adele è anche il ruolo di noi educatori nell'approccio con il disabile, nel non provare pietà per l'altro,ma vederlo come uno di noi e trattarlo come uno di noi.
    La frase di Adele che mi ha rattristito è stata quella in cui diceva che la società non la accetta ed è per questo che lei non si accetta ,ma convive con la sua situazione e va avanti,inoltre sente che le persone intorno a lei la ignorano e questa è la cosa più brutta,e mi domando come si può ignorare? come si può far finta di non vedere?trovo tutto ciò assurdo.
    Dalle parole di questa donna credo che tutti noi dobbiamo imparare tanto e capire che ignorare è la cosa più triste che si possa fare,anzi dovremmo lavorare tutti insieme affinchè tutti abbiano le stesse possibilità , di sentirsi almeno un pò parte della società,e non emarginati ed esclusi.
    Ringrazio veramente di cuore Adele per aver dedicato un pò del suo tempo a noi...
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    Martina Verde

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Martina Verde il Lun Mag 02, 2011 8:21 pm



    Parole,Parole,Parole….Tante parole si alternano nella ma mente.Oggi ho riflettuto molto dopo la testimonianza di Adele…Non solo sullo stato di disabile,ma sui valori che ci vengono trasmessi fin da quando siamo piccoli,perché sono quei valori a determinare la nostra personalità.Non sto qui a “raccontare” ciò che ha già espresso Adele,ma ci tengo ad esprimere i miei pensieri,perché a raccontare la sua storia ci ha pensato lei in aula e sarebbe come fare un “copia e incolla”,per questo motivo preferisco esprimere i miei pensieri,giusti o sbagliati che siano.Le frasi che più mi hanno colpito sono 4….La prima è:”Io non mi accetto perché la società non mi accetta,ma convivo”,per me,affermare questa frase è stata una gran dimostrazione di coraggio,di sincerità da parte di Adele,non molti ammettono o hanno il coraggio di dire “non mi accetto”,purtroppo,molti valori sono stati persi,si rincorrono modelli inesistenti.Adele ha sicuramente molte difficoltà come lei stessa ci raccontava,ma noi esseri “normali” abbiamo occhi solo per noi,piangiamo per un nonnulla spesso,vediamo dei piccoli ostacoli come problemi insormontabili e ci buttiamo giù,non abbiamo la forza di combattere ecc….Un naso un po’ più pronunciato diventa un problema,non ci piacciamo perché non piacciamo alla società,ma basta mettere da parte qualche soldo,corriamo da un chirurgo e bidibibodidibù ecco il naso che volevamo,quel naso che ci fa acquistare la sicurezza che non avevamo,ma che ora abbiamo grazie al “nuovo naso”.Per una persona con difficoltà motorie,non basta una bacchetta magica per far sparire il “problema”,il desiderio di correre,di non incontrare barriere,di essere indipendente,non può essere avverato,non è poi così semplice d’altronde.Adele non accetta il suo deficit perchè gli altri non lo accettano…ma dovrebbe essere lei la prima ad accettarsi perché in fondo gli altri pensano di noi quello quello che noi pensiamo e dimostriamo,se noi in prima persona ci diamo un valore,quel valore ce lo daranno anche gli altri,nessuno è invisibile,a volte bisogna alzare un po’ più la voce per farsi notare,ma,l’importante è farlo.Sicuramente non è semplice convivere con un deficit,che possa essere più o meno evidente,ho l’esempio di mio nonno,fino a 2 anni fa era una persona superattiva,girava in motorino,tutto questo a 68 anni…ma essendo lui un gran fumatore,si è ritrovato da un giorno all’altro in un letto di ospedale,in una sala di rianimazione…Si potrebbe dire che mio nonno è un “miracolato”,aveva un polmone ed il cuore compromessi,e l’altro polmone che non funzionava a dovere…eppure sono passati 2 anni e mio nonno è con noi.La sua voglia di vivere,di lottare,ha prevalso sulla morte,oggi non può girare in motorino,ma continua a lottare con la sua patologia,anche se ci sono momenti di depressione perché se prima era libero,indipendente,oggi non lo è più,però la forza e l’amore che lo legano alla vita,gli consentono di continuare a lottare,VOLERE E’ POTERE,lo diceva anche Adele.L’altra frase che mi ha colpito è stata:”Non siamo diversi”,io direi che in fondo tutti siamo diversi da tutti ,sicuramente non vediamo e non vogliamo vedere ed ascoltare persone con difficoltà motorie,però spesso ci sono dei pregiudizi,sia da parte di noi persone “normali”,che da parte dei “diversabili”,forse è un po’ forte quello che dico,ma provo a spiegarmi,noi cosiddetti “Normali” siamo ignoranti,nel senso letterale del termine,NON CONOSCIAMO,IGNORIAMO,realtà diverse dalla nostra e di conseguenza spesso non sappiamo come comportarci di fronte a determinate situazioni e possiamo sembrare finti buonisti,ma spesso non è così,i “diversabili” ci vedono spesso come degli “Invasori” fuori luogo,non so se riesco a rendere l’idea,forse abbiamo paura dell’altro,dello sconosciuto,perché noi consideriamo loro dei “diversi” e viceversa…possiamo ricollegarci al discorso di Becker al quale ha dedicato un libro “Outsiders”,ma la diversità è solo nel corpo,tutti abbiamo un’anima (o si spera),solo che in questa società prevale più la corporeità che la spiritualità.Anche Adele parla di paura dell’altro,di quell’altro che potrebbe essere un nostro fratello….L’ultima frase che mi ha fatto riflettere è stata:”Non si nega una verità per paura di perdere un amico”,bisogna dire la verità sempre,anche se spesso fa male,ma meglio una brutta verità,che fa male,ma detta con il cuore,che una bella bugia detta con un sorriso falso e per ferire…Negli ultimi giorni mi sono ritrovata a guardare un po’ di favole della Disney ed ho fatto un tuffo nel passato,nei valori che mi hanno trasmesso i miei genitori,di quelle favole che mi raccontavano,ogni favola nascondeva un significato,così le favole Disney ,c’è una principessa,un principe,un buono e un cattivo,ok,ma c’è di più,”La Bella e la Bestia” ad esempio,ci vuole far capire che bisogna guardare oltre le apparenze,come diceva anche il Piccolo Principe:”L’essenziale è invisibile agli occhi”,che anche dietro un “Mostro” si nasconde un buono,che tutti hanno un’anima,che dentro ad una pietra si nasconde un cuore…Oppure “Biancaneve”che ci presenta delle nuove persone che potremmo incontrare nella nostra vita i “nanetti”,ce li presenta in modo dolce,buffo.Le favole che ci raccontavano o facevano vedere da piccoli avevano una morale,ci presentavano la realtà trasformata in favola,piccoli valori ci venivano trasmessi sotto forma di gioco,di racconto,ma oggi,i genitori,raccontano ancora le favole ai figli??O gli esempi sono solo quei cartoni animati in cui ci sono mostri che combattono tra di loro??


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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  MariangelaCavallo il Lun Mag 02, 2011 8:24 pm

    Quello di oggi è stato uno degli incontri più belli, le vere sensazioni le provi quando ti trovi di fronte a persone come adele, un video un racconto può sollevare emozioni ma mai uguali come quelle di una vera testimonianza. " Non biosgna fermarsi davanti agli ostacali" potrebbe essere una delle tante frasi scontate,retoriche,ma dette dalla bocca di chi gli ostacoli li vive ogni giorno,ha senso,più che senso! Adele è una persona forte e decisa che nonostante tutto ha deciso di vivere la sua vita al meglio! e per questo va ammirata...Adele si trova ogni giorno a combattere,ma ha la caparbietà che pochi possiedono! Mi ha trasmesso il suo senso della vita,che forse è un pò diverso dal mio, troppo impegnato in problemi e pensieri futili,sarà colpa della mia giovane età,mi ha trasmesso la forza di andare avanti nel mio percorso da educatrice, la sicurezza di farcela e anche se un domani non avrò un ruolo in questa società vorrei essere felice e fiera di poter regalare un sorriso a chi ne ha bisogno,vorrei davvero che le mie non fossero solo parole dette e pensate in questo istante,vorrei fare di adele come di tutto il contenuto di questo corso la mia guida e fare di queste belle parole gli assi portanti della mia vita da educatrice e non!
    Grazie Adele,Grazie Professoressa
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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  Andreozzi Teresa il Lun Mag 02, 2011 8:39 pm

    Nella lezione di oggi si è tornati a parlare delle cosiddette “barriere”..ma oggi l’abbiamo fatto in manira particolare.Come sempre la prof ci guida,possiamo dire per mano,nelle sue lezioni e ci immerge in “mondi” a volte per me nuovi,”mondi” che fino ad oggi non coglievo allo stesso modo ma soprattutto con la stessa sensibilità con cui riesco a fare ora.
    Abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di avere,oggi in aula,la testimonianza della Sign.Adele.Potrei sintetizzare il tutto con una sola parola:EMOZIONE…quella che ti lascia dentro una grande traccia, un’impronta indimenticabile.
    Sorprendente la forza,la tenacia,il coraggio,di Adele,di combattere contro tutti e tutto e di andare avanti attraverso l’amore per la fede,per la famiglia,per l’amicizia.

    "Ho lottato con me stessa per stare al mondo, per stare con voi. Cerco di superare le mie paure, le affronto. Non si tratta di forza, è questione di carattere, e poi mi hanno aiutata la fede, la famiglia, gli amici".

    Dalle parole di Adele si evince il dolore..un dolore che come lei stessa ci ha detto porta ancora con se ma che riesce ogni volta a combatterlo anche grazie al suo carattere.
    Una frase in particolare ha suscitato in me commozzione e rabbia,ed è stato quando Adele ha detto:”a volte mi sento invisibile...”
    Perchè tanta indifferenza...perchè tanto menefreghismo...perchè tanto disinteresse!
    Solidarietà e fratellanza dovrebbero garantire una realtà migliore, in particolare per quanto attiene ai cittadini meno fortunati come i disabili costretti in carrozzella (e non solo). Ciò sembrerebbe in effetti doveroso in un mondo che si definisce “civile”. E invece no. Chiamando “diversamente abili” le persone con handicap, molti ritengono di aver fatto già abbastanza.
    Ma non voglio credere che tutti siano così....voglio credere in un mondo fatto di persone solidali e umili.Con questo non voglio dire che voglio vivere in un mondo fatto di favole ma bisogna dover credere prima di tutto affinchè le cose possano cambiare e andare per il verso giusto...io voglio crederci!!!
    Bisogna dare voce a queste persone,e ognuno di noi,con il nostro piccolo,potremmo fare tanto per garantire una vita migliore per tutti(disabili e non)...Potremmo iniziare pensando che NELLA VITA BISOGNA SEMPRE TENERE BEN SALDE DUE PURE VIRTU': LA DOLCEZZA CON IL PROSSIMO E IL SENSO DELL'UMILTA'...
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    MariaPetrone

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    incontro con ADELE

    Messaggio  MariaPetrone il Lun Mag 02, 2011 8:45 pm

    Che belle le emozioni dell'incontro con Adele oggi!!
    Adele è una donna che quando era ancora una ragazzina si è ammalata di poliomielite, una malattia virale che colpisce i neuroni del midollo spinale. Adele ha raccontato che a causa di un intervento alla schiena è dovuta restare due anni nel letto!! Ma la sua forza forza d'animo è stata più forte della malattia, ha trovato forza nella fede, nella famiglia, negli amici... e se prima non si accettava oggi convive con la malattia ma, ci convive con una tale disinvoltura, con una tale naturalezza e speditezza da dover essere soltanto ammirata. Adele inoltre ha precisato che più che accettare la malattia si è adeguata ad essa affermando che non ci si deve fermare agli ostacoli ma, che si deve andare avanti,SEMPRE!
    Lei ha detto:" Non accetto che la società non mi accetta" e questa sua espressione a mio parere dovrebbe essere usata come slogan per sensibilizzare questa società nella quale è imossibile muoversi liberamente a causa dell'inefficienza dei diversi mezzi di trasporto e dell'egoismo di molte persone ( infatti Adele ha anche sostenuto che per rendere il palazzo in cui vive adeguato alle sue condizioni ha dovuto combattere con il condominio e umiliarsi, e questo oggi è inaccettabile).
    Un'altra sua frase degna di ammirazione è stata : "Gli altri, un soffio e vanno via".. sottolinenado di non amare chiedere aiuto e preferire appoggiarsi alle sue forze piuttosto che a quelle degli altri. Preferisce essere una ragazza disinvolta e indipendente piuttosto che impietosire la gente, preferisce essere trattata come tutti gli altri perchè lei è come tutti gli altri.

    "Siate semplici. Siate umani. Siate voi stessi senza paura di.."
    Questo, è ciò che ho imparato oggi ed questo, quello che dovrebbero imparare tutti!

    fabianaspena

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    Storia di vita

    Messaggio  fabianaspena il Lun Mag 02, 2011 8:47 pm

    OGGI IN AULA ABBIAMO ASCOLTATO L'ESPERIENZA DI ADELE UNA SIGNORA DISABILE.
    ADELE CI HA RACCONTATO UNA GIORNATA TIPO SPIEGANDOCI QUALI BARRIERE ARCHITETTONICHE RISCONTRA OGNI GIORNO E CHE NON LA PERMETTONO DI AFFRONTARE UNA GIORNATA CON LA MASSIMA SERENITA'.
    CI HA RACCONTATO COME E' ARRIVATA ALL'UNIVERSITA' E QUANTE BARRIERE CHE HA INCONTRATO NEI PULMAN,NELLA STAZIONE E PER STRADA VISTO CHE QUASI SEMPRE SUI MARCIAPIEDI NON SI PUO'CAMMINARE PERCHE' CI SONO FERME LE MACCHINE.
    ADELE A CAUSA DELLA MALATTIA E' STATA COSTRETTA A VIVERE SU UNA SEDIA A ROTELLE, UNA SITUAZIONE DIFFICILE D'ACCETTARE, E LA SOCIETA' E NOI CITTADINI DI CERTO NON LE SIAMO D'AIUTO.
    ANZI' QUESTE PERSONE OGNI GIORNO DI PIU' VENGONO EMARGINATE,IGNORATE IN UN CERTO SENSO E PENSARE CHE CI SONO TANTE PICCOLE COSE CHE POSSIAMO FARE PER LORO PARTENDO AD ESEMPIO DAL NOSTRO SENSO CIVICO CHE MOLTO SPESSO DIMENTICHIAMO.
    A VOLTE BISOGNA IMMEDESIMARSI IN QUESTE PERSONE, CAPIRE COSA SI PROVA STARE LI FERMI SU UNA CARROZZINA.E' DURA E LO DICO PER ESPERIENZA PERSONALE (ANCHE SE FORTUNATAMENTE E' STATO SOLO PER UN BREVE PERIODO),E' DIFFICILE DA SPIEGARE MA E' COME TUTTO IL MONDO TI RUOTASSE INTORNO MOLTO VELOCEMENTE MENTRE TU RESTI LI IN QUEL LETTO IMMOBILE,FERMA IMMERSA NEI TUO MILLE PENSIERI E DAI TANTI PERCHE' TUTTO QUESTO.
    RICOLLEGANDOMI AL LABORATORIO DELL'OROLOGIO DOVE RACCONTAVO LA MIA GIORNATA TIPO ANCORA UNA VOLTA LA STORIA DI ADELE MI CONFERMA CHE LE TANTE DIFFICOLTA' CHE A NOI SEMBRANO BANALI PER LORO E IN QUESTO CASO PER ADELE POTREBBE ESSERE UN GRANDE PROBLEMA.
    ALL'INIZIO ADELE NON SI ACCETTAVA E SOLO GRAZIE ALLA SUA AMICA ROSARIA,LA FEDE MA SOPRATTUTTO GRAZIE ALLA SUA FAMIGLIA CHE E' RIUSCITA A TROVARE LA FORZA DI REAGIRE E CERCARE DI NON FARSI DEMORALIZZARE DALLE BARRIERE ARCHITETTONICHE.
    E ANCHE IN QUESTA STORIA LA FAMIGLIA RAPPRESENTA UN FULCRO IMPORTANTE PER ADELE MA PER TANTE PERSONE DIVERSAMENTI ABILI,COME LO E' STATA ANCHE PER ME IN QUEI MOMENTI BUI.
    BISOGNA APRIRSI AL PROSSIMO,AIUTARE CHI HA PIU' BISOGNO ANCHE CON PICCOLE GESTI MA SENZA FAR DISTINZIONI PERCHE' OGNUNO DI NOI E' UNICO...
    RIPRENDO UNA FRASE CHE HO GIA' SCRITTO IN UNO DEI MIEI COMMENTI PERCHE' PENSO CHE RACCHIUDA TUTTO QUELLO CHE PENSO...

    RICORDA SEMPRE CHE SEI UNICO, ESATTAMENTE COME TUTTI GLI ALTRI!!!


    Ultima modifica di fabianaspena il Lun Mag 02, 2011 8:49 pm, modificato 1 volta

    russo rosa 1989

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  russo rosa 1989 il Lun Mag 02, 2011 8:49 pm

    Che cosa è il VOLONTARIATO? E’ il mestiere più bello della vita. E’ fare dono di sé, di parte del proprio tempo a chi ne ha bisogno. Si può prestare opera di volontariato in vari settori. IL VOLONTARIATO ESALTA IL VALORE DELLA SOLIDARIETA’ e incarna lo spirito del “farsi prossimo”, per usare un’ espressione cristiana, cioè del mettere in pratica il comandamento dell’ amore aiutando i più bisognosi.
    E’ proprio grazie al volontariato che è avvenuto l’ incontro tra Rosaria e Adele, amiche da vent’ anni. L’ amicizia è uno dei valori che non viene scalfito dalle epoche che passano, dalle idee che passano. Dai bisogni e dalle necessità che si trasformano. Ma non si può diventare amici di tutte le persone che si conoscono perché vi sono condizioni che non è facile stabilire con tutti: affetto, fiducia, sincerità, ecc. Come giustamente ha affermato oggi Adele: “ Pochi amici, ma buoni. “ Adele ho avuto la fortuna di conoscerla oggi: è una persona spontanea, dolce e splendida perché combatte giorno per giorno contro barriere architettoniche e superficialità, per vivere nel mondo dei così detti “sani”. Infatti i sani si creano problemi futili, es: capelli lisci o ricci, non pensando che esistono problemi seri di salute e credendo che se si è nati sani, lo si è per tutta la vita. Bisogna vivere in modo “pulito” ogni giorno della propria esistenza.
    “Volere è potere nella vita”, afferma Adele che grazie alla sua testardaggine è una donna indipendente , con un carattere forte e deciso. Il padre la chiamava: “ Il pericolo è il mio mestiere! “. Adele non ama il pietismo, non ama far parte di associazioni poiché, secondo lei, queste non ti fanno integrare, ti fanno sentire diverso. Concludo con l’ appello di Adele:
    “SIATE SEMPLICI, SIATE UMANI, SIATE VOI STESSI”
    Un grazie alla Prof., ad Adele e a Rosaria.

    teresa lunario

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  teresa lunario il Lun Mag 02, 2011 8:53 pm

    Quello di oggi è stato un laboratorio che mi ha emozionato tantissimo grazie alla testimonianza di Adele, la quale nonostante la sua disabilità ha forza da vendere e tanto da insegnarci. Grazie al suo racconto ho potuto capire quanto sia straordinaria questa donna, che con il suo carattere forte e la sua tenacia affronta le mille difficoltà quotidiande senza mai scoraggiarsi. Interessante è stato anche l'intervento di Rosaria, poichè anch' io ho la fortuna di poter fare volontariato. Questa esperienza mi ha cambiata molto e continua a farlo, man mano divento sempre più consapevole di ciò che conta veramente nella vita e sto imparando ad apprezzare anche le piccole cose. Tale esperienza mi stà dando tantissimo e sopratutto mi stà dando la possibilità di conoscere persone straordinarie e dalle quali ho solo tanto da imparare. Tornare a casa sapendo di essere riuscita a regalere un sorriso, ma anche una semplice parola di conforto a chi meno fortunato di te non ha prezzo. Auguro a tutti la possibilità di vivere l' esperienza del volontariato in quanto vi cambia completamente il modo vivere e vedere la vita.
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    NicolinaBelluomo

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    15° laboratorio,barriere architettoniche-Adele

    Messaggio  NicolinaBelluomo il Lun Mag 02, 2011 9:08 pm

    Oggi abbiamo avuto la possibilità attraverso la testimonianza della signora Adele,affetta da una malattia che colpisce i muscoli e non le permette di camminare senza il supporto di una carrozzina,di capire meglio le difficoltà che una persona disabile deve affrontare per vivere la sua vita in autonomia.
    Adele si è rivolta a noi dicendoci che “la nostra cosa bella è l’indipendenza,ciò che pensiamo lo possiamo fare”siccome lei incontra barriere architettoniche anche se vuole andare al bar a prendersi un caffè,come suggerisce Anna Maria Murdaca nel testo nozioni...è il contesto a determinare la condizione di handicap,e non bisogna mai rivolgersi a persone con disabilità con pietismo perché esse sono come noi,infatti Adele diceva”anche io come voi mi posso arrabbiare,posso essere felice e posso innamorarmi,sono stata innamorata per 11anni di una persona che non mi voleva,mi bastava vederla per stare bene”.
    Adele ci ha raccontato che solo dopo l’intervento ha incominciato ad accettarsi,da bambina ha sempre rifiutato il suo decifit,anche ai suoi familiari non voleva mostrare i suo limiti e così nascondeva la carrozzina sotto al letto anche quando andavano le sue cugine a casa.
    Adele oggi è una donna testarda che con coraggio affronta le difficoltà che purtroppo nonostante i suoi appelli e le sue denuncie è costretta a vivere tutti i giorni,infatti quando ci raccontava la sua giornata tipo ha sottolineato più volte che anche se fuori casa ci sono scivoli che gli permettono di salire e scendere dal marciapiedi,spesso ci sono parcheggiate auto o motorini che impediscono il passaggio.
    Dopo aver raccontato gli ostacoli che ha incontrato nel tragitto per arrivare all’università ci ha anche riportato una situazione di disagio avvenuta all’interno dell’università,cioè quando si è avvicinata all’ascensore e ha chiesto a un gruppetto di ragazze quale piano dovevano andare,solo una ragazza l’ha risposta e volontariamente si è offerta di accompagnarla,lei ha avuto la sensazione,come le è capitato più volte di sentirsi invisibile,come se gli altri non la vedessero,ma per lei che odia chiedere aiuto perché desidera essere autonoma come tutti noi,è una situazione che vive con estrema difficoltà.
    Adele desidera una quotidianità come tutti noi,ma la società non glielo permette,per questo non si sente accettata,e a tal proposito ci teneva a rammentarci che nella vita bisogna lottare perché siamo soli e solo con le nostre forze possiamo raggiungere i nostri sogni…”siate semplici,siate umane,siate voi stesse senza paura di…”

    (Navigando ho trovato questa bellissima poesia,ve la riporto perché secondo me rispecchia la grande forza di volontà di Adele)

    Nulla infinito che invadi i miei pensieri
    lascia libera la mia mente da tutti i desideri.
    Il mondo intero potrei esplorare
    tanti capolavori potrei creare
    un grande aiuto potrei regalare
    ma la realtà bisogna accettare.
    Un valore nel mondo potrei avere
    anche minimo senza potere.
    Aprendo gli occhi e senza sognare
    una via di mezzo potrei diventare
    ci vuole forza e coraggio
    come splendidi fiori a maggio
    ma qualcosa potrei realizzare.
    Inutile non mi sentirei
    e felice ogni cuore farei.
    “Sara Zucchetti”


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    angelacatuogno

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  angelacatuogno il Lun Mag 02, 2011 9:24 pm

    Oggi è stato un giorno speciale per me,come credo anche per tutti coloro che hanno ascoltato le bellissime parole di ADELE.Adele è una persona disabile che conduce la sua vita su una carrozzina a corrente elettrica che dura circa 6ore;è una cara amica della professressa.
    La professoressa le ha chiesto di raccontarci una sua giornata tipo,facendoci capire quanti ostacoli o meglio barriere architettoniche incontra durante la sua giornata.Era molto timida ,quasi non si sentiva nulla inizialmente di ciò che diceva,questa sua timidezza ci ha portati cosi a stare in silenzio assoluto improvvisamente,un silenzio mai visto prima in un aula universitaria.
    Ha iniziato dicendo che è stata operata alla schiena perchè aveva solo 6mesi di vita,dopo di chè è stata a letto per due anni,ma nonostante ciò ha superato questo grande ostacolo e continua la sua vita,di certo non facile...
    Ha dovuto lottare per avere una vita migliore,una vita come la nostra...Ha combattuto contro il condominio,poichè non volevano contribuire per modificare l ascensore del palazzo,dato che la carrozzina non entrava...Ha raccontato che poco distante dal palazzo dove vive se ci sono marciapiedi con scivoli,molte volte non riesce a passare perchè ci sono motorini e auto parcheggiati;non può salire nei pulman,poichè non dotati di sollevatoi per disabili e stamattina è riuscita a prendere il pulman dopo tre denunce fatte e dopo quattro anni,per venire a farci visita,a tutti i costi,anche se il tempo era incerto,infatti ci ha detto ce quando è mal tempo evita di uscire...,ma non si arrende!!
    Ha detto:IO NON AMO CHIEDERE .QUELLO CHE RIESCO A FARE,FACCIO!
    Una donna da ammirare per la sua tenacia,coraggio che trova ogni giorno per affrontare le sue difficoltà,certo non è sempre stato cosi..ci ha detto che quando era piccola per vergogna nascondeva la carrozzina sotto al letto per farla vedere alle sue cugine...Oggi è una di quelle persone che ha abbattuto questo muro di vergogna e lotta,lotta perch vuole i suoi diritti!Il padre di Adele le diceva:il pericolo è il tuo mestiere!!Ebbene se il pericolo è questo è giusto che lo sia stato e che continui ad essere...Ha affermato infatti di non arrendersi mai,non dice mai non c è la faccio..è una persona testarda con delle idee ben precise..Una delle mie compagne le ha chiesto dove trovava questo coraggio ogni giorno.Lei ha risposto nella fede, nella famiglia,ma soprattutto nel mio carattere!Perchè prima di tutto ci vuole la volontà di andare avanti,la determinazione..Quante volte per futili motivi facciamo e diciamo cose assurde,basta che abbiamo delle piccole difficoltà dinanzi e non siamo capaci di trovare la nostra forza e di pensare che i veri problemi della vita sono ben altri.Ha anche affermato però che nonostante la sua forza,la sua volontà che non si accetta per quello ce è perchè è la società che non la fa sentire normale,uguale agli altri.Ci ha implorato affinchè di fronte a qualsiasi caso di handicap,essendo futuri educatori,di no fare mai pietismo nei loro confronti,perchè non è cosi che si aiuta una persona disabile,ma comportarci in maniera semplice,normale,essere noi stessi senza aver paura di niente..Con lei c era anche un altra signora di nome Rosaria,fa il volontarato.Ci ha raccontato che ha conosciuto Adele durante un viaggio spirituale,ci ha detto che Adele le ha insegnato tanto,perchè ha affermato che fare volontariato è il mestiere piu bello della vita,perchè sono le persone disabili ad insegnare qualcosa,basta un semplice sorriso,un piccolo gesto per renderli felici e ci insegna quest mestiere quanto siamo fortunati.
    Concludo dicendo che questa esperienza mi ha fatto davvero emozionare,è stata toccante,perchè non so se io fossi in grado di lottare tanto come Adele sta facendo;è davvero allucinante pensare che oggi ci troviamo di fronte a tanta indifferenza da parte della società..mi da rabbia pensare che sono molte volte i giovani ad esserlo e allora mi viene da pensare che sono poco educati e non hanno stima in loro stesse..perchè solo sentendoci capaci di essere oggetto d amore possiamo veramente darci all altro e permettergli di avvicinarsi...
    AMA IL PROSSIMO,COME AMI TE STESSO!!!!
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    emanuelaerrichiello

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

    Messaggio  emanuelaerrichiello il Lun Mag 02, 2011 9:29 pm

    "UN ESCALATION DI SENSIBILITà E COMMOZIONE"è l'affermazione che mi risulta più facile da associare a questo costante percorso pedagogico che la professoressa Briganti ci ha dato modo di compiere.
    Quella di oggi,è stata una lezione davvero emozionantissima e forse quella che fino ad ora più mi ha coinvolto.
    Una donna di nome Adele,molto buona d'animo,affetta da poliomielite,una malattia che colpisce soprattutto i muscoli della schiena,ci ha raccontato la storia della sua vita giornaliera.
    Ascoltarla è stato bellissimo,tantissime sono le cose che mi hanno colpito della sua personalità.
    Il primo tratto che ho potuto notare,dalla sua presentazione,è stata la sua timidezza,una sorta di BARRIERA EMOTIVA che lei è riuscita a superare con la sua testimonianza in presenza di tantissime persone,a differenza di molti di noi,(compresa me)che invece preferiamo fermarci dinnanzi a questo muro immaginario,non esprimendo molto spesso le nostre emozioni pubblicamente,anche quando ne sentiamo il bisogno. Embarassed
    "Ho lottato con me stessa,per stare insieme ai sani,che siete voi"dice.Una battaglia vinta in partenza,mi verrebbe da dire,per il modo con cui lei si è approcciata.
    Mi ha fatto a lungo riflettere il termine SANO ,che noi quasi sempre diamo per scontato,quando poi invece non lo è affatto,come ci ha fatto notare Adele.é per questo motivo che,ogni giorno,dobbiamo tutti ringraziare il Signore per la vita che ci ha donato.Non importa che tipo di vita ognuno di noi conduce,perchè in fin dei conti,tutti siamo un pò uguali ed un pò diversi al tempo stesso,ciò che conta è vivere felicemente ed in comunione con i nostri amici,che come appunto Adele ha sottolineato,debbono essere pochi ma buoni,perchè gli amici veri sono molto rari. Neutral
    Formidabile è la sua forza di volontà,nell'affrontare i problemi della sua esistenza.Una forza di volontà che si regge un pò sul carattere ed un pò sulla Fede in Dio.é munita di una sedia a rotelle elettrica,ovvero,una tecnologia estensiva che consente l'ampliamento del suo corpo.Anche lei,come ogni altra persona "diversamente abile"incontra ogni giorno,BARRIERE ARCHITETTONICHE come i motorini e le automobili parcheggiate fuori l'uscio di casa,marciapiedi,pullman,tempo metereologico ecc...Difatti pure prendere un semplice caffè al bar,implica difficoltà.
    Le piace sentirsi indipendente e dire sempre:"SI!posso farcela"
    Per questi motivi può essere definita a mio parere un vero ESEMPIO da emulare.
    "Io non mi accetto perchè è la società che non mi accetta,ma comunque mi adeguo".Anche questa frase è stata interessante,perchè ha introdotto una tematica molto ampia,quella della non curanza della società,che appare come paralizzata davanti al tema Handicap.Basterebbe un semplice passo in avanti,per migliorare la vita di queste persone speciali,come l'abolizione dell'indifferenza.
    L'accettazione è la prima tappa fondamentale da raggiungere,l'ultima è la totale integrazione della persona definita purtroppo "diversa".
    A volte anche un semplice SORRISO,può servire!Almeno per alleviare la situazione di disagio,che ogni giorno le persone come Adele,incontrano nel rapportarsi con gli altri.

    C'é CHI DICE CHE BISOGNA ALZARE UN DITO PER TOCCARE IL CIELO,A ME BASTA UN TUO SORRISO PER ABBRACCIARE L'UNIVERSO


    Ultima modifica di emanuelaerrichiello il Mar Mag 03, 2011 10:26 am, modificato 5 volte

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    Re: 15. lab. 2 maggio - Barriere architettoniche: resoconto di ADELE (chiude 13 maggio)

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